Archivio | agosto, 2009

Facebook assume e rafforza lo staff del 50%

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Entro la fine del 2009 lo staff del popolare social network sarà rafforzato del 50%. È proprio il caso di dire che Facebook "navighi" contro-corrente. In un periodo di crisi economica globale, Facebook, al contrario di molte altre aziende, assumerà 500 nuovi dipendenti entro la fine dell’anno, i quali si andranno ad aggiungere agli attuali mille.

Mark Zuckerberg, il fondatore del Social network per eccellenza, spiega come le nuove assunzioni possano essere utili allo sviluppo del portale: l’obiettivo è di quadruplicare il numero degli attuali utenti (che passerebbero così da 250 milioni a un un miliardo) "conquistando" nuove frontiere come India e Brasile. Per conseguire questo ambizioso progetto, Zuckerberg necessita quindi di nuove menti che si possano curare del sito a tempo pieno.

Un’altra battaglia vinta, insomma, nella "guerra" che vede schierato il sito di Zuckerberg contro MySpace. Infatti, un paio di mesi fa, MySpace annunciò il licenziamento di 425 dipendenti, mossa indispensabile per la sopravvivenza del sito stesso. Facebook, al contrario, ora assume. 

Le opportunità di lavoro in Facebook sono elencate a questo link: http://it-it.facebook.com/careers/?ref=pf 

Fonte: Megalab.it

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350 mila aspiranti dipendenti per Banca Intesa-Sanpaolo

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Tanti come gli abitanti di Firenze; in 350 mila hanno inviato il curriculum al sito di Intesa-Sanpaolo per chiedere lavoro. In molti dal Sud, in pochi da Lombardia e Piemonte. In tempi di crisi migliaia di diplomati e laureati hanno deciso di tentare la fortuna cercando un posto nella banca, luogo indicato da molti probabilmente a torto, come tempio della noia. E invece della mega banca gli aspiranti dipendenti apprezzano la sicurezza, la stabilità. E scommettono sulla solidità; giudicano, evidentemente, la crisi finanziaria che ha scosso il sistema bancario come superata. 

Il fenomeno, rilevato dal sindacato, è nuovo: fino a un anno fa i curricula non si ammonticchiavano nell’immateriale cartellina come sta accadendo ora. Certo è che Intesa-Sanpaolo con i suoi 70 mila addetti e una fusione condotta senza morti e feriti – con oltre 6 mila uscite volontarie verso una sorta di prepensionamento – attira diplomati e laureati. Entrano abitualmente come apprendisti, ma il livello delle conferme è altissimo, la quasi totalità. E, infatti, già dall’inizio viene loro concesso mutuo sulla casa e prestito di 20 mila euro.
 
Ovviamente la banca sceglie le persone da assumere in base a criteri precisi: vengono subito scartate le votazioni basse di maturità o di laurea: non meno di 90 per i diplomi e di 100 per le lauree. Quest’anno le assunzioni saranno circa 1200, ma già Giacomo Sturniolo della Fisac-Cgil dice: «In autunno ripartirà la trattativa sulle assunzioni: solo a Torino usciranno 200 colleghi dalle filiali e, quindi chiederemo, in Italia qualche migliaio di assunzioni».

Anche Angela Rosso della Fabi ricorda che «occorre garantire l’occupazione in Italia anche per dare risposte alle speranze di almeno qualcuno dei 350 mila; questa è una banca legata al territorio che deve avere sensibilità verso i giovani». Ricorda anche che lo spostamento di alcune lavorazioni, in via sperimentale, in Romania è stata sospesa dopo che «il sindacato ha dichiarato la indisponibilità alle delocalizzazioni».

Fonte: LaStampa.it

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30 mila posti di lavoro che nessuno vuole

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Si cercano falegnami, idraulici, meccanici, parrucchieri, estetisti, carpentieri, elettricisti. Va bene che molti giovani, dicono studi e sondaggi di ogni genere, sognano ancora il posto fisso. Meglio ancora se nella pubblica amministrazione. E va bene che quasi metà degli italiani, come afferma una recente ricerca dell’Eurobarometro, sono talmente restii all’idea del cambiamento da non riuscire nemmeno a scrollarsi di dosso l’idea che quel posto debba durare tutta la vita.

Ma con la produzione industriale che arranca, la disoccupazione che galoppa, la cassa integrazione che non dà tregua, tutto ci si potrebbe aspettare tranne che le piccole imprese, proprio quelle che dovrebbero rappresentare il cuore pulsante dell’economia italiana, fossero a corto di braccia. Eppure, a giudicare almeno dai risultati di una inchiesta della Confartigianato sul fabbisogno di manodopera condotta in base ai dati dei primi sei mesi dell’anno, è proprio quello che sta accadendo. L’organizzazione presieduta da Giorgio Guerrini stima che nel 2009, nonostante la crisi, il sistema delle piccole imprese e dell’artigianato potrà creare 94.670 posti di lavoro.

Quasi un terzo di questi, tuttavia, rischia di restare vacante: per quanto si cerchino persone in grado di occuparli, semplicemente non si trovano. Una emergenza al contrario, tanto più paradossale perché con l’imminenza dell’autunno si addensano nubi sempre più minacciose sul mondo del lavoro. Da Nord a Sud. In Piemonte ci sono 512 aziende in crisi, con 25 mila dipendenti in cassa integrazione. Anche in Emilia-Romagna i cassintegrati sono più di 20 mila nelle sole aziende metalmeccaniche. La Sicilia è in apprensione per lo stabilimento Fiat di Termini Imerese. Nel Lazio i posti a rischio sarebbero 70 mila.

A fronte di un fabbisogno di 2.690 addetti, le piccole imprese ne cercano inutilmente 1.390, ovvero quasi il 52% del totale. Per non parlare poi dei parrucchieri e degli estetisti. In questo caso i posti di lavoro destinati con ogni probabilità a restare vuoti sono il 49% circa: ben 3.210. È in assoluto il buco numericamente maggiore fra tutti i comparti presi in esame dall’indagine. Ancora più grosso di quello che la Confartigianato denuncia per gli elettricisti. Rispetto alle esigenze dichiarate (9.850) ne mancherebbero infatti 2.840, pari al 28,8% del totale. Pesante risulterebbe anche la situazione delle officine per la riparazione delle auto, con un deficit di 1.640 meccanici. Problema di dimensioni più o meno simili a quello che viene accusato dalle piccole imprese informatiche (1.740) e dagli idraulici (ne mancano 1.560): mestiere, quest’ultimo, che ha fama di essere anche particolarmente redditizio una volta superata la fase dell’apprendistato. Soffre perfino l’edilizia, in assoluto il regno della flessibilità. Stando sempre ai dati della Confartigianato le piccole imprese sono riuscite a reclutare 3.160 carpentieri sui 4.500 che sarebbero necessari. Degli altri 1.340 ancora nessuna traccia.

Ma anche il numero dei disegnatori industriali disponibili è inferiore al fabbisogno di ben 1.110 unità. La medaglia della crisi economica ha tuttavia una doppia faccia. Se nelle piccole imprese un posto su tre rimane vuoto perché non si trova chi lo possa (o voglia) occupare, e nonostante sopravviva ancora il mito del posto fisso, nell’ultimo anno c’è pure chi ha reagito alle difficoltà economiche con una scelta opposta: mettendosi in proprio. Sintomo del fatto che, trovandosi di fronte all’alternativa fra andare a lavorare alle dipendenze in una piccola impresa, magari con un contratto da precario, e rischiare invece in prima persona, qualcuno sceglie questa seconda strada. Non moltissimi, per la verità: nell’annus horribilis per il Prodotto interno lordo la stessa Confartigianato ne ha censiti 8.134.

Ma con situazioni davvero curiose. Mentre infatti i parrucchieri cercavano inutilmente 3.210 dipendenti da avviare al lavoro, nei dodici mesi compresi fra la fine di giugno 2008 e la fine di giugno 2009 il numero dei barbieri e degli estetisti aumentava di 1.696 unità. Una crescita inferiore soltanto a quella del numero di quanti si sono buttati nella cosiddetta green economy (2.559) nonché del numero dei gelatai, dei panettieri e dei pasticcieri (2.082). Il bello è che alle gelaterie, alle pasticcerie e ai panifici artigianali mancano 1.140 dipendenti. C’è poi chi ha tentato l’avventura nell’informatica (462) o nei servizi di trasporto (800), oppure nelle piccole attività di restauro (104), o ancora nella tinteggiatura (681). I più creativi hanno scelto invece la strada della pubblicità e del design (119). E un pugno di temerari (39) ha messo la propria passione per gli animali al servizio del prossimo. Del resto, con questi chiari di luna tutto fa brodo.

Fonte: Corriere della Sera

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Nuovi posti di lavoro per gli insegnanti

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In tutti gli Uffici scolastici provinciali d’Italia sono state avviate in questi giorni le operazioni per le immissioni in ruolo di docenti e personale ATA previste dal decreto ministeriale n. 87 del 4 agosto scorso. Le assunzioni riguardano 8.000 docenti (1.941 di scuola dell’infanzia, 553 di primaria, 734 di secondaria di I grado, 438 di secondaria di II grado e 4.303 di sostegno) e 8.000 ATA.

«Nell’ambito del processo di riqualificazione del sistema scolastico – ha dichiarato il ministro Mariastella Gelmini – è necessario eliminare gli sprechi ed investire con oculatezza tutte le risorse disponibili. Tuttavia l’assunzione definitiva di oltre 16 mila unità di personale dimostra che, insieme alla razionalizzazione della spesa, c’è la determinazione a garantire la continuità didattica per gli studenti, ad assicurare stabilità al personale del mondo della scuola e a dare continuità organizzativa alle istituzioni scolastiche. Il governo e il ministero quindi proseguono nella riforma del sistema scolastico italiano applicando un principio che coerentemente è stato utilizzato fin dall’inizio: risorse solo in cambio di riforme».

Le tabelle allegate al provvedimento ministeriale non sono di agevole lettura e soprattutto, non contengono tutti i dettagli, per esempio quelli relativi ai contingenti delle diverse classi di concorso di scuola secondaria. Consigliamo quindi di visitare il sito Professione Insegnante che per tutto il periodo estivo ha seguito con particolare attenzione la questione e ha reso disponibile l’elenco completo di tutte le immissioni previste, che possono essere visualizzate semplicemente selezionando la provincia di interesse.

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Lavorare in Vodafone

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Stai pensando di inviare la tua candidatura a Vodafone? Sei interessato a conoscere esperienze di chi ha già lavorato per questa grande azienda? Sei arrivato nel posto giusto. Abbiamo selezionato per te numerosi consigli e opinioni presi dal web. Informazioni sul colloquio, sull’ambiente di lavoro, lo stipendio, le opportunità di carriera e molto altro ancora.

Ecco i consigli selezionati per voi dal web

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L’ambiente? Dipende sempre se sei un tecnico, un amministrativo… insomma come sempre ogni caso è a sé.
Io personalmente come tecnico mi ero trovata molto bene a Bisceglie e un po’ meno a Cesano, ma dipende da vari fattori. oltre al fatto che ormai sono passati più di 5 anni da quando c’ero e le cose saranno un po’ diverse… ai tempi si facevano i vari passaggi da Omnitel a Vodafone e il clima era un po’ di cambiamento.
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Ho lavorato per Vodafone in sede a Milano per diversi anni. Vi posso subito dire che nella maggior parte dei casi non si lavora per Vodafone ma per un’agenzia che è un’azienda giuridicamente separata da Vodafone. In genere è composta da un titolare, 2 operatori di call center e 4/5 agenti di commercio.
Il ruolo è appunto quello di operatore di call center inbound quindi bisogna gestire le chiamate in entrata da parte dei clienti azienda attivati dagli agenti di commercio che operano sul territorio.
I PRO:
ambiente semplice ed informale, stipendio sicuro perché essendo operatore di call center non sei misurata sul venduto ma sull’assistenza, possibilità di partecipare alle convention Vodafone nei più bei luoghi in Europa e nel mondo e possibilità eventualmente di crescere professionalmente come agente di commercio e quindi gestire direttamente un portafoglio clienti.
I CONTRO:
possibilità di carriera limitata, azienda molto piccola in genere sotto i 15 dipendenti quindi lavoro estremamente precario.
In definitiva se vi piace il settore della telefonia mobile potrebbe essere un buon start up per professionalizzarsi e un domani provare ad entrare direttamente in sede a Milano, Roma ecc.
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Ciao a tutti, io ieri sono andata a fare le prime selezioni x la Vodafone in agenzia a Napoli, è la seconda volta che le faccio con diversa agenzia,cmq ieri abbiamo fatto un’autopresentazione, un test psicoattitudinale, un test di geografia e la prova al pc. Se superiamo ciò faremo un secondo step con quelli della Vodafone, cioè un autopresentazione e la prova della telefonata, dopo di che decideranno. Comunque se ti prendono durerà solo x il periodo estivo e se ci sarà esigenza x alti periodi, cmq pagano molto bene.
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Ho lavorato per Vodafone, tramite randstad. Ti sfruttano e poi ti rimandano da dove sei venuto (sette persone che ho conosciuto hanno fatto questa fine) anche dopo che hai lavorato per loro per un paio di anni.
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Grosse opportunità di restare non ce ne sono…però se sei interessato ad un lavoro temporaneo mentre studi o solo perchè hai bisogno di soldi può fare al caso tuo. Io ci ho lavorato un mese e mezzo… e il mio turno era fisso 16-24, quindi l’auto è indispensabile! Cmq devi rivolgerti alle varie agenzie di lavoro interinale, solitamente fanno selezioni x Vodafone la Randstad, Adecco e Manpower. Un piccolo espediente x far risaltare il cv al selezionatore della società di lavoro interinale è quello di mettere una minima esperienza come telemarketing… giusto x far vedere che sai stare al telefono.
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Ricordo un articolo in cui un giornalista aveva fatto finta di entrare in un call center. Lo stipendio promesso era alto, per un mese lavorativo, ma poi si era scoperto che il mese era considerato “30 giorni lavorativi”, che corrispondono in realtà a un mese e mezzo, quindi lo stipendio mensile, di fatto, era di circa 800 euro. Poi c’erano fregature varie, ma non ho esperienza diretta, quindi non saprei.
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Io ho lavorato x più di 6 mesi come operatrice di call center inbound per la Vodafone. La sede è a Pozzuoli. Io sono stata davvero bene nel senso di colleghi e team leader… (certo ci sono le dovute eccezioni!)
lo stipendio è ottimo……..il corso è retribuito con buoni Tickets. l’unica cosa stressante è il fatto che i turni sono di 8 ore dalle 8 del mattino alle 24 e si lavora da lunedì alla domenica con 2 riposi a turno settimanali. Per farla breve:
- stipendio circa 1150-1200 netti (dipende dai giorni che si lavora tipo domenica-festivi e dopo le 19 di sera si guadagna di più) e in più i buoni pasto.
- il corso iniziale dura circa 15-20 giorni.
- Non ci lavoro più perchè mi è scaduto il contratto e x legge non si possono avere più di 3 contratti e 4 proroghe complessivamente!
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Io lavoro al 190, per ora mi ci trovo molto bene, l’ambiente e tranquillo, ognuno possiede la propria postazione, la cuffia e il report team, devi segnare quante chiamate, blanding, NBA, riesci a fare in 30 minuti…le chiamate arrivano SEMPRE, voglio dire che appena fai termina contatto ne entra subito un’altra (nn sono mai stato più di 3 secondi senza ricevere chiamate) detto questo, in bocca al lupo!!
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Qualche giorno fa mi ha chiamato una signorina dalla voce suadente e vellutata (se..se… alle 8 del mattino a momenti credevo fosse il gallo della sveglia) chiedendomi, a seguito di una mia domanda , di andare a fare il colloquio nella sede della mia città. Bene, sono arrivata esattamente con 45 minuti di anticipo! Alla reception una guardia giurata mi guarda in cagnesco, poi una signorina mi chiede i documenti e mi rilascia un badge per entrare nel settore uffici. Per alcuni attimi ho avuto la netta sensazione di star facendo una selezione per entrare alla NASA. Dopo i 15 minuti di anticipo miei e i 15 di ritardo loro, finalmente entro nel luogo del potere: l’ufficio assunzioni. Qui due signorine mi fanno qualcosa come 4000 domande, anche a trabocchetto, ma sicuramente la domanda più pazzesca è stata quella finale: Perché vuole lavorare per noi?MA COME PERCHE’ VOGLIO LAVORARE CON VOI!!!! SONO DISOCCUPATA!!! Questo avrei voluto urlargli ma non l’ho fatto e con una espressione compita e angelica: ” Perché già il nome Vodafone di per se è una garanzia, è un’azienda nuova , giovane e seria alo stesso tempo, amo parlare con la gente e mi piace potermi rendere utile e aiutare gli altri a risolvere i problemi”. Ecco un chiaro esempio di come cervello e bocca si scollegano per il bene dell’insieme!!
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LA PAROLA DELL’AZIENDA
La tua crescita professionale è il nostro valore.
Per questo investiamo nella selezione delle persone migliori.
Siamo una società leader del mercato delle telecomunicazioni, con circa 8.500 dipendenti e più di 29 milioni di clienti. Con noi entrerai a far parte di un ambiente di lavoro stimolante e aperto, che valorizza i contributi individuali e favorisce lo sviluppo di persone ad alto livello.
Il nostro sito e’ uno strumento fondamentale per la gestione delle candidature. L’invio della candidatura via internet è quindi fortemente consigliato. Ci sono due modi per candidarsi online: spontaneamente oppure rispondendo ad uno degli annunci presenti fra le posizioni aperte. In entrambi i casi è necessario compilare il form online con i propri dati. In questo modo tutti i CV confluiscono nella banca dati di Vodafone e possono essere consultati periodicamente, ogni volta cioè che si aprono nuove posizioni lavorative.
Se sei un neolaureato, avrai la possibilità di lavorare in un contesto dinamico e orientato al successo, con team di persone stimolanti e determinate. Il percorso di inserimento per i neolaureati e’ normalmente lo stage: un’esperienza importante e formativa che può rappresentare il primo passo per una carriera in Vodafone. Se invece hai già avuto esperienze lavorative, Vodafone è la realtà dove valorizzare al meglio le tue competenze. La tua crescita professionale sarà incentivata con programmi di sviluppo e di formazione mirati ed il tuo impegno verrà riconosciuto e premiato grazie anche ad un competitivo sistema di incentivi.
Per inviare la tua candidatura in Vodafone visita la pagina web dedicata alle opportunità di lavoro

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Per le imprese è difficile trovare lavoro qualificato

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Non dovremmo stupirci di leggere un annuncio di lavoro che recita “Cercasi disperatamente infermieri”. Sono numerose le imprese che sottolineano le grandi difficoltà riscontrate nel trovare i lavoratori più qualificati e non riuscendoci sono costrette a ripiegare su candidati meno esperti. In questo caso l’offerta di lavoro non riesce a soddisfare la domanda. Secondo i risultati Excelsior - sistema realizzato da Unioncamere con il ministero del Lavoro - nel 2009 si prevedono oltre 112 mila assunzioni (erano 172 mila nel 2008) tra dirigenti, impiegati con elevata specializzazione e tecnici.

LE 10 FIGURE PROFESSIONALI PIU’ DIFFICILI DA TROVARE
Tra le dieci figure più difficili da trovare in Italia, al primo posto si collocano gli infermieri, seguiti dagli addetti alla logistica e al marketing; al quarto e quinto posto, rispettivamente, i responsabili del controllo qualità e i fisioterapisti. Più del 40% delle aziende interpellate ha dichiarato di non riuscire a trovare questi lavoratori, con una punta del 60% per gli infermieri. Nonostante l’aumento della disoccupazione, quindi, Unioncamere evidenzia una crescita relativa per i profili maggiormente qualificati, che negli ultimi cinque anni dovrebbero passare dal 17 al 22% delle assunzioni programmate. Inoltre, la quota delle assunzioni dovrebbe salire al 36% (dal 32% dello scorso anno) per quanto riguarda impiegati e professionisti del settore dei servizi e commerciali; tra le figure più richieste, Unioncamere segnala i “commessi e assimilati” e il “personale di segreteria”. È invece in netto calo la domanda di operai specializzati (quasi 95 mila richieste contro le 167 mila del 2008).

Secondo il Centro studi Unioncamere, a fine 2009, la riduzione complessiva della forza lavoro dovrebbe sfiorare il 2% rispetto al 2008, pari a circa 212 mila dipendenti in meno (senza considerare i contratti a progetto e la Cassa integrazione). Gli imprenditori, inoltre, prevedono tra giugno 2009 e giugno 2010 una maggior stabilità dei flussi occupazionali. Il calo del 2% è determinato principalmente dalla forte riduzione delle assunzioni (300 mila in meno dello scorso anno), mentre i lavoratori in uscita si mantengono pressoché stabili rispetto ai dodici mesi precedenti. I settori più colpiti sono l’industria manifatturiera e l’edilizia; il calo della domanda estera peggiora anche le produzioni del made in Italy, soprattutto la moda, l’arredamento e i beni per la casa. Trasporti e turismo, infine, sono le attività più sofferenti nel terziario. La crisi occupazionale si sente di più nelle regioni del Centro, come l’Abruzzo, il Lazio e i distretti industriali della Toscana.


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