Oltre ad incidere sulla salute personale, il fumo sembra gravare anche sulle aziende e sulla loro produttività. Facciamo quattro conti. Tra la popolazione adulta la percentuale di fumatori è pari circa al 25%, quindi in un’azienda un dipendente su 4 fuma. I dipendenti fumatori non riescono a fare a meno delle pause per fumare sigarette, che spesso vengono prese dopo aver bevuto il caffè, e ne realizzano molte di più rispetto ad un non fumatore.
Si stima che il fumo incida sui bilanci aziendali con una perdita di produttività. Un fumatore ‘medio’ nell’arco delle otto ore lavorative fuma almeno cinque sigarette, ipotizzando circa dieci minuti per sigaretta, le imprese sopportano un onere che va da 30 a 50 minuti al giorno, con una riduzione della produttività che va dal 6,5% al 10,5%. Per un’azienda di 400 persone in cui si stima che circa 100 dipendenti siano fumatori si ha una perdita pro capite di circa 3500 Euro l’anno che con un centinaio di lavoratori si traduce in 350.000 Euro nei 12 mesi. Ricerche scientifiche hanno stabilito, inoltre, che il fumo provoca un maggiore assenteismo (circa 5 giorni in più di malattia rispetto a un non fumatore), determina situazioni conflittuali tra dipendenti fumatori e non fumatori, minor sicurezza sul lavoro e peggiora immagine aziendale per via della minor pulizia degli ambienti.
La società Easyway, oltre ad aver pubblicato un manuale che promette di far passare il vizio del fumo, organizza seminari rivolti ai dipendenti che proprio non riescono a smettere di fumare. A finanziare questi corsi sono le grandi aziende che sono preoccupate oltre che per la salute dei propri lavoratori anche della perdita di produttività generata. Easyway promette di riuscire a migliorare l’ambiente aziendale, rendendolo più sano nel rispetto della legge 626, di migliorare i rapporti interpersonali tra dipendenti, di rendere l’immagine aziendale più positiva e di fare del bene per i lavoratori che potrebbero finalmente perdere il vizio del fumo. Easyway vanta tra i suoi clienti aziende del calibro di Ibm, Hewlett Packard, Total, Ikea e Johnson & Johnson.