Posted on 26 febbraio 2010. Tags: Cassazione, computer, controlli, controllo, dipendenti, illegittimo
La Cassazione, sezione Lavoro, ha giudicato illegittimo il licenziamento di una donna che aveva utilizzato il computer aziendale per motivi personali. Il datore di lavoro l’aveva scoperta utilizzando dei software per il controllo elettronico dei dipendenti. La Cassazione ha precisato che “la vigilanza sul lavoro non va esasperata dall’uso di tecnologie” pur sottolineando che la navigazione deve avvenire “senza farne troppo abuso”.
In questo caso la donna non era a conoscenza dell’esistenza di un software di controllo e il datore di lavoro aveva installato il programma senza prendere nessun accordo con i rappresentanti sindacali. Secondo la Cassazione installare software di controllo informatico senza un preventivo accordo costituisce una “violazione della riservatezza e dell’autonomia del lavoratore”. Non solo, “lo Statuto dei lavoratori sancisce che la vigilanza sul lavoro, vada mantenuta in una dimensione umana”.
Il caso era stato già giudicato dal tribunale di Milano che aveva dichiarato illegittimo il licenziamento, definendolo sproporzionato rispetto all’effettivo uso personale del computer da parte della lavoratrice. In base ai tabulati elettronici, infatti, risultava che la donna si fosse collegata sul web solo per pochi minuti e principalmente durante la pausa pranzo. Anche la Corte d’appello aveva condiviso la tesi dei giudici di primo grado, costringendo l’azienda a ricorrere in Cassazione. Quest’ultima ha finalmente messo un punto alla vicenda.
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Posted on 26 agosto 2009. Tags: 350 mila, 350.000, banca, dipendenti, Intesa, SanPaolo
Tanti come gli abitanti di Firenze; in 350 mila hanno inviato il curriculum al sito di Intesa-Sanpaolo per chiedere lavoro. In molti dal Sud, in pochi da Lombardia e Piemonte. In tempi di crisi migliaia di diplomati e laureati hanno deciso di tentare la fortuna cercando un posto nella banca, luogo indicato da molti probabilmente a torto, come tempio della noia. E invece della mega banca gli aspiranti dipendenti apprezzano la sicurezza, la stabilità. E scommettono sulla solidità; giudicano, evidentemente, la crisi finanziaria che ha scosso il sistema bancario come superata.
Il fenomeno, rilevato dal sindacato, è nuovo: fino a un anno fa i curricula non si ammonticchiavano nell’immateriale cartellina come sta accadendo ora. Certo è che Intesa-Sanpaolo con i suoi 70 mila addetti e una fusione condotta senza morti e feriti – con oltre 6 mila uscite volontarie verso una sorta di prepensionamento – attira diplomati e laureati. Entrano abitualmente come apprendisti, ma il livello delle conferme è altissimo, la quasi totalità. E, infatti, già dall’inizio viene loro concesso mutuo sulla casa e prestito di 20 mila euro.
Ovviamente la banca sceglie le persone da assumere in base a criteri precisi: vengono subito scartate le votazioni basse di maturità o di laurea: non meno di 90 per i diplomi e di 100 per le lauree. Quest’anno le assunzioni saranno circa 1200, ma già Giacomo Sturniolo della Fisac-Cgil dice: «In autunno ripartirà la trattativa sulle assunzioni: solo a Torino usciranno 200 colleghi dalle filiali e, quindi chiederemo, in Italia qualche migliaio di assunzioni».
Anche Angela Rosso della Fabi ricorda che «occorre garantire l’occupazione in Italia anche per dare risposte alle speranze di almeno qualcuno dei 350 mila; questa è una banca legata al territorio che deve avere sensibilità verso i giovani». Ricorda anche che lo spostamento di alcune lavorazioni, in via sperimentale, in Romania è stata sospesa dopo che «il sindacato ha dichiarato la indisponibilità alle delocalizzazioni».
Fonte: LaStampa.it
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