Una cifra davvero elevata: si parla di 250mila occupati entro il 2020 grazie ai green job. E’ un dato emerso da uno studio del Gse (Gestore Servizi Elettrici) e Iefe (Istituto di Economia e Politica dell’Energia e dell’Ambiente) dell’Università Bocconi. Si prevede che in Italia, entro il 2010, 150mila persone avranno un posto di lavoro nel settore green e che entro il 2020 gli occupati saranno 250mila. Ricordiamo che nel 2009 erano già 109mila i “colletti verdi” occupati. I cosiddetti mestieri verdi o “green job” sono numerosi, riguardano il campo delle energie rinnovabili e dell’ecologia e sono tra i pochi che non hanno risentito del periodo di crisi, anzi le richieste da parte delle aziende sono in forte crescita.
Un nuovo progetto inerente le professioni green è stato lanciato da Adecco e Solarexpo, con la creazione del “green job centre”. Un centro dove domanda e offerta di “lavori verdi” si incontrano con lo scopo di facilitare lo sviluppo del settore. Job24 del Sole 24 Ore ha realizzato un’intervista a Emilio Luongo, responsabile Adecco per le green energies, finalizzata a capire meglio in cosa consiste questo progetto. «Sulla base delle indicazioni della Commissione europea è stato stilato un “mansionario”, ovvero la lista dei lavori verdi che vengono richiesti dalle aziende – ha spiegato Emilio Luongo – così da capire bene come selezionare i candidati e quale tipo di formazione deve essere svolta: in estrema sintesi potremmo dire che tutte le aziende cercano queste nuove figure, dagli istituti di credito all’edilizia, ma di fatto in Italia è soprattutto il settore delle energie prodotte da fonti rinnovabili a cercare tecnici specializzati».
Adecco ha creato, in collaborazione con Solarexpo, il “Green job centre”, un canale specializzato per favorire l’incontro tra domanda e offerta nel settore delle rinnovabili e per dare consigli e suggerimenti a chi vuole candidarsi a opportunità di lavoro “verdi“. «Nel curriculum è bene evidenziare l’esperienza più importante, le conoscenze tecniche del settore e quelle normative – ha suggerito Emilio Luongo – ma soprattutto è necessaria flessibilità e disponibilità a spostarsi. Per tutti i lavori, ma in questo caso più che mai, è fondamentale conoscere l’inglese: spesso ci si deve rapportare a tecnici stranieri e anche le schede tecniche degli impianti parlano questa lingua».