Incertezze e proteste girano attorno al nuovo concorso per insegnanti che sarà pubblicato il prossimo 24 settembre 2012. Subito dopo l’annuncio del nuovo bando per quasi 12mila insegnanti – 11.892 cattedre nelle scuole statali di ogni ordine e grado – si sono alzate voci da più fronti, che fanno riflettere.
I precari sono uniti contro il nuovo concorso per insegnanti, arrivano chiare e nette le posizioni contrarie e proteste:
LA POSIZIONE DEL COORDINAMENTO LAVORATORI SCUOLA
I precari della Scuola Statale considerano paradossale la campagna “pubblicitaria” intrapresa dal ministro Profumo riguardo a un concorso-panacea spacciato per un’operazione di “necessario svecchiamento” della scuola pubblica.
Il Ministro e i partiti che lo appoggiano vogliono risolvere velocemente i problemi di una scuola privata di 8 miliardi di euro e 150.000 lavoratori, una scuola senza materie “portanti”, senza sostegno e laboratori, una scuola con classi-pollaio, docenti mortificati nei loro diritti e nelle loro aspettative professionali, fatta oggetto di un feroce attacco da parte di forze politiche ed economiche determinate a farne merce da mercato (la Legge “ex Aprea”, DDL 953, il cui passaggio “estivo” è stato scongiurato dai Precari uniti, va nella direzione della privatizzazione della scuola statale, con l’ingresso dei privati in una sorta di consiglio di amministrazione in ogni scuola) e a meccanizzare, isterilendoli, i processi di valutazione.
Tali processi verrebbero neutralizzati con gli avversati e antimetodici test la cui inadeguatezza e miseria culturale è stata denunciata pochi giorni fa da 27 noti intellettuali e docenti universitari italiani, tra cui Luciano Canfora, che hanno additato i marchiani errori commessi dal ministero nel redigere le batterie di test per i TFA e ribadito l’inidoneità della formula del “quiz” per testare capacità e conoscenze di un aspirante docente (si veda l’intervento sul quotidiano La Stampa).
Sono inoltre sbigottiti nel constatare che le testate giornalistiche nazionali che hanno spesso accolto le proteste e le ragioni dei precari (vd. La Repubblica, ed. di Napoli del 16/07/2012, l’articolo di Conchita Sannino contro il concorso annunciato), si siano frettolosamente ed entusiasticamente precipitate, senza diffondere nemmeno le informazioni “tecniche” di base, a celebrare le magnifiche sorti e progressive che sarebbero prefigurate dall’agire sconsiderato di Profumo, del governo “tecnico” e di PD, PDL, UDC. Il PD aveva promesso ai Precari uniti, nel corso di un’audizione a Montecitorio concessa ai loro delegati il giorno 26/07, un incontro col Ministro proprio riguardo al concorso, ma ora sta appoggiando in tutto il massacro dei diritti acquisiti dai precari.
Vogliono perciò chiarificare, per amor di verità e giustizia, se ancora queste parole hanno un senso e un valore in un paese in cui il nonsenso ha sostituito la razionalità e la paranoia dello spread ha cancellato ogni altro valore, che:
al concorso “dinamizzante” che sarà bandito a settembre sono chiamati a partecipare non i giovani aspiranti docenti, portatori di non si sa quali linfe vitali, ma proprio i matusalemme da “far fuori”, i famigerati precari “storici”, quelli che sono già abilitati, quelli che hanno la gravissima colpa di avere conseguito più di un titolo, di aver superato più di un concorso, di avere, magari, dei dottorati di ricerca, e di aver accumulato, da quando erano “giovani” fino a oggi, cioè a 40-50 anni, tantissimo servizio, mandando avanti la scuola pubblica e facendo sì che la stessa si attestasse su livelli di decenza, mentre piovevano soldi a palate (e, come Monti ha pubblicamente promesso, ancora ne pioveranno!) sui diplomifici privati. In questa scuola creata dai nostri governi si contano 10.000 docenti in “esubero” che la spending review sta per “riciclare” mandandoli ad insegnare una qualsiasi materia, alla faccia dello strombazzato “merito” e della qualità.
E’ falso e ridicolo sostenere che non ci sono stati concorsi dal 1999 ad oggi. Le scuole di specializzazione (SSIS e Scienze della Formazione Primaria) a numero chiuso, con prova selettiva in entrata e prova finale, attivate in ossequio ad una normativa europea che mandava in cantina definitivamente la superata procedura selettiva contestata (la quale ha storicamente dato adito a fenomeni di clientelismo), hanno valore di concorso (legge 306 del 27/10/2000, art. 6 ter e legge 40 del 1990 art.4 comma 2)
Non è possibile, in uno Stato di diritto, fare sperequazioni tra lavoratori con gli stessi requisiti. Dal 2000 ad oggi, infatti, sono stati immessi in ruolo, prima e dopo i tagli Gelmini, migliaia di docenti abilitati, SENZA ALCUNA ALTRA PROVA SUPPLETIVA! Con quale criterio, dopo 10 anni di assunzioni effettuate dalle Graduatorie ad Esaurimento il ministro riesuma il concorso e sottopone ai suoi ridicoli quiz (uguali per tutte le materie, ha detto: un’altra assurdità!) docenti che hanno la stessa anzianità di servizio e gli stessi titoli di chi è stato più “fortunato”? Siamo all’anarchia procedurale, alla follia pura! I precari annunciano, perciò, che impugneranno il bando di concorso il giorno stesso della sua pubblicazione eventuale, perché questo concorso spregia e sfregia il Diritto.
I precari invitano la stampa a ragionare sulle contraddizioni di un ministero che calpesta i diritti acquisiti da migliaia di docenti sfruttati, partendo dal presupposto inaccettabile e pedagogicamente destituito di ogni fondamento del “necessario ringiovanimento” del corpo docente italiano, che intanto, però, viene tenuto in cattedra fino a 67 anni.
Proclamano che non si lasceranno umiliare ed epurare, dopo anni di lavoro, passione e sacrifici, dai propositi “eugenetici” del ministro, e che metteranno in campo ogni azione volta a tutelare i loro diritti e la Scuola Pubblica.
Chiedono alla stampa quel minimo di coerenza logica e di onestà intellettuale sufficienti a demolire le menzogne e i castelli ideologici del ministro Profumo, animato dalla smania di “selezionare” chi è già stato selezionato dallo Stato e da migliaia di alunni, lui che, paradossalmente, nessuno ha mai scelto, e chiedono che i tagli vecchi e nuovi vengano ritirati, che gli organici vengano adeguati ai bisogni reali della scuola e che tutti i precari vengano immessi in ruolo, come loro imprescrittibile diritto, dalle Graduatorie, unico strumento meritocratico e trasparente, senza ulteriori, inaccettabili penalizzazioni economiche o professionali.
LETTERA DAL COORDINAMENTO DIPLOMA MAGISTRALE
In redazione ci è arrivata anche la lettera aperta che il Coordinamento Diploma Magistrale ha scritto ed inviato al Ministro Profumo, al Sottosegretario Rossi Doria ed agli organi di stampa sul nuovo concorso ordinario previsto per settembre, con la speranza che il Ministro o qualcuno del suo Staff chiarisca i logici dubbi rilevati. Ecco il testo integrale:
Egregio Ministro,
Egregio Sottosegretario
ci permettiamo di scrivere alle SS.VV. perché non ci è chiaro per quale motivo il Ministro nell’intervento alla festa del PD abbia affermato che al concorso potranno partecipare coloro che hanno conseguito l’abilitazione nonché coloro che hanno conseguito i titoli di diploma magistrale nei corsi iniziati entro il 1997-98 e conclusi entro il 2001-02. Dobbiamo cogliere questa affermazione nel senso che questi ultimi, ad avviso del Ministro, non rientrano a pieno titolo nella categoria degli abilitati? Perché la distinzione tra “abilitati” e “diplomati magistrale”, quasi una “categoria a parte” ?
Siamo certi che le SS.VV. siano pienamente a conoscenza delle norme stabilite dall’art. 197 comma 1 del D.Lgs. 297/94 e dall’art. 15 comma 7 del DPR 323/1998 che sanciscono in modo chiaro che il diploma è titolo che abilita in modo permanente all’insegnamento nella scuola elementare, oltre a costituire titolo di ammissione, in via permanente, ai concorsi. Cogliamo, comunque, l’occasione per ricordare quanto espressamente stabilito dalla Legge.
D.Lgs. 297/1994 (testo unico sulla scuola), art. 197 comma 1:
“A conclusione degli studi svolti nel ginnasio-liceo classico, nel liceo scientifico, nel liceo artistico, nell’istituto tecnico e nell’istituto magistrale si sostiene un esame di maturità, che e esame di Stato e si svolge in unica sessione annuale. Il titolo conseguito nell’esame di maturità a conclusione dei corsi di studio dell’istituto tecnico e dell’istituto magistrale abilita, rispettivamente, all’esercizio della professione ed all’insegnamento nella scuola elementare; restano ferme le particolari disposizioni recate da leggi speciali.”
D.P.R. 323/1998, art. 15 comma 7:
“I titoli conseguiti nell’esame di Stato a conclusione dei corsi di studio dell’istituto magistrale iniziati entro l’anno scolastico 1997/98 conservano in via permanente l’attuale valore legale e abilitante all’insegnamento nella scuola elementare. Essi consentono di partecipare ai concorsi per titoli ed esami a posti di insegnante nella scuola materna e nella scuola elementare.”
Crediamo sia superfluo precisare che se il bando di concorso non dovesse far rientrare a pieno titolo i possessori di diploma di maturità magistrale tra coloro che possono parteciparvi in quanto in possesso di abilitazione, il bando stesso rischierà di essere oggetto di impugnazione presso il TAR in quanto porrebbe in discussione, elemento per noi non accettabile, il valore di abilitazione all’insegnamento del titolo conseguito, così come sancito, come è ben noto, da precise Norme del Diritto.
Con l’occasione ricordiamo che, proprio recentemente, l’On. Ciccanti in data 26.06.2012 ha presentato un’interrogazione al Ministro in cui affermava, peraltro, che: “mai prima d’ora, era stato messo in discussione il valore di abilitazione all’insegnamento dei diplomi di maturità magistrale, in quanto né i concorsi per titoli ed esami per la scuola elementare, né i corsi ex decreto ministeriale n. 85 del 2005 hanno mai avuto funzione di abilitazione all’insegnamento, costituendo, i primi, semplice procedura concorsuale per l’arruolamento nelle scuole statali senza finalità abilitanti, i secondi corsi finalizzati esclusivamente all’acquisizione della cosiddetta «idoneità» all’inserimento nelle graduatorie permanenti/ad esaurimento;”
Del resto, lo stesso ex Ministro Luigi Berlinguer in una nota del 1997 (peraltro, come noto, depositata agli atti dei numerosi ricorsi presentati presso il TAR) affermava che il titolo avrebbe conservato per sempre il suo valore abilitante. Poiché le parole sono importanti, soprattutto nel linguaggio giuridico, ci permettiamo, quindi, di chiedere, pubblicamente, che Codesto Ministero affermi, in modo inequivocabile, il valore abilitante permanente del titolo così come espressamente dichiarato dalla normativa vigente.
Distinti saluti.
Gruppo Coordinamento Diploma Magistrale