Archivio | giugno, 2009

Il curriculum? Un candidato su due lo spedisce dall’ufficio

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Ebbene sì, inviare il curriculum dall’ ufficio è una «normale» consuetudine. E, se ciò non bastasse, si utilizza pure direttamente la posta elettronica aziendale. I manager non fanno eccezione. Bernard Cantournet (Ray & Berndtson) fuga ogni dubbio al proposito: «Sulla fascia media – afferma – lo fa tranquillamente un buon 50%». E non si ferma qui: riferisce, anzi, che ai «piani più alti» ci si spinge anche oltre.

Per chi si chiedesse che effetto faccia il «contatto dall’ ufficio» sul selezionatore, chiariamo subito che nessun head hunter al mondo cestinerebbe mai una candidatura per un simile peccatuccio. Ma sicuramente l’ approccio non è dei più eleganti.

Giovanna Brambilla (Value Search), infatti, non va per le sottili: «E’ di scarso buon gusto, oltre che spiacevole. E denota superficialità, se non arroganza», commenta. Chi vuole intendere, intenda. Se, poi, qualcuno si domandasse se sia un comportamento lecito, la risposta è netta: no. «L’ uso di strumenti aziendali per fini personali non è legittimo, salvo che non sia espressamente autorizzato dal datore di lavoro», informa l’ avvocato Gabriele Fava, esperto giuslavorista dell’ Associazione italiana per la direzione del personale Aidp. «Quanto più lo fai, tanto più aumenta il rischio di essere licenziato», ammonisce Fava. E, di fatto, c’ è chi ha perso il lavoro anche per il semplice vizietto di indugiare sui siti di viaggi. «Un’ ora al giorno sottratta all’ azienda è un inadempimento contrattuale: oltre a licenziarti, possono chiederti il pagamento dei danni». Il discorso vale, ovviamente, anche per l’ invio di cv dall’ azienda. Cosa può succede a chi eccede? Fava rassicura: «Finora si è arrivati al massimo alla sospensione dal lavoro e dalla retribuzione per alcuni giorni». Però, di certo, è meglio non perseverare.

Fonte: Corriere della Sera

 

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I voucher lavoro per il 2009 saranno validi anche per i cassintegrati

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Giardinieri, insegnanti per le ripetizioni, baby sitter e anche dog sitter, venditori ambulanti di giornali. Dopo i voucher per pagare chi aiuta in campagna per la vendemmia e per le colf occasionali, arrivano i buoni lavoro per tutta una serie di attività e soggetti che possono rientrare nelle attività di lavoro di tipo occasionale accessorio. E, solo per il 2009, in via sperimentale, potranno integrare il reddito con lavori occasionali pagabili con i voucher anche i cassintegrati e i lavoratori in mobilità.

A disegnare la nuova mappa delle attività coperte dai voucher per i lavori occasionali è stato il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, presentando, assieme al presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, la nuova campagna di comunicazione volta a sviluppare l’utilizzo di questo strumento. La nuova campagna – che partirà a fine giugno e, in vista della vendemmia, sarà ripresa a settembre – ha infatti l’obiettivo di informare i cittadini sulle nuove misure volte ad ampliare le forme di lavoro regolare, favorendo le possibilità di impiego e di integrazione del reddito per i soggetti più "deboli", e per evitare le zone d’ombra del lavoro nero.

PENSIONATI, STUDENTI, CASALINGHE: CHI PUO’ ACCEDERE?
I prestatori di lavoro occasionale accessorio possono essere pensionati, studenti, casalinghe, disoccupati titolari di disoccupazione ordinaria o a requisiti ridotti o di disoccupazione speciale per agricoltura ed edilizia e, solo per il 2009, i cassintegrati e i lavoratori in mobilità. In alcuni casi possono accedere al lavoro occasionale anche i cittadini stranieri "regolari". Tra i pensionati possono accedere quelli in trattamento pensionistico in regime obbligatorio, mentre sono considerati studenti i giovani, con meno di 25 anni e più di 16, regolarmente iscritti ad un ciclo di studi: possono lavorare il sabato e la domenica o nei periodi di vacanza estiva, pasquale o natalizia.  

AZIENDE E FAMIGLIE COMMITTENTI
A commissionare il lavoro possono essere famiglie, privati, aziende, imprese familiari operanti nel settore del commercio turismo e servizi, imprenditori agricoli, enti senza fini di lucro ed enti pubblici, ma solo in caso di prestazioni per lavori di emergenza e di solidarietà. Le aree sono quelle del settore agricolo, svolte a favore di produttori con volume di affari non superiore a 7.000 euro, o imprese familiari nei settori commercio, turismo e servizi con un limite di 10 mila euro per anno fiscale a favore di soggetti estranei alla famiglia. In campo domestico i lavori considerabili come occasionali sono quelli svolti in maniera discontinua e saltuaria. In questa fattispecie si inseriscono la babysitter e il dogsitter. Ci sono poi i lavori di giardinaggio, pulizia e manutenzione di edifici, strade, parchi e monumenti, e quelli che rientrano in manifestazioni sportive, culturali, fieristiche o caritatevoli, di emergenza o di solidarietà. E’ pagabile con i voucher anche la consegna porta a porta e la vendita ambulante di stampa quotidiana e periodica, e l’insegnamento privato e supplementare. Per gli altri settori produttivi si può ricorrere ai buoni sono nel caso di giovani studenti, pensionati, cassintegrati.

MASSIMO 5 MILA EURO ESENTASSE
I prestatori possono svolgere attività di lavoro fino a un limite economico di 5.000 euro per singolo committente nell’anno solare. Nel caso di cassaintegrati o lavoratori in mobilità il limite è di 3.000 euro. Questi compensi sono esenti da ogni imposizione fiscale e non incidono sullo stato di disoccupato o inoccupato e sono totalmente cumulabili con i trattamenti pensionistici.   

I VOUCHER
I buoni, acquistabili singolarmente o in multipli da cinque, hanno un valore di 10 euro ciascuno, che comprende sia la retribuzione sia la contribuzione previdenziale e assicurativa. Il valore nominale di ogni buono comprende i contributi Inps (13%), l’assicurazione Inail (7%) e un compenso all’Inps per la gestione del servizio (5%). Il valore netto è pertanto di 7,50 euro. Il buono multiplo ha invece un valore netto complessivo di 37,50 euro. I buoni si possono acquistare o presso le sedi provinciali Inps o per via telematica.

Fonte: Ansa.it

 

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Selezione personale nelle grandi aziende

Selezione personale nelle grandi aziende

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Abbiamo selezionato per voi un elenco di 120 grandi realtà aziendali che effettuano ricerche di personale in modo continuativo e che possiedono un’apposita sezione online dedicata al recruiting. Abbiamo realizzato questo lavoro per voi perchè sappiamo che la strategia migliore per candidarsi è la più semplice! Il metodo più utilizzato dalle grandi aziende per la selezione di personale è infatti la raccorta di curriculum dal proprio sito web. I link che vi proponiamo di seguito vi condurranno direttamente alla pagina web dedicata alla selezione di nuovo personale da parte delle più grandi imprese che operano nel nostro Paese. Qui generalmente trovate l’elenco delle figure cercate con approfondimenti sulla tipologia di mansione, sul contratto offerto, sul luogo di lavoro e sui requisiti indispensabili. Alcuni siti indicano il riferimento al quale inviare il curriculum, altri danno la possibilità di caricarlo direttamente nel database aziendale.

Ecco i link che vi condurranno alle offerte di lavoro delle grandi aziende:  

ABB Edison Nestlè
ABI Emergency Nokia
Accenture Enel OBI
Agos ENI Opel
AIM Group Epson Original Marines
Alcatel Esprinet Parmalat
Alleanza Assicurazioni Esselunga Peugeot
Allianz-RAS Esso Philips
Altran Eurospin Pirelli
Amadori FastWeb Poste Italiane
Anas Ferrero Procter&Gamble
Ansaldo Energia Ferrovie dello Stato Purina
API FIAT Radio 24
 
Aruba Fila RAI
Arval FNM Group RCS
Auchan Generali Assicurazioni Sace
Autogrill Geox Saeco
Avon Giochi Preziosi Seat Pagine Gialle
Banca Antonveneta Google Siemens
Banca Monte dei Paschi di Siena Granarolo Sirti
Banca Popolare di Sondrio Gruppo Blue Team SKY
Barilla Honda Snam
Bata HP Sogei
Bayer IBM Sony
Benetton INA Assitalia Supermercati GS
BMW Indesit Company Tamoil
BNL ING DIRECT Telecom Italia
Brembo Intesa San Paolo Terna
Bricofer Iper Tiscali
BTicino L’Oréal TOD’S
Carlo Gavazzi Lottomatica TOTAL  
Carrefour Luxottica Trony
Castorama Maiorana UniCredit Banca
Coin Marangoni UniEuro
Coop Marionnaud Unipol
Costa Crociere Mediaset Valsoia
De Longhi Meliconi Value Team
Dell Mercedes-Benz Vodafone  
Douglas Metro Volkswagen
Ducati Microsoft Whirpool

 

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Il dipendente che finisce in carcere non può essere licenziato

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Anche se il lavoratore finisce in carcere non è possibile licenziarlo. Parola di Cassazione. Secondo Piazza Cavour, infatti, il detenuto può solo perdere lo stipendio ma non può essere allontanato dal posto di lavoro. Tutto questo emerge da una sentenza (n.12721/2009 della Sezione lavoro) in cui la Corte convalida la reintegrazione di un lavoratore occupato in un’ azienda con oltre 60 dipendenti, che, per lagioni non legate alla sua attività lavorativa era finito in carcere ed era stato licenziato in tronco per "assenza ingiustificata" dal luogo di lavoro.

L’azienda nel corso del processo aveva evidenziato che la detenzione del lavoratore aveva deteminato un danno, giacché l’attività non si poteva consentire alcuna interruzione del normale ciclo produttivo.Di diverso avviso però la Suprema Corte che ha confermato la reintegra nel posto di lavoro già disposta dai giudici dell’Appello, con tanto di condanna della societa’ al risarcimento dei danni.

Insomma la Corte è stata chiara: se il lavoratore finisce in carcere per motivi non legati al lavoro non va licenziato. In questi casi occorre infatti valutare le "esigenze oggettive dell’impresa, tenendo conto delle dimensioni della stessa, del tipo di organizzazione tecnico-produttiva, della natura e importanza delle mansioni del lavoratore detenuto, nonche’ del maturato periodo di assenza, della prevedibile durata della carcerazione, della possibilita’ di affidare temporaneamente ad altri le sue mansioni senza necessita’ di nuove assunzioni". E più in generale "di ogni altra circostanza rilevante ai fini della determinazione della misura della tollerabilita’ dell’assenza".

Fonte: studiocataldi.it
 

 

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