APE Sociale 2023: requisiti, importo, domanda

La guida completa sull’APE Sociale 2023. Come funziona l’anticipo pensionistico, a chi spetta, come fare domanda

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Anche nel 2023 è attiva la misura APE Sociale grazie alla quale chi ha almeno 63 anni di età con un’anzianità contributiva tra i 30 e i 36 anni, e si trova in una delle condizioni previste dalla normativa, può richiedere l’anticipo pensionistico INPS fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata.

La Legge di Bilancio 2023 ha infatti prorogato l’agevolazione fino al 31 dicembre 2023 (termine di maturazione dei requisiti).

In questa guida aggiornata, spieghiamo in modo chiaro e dettagliato come funziona l’APE Sociale 2023, quali sono i requisiti, come richiederlo, le scadenze, qual è l’importo dell’assegno e le novità normative sulla pensione sociale.

COS’È L’APE SOCIALE?

L’APE Sociale è un anticipo della pensione a carico dello Stato italiano, che viene erogato dall’INPS a favore di specifiche categorie di persone che abbiano maturato, al momento della domanda, 63 anni di età e un’anzianità contributiva tra i 30 e i 36 anni in presenza di particolari condizioni.

Le categorie che vi possono accedere sono solo i lavoratori che svolgono mansioni gravose, gli invalidi civili almeno al 74 %, i lavoratori dipendenti in stato di disoccupazione che abbiano esaurito il trattamento di NASpI (o equivalente) e i caregiver. Si tratta di un vero e proprio accompagnamento alla pensione – ecco perché “APE” che sta per “Anticipo PEnsionistico” – e funge da prestazione ponte tra la maturazione dei requisiti per il suo riconoscimento e la maturazione per la pensione di vecchiaia o anticipata, a seconda dei casi.

La misura è stata introdotta, in via sperimentale, dall’articolo 1, commi da 179 a 186, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 per il 2017 e rifinanziata e prorogata negli anni successivi. L’ultimo rinnovo è quello della Legge di Bilancio 2023 che ha fissato il nuovo termine per la maturazione dei requisiti al 31 dicembre 2023. Non si tratta, dunque, di una misura strutturale, ma di uno strumento che viene prorogato di anno in anno per evitare l’applicazione tout court della Legge Fornero e aiutare determinati lavoratori anziani che, secondo le regole ordinarie, dovrebbero lavorare per altri anni. Si tratta infatti di uno “strumento di flessibilità in uscita”, insieme al sistema della pensione “a quote” – nel 2023 esiste Quota 103 di cui vi parliamo in questo focus – e ad Opzione Donna che seguono la stessa logica di favore nei confronti di lavoratori anziani.

Per il 2023, con un apposito messaggio l’INPS comunicherà la riapertura delle domande di riconoscimento delle condizioni per l’accesso all’anticipo pensionistico e fornirà le indicazioni operative per la proroga dell’APE Sociale. Vi aggiorneremo non appena l’Istituto pubblicherà queste comunicazioni. Nel frattempo, vediamo nel dettaglio come funziona l’APE Sociale 2023 e tutte le caratteristiche della prestazione, aggiornate in base all’attuale normativa.

APE SOCIALE 2023 REQUISITI

Chi può richiedere l’APE Sociale? Puoi richiedere l’APE Sociale nel 2023 se entro il 31 dicembre 2023 rispetti i seguenti requisiti:

  • al momento della domanda hai 63 anni di età e un’anzianità contributiva tra i 30 e i 36 anni (varia in base ai casi spiegati in seguito tra le condizioni ammesse);
  • sei iscritto all’Assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti, alle forme sostitutive ed esclusive della medesima, alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, nonché alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della Legge n. 335 del 1995;
  • non hai raggiunto l’età prevista per la pensione di vecchiaia e non hai conseguito la pensione anticipata o altri trattamenti (ad esempio, la pensione con Quota 103).

Inoltre devi trovarti in una delle seguenti condizioni:

  • sei disoccupato a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di cui all’articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, ovvero per scadenza del termine del rapporto di lavoro a tempo determinato, a patto che nei 36 mesi precedenti la cessazione del rapporto tu abbia avuto periodi di lavoro dipendente per almeno 18 mesi, e hai un’anzianità contributiva di almeno 30 anni (o 12 mesi per ogni figlio, nel limite massimo di 2 anni, se sei donna). Nella Circolare INPS n. 62 del 25-05-2022 per il 2022, aveva chiarito che tali categorie potevano presentare domanda di accesso al beneficio senza dovere attendere, ove non ancora perfezionato, il decorso di almeno 3 mesi dal momento in cui è terminata l’integrale fruizione della prestazione di disoccupazione spettante. È probabile che questa condizione sarà confermata ma, per averne certezza, bisognerà attendere il nuovo messaggio INPS relativo al 2023 sull’APE Sociale. Probabilmente saranno anche confermate per il 2023 anche le modalità di verifica dello stato di disoccupazione per l’accesso al beneficio, nonché quelle relative ai casi di cessazione del rapporto di lavoro per “mancato superamento del periodo di prova”. Vi aggiorneremo non appena l’INPS fornirà le indicazioni relative al 2023;

  • assisti da almeno 6 mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità, ovvero un parente o un affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto 70 anni o siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti, e hai almeno 30 anni di anzianità contributiva (o 12 mesi per ogni figlio, nel limite massimo di 2 anni, se sei donna);

  • hai una riduzione della capacità lavorativa superiore o uguale al 74%, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, e hai minimo 30 anni di anzianità contributiva (o 12 mesi per ogni figlio, nel limite massimo di 2 anni, se sei donna);

  • sei un lavoratore dipendente con almeno 36 anni di anzianità contributiva (o 12 mesi per ogni figlio, nel limite massimo di 2 anni, se sei donna) e da almeno 7 anni negli ultimi 10 anni, ovvero almeno 6 anni negli ultimi 7 anni, svolgi una delle seguenti attività gravose, indicate nell’allegato 3 alla Legge di Bilancio 2022 (allegato 1 al messaggio Inps n. 274/2022). Questo elenco è stato confermato anche nella Legge di Bilancio 2023:
    – Professori di scuola primaria, pre–primaria e professioni assimilate;
    – Tecnici della salute;
    – Addetti alla gestione dei magazzini e professioni assimilate;
    – Professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali;
    – Operatori della cura estetica;
    – Professioni qualificate nei servizi personali ed assimilati;
    – Artigiani, operai specializzati, agricoltori;
    – Conduttori di impianti e macchinari per l’estrazione e il primo trattamento dei minerali;
    – Operatori di impianti per la trasformazione e lavorazione a caldo dei metalli;
    – Conduttori di forni ed altri impianti per la lavorazione del vetro, della ceramica e di materiali assimilati;
    – Conduttori di impianti per la trasformazione del legno e la fabbricazione della carta;
    – Operatori di macchinari e di impianti per la raffinazione del gas e dei prodotti petroliferi, per la chimica di base e la chimica fine e per la fabbricazione di prodotti derivati dalla chimica;
    – Conduttori di impianti per la produzione di energia termica e di vapore, per il recupero dei rifiuti e per il trattamento e la distribuzione delle acque;
    – Conduttori di mulini e impastatrici;
    – Conduttori di forni e di analoghi impianti per il trattamento termico dei minerali;
    – Operai semiqualificati di macchinari fissi per la lavorazione in serie e operai addetti al montaggio;
    – Operatori di macchinari fissi in agricoltura e nella industria alimentare;
    – Conduttori di veicoli, di macchinari mobili e di sollevamento;
    – Personale non qualificato addetto allo spostamento e alla consegna merci;
    – Personale non qualificato nei servizi di pulizia di uffici, alberghi, navi, ristoranti, aree pubbliche e veicoli;
    – Portantini e professioni assimilate;
    – Professioni non qualificate nell’agricoltura, nella manutenzione del verde, nell’allevamento, nella silvicoltura e nella pesca;
    – Professioni non qualificate nella manifattura, nell’estrazione di minerali e nelle costruzioni.Si precisa inoltre che:
    – Per gli operai edili, i ceramisti e i conduttori di impianti per la formatura di articoli in ceramica e terracotta il requisito contributivo si riduce a 32 anni.
    Nel caso di lavoratrici madri appartenenti alle categorie appena citate è prevista un’ulteriore riduzione del requisito minimo contributivo pari a 1 anno per ciascun figlio e fino a un massimo di 2 anni. L’accesso all’APE Sociale potrà, quindi, avvenire in tali casi anche con almeno 30 anni di contributi.

IMPORTO MENSILE APE SOCIALE

L’anticipo pensionistico APE ha un importo mensile che non può superare 1.500 euro. L’agevolazione, infatti, è pari all’importo della rata mensile di pensione calcolata al momento dell’accesso alla prestazione, se questa è inferiore a 1.500 euro al mese, o è pari a 1.500 euro se è pari o maggiore di questa cifra.

Inoltre, la Circolare 62/2022 aveva già chiarito anche la particolarità inserita dalla Legge di Bilancio 2022 sugli operai agricoli, confermata dalla Manovra 2023. Non è più necessario – ai fini della decorrenza del beneficio – computare il trimestre in argomento a fare data dal licenziamento o dalle dimissioni per giusta causa (verificati tramite le risultanze UNILAV). Ciò vale se sono se avvenuti nell’anno in cui vi è stata la proposta la domanda di APE sociale o, se avvenuti in precedenza, dalla fine dell’anno precedente a quello di presentazione della domanda.

Conseguentemente, in fase di calcolo dell’indennità di disoccupazione agricola spettante per i periodi di disoccupazione antecedenti la decorrenza dell’APE sociale, non sarà necessario considerare non indennizzabili i 3 mesi antecedenti la decorrenza dell’APE sociale.

COME VIENE EROGATO IL BENEFICIO

L’erogazione dell’anticipo pensionistico viene effettuata dall’Inps con rate mensili, per 12 mensilità, a favore dei beneficiari della prestazione. L’APE Sociale decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda e viene concessa fino al raggiungimento dell’età prevista per il conseguimento della pensione di vecchiaia, ovvero fino al conseguimento di un trattamento pensionistico diretto anticipato o conseguito anticipatamente rispetto all’età per la vecchiaia.

In ogni caso, la decorrenza del trattamento non potrà essere, comunque, anteriore al 1° febbraio 2023. Inoltre, dipenderà, oltre che dall’avvenuto perfezionamento dei requisiti richiesti, dalla data di presentazione della domanda di accesso al beneficio.

L’indennità non è compatibile con i trattamenti di sostegno al reddito nonché con l’indennizzo per la cessazione dell’attività commerciale. Inoltre, è incompatibile con l’attività lavorativa eccetto che nel caso in cui i relativi redditi non superino gli 8.000 euro lordi annui, se svolta in forma dipendente o parasubordinata, o 4.800 euro lordi annui se svolta in maniera autonoma. La Circolare INPS n. 62 del 25-05-2022 aveva chiarito anche le compatibilità tra APE sociale, Reddito di Cittadinanza, Rem e ISCRO. Probabilmente, queste compatibilità saranno confermate anche per il 2023, ma per averne certezza bisognerà attendere le indicazioni ufficiali dell’INPS su cui vi aggiorneremo.

COME SI RICHIEDE L’APE SOCIALE

L’anticipo pensionistico viene riconosciuto  dall’INPS a richiesta e fino ad esaurimento delle risorse finanziarie destinate alla misura di anno in anno. Per presentare la domanda APE Sociale 2023 devi, prima di tutto, presentare domanda di riconoscimento delle condizioni di accesso al beneficio. Contestualmente o nelle more dell’istruttoria della richiesta di riconoscimento delle condizioni di accesso all’indennità, se possiedi già i requisiti previsti, puoi fare la richiesta vera e propria di APE Sociale.

Entrambe le domande devono essere presentate per via telematica, attraverso l’area dei servizi online INPS, accessibile dalla pagina dedicata alla prestazione, raggiungibile dal portale web dell’ente (Prestazioni e Servizi > APE Sociale ‑ Anticipo pensionistico), cliccando su Accedi al servizio ed effettuando l’accesso utilizzando le credenziali SPID, CIE (carta identità elettronica) o CNS (Carta nazionale dei servizi). Dalla stessa pagina è anche possibile prendere visione delle domande frequenti (FAQ) relative alla prestazione, per ottenere ulteriori chiarimenti.

La domanda APE Sociale di riconoscimento delle condizioni di accesso può essere presentata sia dai soggetti che, nel corso dell’anno 2023, maturano requisiti e condizioni per richiederla che da coloro che li hanno maturati negli anni precedenti e non hanno fatto domanda, se ancora li possiedono.

NUOVI MODELLI PER PRESENTARE DOMANDA APE SOCIALE 2023

Per fare domanda per l’anno 2023 è necessario utilizzare i nuovi modelli per l’APE Sociale, non ancora resi disponibili dall’INPS e che vi forniremo non appena saranno pubblicati. I modelli saranno disponibili sul sito INPS al seguente percorso: “Prestazioni e Servizi” > ”Prestazioni” > “Ape Sociale-Anticipo pensionistico” > “Accedi al servizio”.

SCADENZA DOMANDA APE SOCIALE 2023

La Legge di Bilancio 2023 non modifica la normativa precedente relativa ai termini entro cui inviare le domande di APE Sociale, pertanto la richiesta di riconoscimento delle condizioni per accedere al beneficio va inviata entro il 31 marzo 2023 (istanza tempestiva) oppure entro il 15 luglio 2023 (istanza intermedia). Le domande presentate successivamente a tale data (e comunque non oltre il 30 novembre 2023) sono prese in considerazione solamente nel caso in cui siano ancora disponibili le risorse finanziarie a ciò destinate.

ESITO DELL’ISTRUTTORIA

L’INPS comunica ai richiedenti che desiderano beneficiare dell’APE Sociale l’esito dell’istruttoria delle domande con diverse scadenze, in base al periodo di presentazione delle istanze. Con un apposita Circolare, l’INPS chiarirà i termini entro i quali l’Istituto dovrà comunicare ai richiedenti l’esito dell’istruttoria delle domande di verifica nel 2023. Vi aggiorneremo anche in tal senso.

RISORSE APE SOCIALE 2023

La Legge di Bilancio 2023 ha stanziato per la proroga dell’APE Sociale:

  • 64 milioni di euro per l’anno 2023;
  • 220 milioni di euro per l’anno 2024;
  • 235 milioni di euro per l’anno 2025;
  • 175 milioni di euro per l’anno 2026;
  • 100 milioni di euro per l’anno 2027;
  • 8 milioni di euro per l’anno 2028.

Secondo gli esperti, saranno 20.000 soggetti i lavoratori che accederanno all’APE Sociale in virtù della proroga disposta per il 2023 con la Manovra in vigore dal 1° gennaio.

DOCUMENTI PER APPROFONDIMENTI

Per ulteriori informazioni, mettiamo a tua disposizione i seguenti documenti:

– Legge di Bilancio 2023 (Pdf 1 Mb) – Legge 29 dicembre 2022, n. 197.
Allegato 1 (Pdf Kb) alla Legge di Bilancio 2022 (Pdf 2 Mb) – Legge 30 dicembre 2021, n. 234, contenente il nuovo elenco dei lavori gravosi.
Circolare INPS n. 62 del 25-05-2022 (Pdf 157 Kb) sulle istruzioni per l’APE sociale nel 2022.
Dossier INPS Legge di Bilancio 2023 (Pdf 379 Kb).

ALTRI AIUTI E AGGIORNAMENTI

Vi consigliamo anche il nostro focus su Opzione donna nel 2023 e su Quota 103. Interessante anche il focus sul nuovo assegno universale anziani che potete scoprire leggendo questo approfondimento. Se volete conoscere le novità legislative sempre aggiornate, vi consigliamo di leggere questa sezione. Per conoscere invece, altri aiuti, agevolazioni e bonus per persone e famiglie puoi visitare questa pagina.

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