Un’azienda di Padova offriva notevoli guadagni e possibilità di carriera, peccato che i contratti erano irregolari: promettevano un contratto di vendita ma dopo un periodo di ‘training’ nessun contratto veniva stipulato, il pagamento era in nero. Il testo dell’annuncio recitava: “Offresi 800 posti di lavoro, a persone tra 20 e 45 anni da impiegare in mansioni amministrative, risorse umane, vendita e assistenza. Offresi alloggio e personal trainer, per inizio attività”. Questa offerta di lavoro è stata pubblicata sui giornali nazionali e all’inserzione hanno risposto centinaia di giovani da tutta Italia.
Giovani diplomati e laureati, ma anche persone disoccupate di una certa età, tutte motivate dalla possibilità di trovare un nuovo impiego, aspirando magari all’opportunità di diventare imprenditori. Quando i candidati si sono recati a Ferrara, sede dei colloqui, dopo una preve intervista con i datori di lavoro, sono stati ritenuti idonei. L’attività che dovevano svolgere era quella di venditori porta a porta. Tutti sono stati avviati direttamente al lavoro con o uno pseudo-contratto di incaricato alle vendite assolutamente irregolare, oppure direttamente in nero.
Una vera e propria truffa secondo la Guardia di Finanza, che ha contestato alla ditta ferrarese, che fa capo ad una società nazionale con sede a Padova, una maximulta di quasi 50.000 euro per i mancati versamenti all’Inps, e sanzioni fiscali per l’ omessa Iva e per aver ‘sfruttato “42 lavoratori in ‘grigio”, ossia autonomi senza contratto ma con rapporti subordinati per la vendita, porta a porta, di abbonamenti di società di servizi, pacchetti televisivi o pubblicazioni. Ovviamente tutti i contratti sottoscritti sono risultati irregolari e sono stati scovati tutti i rapporti di lavoro non regolarizzati da un contratto che prevedevano un pagamento “in nero”.
L’impiego consisteva nella vendita porta a porta di abbonamenti vari a società di servizi nel campo televisivo e dell’energia; i giovani avviati al lavoro hanno sostenuto tutte le spese, tra cui quelle telefoniche per contattare i potenziali clienti, quelle necessarie ai movimenti sul territorio per raggiungerli, nonché il vitto e l’alloggio, mentre i loro guadagni erano di pochi euro per ogni contratto concluso. In genere dopo alcune settimane di lavoro la maggior parte, senza stipulare un vero contratto di lavoro, ha abbandonato l’incarico dopo averci rimesso tutte le spese anticipate, facendo ritorno ai paesi di origine. Dalle indagini è emerso anche che la ditta faceva parte di una rete di imprese che operano secondo un sistema simile a quello del multilevel. Attenzione quindi al multilevel marketing sfruttato per fini illeciti.
salve ho letto l’articolo e devo fare alcune osservazioni: inanzitutto io lavoro con una società di vendita porta a porta(MOLTO CONOSCIUTA A LIVELLO MONDIALE ) e devo precisare che in questa attività le spese vive sono del venditore (auto vitto telefonate ecc) attualmente ci sono due forme di inquadramento o agente di commercio monomandatario dove il venditore si fa carico di tutti gli oneri (spese tasse e imposte) e delle deduzioni( spese inerenti all’attività) stabilite dalla legge e con solo inquadramento con partita iva , dove il venditore affronta le spese vive e versa l’iva dovuta senza nessun altro obbligo e la società versa i contributi dovuti per leggein ogni caso si guadagna per proviggioni (se vendi guadagni….)
per quello che riguarda il network marketing prima di dire CAZZATE bisogna informarsi in modo corretto fare ricerche approfondite studiare attentamente la differenza tra il multi level marketing o network e il sistema piramidale e peggio ancora le catene di sant’antonio e giochi simili
ringrazio per l’attenzione