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Sette segreti per fare carriera che nessuna università vi insegnerà mai

Come fare carriera? Come avere successo nel mondo del lavoro? Ma soprattutto, l’università insegna come realizzare una brillante carriera lavorativa? Gli analisti hanno calcolato che le persone con un grado di istruzione universitaria, nel corso dell’intera vita lavorativa guadagneranno circa 250.000 euro in più rispetto a chi si è fermato a un titolo di istruzione secondaria superiore. Questo non significa che il possesso di una laurea garantisca il successo di carriera e nemmeno che le università insegnino alle persone come fare carriera. Anzi potremmo dire che la laurea non garantisce nemmeno la sicurezza di ottenere un posto di lavoro stabile: sono molti i giovani laureati che incontrano difficoltà nell’entrare nel mondo del lavoro.

Esistono però sette segreti per fare carriera, che possono essere visti come sette semplici consigli che vi aiuteranno a vincere la sfida del mondo del lavoro, indipendentemente dalla vostra formazione.

Imparate a “vendervi”
Essere venditori di sé stessi è la più importante qualità: è come se ognuno di noi fosse un pubblicitario al quale è stato affidato l’incarico di promuovere la propria persona. Imparate a capitalizzare le vostre competenze, a presentare in modo conciso gli obiettivi raggiunti e sottolineare i vostri successi e a farvi notare positivamente da chi conta.

Stabilite relazioni proficue
Una rete di contatti è uno strumento prezioso grazie al quale è possibile ottenere informazioni, aumentare la visibilità nel proprio campo e stabilire relazioni che possono aiutare a migliorare la propria posizione. Cercate nuovi contatti, conoscete nuove persone, soprattutto coloro che hanno influenza e potere.

Evitate scontri e dimostratevi capaci di lavorare in gruppo
Non sfruttate ogni pretesto per discutere o polemizzare ed evitate litigi con colleghi e superiori. Siate sempre socievoli con tutti. Dimostrate di saper collaborare con gli altri e di saper sfruttare la forza del gruppo, valorizzando nello stesso tempo il vostro apporto personale.

L’impressione conta
Non trascurate mai le apparenze, i modi di porsi e la capacità di trasmettere fiducia. Una presentazione impeccabile e modi convincenti contribuiscono a persuadere i datori di lavoro che siete abili nell’intessere relazioni e nel lavorare in gruppo.

Siate positivi, ottimisti e motivati
Affrontate ogni giornata con uno sguardo positivo, anche nei momenti in cui tutto sembra andare storto, mettete più impegno in quello che fate, concentratevi sui vostri obiettivi e non perdete mai la speranza di ottenere il successo.

Favorite la collaborazione
Il vostro successo può essere anche il successo di chi collabora con voi. Agli altri non importa quello che voi desiderate: vogliono sapere se ne possono trarre qualche vantaggio. Se si affrontano le trattative con un atteggiamento che consenta ad entrambe le parti di uscirne vincitrici, è più facile ottenere la collaborazione e raggiungere il proprio obiettivo.

Mostratevi intraprendenti nell’affronto della crescita professionale
Affrontate la verifica delle prestazioni in modo strategico, sollecitando commenti sui progressi, identificando i nuovi obiettivi ed elaborando un piano di promozioni a lungo termine. Quando chiedete un avanzamento al vostro superiore, preparate un elenco di contributi che hanno influito positivamente sui profitti.

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Vuoi lavorare in Fiat? Ecco cosa fare

“Far parte dell’organizzazione del Gruppo Fiat significa lavorare in una realtà dinamica e propensa all’innovazione, con una mentalità aperta e multiculturale, in un ambiente professionale che offre grandi opportunità di miglioramento a tutte le risorse umane per arrivare a risultati di eccellenza”. Questo si legge sul sito web del Gruppo Fiat, dove è presente una sezione dedicata alle opportunità di lavoro.

Fiat è alla ricerca di numerose figure professionali: “lavoriamo per scegliere persone di grande valore, valutarne le skill, scoprirne il talento e creare occasioni affinché possano esprimere le loro potenzialità. Attribuiamo grande valore alle qualità e doti intellettive, alle capacità gestionali e relazionali, oltre che ai valori che ci guidano ed ispirano.

Come avviene il processo di selezione?
Gli step del processo di selezione si articolano come segue. Al primo colloquio di natura conoscitiva e di orientamento fa seguito -in caso di valutazione positiva- un secondo incontro con il responsabile dell’area di competenza. Valutate come idonee l'expertise tecnica e la motivazione del candidato, l'iter di selezione potrà poi proseguire con ulteriori incontri di approfondimento determinati dalla seniority e dai contenuti della posizione di interesse.

Quali sono le offerte di lavoro aperte in questo momento?

Sul sito web del Gruppo Fiat sono sempre visibili le ricerche di personale attive, suddivise per area geografica, settore, professione ecc. E’ possibile caricare il proprio curriculum vitae e depositarlo nel database aziendale per poter essere chiamati direttamente dall’azienda nel caso in cui fosse aperta una selezione che corrisponde al vostro profilo professionale.

Per guardare le offerte attive, cliccate questo link

Per inviare la propria candidatura spontanea depositando il vostro curriculum vitae, cliccate questo link

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Dicesi “fare il pianista”

Ecco a voi Livia Turco mentre, come si dice in gergo, da brava “pianista“, vota per un collega assente. L’ex ministro della Sanità è stata fotografata mentre infilava le mani in due postazioni per il voto elettronico.

Lo scatto è stato pubblicato sul quotidiano “il Giornale” anche se la notizia ha raggiunto solo pochi altri media. Per fortuna nei giorni scorsi la Turco aveva detto: “Chiedo coraggio, schiena dritta, dobbiamo costruire un nuovo senso civico”. Di sicuro non ha saputo dare il buon esempio.

L’assenteismo dei politici è un fatto grave del quale se ne parla troppo poco! Si tratta di un fenomeno che riguarda indistintamente la destra e la sinistra, per rendersene conto è sufficiente andare a leggere i dati relativi alle presenze/assenze dei deputati che sono disponibili sul sito OpenPolis.

Il maggio scorso il vice presidente della Camera, Rocco Buttiglione, aveva espresso un parere a tal proposito: “dobbiamo dare una multa ai parlamentari fannulloni e assenteisti. Un provvedimento che si può fare da subito. Ma anche la sospensione dai lavori parlamentari per chi si assenta spesso”. Ad oggi queste sono rimaste solo parole.

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