Best workplaces 2008



Le migliori aziende dove lavorare – classifica mondiale
(fonte: L’impresa n1/2008)

Come rendere felici i dipendenti?

Il posto migliore dove lavorare in Italia è Google. Lo dice la classifica “Best Workplaces 2008” stilata dal Great Place To Work Institute sulla base del giudizio dei dipendenti. Il gigante di Mountain View si piazza davanti a Coca Cola e Microsoft, le quali confermano l’eccellenza delle loro politiche del personale, rimanendo come l’anno scorso nelle primissime posizioni. Gptw ha esaminato 100 aziende selezionate in base alla qualità delle loro pratiche organizzative. Ogni impresa è stata analizzata attraverso un “questionario di rilevazione della percezione” distribuito a un campione di dipendenti, l’esame delle pratiche di gestione delle risorse umane e un questionario di approfondimento sottoposto all’attenzione della Direzione risorse umane. Dallo screening sono emerse le 35 migliori aziende per cui lavorare in Italia. Delle società entrate in classifica, ben 14 non erano presenti nella graduatoria stilata l’anno scorso: e proprio una delle “new entry”, Google, ha bruciato tutti. La società hi-tech che meglio ha saputo cogliere l’onda della globalizzazione è stata favorita, forse, anche dalla struttura di piccole dimensioni, contro le migliaia di lavoratori nel Bel Paese di Microsoft e Coca Cola. In medio stat virtus, si potrebbe sintetizzare. E l’analisi è confermata dal sonante 80% fatto segnare da aziende con meno di mille dipendenti, e dal fatto che la maggior parte di queste ha un numero di lavoratori compreso tra 100 e 250. Solo il 17,1% delle ditte dei sogni ha meno di cento dipendenti. Fanno la parte del leone farmaceutica (29%) e commercio (26%), mentre arretra il manifatturiero, che fino all’anno scorso poteva vantare il 21% delle ditte in classifica e nel 2007 è sceso al 9%.

Buone notizie dall’Italia

l sistema-Italia non sfigura: il numero di nostre aziende in classifica si mantiene costante e conta su diverse punte di diamante. Prima della lista Elica Spa, nata nel 1970 nel cuore delle Marche e arrivata a essere leader mondiale nel mercato delle cappe per cucina. Dietro la capofila – quarta in classifica – fanno bella mostra di sé altri esempi del Made in Italy che non solo macina profitti, ma rende l’ufficio un bel posto dove trascorrere il tempo: Barabino&Partners, Cefriel, Elica Spa, gruppo IML, MSA, VenereNet. Segno di come i manager stiano maturando la consapevolezza che ambienti caratterizzati da motivazione, creatività, capacità di lavorare bene con i colleghi, volontà di condividere competenze, sono in grado di fornire all’organizzazione il volano necessario per competere nel mondo globalizzato. Anche perché serve un impegno costante perché la propria azienda sia un “best workplace” e possa trasformare questo patrimonio in un vantaggio competitivo di lungo periodo (solo un ristretto gruppo di società è riuscito a entrare in classifica per oltre quattro anni).

Come fare per ottenere migliori risultati
L’indagine dell’Istituto non si limita a valutare i risultati dei questionari: l’esame della cultura aziendale viene stilato attraverso le prassi manageriali. I focus sono posti sui gangli vitali dell’impresa, partendo dal presupposto che le culture organizzative eccellenti si basano su un rapporto di reciprocità fra manager e collaboratori: lo scambio tra le parti deve andare al di là dell’ordinario rapporto di lavoro, generando un ciclo virtuoso che si autoalimenta e fa da volano alla crescita. Solo se i manager forniscono risposte alle esigenze dei collaboratori capaci di oltrepassare le loro aspettative, ricevono in cambio performance superiori. Ma il primo passo è frutto di una serie di prassi manageriali che coprono tre fasi:
• creazione e sviluppo del capitale umano;
• coltivazione della relazione di reciproco sostegno tra capo e collaboratore;
• condivisione dei frutti dell’attività organizzativa.

Non a caso, i dipendenti “intervistati” chiedono di lavorare per aziende che diano l’opportunità di crescere professionalmente e prestino attenzione alle esigenze di vita privata. Alti stipendi, stabilità economica e attenzione per l’ambiente completano il profilo necessario a un’impresa per creare l’orgoglio di lavorare al suo interno, preludio a performance e profitti crescenti. I dipendenti vogliono assaporare le relazioni tipiche di una famiglia: poter parlare dei problemi con i capi e trovare soluzioni condivise, senza il peso di gerarchie troppo marcate. E vogliono idee, innovazione e una visione d’impresa che guardi al futuro. Come Google, che Gptw dipinge così: «Un mondo ideale dove lavorare è entusiasmante, stimolante e divertente. L’ambiente accogliente e informale avvolge le persone e le “coccola” perché possano esprimere al meglio le loro competenze, con creatività e in modo propositivo, sempre, qualunque sia la loro attività». Nel questionario sono previste due domande aperte che consentono alle persone di indicare cosa rende la loro azienda un ambiente eccellente e cosa si può migliorare.

 

I dipendenti più fortunati d’Italia
L’altra faccia della medaglia è il commento dei dipendenti più fortunati d’Italia, stando a “Best workplace 2007”. Prima il ricordo di un neoassunto: «L’azienda permette a ciascuno di esprimere le proprie potenzialità e il proprio talento: quando ho svolto i colloqui per essere assunto, Google ha preso in considerazione le mie aspirazioni, tenendo in considerazione quello che io avrei voluto fare e non solo quello di cui aveva bisogno». Quindi, il parere di un dipendente “navigato”: «Delle persone, ognuna è speciale e diversa da tutti gli altri, ma tutti abbiamo in comune la passione per Google.
Il fatto che l’azienda riconosca queste diversità e le apprezzi, fa sentire tutti importanti e parte di una grande famiglia». Le tendenze alla ricerca di un ambiente collaborativo, che offra chance di crescita, tornano nei commenti e nei profili delineati per altre società. Alcuni dei 2.702 dipendenti definiscono così Coca Cola: «Valorizza le persone a 360°: dalla formazione all’autonomia-delega nel lavoro. A questo si aggiungono i benefit e il vero elemento che fa la differenza: il fatto di poter essere se stessi». I collaboratori spesso mettono a fuoco il legame fra ufficio e vita extralavorativa. Lo conferma il voto che premia Microsoft, dove «la vita privata non rimane slegata da ciò che si fa in ufficio, ma le proprie passioni possono essere parte del proprio lavoro: questo rende le persone più felici di lavorare e rende l’ambiente più armonico». Un profilo in linea di continuità con quello dell’italiana Elica: «Intende far respirare ai collaboratori l’atmosfera della nuova cultura di prodotto, attraverso ambienti di lavoro di raffinato design che favoriscono, attraverso spazi comuni come la cosiddetta “Agorà”, e aree relax la socializzazione, lo scambio di idee e la creatività. Con l’obiettivo di consolidare l’immagine di datore di lavoro di riferimento del centro Italia, la società intrattiene un intenso rapporto di scambio con università e studenti». Diagnosi confermata dai 1.475 dipendenti: «È un’azienda che va incontro alle esigenze personali o familiari dell’operaio, questo le fa onore perché puoi sempre contare su di lei».


Pubblicato dalla Redazione di Ti Consiglio

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