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Cambiare sesso non è motivo di licenziamento

Cambiare sesso non è motivo di licenziamento. Lo ha stabilito la legge francese. Un’azienda di Montpellier, la Kaliop, dovrà pagare 25.000 euro di danni e 32.000 euro di stipendi arretrati per aver licenziato un suo dipendente che ha cambiato sesso, definendo questo mutamento di identità una “mancanza professionale”.

L’allora uomo era stato assunto nel 2005 come direttore amministrativo. Dopo circa un anno e mezzo aveva confidato ai suoi superiori e colleghi di volersi sottoporre ad un’operazione per diventare donna. Alcune settimane dopo l’annuncio, ha ricevuto una lettera di licenziamento.

L’uomo, diventato nel frattempo Clarisse, ha sporto denuncia presso la Halde, l’autority francese per la lotta contro le discriminazioni. La legge gli ha dato ragione.

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