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Precari: “persone umane” che vogliono ridere

Dante Merlonghi, coordinatore regionale dell’ Italia dei Valori, punta il dito sia contro il governo, sia contro l’opposizione, perché ancora nessuno è riuscito a superare le barriere politiche, sforzandosi per trovare una soluzione al problema del precariato. “Prima ancora che elettori di centrodestra o centrosinistra, i migliaia di giovani dal lavoro precario sono persone umane che vogliono poter guardare al futuro con un sorriso in più e una paura in meno” così ha definito la situazione attuale dei numerosi ragazzi vittime dei contratti temporanei.

Di seguito riportiamo per intero il pensiero di Dante Merlonghi.
Continuo a percepire come amministratore pubblico ed esponente politico il disagio di tanti giovani con lavori a termine, a progetto, comunque senza prospettive che ho occasione di incontrare e che mi rappresentano il loro senso di vuoto per una situazione diventata ormai non più sostenibile.

Proprio per questo faccio fatica ad accettare questa costante polemica attorno ai precari che è tornata in questi giorni all’attenzione dell’agenda politica nazionale. Ai piccoli e grandi problemi quotidiani che migliaia di giovani vivono sulla loro pelle e quella delle loro famiglie per trovarsi in una situazione lavorativa priva di una benché minima certezza, si aggiunge questo accanimento mediatico che diventa mortificazione aggiuntiva, come se non fosse a tutti evidente che siamo in presenza di una grave responsabilità della politica, quella di non essere riuscita a far rispettare il primo articolo della sua legge più importante, la Costituzione appunto, che fonda proprio sul lavoro la Repubblica italiana.
E non siamo in presenza solo di una responsabilità di parte – quella del centrodestra – che pure ci mette tanto del suo per esasperare la questione. Grave sono anche le responsabilità nel centrosinistra che nei due anni di governo non è riuscito a sbloccare questa situazione di stallo. È nostro dovere superare le barriere politiche per sforzarsi a trovare una soluzione condivisa attorno a questa vicenda. Perché, prima ancora che elettori di centrodestra o centrosinistra, queste migliaia di giovani sono persone umane che vogliono poter guardare al futuro con un sorriso in più e una paura in meno, vogliono costruire una famiglia con dei figli, fare un mutuo per comprare casa, provare ad essere cittadini con pieni diritti nella loro e nella nostra società.

Non si tratta di “bamboccioni” come qualcuno poco opportunamente ha ribattezzato i tanti ragazzi che ancora sono costretti a vivere con i genitori. Si tratta piuttosto di giovani che avrebbero tanto da esprimere e dare al nostro futuro e a cui noi invece stiamo tarpando le ali, bruciando il loro stesso futuro.
La riflessione che tenterei di fare è che il lavoro precario nella società americana è sostenibile, in quanto il lavoratore precario appena terminato il suo lavoro a progetto ha decine di ulteriori possibilità per potersi ricollocare cosa che purtroppo in Italia non avviene. Ed è per questo che il precariato non ha ragione di esistere nel nostro paese a meno che i governi, attraverso politiche del lavoro, non costruiscano una società che dia ampie possibilità ai nostri giovani. Ed è questo che manca nel nostro paese.

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