Questa volta mettiamo il mondo Ikea in primo piano e vi presentiamo i migliori consigli selezionati dal web. Tante opinioni di chi ha già lavorato per Ikea e può raccontarvi la propria esperienza. Informazioni sull’ambiente di lavoro, sullo stipendio, gli orari di lavoro e molto altro!
Questi i consigli selezionati per voi dal web:
___________________________________
Ho lavorato all’Ikea per 1 anno e mezzo. Mi sono trovata bene..mi sono tanto divertita..e mi hanno sempre trattato bene. E un’azienda seria (forse perché non è italiana in origine)..lo stipendio è degno. Poi dipende da cosa ti propongono. Io ero un 30 ore (tempo indeterminato) addetta vendite librerie e divani. Fare carriera è un po’ lentina… Io ero laureata (in lingue) e speravo in qualche risvolto…ma ci voleva più tempo. Comunque per cominciare post laurea è un ottimo lavoro e un’ottima gavetta.
___________________________________
Come sono i colloqui in IKEA? In generale, soprattutto se sei un neoassunto, tieni conto che in entrambi i casi della tua conoscenza dei mobili non interessa a nessuno. Non vanno di certo a guardare se sei capace a fare quel lavoro lì. E’ ovvio che non sei capace. A insegnartelo ci penseranno loro. Quello che più conta è tirar fuori il carattere ed il potenziale. Soprattutto nel colloquio di gruppo sei insieme ad altri come te. La tua personalità deve emergere. Segui i tempi dei tuoi interventi. Non devi interrompere gli altri che stanno facendo un iscorso ma nello stesso tempo devi trovare il timing giusto per intervenire. Non ribadire quello che dicono gli altri ma prendi una posizione tua, qualunque essa sia e argomentala. Stai attento al tempo; molti esercizi che ti faranno fare saranno a tempo. Non sforare e, se del caso richiama gli altri a non farlo. (se mancano 2 minuti allo scadere e non si è ancora giunti ad una soluzione condivisa del problema il far presente che è ora di finirla con la discussione giungere ad una decisione fa sempre bella figura). Governa il gruppo. Cerca di chiarire da subito quali sono i punti principali dell’esercizio e cerca di mantenere la discussione su questi binari, senza perdersi per la tangente. anche qua fa buona impressione. Usa toni pacati e non metterti in conflitto palese con un altro partecipante. Non è vita tua mors sua. Può essere che in un gruppo di 8 (di solito si è in ne assumano 0 o tutti e 8. Non c’è regola. Chiaramente si è in un ambiente formale e quindi le regole di buona educazione valgono sempre. Fai domande. A tutti, se una cosa non è chiara chiedi. Non c’è nulla che ti vieta di farlo. Da ultimo la solita regolina che vale per questo tipo di esercizi di intelligenza collettiva. Tutto quello che è vietato fare è quello che ti dicono espressamente . Il resto è tutto permesso. Quindi non porre limiti a nulla. Nemmeno se una cosa è palesemente e materialmente impossibile. Usa la creatività e la fantasia. non dare nulla per scontato. Se per esempio ti dicono che devi andare sulla luna tu sulla luna ci devi essere e se non ti parlano di gravità non portelo come limite. Nel colloquio individuale, se successivo a quello di gruppo, ti chiederanno giustificazione di certi tuoi comportamenti all’interno del gruppo. perché in quell’occasione hai detto quella cosa? Sappi rispondere argomentando il tutto. Ti rileveranno dei comportamenti che nemmeno tu sai di avere. Però tieni presente che quei comportamenti sono i tuoi punti di forza/debolezza. Da far risaltare i primi e trovare soluzioni per risolvere i secondi. Non fa male raccontare episodi della propria vita passata che hanno attinenza con queste cose. Ti chiederanno cosa ti aspetti dal lavoro in IKEA. qua magari preparati prima. Una risposta sicuramente sbagliata è che non ti interessano i soldi. Si lavora anche per i soldi quindi un lavoro mal rettribuito o solo per la gloria non lo vuole nessuno. però ci deve essere anche del resto. E nonva nemmeno bene una risposta del tipo: qualsiasi lavoro va bene pur di portare a casa lo stipendo. Non è così. Punta sulla crescita professionale da un lato e sul fatto di acquisire una professionalità condivisa per tutti i lavori (rapporti coi clienti, gestione della situazione problematica etc etc). Stai sul generico, non entrare nel merito del “vendere i mobili” perchè, come ti dicevo prima non è quello che in questa fase interessa. Altra cosa, non cercare di essere diverso da quello che realmente sei. Tanto se ne accorgono. mettiti in gioco con tutto te stesso.
___________________________________
Io in Ikea ci ho lavorato… otto mesi a Casallecchio di Reno!!! Devo dire che ci si sta benissimo, facile accordarsi per i turni, stipendio non male! Purtroppo per motivi familiari mi son dovuto trasferire.
___________________________________
Un lavoro già lo ho, ma con il mutuo e altre spese varie ho sempre cercato di trovarmi un secondo lavoro, possibilmente da svolgere di sera. Provai ad inviare curriculum in vari posti e con molta meraviglia fui chiamato da Ikea per un colloquio informale assieme ad altri ragazzi. L’appuntamento era in zona Nomentana: fu così che interessato e incuriosito andai a sentire di ciò che si trattava. A parte i soliti test da psicopatici, si è parlato dei lavori precedenti e di come procedeva la vita sentimentale ( sembra assurdo, ma garantisco che ci venne chiesto a tutti! Alla faccia della privacy). Finito questo colloquio durato all’incirca 3 ore, ci siamo lasciati con il classico le faremo sapere. E fin quì tutto normale, nella norma. Un paio di mesi dopo, mi arriva una telefonata da due responsabili: Quello delle casse, e quello della ristorazione. Mi dicono immediatamente che erano interessati ad assumermi, solamente che c’era un piccolo problema….
Al primo colloquio non ero stato “ENTUSIASTA” di lavorare all’Ikea…
Proverò a spiegarmi, anche se dopo tutto questo tempo è risultato difficile anche a me capirlo….
In poche parole io e chiaramente tutti gli altri non ci siamo alzati dalle sedie senza motivo strillando alcune frasi tipo: ” AH CHE BELLO LAVORARE DA IKEA!” ; “FINALMENTE CORONO IL MIO SOGNO!” ; “GRAZIE CHE SULLA MIA STRADA HO INCROCIATO IKEA” ed altre frasi simili, che ancora oggi mi fa impressione scrivere e rileggere!
A questo secondo colloquio ovviamente ho dovuto fare lo “scemo” per fargli capire che ero interessato a lavorare da Ikea. Mi salutano dicendo che oggi ero me stesso(secondo loro), mentre io vi assicuro che mi sarei sentito molto piu’ a mio agio a rubare che a fare il pagliaccio! E non solo ancora non mi avevano detto che tipo di lavoro e che tipo di salario avrei fatto e percepito.
Ultimo colloquio, a 10 giorni dalla pagliacciata: incontro il responsabile delle casse che mi presenta un altro responsabile. Mi spiegano che il lavoro per il quale sarei assunto è quello di scaricare assieme ad altri ragazzi i tir che arrivano di notte da Ikea e che entro le 6 di mattina devono essere in magazzino. Bene dico tra me (anche se pesante, rispecchia un orario in cui posso spostarmi senza tralasciare l’altro lavoro) e chiedo gentilmente gli orari di lavoro e lo stipendio mensile. Ed è quì che viene il bello: 5 giorni a settimana con due di riposo a scelta dell’Ikea settimana per settimana, orario dalle 24 alle 6:00 e….. reggetevi forte stipendio da 315 euro al mese. Si avete capito benissimo, 315 € al mese, un contratto da 3 mesi rinnovabile (wow!!) Tentato dall’accettare(pinocchio) ho chiesto qualche ora per pensarci e da li la risposta del responsabile: non abbia fretta, visto che il suo entusiasmo non è ben visibile dobbiamo rivedere anche noi la scelta fatta in precedenza su di lei…..
In finale… Voi l’avreste richiamati? Maddeke’!!!!
___________________________________
Per il colloquio innanzitutto devi curare l’aspetto esteriore: una bella camicia, maglione, un pantalone scuro e delle scarpe eleganti. Giacca e cravatta solo se normalmente le indossi a lavoro, altrimenti no, sembra un abbigliamento forzato e poco attinente con le mansioni che dovrai svolgere. Preparati delle valide motivazioni per le quali sei convinto ad entrare per un lungo periodo nella grande famiglia Ikea. Possono aiutare cose del tipo che nei mesi trascorsi nell’Azienda hai potuto apprezzare i vantaggi di lavorare in team con altri colleghi, che sei entusiasta dell’organizzazione e del livello aziendale e che non hai alcun problema a spostarti in altre sedi pur di restare in una struttura così efficiente.
Digli che entrare a far parte di una Azienda così solida è una occasione imperdibile e che li ringrazi anche solo per il tempo e per l’opportunità che ti stanno offrendo.
Devi leccare un pò il c., ma non ti svilire con cose del tipo “ho bisogno di questo lavoro”, o peggio “mi serve un lavoro sicuro!”. Ti ripeto, concentrati sui pregi riscontrati nei 6 mesi trascorsi e sulle prospettive lavorative e di carriera che ti si possono aprire, credo che le domande che Ti faranno verteranno soprattutto su questo. Mostrati determinato, pratico e garbato. Ahh, non gesticolare, e non metterti le dita nel naso
vedrai sarà un successo!!
___________________________________
Allora, ho 2 amici che lavorano all’Ikea: uno responsabile di un settore e arriva a casa se non sbaglio con 1300 euro al mese.
L’altro aveva fatto un colloquio per diventare responsabile di un altro settore. Mi ha detto che avrebbe preso meno di quanto prende nel suo lavoro attuale (1500). Essere responsabile e fare 3 week end su 4 al lavoro facendo tante ore secondo me non ne vale la pena.
___________________________________
Ho lavorato per 4 anni come dipendente IKEA nel deposito centrale a Piacenza. In negozio il clima e’ “Ikea” e si possono sicuramente imparare molte cose…siamo sempre in Italia…in Svezia le cose sono molto meglio.
___________________________________
Ho lavorato all’IKEA di porta di Roma, ma ora lavoro all’Auchan di porta di Roma. il clima lavorativo è tranquillissimo, ci si sta bene, certo, non si conoscono alla perfezione tutti i colleghi (qualcuno nemmeno lo conosci), xò con quelli ke ho conosciuto ho un buon rapporto. mi piaceva lavorarci non ostante avessi il contratto a termine, ke fortunatamente mi è scaduto ad aprile dell’anno scorso e ho fatto subito domanda x l’Auchan. Però tuttora mi posso definire un fan di Ikea, con la mia ragazza ci andiamo ogni tanto e compriamo tt piccole cose come copripiumoni, lenzuola, lampade e incokki vari.
___________________________________
LA PAROLA DELL’AZIENDA
Ci vuole un sogno per creare un’idea commerciale di successo e ci vogliono persone per trasformare i sogni in realtà. Tu potresti essere una di queste persone.
Il fondatore di IKEA ebbe un’intuizione formidabile per migliorare la vita quotidiana della maggioranza delle persone. Dalla nascita del primo negozio IKEA, quasi 50 anni fa, abbiamo fatto molto per realizzare questo sogno. Uno dei fattori chiave del successo è stata l’assunzione di persone entusiaste, che hanno condiviso la visione di IKEA e hanno lavorato insieme per trasformarla in realtà. E oggi IKEA è diventata una realtà molto concreta. È un’organizzazione diffusa in tutto il mondo e dà lavoro a migliaia di persone in diversi Paesi. Ogni giorno IKEA cresce ed è per questo che abbiamo bisogno di continuare a trovare e assumere persone entusiaste, disposte a unirsi alla nostra organizzazione.
- La semplice idea delle Risorse Umane
Abbiamo un’idea molto chiara e semplice sulle Risorse Umane: dare a persone schiette e oneste la possibilità di crescere sia sul piano individuale, sia su quello professionale, in modo da contribuire a creare insieme una vita quotidiana migliore per noi stessi e per i nostri clienti.
- I valori IKEA
In IKEA non cerchiamo dei semplici collaboratori, ma dei partner. Vogliamo assumere persone uniche, che condividano i nostri valori. In IKEA non limitiamo i collaboratori: ascoltiamo e aiutiamo ogni persona a identificare le sue esigenze, ambizioni e capacità.
- Insieme noi…
Il fatto di lavorare in un ambiente libero e aperto offre ai collaboratori IKEA diversi vantaggi e opportunità, ma questi sono controbilanciati da aspettative. Per esempio, ci si aspetta che ogni collaboratore sia in grado di assumersi la responsabilità delle proprie azioni.
Per inviare la vostra candidatura ad IKEA, visitate la pagina web dedicata alle opportunità di lavoro
Io ci lavoro da 3 anni a Padova. Diciamo che mi ci sono trovato dentro senza particolari entusiasmi dopo aver fatto un bel colloquio prima dell’apertura. Sono entrato in uno dei reparti della logistica (merchandising) e ora lavoro in un altro reparto sempre della logistica (deposito).
La mia valutazione è duplice. Mi hanno sempre trattato bene e ho avuto/ho un ottimo rapporto con i miei colleghi.
Dopo circa un anno sono stato “promosso” a support del mio reparto, una specie di vecaporeparto e, nonostante nella vita avessi altre ambizioni, ero contento di questo perchè ripagava l’impegno che ha detta di tutti ci mettevo, anche nell’insegnare il lavoro ai nuovi arrivati. In 2 anni non ero mai arrivato in ritardo e non avevo mai fatto un solo giorno di malattia. Inoltre avevo denuncio di posticipare le miei ferie per coprire il buco lasciato da una collega in maternità.
Tutto questo è durato fino al febbraio dello scorso anno quando il mio superiore (in quanto tale gli attribuisco la responsabilità oggettiva) che nel frattempo era cambiato, ha deciso di “farmi fuori”. Allora, in occasione del mio colloquio annuale mi è stato proposto di cambiare reparto nell’ottica di uan crescita e nell’ottica di svolgere un certo tipo di mansione. Accettato il cambiamento mi sono reso conto rapidamente di essere stato fregato e che la nuova mansione era solo una favola per farmi accettare quello che era un trasferimento ad un altro reparto.
Ora, legittimamente, il nuovo superiore mi avrà ritenuto non in grado di ricoprire il ruolo di vice caporeparto, forse avrà visto un calo di impegno (nell’arco di un anno può succedere, credo), forse il fatto che mi fossi iscritto ad un master universitario lo ha fatto ritenere che io non fossi più interessato al lavoro, fatto stà che se uno è responsabile dice le cose come stanno.
Invece mi sono sentito preso in giro, umiliato e la cosa mi pesa ancora oggi ogni volta che ci ripenso e ha comportato un calo di stimoli ed impegno che il mio attuale responsabile puntualmente mi rinfaccia. Per un anno sono stato zitto e ho subito in silenzio perchè mi sentivo ricattabile visto che mi era stata accordato di poter avere il giorno di riposo libero il venerdi ed il sabato amttina per poter frequentare il master.
Per concludere volgio dire che l’azienda è organizzata molto bene e si sta bene all’Ikea, tutto dipende dalle relazioni umane e dalle persone. Per quanto sia svedese e che l’azienda cerchi di diffondere dei valori ben precisi basati sul rispetto, sull’umiltà, sulla collaborazione, sulla semplicità c’è da dire che siamo in italia e se si pensa a certe persone e le si affianca a questi valori si vede come le due cose non possano stare assieme. La persona che ho accusato, tra l’altro, ha trattato in modo indegno anche altre persone. Sono cose che capitano ovunque ma occhio che Ikea all’inizio ti fa credere che sia un paradiso (e probabilmente è meglio di altre posti) ma ripeto che contano le persone e alcune sono dei veri figl…continuate voi.
Ciao mi chiamo Paola ho 23 anni e sono disperatamente in cerca di lavoro,a me piace lavorare nel campo delle vendite perchè ho lavorato per 2 anni in un negozio di abbigliamento quindi ci so fare con le vendite…vi ringrazio aspetto notizie grazie tante.
Per contattare Paola, scrivete a: lagrastapaola@libero.it
Ikea,un mondo svedese naturalizzato italiano,dove si vive di soli sponsor.
Vorrei ad Alberto ,lettera di maggio 2009,rispondere in merito al suo accaduto dicendogli che non sempre quello che ci capita dipende sempre dai responsabili diretti,visto che anche loro sono l’incudine come figura destinata dall’ikea italiana,che deve prendere martellate sia dai piani alti,che decidono sempre e che pretedono l’attuare di un disegno organizzatvo meglio loro cogeniato,che dai diretti collaboratori perche’ nelle loro ingenuita’ credono che i responsabili decidano il tutto.
L’ikea e’ un posto come tanti se ti accontenti di quello che ti passano e’ tutto ok altmenti…..
Disse tempo fa’uno store manager per rincuorare uno dei tanti collaboratori,c
e per chiudere ecco un piccolo pensiero del grande Ingvar Kamprad alla domanda di un giornalista:Perché Ikea non è mica perfetta? Mi irrita da morire sentir dire che Ikea è la migliore azienda al mondo. Siamo sulla buona strada per diventarlo, questo sì, ma ce ne manca, ancora. Che cos’è che non va nella sua azienda? Discutiamo troppo, per esempio. E, così facendo, perdiamo di vista la realtà. Abbiamo gente fantastica che lavora per noi, ma anche manager incapaci di prendere la più piccola decisione. Sono i dirigenti, il grosso problema di Ikea.
Viva Kamprad e perche’ li paghi?
Rispondo a Mario, dicembre ’09, rivolgendomi a chi legge ed è interessato. Certo in Ikea come dappertutto esiste una struttura organizzativa gerarchica per cui ognuno deve rendere conto del proprio operato al proprio responsabile diretto così come ogni responsabile avrà comunque un diretto responsabile al di sopra di lui. Le relazioni però avvengono tra collaboratore e responsabile e non tra collaboratore e store manager o collaboratore e Kamprad per cui ci si attenderebbe un rapporto di correttezza tra il responsabile e il collaboratore che lavora per lui. Credo, forse nella mia ingenuità, che ogni responsabile abbia la scelta di motivare le proprie scelte secondo il proprio stile di comportamento e, che, nel mio caso non sia stata usata un minimo di correttezza. Solo ora dopo due anni dall’accaduto ho recuperato la mia serenità perchè ho notato una certa comprensione da parte del mio attuale responsabile e un sforzo a farmi ripartire. Per cui ora ho preso atto di quanto accadutomi e la cosa è finita lì, sebbene ripensadoci non mi senta del tutto sereno. Nel maggio ’09 ero ancora in piena crisi depressiva e lo sfogo di cui sopra ne è la manifestazione. Si possono accettare le scelte aziendali ma l’essere presi in giro ed umiliati comporta spesso dei contraccolpi psicologici gratuiti.
Come detto già in precedenza ho massima ammirazione nei confronti dell’azienda Ikea e la sua organizzazione ma ribadisco il concetto secondo il quale tutte le aziende sono fatte di persone per cui ognuna agirà secondo la propria coscienza. Si tratta di fatti che nel mondo del lavoro capitano altrimenti non esisterebbero i sindacati a tutelare i lavoratori quando per una decisione dei responsabili diretti o di quelli indiretti (per il lavoratore cambia poco) si subisce un torto. Questo ragionamento è il mio pensiero, opinabile come tutte le opinioni e per quanto mi riguarda vale per Ikea come per qualsiasi altro posto di lavoro.
Per concludere anch’io consiglio Ikea. E’ in espansione, stanno aprendo molti negozi, ed offre ampie possibilità di crescita. Per chi vuole sono possibili anche successivi trasferimenti in Italia e all’estero (mi piacerebbe un bel po’), mobilità che spesso consente una crescita professionale più veloce e ogni anno sono organizzati piani formativi adeguati ma fatevi comunque rispettare perchè qualunque lavoratore merita rispetto e dignità.
Saluti e complimenti per questo spazio!
ciao mi chiamo Paola ho 23 anni e mi piacerebbe lavorare all ikea di Roma…..ho già avuto esperianza come commessa per 2 anni in un negozio di abbigliamento…sono disposta a lavorare no part time,ma full time…vi ringrazio e aspetto una risèosta….il mio numero di cell è 3203283782…
ciao mi chiamo Ylenia….ho 18 anni e sto prendendo la patente…sono di Torino…mi piacerebbe lavorare all’ikea xke mi piace molto come settore…e infondo è quello che ho studiato….se qualcuno sa come si può avere un colloqio mi faccia sapere…Grazie ciao a tutti!!!
(qst e la mia email y.grassedonio@hotmail.it)
le romene hano posibilita ?
unna ex diretrice in abigliamento sportivo, confezioni tessili !
in anzi tutto sopra 40 anni ?
0040745605898
00393277096701