Dopo l’annuncio del MIUR di bandire un nuovo concorso pubblico il prossimo 24 settembre 2012 per quasi 12mila insegnanti – 11.892 cattedre nelle scuole statali di ogni ordine e grado – è scattata la polemica da tutti i fronti. Quali saranno i destinatari del concorso? Quali i requisiti? Per ora sembra che non ci sarà spazio per i giovani e che il concorso sarà destinato solo a docenti abilitati.
Infatti il nuovo concorso ordinario riguarderà metà delle assunzioni previste dal piano triennale, necessarie per l’anno scolastico 2013 – 2014. L’altra metà di insegnanti verrà reparita dalle graduatorie ad esaurimento (GAE), fermo restando che chi vi è attualmente incluso potrà, volendo, partecipare anche al concorso pubblico di settembre. Il totale il piano di assunzioni coinvolgerà 34mila insegnanti.
Ciò significa che il nuovo concorso per docenti, il primo dal 1999, dovrebbe essere rivolto a circa 165mila iscritti nelle graduatorie a esaurimento, e agli altri 20mila docenti abilitati ma non inseriti nelle Gae. Queste premesse hanno creato subito caos e scompigli sul fronte politico e sindacale.
La prima critica arriva dall’Anief che reputa “illusoria e ingiusta” la decisione del ministero di bandire un concorso per posti nelle scuole statali: ”ci sono già 250 mila docenti vincitori di concorso, in lista di attesa anche da tanti anni, che hanno tutti i titoli per essere assunti e inoltre se il concorso sarà riservato solo agli abilitati i giovani non potranno nemmeno fare domanda. E questa sarebbe l’apertura del Miur alle nuove generazioni desiderose di fare l’insegnante?”.
Perchè non aprire il concorso ai giovani? Ha chiesto la responsabile scuola del PDL Elena Centemero. Il Miur potrebbe dare la possibilità di far partecipare “con riserva” anche i 20mila laureati che saranno ammessi a frequentare i TFA, i Tirocini formativi attivi abilitanti all’insegnamento a medie e superiori, che ora hanno terminato le prove pre-selettive, dopo diverse polemiche sui test. Mentre il partito democratico ha chiesto a chiare lettere di “stabilizzare prima gli insegnanti che sono precari dal 1999″.
Invece Francesco Scrima, segretario generale Cisl Scuola ha dichiarato: “Chi si straccia le vesti per le scandalose assunzioni nella scuola da’ solo fiato al pregiudizio ma evidentemente non sa di cosa parla. Le immissioni in ruolo che si stanno facendo in questi giorni sono infatti la prosecuzione di un piano triennale varato dal precedente governo nel 2011, al quale giustamente si da’ continuita’ di attuazione. Un piano che punta a coprire in modo stabile tutti i posti vacanti e disponibili, riducendo l’area della precarietà, una condizione che penalizza il personale ma incide negativamente anche sulla qualità del servizio. Chi ci vede un aggravio di spesa dimentica che la scuola italiana, reduce peraltro da anni di micidiali riduzioni di organico, riceve oggi meno risorse di quanto mediamente accade negli altri Paesi”. Inoltre, secondo Scrima, i precari iscritti alle graduatorie ne trarranno un doppio vantaggio perché potranno sia essere pescati dalle graduatorie sia partecipare al concorso per insegnanti 2012. Esaurito poi questo piano triennale di assunzioni (con l’espletamento del nuovo concorso) ci sarà un nuovo bando per la scuola, entro maggio 2013, che coinvolgerà i giovani che hanno frequentato il TFA.
Resta ancora aperta la questione ATA, a settembre dovevano essere realizzate 7mila assunzioni, ma per ora sono state bloccate dalla spending review. La palla ovviamente ora passa al MIUR che entro pochi giorni dovrebbe dare ufficialmente tutte le informazioni relative alle procedure del Concorso per insegnanti 2012 e ai requisiti richiesti per accedervi. Per ora le informazioni certe, sono quelle comunicate con i 4 decreti presidenziali del 24 agosto 2012.