Si chiama Knowledge Network Estero (Kne) il progetto che mira a favorire l’inserimento degli immigrati nel mondo del lavoro e migliorare i processi di integrazione e inclusione sociale. E’ finanziato dal Ministero dell’interno e dal FEI (Fondo Europeo per l’integrazione di Cittadini di Paesi Terzi), co-finanziato e realizzato dalla Camera di Commercio di Roma attraverso la sua Azienda Speciale IRFI.
L’intento del progetto non è solo quello di fornire agli immigrati una formazione relativa ad un ramo professionale ma anche aiutarli nell’imparare la lingua italiana, nel conoscere le leggi del nostro paese e i loro diritti e doveri civici. I corsi avranno inizio il prossimo lunedì, ma già oggi possiamo definire il Knowledge Network Estero un progetto di successo, visto che le domande presentate sono state oltre 4mila.
A questo primo ciclo di corsi avranno accesso 335 persone provenienti da nazioni che non fanno parte dell’Unione Europea, titolari di regolare permesso di soggiorno, che abbiano fatto di recente ingresso in Italia (non oltre 5 anni di soggiorno regolare) con un’età compresa tra i 18 e i 40 anni e privi di occupazione dal 1° gennaio 2010. Si tratta quindi di immigrati che di recente hanno perso la loro occupazione e, come prevede la legge italiana, entro 6 mesi potrebbero perdere anche il permesso di soggiorno.
I partecipanti riceveranno una diaria giornaliera legata alla presenza fino ad un massimo di € 450,00 mensili; spese di vitto (ticket giornaliero legato alla presenza dal valore di € 7,00); abbonamento mensile ai mezzi pubblici per linee urbane e/o extraurbane. Le persone selezionate beneficeranno di un percorso di formazione caratterizzato da 80 ore di lingua Italiana, 40 ore di orientamento civico (diritti e doveri fondamentali), formazione professionale teorico-pratica e formazione on the job presso aziende che operano nei settori dell’edilizia, della falegnameria, dell’alimentazione, della ristorazione, dell’assistenza familiare ecc. Se dimostreranno impegno, serietà e perseveranza, le società che hanno offerto gli stage potranno decidere di inserirli in organico. La città di Roma è stata scelta come sede di questi primi corsi e come banco di prova per testare la bontà dell’iniziativa e decidere se e come estenderla al resto d’Italia.