Oggi l’Istat ha diffuso i dati: è salito il tasso di disoccupazione in Italia che nel mese di gennaio ha raggiunto l’8,6%, crescendo dell’1,3% rispetto a gennaio dello scorso anno e facendo registrare la variazione peggiore dal 2004. Il numero delle persone in cerca di occupazione, sempre nel mese di gennaio, è pari a 2.144.000, +0,2%, ovvero 5 mila unità in più rispetto al mese di dicembre. Nei due milioni circa di persone senza lavoro non vengono inclusi i lavoratori in cassa integrazione. Il tasso di disoccupazione giovanile è pari a 26,8 per cento (+0,3% rispetto al mese precedente e +2,6% rispetto a gennaio 2009). 14 milioni 871 mila è il numero di inattivi in Italia con età compresa tra 15 e 64 anni (+ 0,2% rispetto a dicembre 2009 e +1,2% rispetto allo scorso anno).
Il tasso di disoccupazione dell’8,6% italiano, nonostante la recessione, è più basso di quello di molti altri Paesi dell’Unione Europea. A gennaio il tasso è arrivato al 9,9% per quella che viene definita Area Euro 16 che comprende Belgio, Germania, Irlanda, Grecia, Spagna, Italia, Francia, Cipro, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Austria, Portogallo, Slovenia, Slovacchia e Finlandia. Per l’Area Euro 27 – che comprende tutti i Paesi dell’UE – il tasso di disoccupazione è stato pari a 9,5%. Ancora maggiore è il divario con l’Italia se si considerano le punte più alte, toccate dalla Spagna con il 18,8% e dalla Lettonia con il 22,9%. Ma anche altri Stati sono messi peggio di noi. La Francia si è assestata al 10,1%, il Portogallo al 10,5%, la Svezia al 9,1%, la Finlandia al 9%.