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Apprendistato per i giovani di 15 – 18 anni: intesa tra Sacconi e Zaia

Il Ministro per le politiche sociali e il lavoro, Maurizio Sacconi, e il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, hanno firmato oggi a Treviso un’intesa che prevede l’avvio di percorsi formativi in apprendistato che coinvolgono giovani del Veneto tra i 15 e i 18 anni che hanno lasciato precocemente gli studi. Grazie a questo accordo i ragazzi dai quindici anni in su avranno l’opportunità di essere assunti in azienda con un contratto di apprendistato che prevede 400 ore di formazione e che permetterà loro di lavorare e studiare e di garantirsi un’occupazione.

“Siamo la seconda Regione, dopo la Lombardia, a firmare questo tipo di intesa – ha dichiarato Luca Zaia - il mio pensiero non può che andare ai 50 mila giovani che in Veneto non studiano nè lavorano e non partecipano a progetti di formazione. Io spero che questo sia un ulteriore incentivo – ha aggiunto Zaia - per fare entrare anche questi giovani, al compimento del quindicesimo anno di età, nei nostri processi produttivi e formativi”.

Anche il Ministro Sacconi ha sottolineato l’importanza dell’accordo sottoscritto affermando: “questi percorsi formativi hanno lo scopo di garantire l’occupabilità di giovanissimi tra i 15 e i 18 anni che hanno lasciato precocemente gli studi e che potranno conseguire una qualifica triennale. L’apprendistato di primo livello, prima che un contratto di lavoro, è uno strumento educativo che riconosce il lavoro come parte del processo educativo e rivaluta la dignità del lavoro manuale”.

Del resto la situazione occupazionale in Veneto non è molto rosea per i giovani. Il Governatore del Veneto ha voluto sgranellare alcuni dati per dare un’idea della problematica: “nel Veneto ci sono tra i 136-137 mila giovani occupati dai 15 ai 24 anni (30% dei giovani in questione); il 59% dei giovani 15-24 partecipano a processi di formazione e in numeri assoluti sono pari a 267 mila, e poi i quasi 50 mila di cui si diceva, pari all’11% del totale, che non lavora, non studia, non si forma. La media italiana è del 17% – ha ricordato Zaia - ma ciò non ci consola. Siamo in una regione in cui ci sono problemi di mercato del lavoro, manifestatisi soprattutto a partire dalla crisi; la disoccupazione è al 5%, la crisi ci ha mangiato 65/70 mila posti di lavoro, i disoccupati sono 130 mila. Dati che ci preoccupano perché senza occupazione non c’è crescita sociale, non c’è progetto di vita”.

Contraria all’accordo è invece la CGIL che vede i percorsi formativi in apprendistato come l’espressione della volontà di abbassare a 15 anni l’obbligo scolastico in Veneto ammettendo che l’ultimo anno di scuola dell’obbligo possa essere espletato lavorando in azienda.

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Disegno di Legge per lo “Statuto dei lavori” di Sacconi. Ecco tutti i documenti

A distanza di qualche settimana dall’approvazione del collegato lavoro, il Ministro del Lavoro e della Politiche Sociali Sacconi ha formalizzato il progetto governativo di eliminare lo Statuto dei Lavoratori e di sostituirlo con uno “Statuto dei Lavori”. Sacconi, lo scorso 11 novembre ha reso pubblico il suo progetto, mandando alle parti sociali una lettera, una relazione e una bozza del disegno di legge - delega del Governo per la riforma del diritto del lavoro.

Noi vi presentiamo di seguito la bozza di legge delega, composta da soli due articoli, che mettono in luce chiaramente le intenzioni del Governo. A termine dell’articolo mettiamo a vostra disposizione tutti i documenti inerenti il progetto (la lettera, la relazione e la bozza del disegno di legge) che potete scaricare.

ARTICOLO 1
Delega al Governo per la predisposizione di uno Statuto dei lavori

1. Al fine di incoraggiare una maggiore propensione ad assumere e un migliore adattamento tra le esigenze del lavoro e quelle della impresa, il Governo è delegato a emanare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, uno o più decreti legislativi contenenti disposizioni, anche di carattere innovativo, volte alla redazione di un testo unico della normativa in materia di lavoro denominato Statuto dei lavori.

2. La delega di cui al comma 1 deve essere esercitata in conformità agli obblighi derivanti dalle normative comunitarie e dalle convenzioni internazionali sul lavoro e nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi:
a) razionalizzazione e semplificazione con l’obiettivo di ridurre almeno del 50 per cento la normativa vigente anche mediante abrogazione delle normative risalenti nel tempo, prevedendo un nuovo regime di sanzioni, in particolare di tipo premiale, che tengano conto della natura sostanziale o formale della violazione e favoriscano la immediata eliminazione degli effetti della condotta illecita;
b) identificazione di un nucleo di diritti universali e indisponibili, di rilevanza costituzionale e coerenti con la Carta dei diritti fondamentali della Unione Europea, applicabili a tutti i rapporti di lavoro dipendente e alle collaborazioni a progetto rese in regime di sostanziale mono-committenza;
c) conseguente identificazione della rimanente area di tutele con possibilità per la contrattazione collettiva di una loro modulazione e promozione nei settori, nelle aziende e nei territori, anche in deroga alle norme di legge, valorizzando il ruolo e le funzioni degli organismi bilaterali. Nell’esercizio di questa capacità la contrattazione collettiva tiene conto, in particolare, dei seguenti indici:
- andamento economico della impresa, del territorio o del settore di riferimento con particolare riguardo alle crisi aziendali e occupazionali, all’avvio di nuove attività, alla realizzazione di significativi investimenti e ai più generali obiettivi di incremento della competitività e di emersione del lavoro nero e irregolare;
- caratteristiche e tipologia del datore di lavoro anche con riferimento a parametri dimensionali della impresa non legati al solo numero dei dipendenti;
- caratteristiche del lavoratore con specifico riferimento alla anzianità continuativa di servizio, alla professionalità o alla appartenenza a gruppi svantaggiati;
- modalità di esecuzione della attività lavorativa autonoma e coordinata con un solo committente, con particolare riferimento all’impegno temporale e al grado di autonomia del lavoratore;
- finalità del contratto con riferimento alla valenza formativa o di inserimento al lavoro.
d) riordino della regolazione delle tutele nel mercato del lavoro con riferimento ai servizi di orientamento e collocamento al lavoro e ad attività di formazione secondo percorsi per competenze in ambiente produttivo, certificabili negli esiti, coerenti con i fabbisogni professionali rilevati;
e) estensione, su base volontaria od obbligatoria e mediante contribuzioni corrispondenti alle prestazioni, degli ammortizzatori sociali senza oneri aggiuntivi di finanza pubblica.

3. I principi e criteri direttivi di cui al comma 2 potranno essere integrati da un avviso comune reso al Governo dalle associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative su scala nazionale entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.

ARTICOLO 2
Disposizioni concernenti l’esercizio della delega di cui all’articolo 1

1. Gli schemi dei decreti legislativi di cui all’articolo 1, deliberati dal Consiglio dei Ministri e corredati da una apposita relazione sono trasmessi alle Camere, una volta sentite le associazioni sindacali comparativamente più rappresentative dei datori e prestatori di lavoro, per l’espressione del parere da parte delle competenti Commissioni parlamentari permanenti entro la scadenza del termine previsto per l’esercizio della relativa delega.

2. In caso di mancato rispetto del termine per la trasmissione, il Governo decade dall’esercizio della delega. Le competenti Commissioni parlamentari esprimono il parere entro trenta giorni dalla data di trasmissione. Qualora il termine per l’espressione del parere decorra inutilmente, i decreti legislativi possono essere comunque adottati. Qualora il termine previsto per il parere delle Commissioni parlamentari scada nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine per l’esercizio della delega o successivamente, quest’ultimo è prorogato di sessanta giorni.

3. Entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore dei decreti legislativi di cui all’articolo 1, il Governo può adottare eventuali disposizioni modificative e correttive, comprensive della possibilità di adottare un testo unico delle disposizioni in materia di lavoro, con le medesime modalità e nel rispetto dei medesimi criteri e princìpi direttivi.

DOCUMENTI
Ecco tutti i documenti scaricabili:
- Lettera del Ministro (Pdf 621Kb)
- Relazione – Disegno di legge Statuto dei lavori (Pdf 20Kb)
- Bozza – Disegno di legge Statuto dei lavori (Pdf 12Kb)

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Primo maggio: in arrivo piano triennale per il lavoro

E’ in arrivo un piano triennale per il lavoro. Lo ha confermato Maurizio Sacconi, ministro del Lavoro, durante le celebrazioni della Festa del lavoro di ieri, primo maggio, al Quirinale. Sacconi ha spiegato che si tratta di un piano triennale per “Liberare il lavoro per liberare i lavori” e in questo modo “produrre le condizioni per maggiori e migliori posti di lavoro“.

Il piano, ha sottolineato il Ministro del Lavoro “si pone in continuità con le azioni intraprese nel biennio trascorso e in coerenza con il primario obiettivo della stabilità di finanza pubblica” e si articola ”lungo tre semplici linee di azione che evocano tutte il ruolo delle parti sociali e la dimensione dei territori”.

Sacconi ha concluso precisando le tre linee che saranno perseguite: “1. liberare il lavoro dall’illegalità e dal pericolo per la salute attraverso più evoluti sistemi di vigilanza correlati con lo sviluppo del controllo sociale organizzato dagli Enti bilaterali; 2. liberare il lavoro dalla rigidità centralistica, attraverso lo Statuto dei lavori e la delega, in sussidiarietà, alle parti sociali di adattare ai territori, ai settori, alle aziende, la organizzazione di concrete tutele; 3. liberare il lavoro dalla incompetenza per garantire l’occupabilità attraverso l’accesso alle competenze che servono”.

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