Assunzioni al sud: previsti 42.300 nuovi posti di lavoro

Secondo quanto emerge dalla relazione tecnica al decreto sviluppo messa a punto dalla Ragioneria generale dello Stato, il bonus assunzioni al sud potrà costare complessivamente 500 milioni di euro e si stima che questa manovra porterà alla creazione di 42.300 nuovi posti di lavoro.

Dal prospetto finale della Ragioneria emerge inoltre che il provvedimento previsto dal decreto sviluppo sarà a “saldo zero”, in termini sia di fabbisogno sia di indebitamento netto. Questo risultato è reso possibile dal fatto che le risorse necessarie saranno reperite, con l’assenso della Commissione Europea, dal Fondo Sociale Europeo e del Fondo Europeo di sviluppo regionale.

Pur non essendo semplice effettuare una stima precisa delle quantificazioni del credito d’imposta per le assunzioni nel sud – in quanto il dato dipende da vari fattori tra cui la propensione delle imprese ad assumere e la situazione del mercato – la Ragioneria generale dello Stato ha calcolato che il bonus assunzioni al sud potrebbe produrre un incremento occupazionale nel mezzogiorno pari a 42.300 unità. Si tratta di un numero non indifferente di posti di lavoro che potrebbero migliorare notevolmente la situazione occupazionale delle regioni del centro – sud coinvolte: Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna.

Il costo salariale totale, secondo la stima, raggiungerebbe quota 817 milioni di euro, che, rapportato alla detassazione del 50% riconosciuta, genererà un credito d’imposta per ogni singola assunzione di oltre 9.600 euro all’anno. Ricordiamo che il credito d’imposta riconosciuto ai datori di lavoro che assumeranno lavoratori svantaggiati sarà nella misura del 50% dei costi salariali sostenuti nei dodici mesi successivi all’assunzione. Lo sgravio avrà una durata superiore ad un anno se ad essere assunto sarà personale molto svantaggiato. Sono “lavoratori svantaggiati” coloro che presentano una delle seguenti condizioni: sono privi di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, sono privi di un diploma di scuola media superiore o professionale, hanno più di 50 anni di età, sono adulti che vivono soli con una o più persone a carico, sono occupati in professioni o settori con elevato tasso di disparità uomo-donna, sono membri di una minoranza nazionale. Sono invece “molto svantaggiati” le persone senza lavoro da almeno 24 mesi, oppure i disabili. Secondo la relazione tecnica della Ragioneria, si stima che delle 42.300 assunzioni, circa 11.421 coinvolgeranno lavoratori molto svantaggiati.

L’agevolazione riguarda tutte le aziende, anche se bisogna sottolineare che il decreto sviluppo avvantaggia le imprese di nuova costituzione. Infatti, a differenza delle imprese già avviate, per quelle nuove ogni lavoratore assunto a tempo indeterminato rappresenta incremento della base occupazionale, non essendo possibile il raffronto con la media di riferimento dei dodici mesi precedenti.




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