Posted on 16 settembre 2011. Tags: 2012, calcio, europei, Europei di Calcio, Europei di Calcio 2012, l'uefa, UEFA, UEFA volontari, volontari, volontari europei calcio
Il reclutamento per il programma volontari di UEFA Euro 2012 è in corso e sarà possibile inviare la propria candidatura fino al 30 settembre 2011. In occasione degli europei di calcio, quattrodici squadre si uniranno in Polonia e Ucraina, paesi organizzatori di UEFA Euro 2012.
Nel corso della manifestazione 6.000 volontari supporteranno lo staff UEFA e avranno l’opportunità di essere il volto del torneo presso gli stadi, le sedi operative UEFA e altre location ufficiali. Si tratta di un’esperienza lavorativa preziosa a livello umano e professionale fatta di condivisione di conoscenze, abilità e passione per lo sport all’interno di un gruppo affiatato.
Quali sono i requisiti per diventare un volontario?
Puoi diventare un volontario se:
• hai almeno 18 anni (compiuti entro il 1 marzo 2012)
• parli un inglese fluente
• sei socievole, motivato e ami lavorare in gruppo
• ti riconosci nei valori del fair play, del rispetto e della solidarietà
• sei disponibile a colloqui e formazione
• sei in grado di svolgere un numero ragionevole di incarichi per più giornate
I colloqui di selezione si svolgeranno in autunno, entro dicembre 2011 saranno scelti i volontari che parteciperanno e nella primavera del 2012 è previsto un periodo di formazione. Il campionato europeo di calcio 2012 si svolgerà dall’8 giugno al 1º luglio 2012 in Polonia e Ucraina, al termine ci sarà una festa di fine torneo per i volontari con cerimonia consegna diplomi.
COME CANDIDARSI
Gli interessati devono visitare il sito web dell’UEFA e inviare la propria candidatura compilando il modulo online entro il 30 settembre 2011.
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Posted on 30 marzo 2010. Tags: europei, Ispesl, lavoro, lavoro-correlato, stress, stress da lavoro, stress sul lavoro
In Europa lo stress da lavoro colpisce più di 40 milioni di cittadini, ovvero il 22% della forza lavoro e circa il 50% – 60% di tutte le giornate lavorative perse è riconducibile allo stress. Ciò si traduce in un costo relativo allo stress lavoro-correlato pari a 20 miliardi di euro annui, una notevole perdita per la nostra economia. I dati arrivano dall’Ispesl (Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro), che proprio in questi giorni ha organizzato, in collaborazione con l’Agenzia europea per la Salute e la Sicurezza sul lavoro, la nona conferenza dell’European Academy of Occupation Health Psycology. Elevato carico e ritmi dell’attività lavorativa, pecarietà del lavoro, pressioni emotive, molestie di natura psicologica e scarso equilibrio tra lavoro e vita privata sono alcune delle cause principali che provocano lo stress da lavoro, che in Italia interessa più di 4 milioni di persone.
“Nel nostro Paese sono soggette a stress da lavoro categorie tradizionali come le professioni sanitarie, gli insegnanti, e le Forze dell’ordine, anche se di fronte alla frammentazione del mondo del lavoro rimangono sempre più coinvolti anche i lavoratori precari, quelli flessibili e gli over 45” ha spiegato Sergio Iavicoli, direttore del Dipartimento di Medicina del Lavoro Ispesl. “Per tutti questi soggetti – ha aggiunto Iavicoli – il rischio maggiore, oltre ad una serie di disturbi di carattere psicosociale, che spesso portano ad un utilizzo crescente di psicofarmaci, è rappresentato da quelle malattie che poi correlate passano alla fase della somatizzazione, come ad esempio i disturbi gastrointestinali o cardiovascolari”. Difficile trovare rimedi certi, anche perché il rapporto tra stress e malattia è sempre indefinito, ma la strada da seguire- conclude l’esperto dell’Ispels – è quella di puntare e investire sulla cultura della prevenzione, e di essere in grado, come per il rumore o per i rischi chimici, di avere una metodologia condivisa e partecipata in base alla quale valutare i rischi”.
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