Posted on 04 luglio 2010. Tags: 50, 50.000, Anest, Fera, filiera, Italia, lavoro, mila, occupazione, posti, solare, termodinamico
Sul fronte occupazione, potremo creare 50 mila posti di lavoro con lo sviluppo della filiera del solare termodinamico. Lo ha detto il presidente di Anest (Associazione nazionale energia solare termodinamica) Cesare Fera, durante un’audizione presso la Commissione Ambiente del Senato, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle problematiche relative alle fonti di energia alternative e rinnovabili.
Fera ha illustrato tutti i vantaggi di questa tecnologia e ha dimostrato come in Italia sia già presente una filiera di aziende che producono i componenti necessari alla realizzazione degli impianti termodinamici. “L’obiettivo che l’Italia dovrebbe porsi – ha spiegato sempre il presidente di Anest - è quello di avere una verticalizzazione della filiera, che parta dalla produzione di componenti e cresca realizzando impianti nel territorio, attraverso i quali abbattere i costi e potersi presentare sul mercato estero con una buona tecnologia testata sul campo a costi competitivi”.
Adesso dipende tutto dalle istituzioni che dovranno decidere se sostenere questa iniziativa con l’estensione della scadenza degli incentivi dal 2012 al 2015 e supporto all’installazione di impianti di piccola taglia, anche ibridizzati con altra fonte rinnovabile. Una seconda richiesta riguarda il supporto alle iniziative di promozione della tecnologia italiana in paesi esteri, l’introduzione di un sistema di incentivazione premiante per impianti di cogenerazione elettricità/calore-freddo e un’incentivazione premiante per gli impianti a terra sospesi, che permettano la coltivazione del suolo sottostante.
“Se queste condizioni si realizzassero – ha aggiunto Fera - entro i prossimi 10 anni l’Italia potrebbe raggiungere una potenza installata tra i 3.000 e i 5.000 MW” ma soprattutto si potrebbe dare una bella sterzata all’attuale situazione occupazionale: 50 mila posti di lavoro sono un numero davvero elevato e concretamente atteso. Il presidente di Anest ha dichiarato: “se l’Italia saprà sviluppare la sua filiera produttiva, cosa possibile visto che ad oggi ci sono tutte le condizioni, il solare termodinamico porterà nel nostro Paese nuova occupazione compresa tra le 30.000 e le 50.000 unità.
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Posted on 28 maggio 2010. Tags: 20, 2010, 2011, assunzioni, Cisl, finanziaria, mila, scuola, Uil
E’ sicuro, anche se non ancora ufficializzato, che verranno attuate 20mila assunzioni tra il 2010 e il 2011. Questo dato è stato confermato da più di un Ministro e anche le organizzazioni sindacali ne hanno parlato sottolineando la positività di questa manovra: almeno per quanto riguarda la scuola non ci saranno solo tagli e rinunce. Se da una parte sono confermati il mancato rinnovo del contratto, il blocco degli scatti di anzianità e la riduzione del 10% delle spese complessive dall’altra si è aperto uno spiraglio sulle nuove assunzioni: nella scuola non si attuerà il blocco triennale del turn over del personale previsto della finanziaria per tutto il comparto dell’amministrazione pubblica.
La notizia è stata divulgata la prima volta durante la trasmissione Porta a Parta lo scorso 26 maggio da Maurizio Sacconi, Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali; poi Raffaele Bonanni leader della Cisl ne ha parlato sottolineando come il ruolo del suo sindacato, assieme a quello della Uil, sia stato decisivo nel convincere il Governo. Quindi si è fatta sentire la Cisl Scuola tramite un comunicato stampa, scrivendo: ”è un buon risultato aver ottenuto la garanzia di 20.000 assunzioni a tempo indeterminato, sia pure suddivise in due anni, in un contesto che vede per il resto del pubblico impiego il blocco generalizzato del turn over”. E in seguito, Uil Scuola, in maniera più ponderata, ha sottolineato: “in attesa di verificare il testo, l’azione sindacale sembra aver ottenuto il mantenimento delle assunzioni in ruolo anche per l’anno scolastico 2010-2011”.
Ciò che ancora rimane oscuro sono i tempi di attuazione delle assunzioni. Non si sa se la prima trance di 10.000 inserimenti avverrà entro l’anno 2010 o se sarà tutto rimandato al 2011. Incertezza anche sui metodi di attuazione che potrebbero avvenire attraverso un concorso selettivo e non tramite lo scorrimento delle graduatorie. Dovremo aspettare l’ufficializzazione di questa scelta governativa per avere maggiori informazioni e più chiarezza su ogni aspetto che caratterizzerà questa manovra.
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Posted on 01 febbraio 2010. Tags: 100, 100.000, 100000, Alemanno, lavoro, mila, piano, posti, posti di lavoro
Il sindaco Gianni Alemanno presenta un piano straordinario per rilanciare l’occupazione nella capitale e nel Lazio. Ha dichiarato infatti: “dobbiamo reagire all’aumento della disoccupazione effetto finale della grave crisi economica che ha investito tutto l’occidente. A Roma e nel Lazio si può lanciare un grande piano straordinario per l’occupazione che produca 100 mila posti di lavoro nel biennio 2010-2011“. Alemanno ha chiesto la convocazione di un tavolo di emergenza per discutere come affrontare la crisi economica e occupazionale che ha colpito il nostro Paese e in particolare la capitale.
A questo tavolo saranno convocati Regione, Provincia, Comune, Camera di Commercio e i rappresentanti dei Ministeri dello Sviluppo Economico, del Welfare e dei Beni e delle Attività culturali, oltre che i rappresentanti dei sindacati e delle categorie imprenditoriali. Per affrontare gli effetti della crisi, scrive Alemanno: “servono solo in misura ridotta nuove risorse pubbliche, mentre è necessario sbloccare tutti i progetti che sono già finanziati da risorse pubbliche già stanziate o possono attrarre investimenti privati o ancora attivare finanziamento dell’Unione Europea”.
Continua Alemanno: ”un tavolo di emergenza che raccolga tutti gli attori pubblici e privati dello sviluppo può essere il luogo dove compiere questa profonda accelerazione. In questo modo pensiamo di rispondere concretamente per la nostra città all’appello lanciato da Papa Ratzinger per tutelare l’occupazione assicurando un lavoro dignitoso e adeguato al sostentamento delle famiglie”. E sottolinea: ”ovviamente il mondo imprenditoriale e gli investitori privati devono fare la loro parte, ma devono avere certezza dei tempi, univocità e celerità nelle decisioni”.
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