Catalogato | News

Infrastrutture: Ciaccia (Biis), con 250 mld di spesa, possibili 3,5 mln di nuovi posti di lavoro

Tre milioni e mezzo di nuovo posti di lavoro in cinque anni, con un investimento in infrastrutture di 250 mld di euro. Questo è l’obiettivo. L’Italia ha bisogno di investire in nuovi grandi progetti infrastrutturali e si ”potrebbero ipotizzare nell’arco di un quinquennio circa 3,5 milioni di nuovi posti di lavoro” investendo 50 miliardi di euro l’anno così da ”coprire un fabbisogno infrastrutturale di 250 miliardi, che riterrei il minimo per far fronte alla crisi economica ed energetica e rirpendere lo sviluppo”. Lo ha detto il direttore generale e amministratore delegato di Banca infrastrutture, innovazione e sviluppo (controllata di Intesa Sanpaolo), Mario Ciaccia, nel corso del suo intervento al convegno dell’Istituto latino-americano sulla “Cooperazione pubblico-privato: tra funzione pubblica e iniziativa economica.

Caccia ha poi aggiunto: ”investire otto miliardi in infrastrutture culturali potrebbe portare all’Italia sensibili benefici generando un effetto indotto sull’economia che può sviluppare circa 140mila nuovi posti di lavoro, di cui 80mila addetti ai lavori, 36mila nell’indotto e 24mila in posti fissi presso i siti“. E ha continuato sottolineando che “in generale, i progetti infrastrutturali nei quali Biis è coinvolta in Italia ed all’estero ammontano ad una valore complessivo i oltre 30 miliardi di euro, senza contare altri interventi di pubblica utilità. Nel campo delle grandi infrastrutture di trasporto, che complessivamente ammontano a circa 25 miliardi, Biis è impegnata a sostenere la realizzazione dei principali interventi che interessano l’Italia: il ponte di Messina, il collegamento autostradale della Pedemontana Lombarda, la direttissima Milano-Brescia (BrebeMi) e il progetto di Tangenziale Esterna Est di Milano.

Il banchiere reputa che “in Italia, con una previsione di aumento del Pil dell’1% nel prossimo anno, possiamo dire che il motore della crescita si e’ avviato, ma gira ancora al minimo e senza una forte accelerazione che soltanto il partenariato pubblico privato potrà dare, assisteremmo ad un’economia troppo lenta nello sviluppo che lascerà ancora a terra troppa gente e per troppo tempo. Ma per far crescere un partenariato forte e diffuso – ha concluso – bisogna accelerare i processi di privatizzazione e favorire la concorrenza sul mercato. Bisogna insomma uscire dagli equivoci: il monopolio è nemico degli investimenti”.

© E' VIETATA QUALSIASI FORMA DI RIPRODUZIONE DEI CONTENUTI

Se ti e' piaciuto questo articolo allora potrebbero interessarti anche questi:

Annunci Adv

Commenti:

Lascia una Risposta

You must be logged in to post a comment.

newsletter
rss
250 Link

Collegati

Annunci Pubblicitari