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Regione Sicilia: bozza disegno di legge per stabilizzare 22.500 precari

“Abbiamo riavviato il percorso per la stabilizzazione dei 22.500 precari degli enti locali siciliani con un nuovo disegno di legge che contiene misure urgenti a sostegno dell’occupazione. Sarà una legge che non comporterà un euro di spesa in più per le casse della Regione e che consentirà per la prima volta a loro la certezza del lavoro”. Questa è la dichiarazione rilasciata da Raffaele Lombardo, presidente della Regione Sicilia, a termine di una riunione sul lavoro precario con esponenti degli enti locali e organizzazioni sindacali presso Palazzo d’Orleans.

Secondo la bozza del Disegno di Legge sulle “Misure urgenti a sostegno dell’occupazione”, saranno stabilizzati tutti i precari che negli ultimi 10 anni, prima del 2009, hanno cumulato 8 anni di lavoro. Gli enti locali siciliani potranno stabilizzare a tempo indeterminato tutti i precari che rientrano in questi vincoli ma avranno il divieto di assumere altro personale. Inoltre, sempre secondo il DDL, queste assunzioni non comporteranno costi aggiuntivi per le casse regionali.

“La nuova bozza approderà in Assemblea, in commissione legislativa, per arrivare a un disegno di legge mi auguro ampiamente condiviso, ed evitare il pericolo di un parere negativo del Commissario dello Stato”, ha affermato Lombardo, e ha precisato “su questi fondi il governo ancora non ha dato certezza e come al solito anticiperemo noi le somme”.

“Da un precariato che mortificava le istituzioni e i lavoratori, passeremo a un rapporto virtuoso, che riconoscerà dignità ai lavoratori – ha dichiarato Andrea Piraino, assessore al lavoro della Regione Sicilia – sono sicuro che il rischio del superamento del patto di stabilità sarà scongiurato dalle soluzioni adottate dai tecnici”.

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Disegno di Legge per lo “Statuto dei lavori” di Sacconi. Ecco tutti i documenti

A distanza di qualche settimana dall’approvazione del collegato lavoro, il Ministro del Lavoro e della Politiche Sociali Sacconi ha formalizzato il progetto governativo di eliminare lo Statuto dei Lavoratori e di sostituirlo con uno “Statuto dei Lavori”. Sacconi, lo scorso 11 novembre ha reso pubblico il suo progetto, mandando alle parti sociali una lettera, una relazione e una bozza del disegno di legge - delega del Governo per la riforma del diritto del lavoro.

Noi vi presentiamo di seguito la bozza di legge delega, composta da soli due articoli, che mettono in luce chiaramente le intenzioni del Governo. A termine dell’articolo mettiamo a vostra disposizione tutti i documenti inerenti il progetto (la lettera, la relazione e la bozza del disegno di legge) che potete scaricare.

ARTICOLO 1
Delega al Governo per la predisposizione di uno Statuto dei lavori

1. Al fine di incoraggiare una maggiore propensione ad assumere e un migliore adattamento tra le esigenze del lavoro e quelle della impresa, il Governo è delegato a emanare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, uno o più decreti legislativi contenenti disposizioni, anche di carattere innovativo, volte alla redazione di un testo unico della normativa in materia di lavoro denominato Statuto dei lavori.

2. La delega di cui al comma 1 deve essere esercitata in conformità agli obblighi derivanti dalle normative comunitarie e dalle convenzioni internazionali sul lavoro e nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi:
a) razionalizzazione e semplificazione con l’obiettivo di ridurre almeno del 50 per cento la normativa vigente anche mediante abrogazione delle normative risalenti nel tempo, prevedendo un nuovo regime di sanzioni, in particolare di tipo premiale, che tengano conto della natura sostanziale o formale della violazione e favoriscano la immediata eliminazione degli effetti della condotta illecita;
b) identificazione di un nucleo di diritti universali e indisponibili, di rilevanza costituzionale e coerenti con la Carta dei diritti fondamentali della Unione Europea, applicabili a tutti i rapporti di lavoro dipendente e alle collaborazioni a progetto rese in regime di sostanziale mono-committenza;
c) conseguente identificazione della rimanente area di tutele con possibilità per la contrattazione collettiva di una loro modulazione e promozione nei settori, nelle aziende e nei territori, anche in deroga alle norme di legge, valorizzando il ruolo e le funzioni degli organismi bilaterali. Nell’esercizio di questa capacità la contrattazione collettiva tiene conto, in particolare, dei seguenti indici:
- andamento economico della impresa, del territorio o del settore di riferimento con particolare riguardo alle crisi aziendali e occupazionali, all’avvio di nuove attività, alla realizzazione di significativi investimenti e ai più generali obiettivi di incremento della competitività e di emersione del lavoro nero e irregolare;
- caratteristiche e tipologia del datore di lavoro anche con riferimento a parametri dimensionali della impresa non legati al solo numero dei dipendenti;
- caratteristiche del lavoratore con specifico riferimento alla anzianità continuativa di servizio, alla professionalità o alla appartenenza a gruppi svantaggiati;
- modalità di esecuzione della attività lavorativa autonoma e coordinata con un solo committente, con particolare riferimento all’impegno temporale e al grado di autonomia del lavoratore;
- finalità del contratto con riferimento alla valenza formativa o di inserimento al lavoro.
d) riordino della regolazione delle tutele nel mercato del lavoro con riferimento ai servizi di orientamento e collocamento al lavoro e ad attività di formazione secondo percorsi per competenze in ambiente produttivo, certificabili negli esiti, coerenti con i fabbisogni professionali rilevati;
e) estensione, su base volontaria od obbligatoria e mediante contribuzioni corrispondenti alle prestazioni, degli ammortizzatori sociali senza oneri aggiuntivi di finanza pubblica.

3. I principi e criteri direttivi di cui al comma 2 potranno essere integrati da un avviso comune reso al Governo dalle associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative su scala nazionale entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.

ARTICOLO 2
Disposizioni concernenti l’esercizio della delega di cui all’articolo 1

1. Gli schemi dei decreti legislativi di cui all’articolo 1, deliberati dal Consiglio dei Ministri e corredati da una apposita relazione sono trasmessi alle Camere, una volta sentite le associazioni sindacali comparativamente più rappresentative dei datori e prestatori di lavoro, per l’espressione del parere da parte delle competenti Commissioni parlamentari permanenti entro la scadenza del termine previsto per l’esercizio della relativa delega.

2. In caso di mancato rispetto del termine per la trasmissione, il Governo decade dall’esercizio della delega. Le competenti Commissioni parlamentari esprimono il parere entro trenta giorni dalla data di trasmissione. Qualora il termine per l’espressione del parere decorra inutilmente, i decreti legislativi possono essere comunque adottati. Qualora il termine previsto per il parere delle Commissioni parlamentari scada nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine per l’esercizio della delega o successivamente, quest’ultimo è prorogato di sessanta giorni.

3. Entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore dei decreti legislativi di cui all’articolo 1, il Governo può adottare eventuali disposizioni modificative e correttive, comprensive della possibilità di adottare un testo unico delle disposizioni in materia di lavoro, con le medesime modalità e nel rispetto dei medesimi criteri e princìpi direttivi.

DOCUMENTI
Ecco tutti i documenti scaricabili:
- Lettera del Ministro (Pdf 621Kb)
- Relazione – Disegno di legge Statuto dei lavori (Pdf 20Kb)
- Bozza – Disegno di legge Statuto dei lavori (Pdf 12Kb)

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Legge sulle categorie protette e metodi per trovare lavoro

I soggetti facenti parte delle cosiddette “categorie protette” sono tutelati dalla legge 12 marzo 1999, n. 68 per quanto riguarda il loro diritto al lavoro. Questa legge si pone come finalità la promozione dell’inserimento e dell’integrazione lavorativa delle persone disabili nel mondo del lavoro attraverso servizi di sostegno e di collocamento mirato. Presentiamo di seguito una panoramica della normativa che tutela le categorie protette e forniamo indicazioni sui metodi che le categorie svantaggiate possono utilizzare per trovare lavoro.

CHI FA PARTE DELLE “CATEGORIE PROTETTE”
Secondo la Legge 68/1999, fanno parte delle categorie protette le persone che hanno compiuto i 15 anni di età, che non hanno raggiunto l’età pensionabile e che appartengono ad una di queste classi:
- invalidi civili: persone in età lavorativa affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali, oppure portatori di handicap intellettivo, con invalidità superiore al 45%;
- invalidi del lavoro con grado di invalidità superiore al 33% accertato dall’INAIL;
- non vedenti: persone colpite da cecità assoluta o con un residuo visivo non superiore ad un decimo ad entrambi gli occhi, con eventuale correzione;
- sordomuti: persone colpite da sordità dalla nascita o prima dell’apprendimento della lingua parlata;
- invalidi di guerra, invalidi civili di guerra, invalidi per servizio: soggetti portatori di minorazioni classificate nelle categorie dalla prima all’ottava previste dalle norme sulle pensioni di guerra, approvate con decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 915, e successive modificazioni.
- vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, vedove ed orfani di persone morte in guerra e del personale delle forze armate, delle forze dell’ordine, della polizia municipale, dei vigili del fuoco e della protezione civile deceduti nell’espletamento del servizio.

OBBLIGHI DELLE AZIENDE
Le aziende sono obbligate per legge ad assumere soggetti appartenenti alle categorie protette sulla base di una quota funzionale al numero di dipendenti (art. 3 e art. 7 della legge 68/1999):
- da 15 a 35 dipendenti: le aziende devono assumere 1 disabile;
- da 36 a 50: le aziende devono assumere 2 disabili;
- da 51 a 150: le aziende devono assumere disabili nella quota del 7% del totale e un altro beneficiaro della legge 68/99;
- oltre 150: le aziende devono assumere disabili nella quota del 7% del totale e nella quota dell’1% di altri beneficiari della legge 68/99.
Le aziende possono assumere le persone appartenenti alle categorie protette in due modi: attraverso la “chiamata nominativa” oppure con la “chiamata numerica”. Con la chiamata nominativa è il datore di lavoro che propone il soggetto facente parte delle categorie protette da assumere, con la chiamata numerica invece l’impresa presenta domanda al centro per l’impiego di riferimento nel territorio che si occuperà dell’individuazione del soggetto, seguendo l’ordine di graduatoria.

COME POSSONO TROVARE LAVORO I SOGGETTI FACENTI PARTE DELLE CATEGORIE PROTETTE?

- Appoggiandosi ai centri per l’impiego
I soggetti facenti parte delle categorie protette possono trovare lavoro richiedendo l’inserimento negli elenchi dei centri per l’impiego. I centri per l’impiego hanno il compito di gestire i rapporti con le imprese che fanno domanda di assunzione di soggetti appartenenti alle categorie protette e di proporre a queste ultime, sulla base di una graduatoria, le persone che meglio soddisfano i requisiti di competenze richieste. I soggetti appartenenti alle categorie protette che vogliano iscriversi presso i centri per l’impiego devono essere in possesso dell’attestato di invalidità (che certifichi il grado di invalidità), dell’attestato di disoccupazione che viene rilasciato dall’Ufficio Provinciale del Lavoro, del certificato di idoneità lavorativa rilasciato dalla ASL, in aggiunta alla documentazione relativa all’identità personale. Per maggiori informazioni è sempre meglio rivolgersi direttamente al centro per l’impiego di competenza territoriale.

- Cercando in maniera autonoma offerte di lavoro pubblicate dalle aziende
Le aziende, come già detto in precedenza, possono assumere soggetti appartenenti alle categorie protette attraverso chiamata nominativa. Il datore di lavoro realizza una ricerca rivolta alle categorie protette pubblicando annunci di lavoro ed effettuando una selezione. Sul web sono presenti diversi siti che pubblicano offerte di lavoro relative alle categorie protette e che offrono una serie di servizi dedicati propriamente a chi appartiene a queste categorie svantaggiate, ve ne elenchiamo alcuni:

Categorieprotette.it
StepStone Categorie protette
Lavoro per disabili
Disabili Lavoro Casa
Job rapido – ricerca categorie protette
Disabili.com
Disabili Forum

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