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Come scrivere un curriculum vitae di successo

Oggi vedremo di scoprire qualche segreto su come scrivere un curriculum vitae che colpisca immediatamente chi lo legge, che vada dritto al punto e che sia in grado di fornire una descrizione credibile di chi siamo e di quanto valiamo.

Gli addetti alle Risorse Umane leggono ogni giorno numerosi cv e la maggior parte di questi contengono sempre le stesse e monotone informazioni. Un curriculum vitae di successo è quello che si distinguersi dagli altri, che balza subito all’attenzione di chi lo legge.

Molti candidati scrivono frasi del tipo: “sono una persona motivata, sono capace di lavorare in team, sono creativo, ho capacità di problem solving ecc.”. Il problema è che tutti dichiarano più o meno le stesse capacità, ma i selezionatori cercano delle persone che dimostrino con i fatti di possedere queste qualità. Come? Leggete i nostri consigli su come scrivere un curriculum vitae di successo:

CARATTERISTICHE PERSONALI
Quando descrivete il vostro carattere tra le informazioni personali non dimenticate di dimostrare con i fatti quello che affermate. Ad esempio se sostenete di essere dei grandi lavoratori potete aggiungere che nell’ultimo anno di lavoro avete fatto solo 2 assenze; se sostenete di essere persone generose confermatelo scrivendo un’attività di volontariato a cui vi dedicate.

SPORT
Non sottovalutate l’importanza delle informazioni relative agli sport. Ad esempio un candidato che pratica uno sport di squadra molto probabilmente sarà portato al lavoro di gruppo. Chi svolge uno sport individualista e in cui conta molto l’agonismo per vincere le gare (es. tennis, sci, nuoto) probabilmente sarà portato alla competizione, alla sfida, e sarà abituato ad impegnarsi per raggiungimento degli obiettivi. Il capitano di una squadra avrà lo spirito del leader. I selezionatori leggono in questo modo ciò che noi scriviamo sul curriculum vitae in merito alle attività sportive.

CORSI DI FORMAZIONE SUPPLEMENTARI
Quando siete nell’immancabile fase di scrivere nel cv i corsi di formazione che avete seguito non tralasciate mai nulla! Non dovete dimenticare i corsi di approfondimento universitari, quelli aziendali, extra lavorativi, di lingue, di software, o altri corsi pratici. Non tralasciate corsi che potrebbero forse sembrarvi inutili in un primo momento (come corsi di decoupage, di manualistica, di modellismo), perché i selezionatori acuti sapranno vedere che avete voglia di acquisire nuove abilità che potrebbero tornare utili nel lavoro.

LATI NEGATIVI
Nessuno è perfetto, tutti hanno dei lati negativi e i selezionatori vorranno scoprirli. Allora anticipateli e precisateli nel vostro curriculum vitae quando descrivete la vostra personalità. Il segreto? Vi basterà indicare gli aspetti negativi che in realtà sono anche dei lati positivi come testardaggine, perfezionismo, competitività. I datori di lavoro li apprezzeranno.

REFERENZE
Fornite delle buone referenze, molti ne ignorano il valore ma in realtà sono un’assicurazione importante di ciò che valete! A fornire delle buone referenze su di voi potrebbero essere un insegnante che vi apprezza o un amico che possiede un’attività economica per cui avete collaborato, chiedete loro il permesso di fare da referenti per voi.

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Poste Italiane lavoro: come candidarsi

Come candidarsi per lavorare in Poste Italiane? Sono molte le persone in cerca di lavoro che ci scrivono ponendoci questa domanda, oggi vi presentiamo tutti i metodi per inviare la vostra candidatura. Esistono tre modalità d’ingresso lavorativo in Poste Italiane: a tempo indeterminato, a tempo determinato e con contratto atipico (lavoro interinale). Per quest’ultima modalità ci si deve rivolgere alle agenzie di lavoro interinali presenti sul territorio.

Per fare domanda di assunzione a tempo indeterminato o determinato è necessario inviare il proprio Curriculum Vitae, precisando il vostro interesse nel svolgere servizi di recapito (postino – portalettere) oppure mansioni impiegatizie, ruoli tecnici, finanziari, legali ecc. E’ importante precisare tutti i vostri dati anagrafici compreso un recapito telefonico, il tipo di patente posseduta, il titolo di studio ed eventuali esperienze lavorative maturate in precedenza. L’invio del curriculum vitae a Poste Italiane può essere effettuato tramite web oppure tramite posta.

COME CANDIDARSI VIA WEB:
Sul sito di Poste Italiane è presente un servizio di invio candidatura online, disponibile nella pagina lavora con noi, cliccando sul link “inserisci il curriculum”.  Grazie a questo servizio è possibile caricare il proprio cv compilando un apposito modulo online e candidarsi per posizioni disponibili sia a tempo determinato che indeterminato. Attenzione, il sistema è stato aggiornato, leggete qui per maggiori informazioni.

COME CANDIDARSI INVIANDO IL CV TRAMITE POSTA:
Chi preferisce non utilizzare gli strumenti web per candidarsi, può spedire il proprio cv tramite posta. Vi consigliamo di effettuare la spedizione tramite raccomandata con ricevuta di ritorno e di specificare sempre il ruolo che desiderate ricoprire e la sede di lavoro preferita.

Per richieste di assunzione a tempo indeterminato, il curriculum vitae deve essere spedito a:
Poste Italiane
Human Resources and Organization
Viale Europa 175
00144 Roma

Per richieste di assunzione a tempo determinato, il curriculum vitae deve essere inviato al responsabile di HRU della propria regione, gli indirizzi sono:

Per lavorare in Piemonte, Valle D’Aosta e Liguria:
POSTE ITALIANE SPA
Responsabile HRO NORD-OVEST
Via Alfieri, 10
10121 TORINO

Per lavorare in Lombardia:
POSTE ITALIANE SPA
Responsabile HRO LOMBARDIA
Via Orefici, 15
20144 MILANO

Per lavorare in Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia:
POSTE ITALIANE SPA
Responsabile HRO NORD-EST
Via Torino, 88
30172 MESTRE

Per lavorare in Emilia Romagna e Marche:
POSTE ITALIANE SPA
Responsabile HRO CENTRO NORD
Via Zanardi, 28
40131 BOLOGNA

Per lavorare in Toscana e Umbria:
POSTE ITALIANE SPA
Responsabile HRO CENTRO 1
Via Pellicceria, 3
50123 FIRENZE

Per lavorare nel Lazio, in Sardegna e in Abruzzo:
POSTE ITALIANE SPA
Responsabile HRO CENTRO
P.zza Dante, 25
00185 ROMA

Per lavorare in Campania e Calabria:
POSTE ITALIANE S.P.A
Responsabile HRO SUD
P.zza Matteotti, 2
80133 NAPOLI

Per lavorare in Puglia, Molise e Basilicata:
POSTE ITALIANE SPA
Responsabile HRO SUD 1
Via Amendola, 116
70126 BARI

Per lavorare in Sicilia:
POSTE ITALIANE SPA
Responsabile HRO SUD 2
Via A. De Gasperi, 103
901460 PALERMO

Tenete presente che per candidarsi a Poste Italiane nella provincia di Bolzano e in Val d’Aosta è necessario specificare il possesso del patentino del bilinguismo rilasciato dalle rispettive province.

Infine vi informiamo che l’invio del curriculum vitae tramite web è la soluzione preferibile perchè nel caso in cui non fossero disponibili ricerche di personale congruenti con il vostro profilo, Poste Italiane conserverebbe il vostro cv nel database aziendale e potreste essere ricontattati nel momento in cui si dovessero aprire nuove posizioni.

ASSUNZIONI 2012
Tutte le informazioni sulle assunzioni in programma per il 2012 sono disponibili QUI.

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Scrivere il Curriculum Vitae

Come scrivere un curriculum vitae? La ricerca di un posto di lavoro inizia da qui. Il cv è il vero e proprio biglietto da visita, il primo strumento che abbiamo a disposizione per convincere il nostro interlocutore che siamo proprio la persona che stava cercando.

Dalla sua rapida lettura (il tempo medio dedicato è di 3 minuti) dipenderà un eventuale successivo colloquio di lavoro. Inutile sottolineare quanto sia importante questo strumento. Non è difficile scrivere un cv se si seguono delle semplici regole di base, ma per produrre un cv di successo è necessario che esso sia formulato e costruito su misura per chi lo riceve. Ma andiamo per gradi.

Cosa scrivere nel cv? Esso deve contenere le informazioni anagrafiche e i dati di contatto, il tipo di formazione, le esperienze di lavoro, le conoscenze di informatica e delle lingue, le competenze professionali e le caratteristiche personali. Tutte queste informazioni devono essere organizzate in modo chiaro e schematico, facilmente leggibile. Una buona soluzione è dividere il curriculum vitae in sezioni o aree tematiche, evidenziando in grassetto l’argomento trattato di volta in volta.

DATI PERSONALI
Innanzitutto bisogna indicare i dati anagrafici (nome, cognome, residenza, domicilio se diverso, data di nascita) e i dati di contatto (numero di telefono, e-mail).

ESPERIENZE
Poi si inseriscono le macro aree, la prima di solito è dedicata alle esperienze di lavoro, che devono essere elencate dalla più recente alla più lontana. Bisogna precisare: il nome dell’azienda per cui si è lavorato, l’intervallo di tempo dell’esperienza di lavoro (dal – al), il ruolo ricoperto e una breve descrizione delle mansioni svolte.

FORMAZIONE
Anche in questo caso si parte dall’ultimo titolo conseguito, il più recente (ad esempio prima la laurea e poi il diploma). E’ necessario precisare il nome dell’Istituto, la data di conseguimento del titolo, il titolo di studio, il voto e nel caso di laurea anche il titolo della tesi oppure altre informazioni inerenti il percorso formativo. In questa sezione si devono indicare anche i corsi di specializzazione e ogni altro percorso didattico seguito che possa essere utile a mettere in evidenza le conoscenze acquisite.

CONOSCENZE INFORMATICHE E DELLE LINGUE
E’ bene precisare le proprie conoscenze informatiche relative a sistemi operativi, programmi (es. Microsoft Office o software per la grafica ecc.), utilizzo di internet e della posta elettronica. Per le lingue bisogna essere precisi nell’indicare il grado di conoscenza sia a livello scritto che parlato.

ALTRE INFORMAZIONI
Un’ultima area può essere dedicata alle proprie capacità e competenze relazionali e organizzative, alle caratteristiche personali, agli hobby e interessi. Questa sezione non deve essere sottovalutata perchè i responsabili delle risorse umane valutano con attenzione anche questi aspetti.

AUTORIZZAZIONE
A termine del cv non può mancare l’autorizzazione al trattamento dei dati personali, secondo quanto previsto dalla Legge 196/03.

Qualche altro consiglio utile? Non superate le due pagine di lunghezza, i cv troppo lunghi non sono apprezzati. Non utilizzate un carattere troppo piccolo: almeno 10 punti se Arial o Helvetica e almeno 12 se Times New Roman. Scrivete in prima persona con un linguaggio semplice e corretto, fate attenzione agli errori ortografici (rileggete più volte il curriculum vitae e sottoponetelo anche alla lettura di altri per eliminare eventuali errori). Se volete potete fare uso del formato Europass, come schema di partenza che deve essere poi adattato alle vostre esigenze personali, in questo nostro articolo trovate il modello. Accompagnate sempre il cv con una lettera di presentazione, in questo nostro articolo trovate indicazioni utili su come scriverla.

COME SCRIVE UN CURRICULUM VITAE DI SUCCESSO
Tenete presente che non esiste un curriculum vitae perfetto per tutte le aziende e tutte le mansioni e che un cv scritto bene non è sufficiente per assicurarsi un colloquio. Il cv deve essere scritto per chi lo legge.

Per ogni offerta di lavoro per la quale ci si candida bisogna verificare e adattare il proprio cv, valorizzando ed enfatizzando i propri punti di forza in funzione ai requisiti richiesti.
Per rivolgersi con successo al mercato del lavoro bisogna essere dei bravi venditori di se stessi, presentarsi in modo “attraente”, anticipare i bisogni dell’interlocutore e non aspettare che questi li scopra o li intuisca. Nel cv e nella lettera di presentazione devono essere chiari e lampanti tutti i motivi per cui potreste essere il candidato ideale.

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Come diventare parrucchiera – parrucchiere

Nell’esercizio della loro professione il parrucchiere e la parrucchiera offrono una serie di servizi inerenti all’acconciatura dei capelli. Oggi vi parliamo di questa professione che non è mai passata di moda, descrivendo tutte le caratteristiche del ruolo e le modalità per diventare parrucchieri.

LA PROFESSIONE DI PARRUCCHIERA – PARRUCCHIERE
La parrucchiera o parrucchiere deve ad essere in grado di acconciare i capelli e fornire una serie di servizi pratici e di consulenza inerenti alla capigliatura. L’acconciatore – altro termine per definire il ruolo di parrucchiere - realizza in primo luogo servizi come lavaggio, taglio, massaggi, colorazione, decolorazione, permanente, mèches, messa in piega e trattamenti di bellezza per i capelli (maschere, frizioni, applicazione di balsami, fiale rigeneranti ecc.).
Inoltre i parrucchieri devono essere costantemente aggiornati sulla moda e le tendenze del momento e conoscere i migliori prodotti per il trattamento dei capelli presenti sul mercato. Il parrucchiere e la parrucchiera sono anche responsabili della perfetta pulizia e dell’igiene del salone: devono provvedere al regolare lavaggio (bollitura) degli asciugamani, all’igiene o eventuale sterilizzazione degli strumenti che usano (forbici, rasoi, pettini, ecc.).
Il loro ruolo è anche quello di consigliare i propri clienti sulla pettinatura, il taglio e il colore che meglio si adattano al viso e alla personalità di ognuno. Quindi oggi diventare parrucchiereparrucchiera significa svolgere un ruolo di consulenza a tutto tondo sull’acconciatura dei capelli. Si tratta di un vero e proprio consulente di bellezza.

COME DIVENTARE PARRUCCHIERA – PARRUCCHIERE
Il 17 settembre 2005, è entrata in vigore la nuova legge che disciplina l’attività di acconciatore secondo la quale, poter esercitare la professione di acconciatore occorre conseguire un’apposita abilitazione, previo un esame teorico-pratico preceduto da un percorso formativo previo il superarmento di un esame teorico – pratico. In particolare per diventare parrucchiereparrucchiera, ottenere la qualifica e poter svolgere la professione è possibile scegliere tra uno dei seguenti percorsi della durata di 3 anni:
- realizzare 2 anni di corso di formazione e 1 anno di specializzazione o stage da svolgere presso un’azienda di acconciatura;
- svolgere un percorso di inserimento della durata di 3 anni presso un’impresa di acconciatura e seguire un apposito corso di formazione teorica;
- svolgere un periodo di attività lavorativa qualificata di 1 anno, che deve però essere preceduto da rapporto di apprendistato.
Precisiamo che prima di svolgere questi percosi di formazione e lavoro che permettono di diventare parrucchiereparrucchiera, è indispensabile avere assolto l’obbligo scolastico. I corsi di formazione si svolgono presso strutture pubbliche o private accreditate e riconosciute ai fini dell’attribuzione della qualifica professionale.

CAPACITA’ E CONOSCENZE ESSENZIALI
Il parrucchiere e la parrucchiera devono deve avere una predisposizione al contatto con il cliente, buona manualità, estro e creatività, buon gusto e senso estetico, interesse per la moda e le tendenze. Sono indispensabili anche le conoscenze tecniche inerenti all’anatomia e patologia del capello, chimica, cosmetologia e alla normativa legislativa igienico-sanitaria del settore.

SBOCCHI PROFESSIONALI
Gli acconciatori lavorano principalmente presso negozi o saloni di bellezza, come dipendenti o come proprietari delle società, che possono anche assumere la forma di attività in franchising.

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Come diventare Operatore Socio Sanitario OSS

Oggi vi parliamo della professione di Operatore Socio Sanitario e di come diventare OSS. L’Operatore Socio SanitarioOSS è un lavoratore che presta la propria attività in ambito sanitario o dell’assistenza sociale, soddisfando i bisogni primari delle persone, aiutandole per favorire il loro benessere e la loro autonomia. L’operatore socio sanitario aiuta le persone che hanno problemi sociali o di malattia come gli anziani, i disabili, soggetti con problemi psichiatrici, degenti in ospedale ecc.
Le attività che può svolgere l’operatore socio sanitario sono numerose, ad esempio offre assistenza nella cura delle persone e della loro igiene o nello svolgimento delle loro attività quotidiane, da’ assistenza agli infermieri e agli operatori tecnico-sanitari, realizza attività semplici di supporto diagnostico e terapeutico, comunica con le famiglie e offre supporto psicologico, collabora ad attività finalizzate al mantenimento delle capacità psico-fisiche residue, alla rieducazione, riattivazione, recupero funzionale. L’OSS opera all’interno di strutture sanitarie o sociali pubbliche e private (es. ospedali, R.S.A., case di riposo, case di cura, strutture per disabili, casa famiglia, centri diurni, comunità terapeutiche, strutture tutelari per minori, servizi domiciliari e scolastici).

COME DIVENTARE OPERATORE SOCIO SANITARIO
Per acquisire la qualifica e diventare operatore socio sanitarioOSS è necessario svolgere un corso di formazione teorico e pratico che ha una durata massima di 18 mesi, con almeno 1000 ore di formazione suddivise tra lezioni teorico – pratiche, esercitazioni e tirocinio. Al termine del corso è previsto un esame. I corsi di formazione per operatori socio sanitari sono organizzati da enti pubblici e privati (ASL, aziende ospedaliere, centri privati ecc.) autorizzati dalle regioni e dalle province autonome sulla base del proprio fabbisogno annualmente determinato.

DIDATTICA
Le materie oggetto di studio sono suddivise in 4 ambiti disciplinari: area socio culturale, istituzionale e legislativa; area psicologica e sociale; area igienico sanitaria; area tecnico operativa. Alcune materie sono ad esempio: legislazione sanitaria e organizzazione dei servizi, etica e deontologia, diritto del lavoro, psicologia e sociologia, aspetti psico-relazionali ed interventi assistenziali, disposizioni generali in materia di protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori, elementi di igiene, assistenza sociale.
Ogni corso per diventare Operatore Socio Sanitario comprende:
- modulo di base: tipo di formazione teorica, numero minimo di ore 200 motivazione orientamento e conoscenze di base.
- modulo professionalizzante: tipo di formazione teorica, numero minimo di ore 250; esercitazioni e stages, numero minimo di ore 100; tirocinio, numero minimo di ore 450.
Oltre al corso di qualificazione di base sono previsti moduli di formazione integrativa, per un massimo di 200 ore di cui 100 di tirocinio; i moduli sono mirati a specifiche utenze e specifici contesti operativi, quali utenti anziani, portatori di handicap, utenti psichiatrici, malati terminali, contesto residenziale, ospedaliero, casa alloggio, RSA, centro diurno, domicilio, ecc.
Il tirocinio è obbligatorio: tutti i corsi di comprendono un tirocinio guidato, presso le strutture nel cui ambito la figura professionale dell’operatore socio sanitario è prevista. La frequenza ai corsi è obbligatoria, le assenze non possono superare il 10% delle ore complessive.

REQUISITI
Per accedere ai corsi di formazione dell’ operatore socio sanitario è richiesto il diploma di scuola dell’obbligo e il compimento del diciassettesimo anno di età alla data di iscrizione al corso.

ESAME FINALE E ATTESTATO
Al termine del corso gli allievi sono sottoposti ad un esame che consiste in una prova teorica e una una prova pratica, gestito da una apposita commissione d’esame. All’allievo che supera le prove, è rilasciato dalle regioni e provincie autonome un attestato di qualifica per Operatore Socio SanitarioOSS valido su tutto il territorio nazionale, nelle strutture, attività e servizi sanitari, socio sanitari e socio assistenziali.

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Come diventare giornalista

Diventare giornalista è il sogno di molti giovani, ma come si diventa giornalisti? Esistono delle scuole che preparano alla professione? Quali esperienze è necessario avere? Quali sono i requisiti per iscriversi all’albo dei giornalisti? Oggi proviamo a darvi un po’ di informazioni e di consigli utili per tutti coloro che vogliono diventare giornalisti.

LA NORMATIVA
La legge n. 69/1963 suddivide i giornalisti in due categorie: professionisti e pubblicisti. Sono professionisti coloro che esercitano in modo esclusivo e continuativo la professione di giornalista; sono pubblicisti coloro che svolgono attività giornalistica non occasionale e retribuita anche se esercitano altre professioni o impieghi. L’albo dei giornalisti è suddiviso in 2 elenchi, quello dei giornalisti professionisti e quello dei giornalisti pubblicisti.

COME DIVENTARE GIORNALISTA PUBBLICISTA
Per diventare giornalista pubblicista e quindi essere iscritti all’elenco dei pubblicisti, è necessario dimostrare di aver svolto per 2 anni collaborazioni giornalistiche continuative e retribuite presso quotidiani, periodici, testate giornalistiche di emittenti televisive, radiofoniche ecc. (art. 35 legge n. 69/1963). Per richiedere l’iscrizione all’elenco dei pubblicisti è necessario presentare all’ordine:
- domanda con marca da bollo da € 14,62;
- gli originali e le copie di almeno 65 articoli elaborati nel corso del biennio;
- la copia delle ricevute dei compensi percepiti nello stesso periodo;
- dichiarazioni dei direttori responsabili delle pubblicazioni che comprovino l’attività pubblicistica regolarmente retribuita, da almeno due anni;
- copia versamenti previdenziali (10%-13%) Inps e assicurativi Inail.
- versamento di € 100,00 quale tassa di ammissione da effettuarsi presso gli uffici della segreteria dell’Ordine all’atto della presentazione della domanda;
- n. 2 fotografie formato tessera e fotocopia del codice fiscale;
In aggiunta a questi documenti è necessario presentare il certificato di nascita, il certificato di residenza, il certificato di cittadinanza italiana e il certificato penale generale oppure in sostituzione a questi 4 certificati è possibile presentare una dichiarazione sostitutiva, da compilarsi al momento della consegna della domanda. Il modulo di domanda (fax simile) è scaricabile dai siti degli ordini regionali dei giornalisti, ad esempio dal sito web dell’ordine dei giornalisti della Lombardia.

COME DIVENTARE GIORNALISTA PROFESSIONISTA
Per diventare giornalista professionista, ed iscriversi nel relativo elenco, è necessario o realizzare 18 mesi di praticantato o frequentare una scuola di giornalismo e quindi superare l’esame di idoneità professionale. Quindi: praticantato + esame o scuola di giornalismo + esame.

Praticantato:
Il periodo di praticantato deve durare 18 mesi. Inoltre, il praticante deve frequentare uno dei corsi di formazione o preparazione teorica anche “a distanza”, della durata minima di 45 ore, promossi dal Consiglio Nazionale o dai Consigli Regionali dell’Ordine.

Scuole di giornalismo:
L’alternativa al praticantato è frequentare per un biennio una delle scuole di giornalismo riconosciute dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti. Le scuole riconosciute dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti ed attualmente convenzionate sono:
- Master Biennale di Giornalismo Università di Bari
- Scuola Superiore di Giornalismo di Bologna
- Master Biennale in Giornalismo a Stampa, Radiotelevisivo e Multimediale Università Cattolica Sacro Cuore di Milano
- Master Biennale della Scuola di Giornalismo dell’Università degli Studi di Milano
- Master Biennale di Giornalismo Libera Università di Lingue e Comunicazione “IULM” di Milano
- Master Biennale della Scuola di Giornalismo Walter Tobagi dell’Università degli Studi di Milano
- Master Biennale di Giornalismo dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli
- Centro Italiano di Studi Superiori per la Formazione e l’Aggiornamento in Giornalismo Radiotelevisivo di Perugia
- Master in Giornalismo LUMSA Università di Roma
- Scuola di Giornalismo Libera Università Internazionale “Guido Carli” LUISS di Roma
- Scuola Post Laurea in Giornalismo dell’Università di Salerno
- Master Biennale di Giornalismo dell’Università di Sassari
- Master Biennale di Giornalismo Università di Cassino – Polo Didattico di Sora
- Master in Giornalismo dell’Università di Teramo
- Master Biennale di Giornalismo Università di Torino
- Istituto per la Formazione al Giornalismo di Urbino

ESAME PER DIVENTARE GIORNALISTA E ISCRIVERSI ALL’ALBO
L’esame di idoneità professionale per giornalisti consiste in una prova scritta e una prova orale di tecnica e pratica del giornalismo, integrata dalla conoscenza delle norme giuridiche che hanno attinenza con la materia del giornalismo. Le prove d’esame si svolgono a Roma, almeno 2 volte ogni anno. Per maggiori informazioni vi consigliamo di visionare il sito web dell’Ordine dei Giornalisti.

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Come diventare croupier

La passione per i casinò, i giochi di carte sui tavoli verdi e la roulette può trasformarsi in un lavoro: avete mai pensato di diventare croupier? Il croupier è una professione sempre più richiesta e ben retribuita che può svolgere chiunque, dopo un’adeguata formazione di base.

REQUISITI
Sebbene chiunque possa decidere di specializzarsi per diventare un croupier professionista, sono requisiti preferenziali l’attitudine per il calcolo, la predisposizione ai rapporti interpersonali e la conoscenza di base della lingua inglese. E’ essenziale la disponibilità al lavoro notturno e all’eventuale trasferimento nelle vicinanze delle case da gioco. Non avere procedimenti penali in corso, non aver subito condanne né essere stati destituiti da precedenti occupazioni per motivi disciplinari sono altri requisiti fondamentali. Viso pulito e assenza di tatuaggi a vista o piercing incrementano le possibilità di essere selezionati.

CORSI DI FORMAZIONE
I corsi di formazione per diventare croupier durano circa 3 o 4 mesi e prevedono l’insegnamento del calcolo matematico, delle tecniche da gioco e di gestione dei tavoli e della lingua inglese. Alle lezioni teoriche sono affiancati dei corsi di pratica indispensabili per acquisire le capacità tecniche – manuali che caratterizzano la professione. La preparazione si completa con insegnamenti sull’etica di una professionalità che si configura all’interno del gioco d’azzardo. In Italia non esiste ancora un albo professionale o un ente certificatore, esistono tuttavia diversi centri e scuole di formazione che realizzano corsi per croupier ma anche per altre mansioni afferenti sempre alle case da gioco. Vi segnaliamo ad esempio il Centro Formazione Croupier che permette di seguire corsi di formazione nelle città di Padova, Abano Terme, Milano, Roma e prossimamente anche a Catania e Cagliari. Oppure la scuola Croupier Courses International, fondata da Christine Chilton, con sede a Palermo.

OPPORTUNITA’ DI LAVORO
Quella del croupier è una figura molto ricercata, in particolare in Inghilterra, la patria del gioco d’azzardo, dove sono presenti oltre 200 casinò. Anche in Italia ci sono diverse opportunità di lavoro nei casinò di Venezia, Sanremo, Campione d’Italia e presso il Casinò de la Vallée a Saint Vincent. Per non andare molto lontano, la Svizzera offre impiego a numerosi croupier nei diversi casinò a Ginevra, Lucerna, Berna, Lugano, Saint Moritz ecc. Altro sbocco molto ambito sono le navi da crociera; ad esempio MSC crociere e Costa crociere cercano costantemente operatori dei tavoli da gioco per le lussuose navi che fanno parte della flotta turistica. La professione del croupier è molto redditizia, generalmente si parte da uno stipendio minimo di 1.200 euro al mese per arrivare anche a 7-9 mila euro, nelle sale da gioco più esclusive. Un compenso medio si aggira attorno ai 2.500 euro.

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Come scrivere una lettera di presentazione

E’ buona norma allegare al curriculum vitae una lettera di presentazione o di accompagnamento. Si tratta di uno strumento molto utile perché permette a chi dovrà valutare la vostra candidatura di reperire immediatamente le informazioni più significative del vostro profilo professionale.

Come si scrive una lettera di presentazione? E’ semplice, basta seguire poche ma importanti regole.

E’ bene che la lettera di presentazione sia scritta al computer, scegliendo un font semplice (Arial, times new roman ) e il nero come colore del carattere.

In testa al documento è necessario inserire i propri dati anagrafici (nome e cognome) e i propri recapiti (indirizzo di residenza, telefono ed e-mail).

Se da una parte si indicherà il mittente, dall’altra si scriverà il destinatario. Deve essere chiaro fin da subito a chi vi state rivolgendo, per questo bisogna precisare la persona, l’ufficio di riferimento e l’azienda alla quale si sta scrivendo. Non solo, è indispensabile indicare subito la posizione per cui vi volete candidare ed eventualmente indicare dove è stato individuato l’annuncio di lavoro (es. sito web, quotidiani ecc.).

Il corpo centrale della lettera di presentazione deve essere un breve testo descrittivo (non un elenco) delle proprie competenze ed esperienze. Si può precisare la propria formazione ma senza dilungarsi troppo. E’ buona regola non superare le 20 righe.

E’ necessario mettere in evidenza le capacità che sono richieste per il profilo ricercato e sottolineare i punti di forza del proprio curriculum vitae (es. la lunga esperienza oppure la conoscenza delle lingue, le capacità informatiche ecc. ).

Per concludere, esprimete la vostra disponibilità nell’approfondire la “reciproca” conoscenza attraverso un incontro. Ringraziate per l’attenzione e porgete i saluti più cordiali. Infine firmate con nome e cognome per esteso (evitate i titoli).

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Come scrivere un cv nel formato Europass (ex Curriculum Vitae Europeo)

Perché utilizzare il formato europeo del curriculum vitae?
Il cv è il vostro bigliettino da visita per farvi conoscere dalle aziende, il suo compito è quello di riuscire a convincere il selezionatore a contattarvi per fissare un colloquio. Chi visiona i curricula spesso riceve numerose candidature ma non ha molto tempo a disposizione, quindi deve individuare a colpo d’occhio i profili interessanti e scartare quelli non idonei.

L’Europass Curriculum Vitae (ex Curriculum Vitae Europeo) è un modello standard che le aziende di selezione del personale e più in generale chi si occupa di risorse umane apprezzano particolarmente perché presenta in modo chiaro, sintetico e completo tutte le informazioni dei candidati circa le proprie qualifiche e competenze. Utilizzando questo formato avrete più probabilità che il vostro cv venga letto e non sia immediatamente cestinato.

L’Europass Curriculum Vitae è uno degli strumenti introdotti dalle Istituzioni europee insieme ai Paesi Membri, in occasione del Consiglio Europeo di Lisbona del marzo 2000, per promuovere, nello spazio europeo, la libera circolazione dei cittadini, dei loro titoli e curriculum vitae. Questo strumento è stato pensato per rendere più trasparenti e leggibili le qualifiche e le competenze acquisite nell´ambito di contesti di apprendimento formali, non formali e informali.

L’Europass Curriculum Vitae fornisce informazioni su:

- dati personali
- competenze linguistiche
- esperienze lavorative
- percorsi di istruzione e formazione
- competenze personali sviluppate anche al di fuori di percorsi formativi di tipo tradizionale

 
L’Europass Curriculum Vitae è rilasciato dal Centro Nazionale Europass. E’ possibile compilare on-line o scaricare il formato word dal portale europeo:
Il Formato (.doc)
 
Il portale contiene anche indicazioni per la compilazione. Una volta compilato è possibile salvare il CV sul proprio pc in diverse versioni, aggiornarlo, stamparlo e inviarlo a diversi destinatari. Se si intende utilizzare il formato Europass CV per cercare un lavoro in Italia, è opportuno aggiungere la seguente nota sulla privacy: "Si autorizza l’utilizzo dei dati contenuti nel presente documento ai sensi della Legge 196/03".

Il sito del Centro Nazionale Europass mette a disposizione alcuni strumenti sviluppati per favorire la sua utilizzazione:
Brochure CVE (download)
 
Per maggiori informazioni, potete contattare direttamente il Centro nazionale Europass (NEC):
Tel. 06.445901
Fax 06.44590510

 

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Come vestirsi sul luogo di lavoro? La risposta arriva da Google

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“L’abito non fa il monaco” dice un vecchio detto, ma per fare carriera è importante l’abbigliamento? Jason Warner, responsabile delle risorse umane della divisione Online Sales and Operations a Google, spiega le cose da fare e quella da evitare in fatto di vestiti.
Racconta Warner: “Qualcuno mi ha detto che indosso scarpe da vicepresidente. Immagino quindi che le mie Eccos siano le scarpe più usate dai vicepresidenti a Google. Non è una cosa sorprendente che mi vesta da vicepresidente, perché per la propria carriera è importante vestire come chi vuoi diventare. La cosa che mi sorprende è che molti professionisti non se ne rendano conto. Ovviamente la questione non è così semplice. Bisogna infatti non esagerare, e vestirsi solo il 75% di come si voglia diventare. Se esageri, allontanerai da te quelli al tuo livello, come è successo a me quando ho indossato ‘scarpe da vicepresidente’. Bisogna essere attenti a non staccarsi troppo dal proprio team.”
Alcuni consigli per presentarsi ad un colloquio di lavoro a Google: lascia il Rolex a casa e vestiti bene ma senza eccedere, perché ai capi non piace che sei vestito proprio come loro. Se volete andare a lavorare nel Googleplex, non trascurate il vostro abbigliamento! Ma Warner, che lavora a Google da meno di due mesi (prima era a Starbucks), si è ormai rassegnato al fatto che al di fuori del gruppo che lui gestisce – quello dei venditori – in genere a Google tutti vestono con t-shirt, jeans, e (a suo dire) orrendi stivali. Questione di stile.

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