Tag Archive | "green"

Enel cerca giovani per Flagship store a Milano

Enel Green Power, società del Gruppo Enel che opera sul mercato libero dell’energia, ha aperto un’interessante opportunità di lavoro per i giovani. La selezione di personale è rivolta a brillanti neolaureati che potranno lavorare presso il Flagship store che sarà prossimamente aperto nel centro storico di Milano (Brera).

Enel Green Power, nata nel dicembre 2008, si occupa dello sviluppo e alla gestione delle attività di generazione di energia da fonti rinnovabili a livello internazionale, ed è presente in Europa e nel continente americano. Entrare a far parte di questa grande realtà, rappresenta un’opportunità di crescita professionale soprattutto per i giovani alle prime esperienze. Ecco tutti i dettagli dell’offerta di lavoro:

ATTIVITA’
Le risorse dovranno gestire i contatti con il pubblico nello svolgimento di attività legate alla vendita, alla gestione del cliente e alla gestione degli eventi. Si richiede la disponibilità ad orari di lavoro full time e part time.

TITOLO DI STUDIO
Enel Energia cerca giovani che abbiano preferibilmente una laurea in discipline umanistiche o economiche. E’ sufficiente una laurea in discipline differenti per coloro che hanno già maturato un’esperienza di 1-2 anni in attività analoghe.

CONOSCENZE
Costituirà titolo preferenziale la conoscenza di una o più lingue straniere.

SEDE DI LAVORO
Milano centro

COME CANDIDARSI
I neolaureati interessati a questa opportunità di lavoro possono visitare la pagina web dedicata alle posizioni aperte nel Gruppo Enel, e caricare il proprio curriculum vitae in risposta all’annuncio, compilando l’apposito modulo online.

Posted in Energia, ambiente, Offerte di lavoroComments (0)

Green job: 250mila occupati entro il 2020. Adecco e Solarexpo lanciano «Green job centre»

Una cifra davvero elevata: si parla di 250mila occupati entro il 2020 grazie ai green job. E’ un dato emerso da uno studio del Gse (Gestore Servizi Elettrici) e Iefe (Istituto di Economia e Politica dell’Energia e dell’Ambiente) dell’Università Bocconi. Si prevede che in Italia, entro il 2010, 150mila persone avranno un posto di lavoro nel settore green e che entro il 2020 gli occupati saranno 250mila. Ricordiamo che nel 2009 erano già 109mila i “colletti verdi” occupati. I cosiddetti mestieri verdi o “green job” sono numerosi, riguardano il campo delle energie rinnovabili e dell’ecologia e sono tra i pochi che non hanno risentito del periodo di crisi, anzi le richieste da parte delle aziende sono in forte crescita.

Un nuovo progetto inerente le professioni green è stato lanciato da Adecco e Solarexpo, con la creazione del “green job centre”. Un centro dove domanda e offerta di “lavori verdi” si incontrano con lo scopo di facilitare lo sviluppo del settore. Job24 del Sole 24 Ore ha realizzato un’intervista a Emilio Luongo, responsabile Adecco per le green energies, finalizzata a capire meglio in cosa consiste questo progetto. «Sulla base delle indicazioni della Commissione europea è stato stilato un “mansionario”, ovvero la lista dei lavori verdi che vengono richiesti dalle aziende – ha spiegato Emilio Luongo – così da capire bene come selezionare i candidati e quale tipo di formazione deve essere svolta: in estrema sintesi potremmo dire che tutte le aziende cercano queste nuove figure, dagli istituti di credito all’edilizia, ma di fatto in Italia è soprattutto il settore delle energie prodotte da fonti rinnovabili a cercare tecnici specializzati».

Adecco ha creato, in collaborazione con Solarexpo, il “Green job centre”, un canale specializzato per favorire l’incontro tra domanda e offerta nel settore delle rinnovabili e per dare consigli e suggerimenti a chi vuole candidarsi a opportunità di lavoro “verdi“. «Nel curriculum è bene evidenziare l’esperienza più importante, le conoscenze tecniche del settore e quelle normative – ha suggerito Emilio Luongo – ma soprattutto è necessaria flessibilità e disponibilità a spostarsi. Per tutti i lavori, ma in questo caso più che mai, è fondamentale conoscere l’inglese: spesso ci si deve rapportare a tecnici stranieri e anche le schede tecniche degli impianti parlano questa lingua».

Posted in NewsComments (0)

Greenpeace è alla ricerca di giovani da inserire come “dialogatori”

Greenpeace è un’organizzazione indipendente: non accetta fondi da enti pubblici, aziende o partiti politici ma solo sostegno da una rete di sostenitori che ad oggi ammonta a oltre 2,8 milioni di persone in tutto il mondo e che vengono raggiunti principalmente attraverso il dialogo diretto. L’organizzazione sta cercando dialogatori, coordinatori per il programma di Dialogo Diretto, che siano immediatamente disponibili per lavorare nelle città di Roma, Milano, Torino, Bologna e Genova.

IL LAVORO DI DIALOGATORE
Per sensibilizzare le persone sulle tematiche ambientali e motivarle a sostenere con continuità l’associazione, Greenpeace forma gruppi di lavoro composti da dialogatori e gestiti da coordinatori. Grazie a una formazione specifica e attraverso il “dialogo diretto” con la gente nelle strade e nelle piazze – occasionalmente anche nei centri commerciali o nell’ambito di eventi speciali, come concerti, fiere e manifestazioni culturali – i dialogatori trovano nuovi sostenitori che contribuiscano alle campagne di Greenpeace. Ogni gruppo di dialogatori ha un coordinatore, che è il loro punto di riferimento. Il coordinatore segue e coordina l’attività dei dialogatori, offrendo supporto in ogni momento. Insieme si lavora per raggiungere lo stesso obiettivo: motivare le persone a sostenere Greenpeace.

FORMAZIONE E INQUADRAMENTO
Prima di iniziare a lavorare i candidati partecipano a due giornate di formazione specifica sulle attività di Greenpeace e sull’attività del dialogatore. Ai dialogatori viene offerto un contratto di collaborazione occasionale per 30 giorni, che potrà sfociare in un contratto a progetto che prevede un’assicurazione contro gli infortuni e i contributi Inps.

COME CANDIDARSI
Chi vuole diventare dialogatore, deve inviare la propria candidatura compilando l’application form oppure telefonare allo 06 68136061-202. I candidati ritenuti idonei verranno invitati ad un colloquio di gruppo e, se selezionati, entreranno a far parte dei gruppi di Dialogo Diretto. Greenpeace, insieme ad alcune delle maggiori organizzazioni internazionali, ha recentemente firmato un documento di ‘Buone Prassi’ per garantire maggiore trasparenza e affidabilità nella raccolta fondi realizzata mediante il “dialogo diretto” a tutela del donatore, dell’organizzazione e dei dialogatori.

ALTRE SELEZIONI IN CORSO
In determinati periodi dell’anno, Greenpeace accoglie stagisti presso i dipartimenti comunicazione e marketing. Verranno contattate esclusivamente le persone che possiedono i requisiti necessari previsti per ogni tirocinio formativo. Verrà considerato requisito indispensabile la possibilità di poter stipulare una convenzione di tirocinio con realtà accreditate in base al D.M. n°142/98.

Attualmente, le altre offerte di lavoro di Greenpeace sono:

STAGE PRESSO L’UFFICIO STAMPA
Luogo di lavoro: Roma centro
Durata: tre mesi, 480 ore
Orario: dalle 9.30 alle 18.30 con un’ora di pausa pranzo
Facilitazioni Previste: 5€ al giorno per il pranzo, spese documentate
Atività:
Rassegna stampa quotidiana su Greenpeace e ambiente
Traduzione e redazione comunicati stampa
Recall comunicati
Redazione newsletter
Redazione Greenpeace News
Stesura testi per testate con cui Greenpeace collabora
Collaborazione con eventi di campagna
Gestione contatti con la stampa
Partecipazione alle riunioni dell’ufficio
Partecipazione e collaborazione a conferenze stampa organizzate da Greenpeace e da terzi su temi ambientalisti.
Requisiti indispensabili:
Inglese scritto e parlato ottimo
Formazione in comunicazione
Passione per l’ambiente
Voglia di imparare
COME CANDIDARSI:
Le candidature dovranno pervenire a gaia.calabresi@greenpeace.org  con lettera motivazionale e Curriculum Vitae allegato (indicando Rif. Stage Ufficio Stampa), previa partecipazione allo stage formativo verranno eseguiti dei colloqui di selezione.

STAGE NEL DIPARTIMENTO MARKETING
Luogo di lavoro: Piazza dell’Enciclopedia Italiana in Roma
Durata: quattro mesi
Orario: dalle 9.30 alle 18.30 con un’ora di pausa pranzo
Facilitazioni previste: 5€ al giorno per il pranzo documentate
Attività:
Supporto alle attività di marketing e fundraising: direct mailing, telemarketing, web marketing, merchandising, eventi di raccolta fondi.
Partecipazione allo sviluppo delle campagne pubblicitarie e ricerca di spazi media gratuiti per la loro diffusione.
Collaborazione al lancio del piano middle e major donors.
Cura dei rapporti con i fornitori.
Comunicazione con gli uffici esteri di Greenpeace e con i sostenitori dell’associazione.
Gestione dell’archivio cartaceo ed elettronico delle campagne prodotte.
Partecipazione alle riunioni di staff meeting ed elaborazione di timing e meeting report.
Requisiti richiesti:
Laurea in Scienze della Comunicazione, Economia o equipollente;
Tesi, specializzazione o interesse documentabile su Marketing, Fundraising o Comunicazione;
Motivazione a Greenpeace e/o al settore non profit;
Conoscenza dell’inglese, di Internet e del pacchetto Office.
Requisito preferenziale:
esperienza precedente di stage e/o volontariato presso organizzazione non profit.
COME CANDIDARSI:
Per candidarsi, inviare, specificando nell’oggetto ‘Stage marketing’ a gaia.calabresi@greenpeace.org  un CV e una lettera motivazionale che risponda alle domande: Perchè Greenpeace? Perchè il marketing in Greenpeace? Cosa ti aspetti da questa esperienza?

Per maggiori informazioni: www.greenpeace.org

Posted in Energia, ambiente, Lavoro stagionale, Non profit, Offerte di lavoroComments (0)

Nuove professioni green: l’Energy Manager e i suoi cugini

Mai come in questi ultimi anni si può parlare di tendenza green anche nel mondo del lavoro. La cosiddetta “green economy” ha portato alla creazione di un forte interesse per tutte le materie legate alla sostenibilità ambientale, al risparmio energetico, all’utilizzo delle risorse rinnovabili. Questa nuova, o forse ritrovata, attenzione al “verde” sarebbe volta a prevenire l’inquinamento, il riscaldamento globale, l’esaurimento delle risorse e il degrado ambientale.

Agli inizi di quest’anno l’ISFOL aveva già messo in rilievo i dati del boom per le professioni ecologiche e il loro successo nel mondo del lavoro: l’80,6% delle persone che hanno frequentato un master ambientale, a distanza di un anno, ha trovato un’occupazione stabile. Grazie a queste premesse e all’inarrestabile crescita della green economy, l’interesse per i lavori verdi e la richiesta di nuove professionalità legate a questo mercato sono in forte crescita.

Ma quali sono le professioni green più ricercate? Al primo posto troviamo sicuramente l’Energy Manager, chiamato più tecnicamente il Responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’Energia. La figura dell’Energy Manager è stata introdotta in Italia dalla legge 10/91 per le aziende (enti pubblici e privati) caratterizzati da consumi importanti di energia. Questo incarico può essere svolto sia da un dipendente, sia da un consulente esterno. L’Energy Manager svolge numerose attività: progetta e realizza tutti gli interventi gestionali e tecnici rivolti all’uso razionale dell’energia; promuove le buone pratiche per un corretto uso delle risorse energetiche; definisce i consumi e ne effettua il bilancio; ottimizza le forniture in modo tale che possano avere un ritorno positivo in materia di risparmio energetico; effettua analisi e valutazioni, propone modifiche di impianti e procedure. Per diventare energy manager ed essere inseriti nell’elenco (non si tratta di un albo) curato e gestito dalla FIRE – Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’Energia – per incarico del Ministero delle Attività Produttive, occorre essere nominati da un soggetto autorizzato. Sul sito della Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’Energia è possibile consultare la guida alla nomina, l’elenco degli Energy Manager in Italia e tutti gli approfondimenti sulla professione e sui corsi di aggiornamento.

Possiamo delineare altre professioni verdi emergenti, quelle che nel titolo del nostro articolo definiamo “i cugini” dell’Energy Manager, legate sempre alla green economy. Un esempio sono i Certificatori energetici, ossia i “tecnici abilitati” alla certificazione energetica degli edifici. Per legge, tutte le unità immobiliari devono essere dotate di attestato di certificazione energetica. Questa norma, entrata in vigore nel luglio 2009, ha portato all’introduzione della nuova professione di Certificatore energetico. Chi può svolgere questa mansione? Ad oggi, laureati in ingegneria, architettura, scienze agrarie, forestali e ambientali, geometri, periti industriali, agrari e agrotecnici possono svolgere questa nuova professione, anche se con alcuni vincoli. Per i laureati in alcune discipline (es. fisica, matematica, urbanistica, chimica, geologia, ingegneria biomedica, elettronica, informatica e delle telecomunicazioni, e in scienze e tecnologie per l’ambiente e il territorio) è obbligatorio frequentare specifici corsi di formazione per la certificazione energetica degli edifici, generalmente tenuti da università, enti di ricerca, regioni, ordini e collegi professionali. Tenete presente che la legislatura in materia è ancora in una fase di definizione e revisione.

Troviamo poi gli installatori che sono tra i tecnici più richiesti del mercato energetico. Si tratta di operatori (periti tecnici o ingegneri) che si occupano della progettazione e dell’installazione di impianti solari termici o fotovoltaici. Non possono mancare in questo elenco gli agenti di vendita che operano nel settore energetico. Ossia, commerciali che si sono specializzati nell’attività di consulenza e vendita del mercato delle forniture di energie rinnovabili, impianti fotovoltaici e pannelli solari.

Si stanno sviluppando nuove figure anche nel settore del riciclo dei rifiuti, in quello della gestione delle risorse forestali, della sicurezza del territorio e anche in quello legislativo, con la diffusione dell’avvocato ambientale. Esiste poi una serie di professioni green più curiose e stravaganti, come quella dell’ecochef. Un “cuoco verde” che dovrà essere in grado di creare pietanze originali con ingredienti provenienti da produzioni locali, a chilometro zero, e magari biologici, particolarmente indicati per ristoranti bio e agriturismi con menù biologici. Altro esempio è l’eco-coiffer, un parrucchiere che fa esclusivamente uso di piastre e phon ecologici, a basso consumo energetico. Oppure lo stilista sostenibile che coniuga estetica e ambiente utilizzando solo tessuti e filati certificati bio e ancora gli eco-cool hunter, cacciatori di tendenze al servizio del marketing, della moda e della comunicazione.

Posted in Guide, ProfessioniComments (0)

ISFOL: boom per le professioni ecologiche

In questi giorni si parla molto di professioni ecologiche, di “green job”, soprattutto tra i giovani. A mettere in luce il boom di queste nuove attività è una ricerca condotta da ISFOL. I master ambientali sono una seria risposta alla crisi occupazionale: solo dopo un anno dal completamento del master, ben l’80,6% degli intervistati risulta essere occupato. E’ questo il dato eclatante emerso dallo studio realizzato da Isfol (Progetto Ambiente) sulla formazione ambientale e il suo impatto con il mondo del lavoro.

Analizzando la ricerca nel dettagli si scopre che l’80% degli intervistati, dopo aver frequantato un percorso di studi ambientali, non ha aspettato più di sei mesi per trovare un’occupazione, non solo, il posto di lavoro trovato risulta di alto profilo, economicamente ben retribuito e soprattutto coerente con il percorso di studi realizzato. Il 68% degli occupati ha trovato una posizione lavorativa rispondente al livello di formazione acquisito: il 31% circa ha un lavoro nell’ambito delle professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione, il 31,7% svolge attività di tipo tecnico e il 5,2% opera come legislatore, dirigente oppure imprenditore. I master ambientali di II livello sono quelli che garantiscono un maggior successo, con l’85% di occupati, seguono i master privati con l’83%.

Un altro dato da non sottovalutare è l’incremento dei master ambientali dal 1999 ad oggi. Da 60 master nel 1999-2000 ai quasi 300 nel 2007-2008, praticamente si sono quantuplicati e la tendenza per gli anni successivi va nella direzione di un ulteriore incremento. I master di I e di II livello sono organizzati principalmente da Atenei.

E’ il nostro sistema economico che richiede figure professionali competenti in ambito ambientale e finchè questo trand sarà positivo, i giovani potranno trovare facilmente lavoro in questo settore. Ecco una risposta alla crisi occupazionale.

Posted in NewsComments (0)

Pagina 1 di 1 1
newsletter
rss
250 Link

Collegati

Annunci Pubblicitari