Cambiare lavoro, paura del cambiamento? Leggete questa storia

Se state leggendo questo articolo è perché siete in procinto di cambiare lavoro, o state valutando di cambiarlo oppure siete costretti a cambiarlo.

In entrambi i casi vi sarà molto utile leggere quello che stiamo per raccontarvi.

Innanzi tutto dobbiamo dirvi che avere paura del cambiamento è normale.

PERCHE’ CAMBIARE SPAVENTA?

Il cambiamento spaventa perché viene meno la nostra sicurezza. La sicurezza è uno dei bisogni primordiali dell’uomo: il nostro istinto di sopravvivenza ci porta a cercare la sicurezza per preservare la nostra vita.

Cosa c’entra questo con il lavoro? Adesso ci arriviamo. Gli esseri umani cercano di creare sicurezza nella propria vita attraverso le abitudini: compiendo sempre le stesse azioni ogni giorno, frequentando sempre le medesime persone, svolgendo le stesse attività.

Quando siamo costretti a confrontarci con una situazione nuova emerge in noi il timore, la paura di perdere la sicurezza consolidata e quindi si crea tensione, stress, ansia. Questo vale per qualsiasi cambiamento: cambiare scuola, cambiare città, cambiare fidanzato/a, oppure cambiare lavoro. Quello che è importante è il modo in cui si affronta il cambiamento.

UNA STORIA PER AFFRONTARE IL CAMBIAMENTO

Spencer Johnson ha scritto un libro dal titolo “Chi ha spostato il mio formaggio?” che racconta in una breve storia i diversi modi in cui si può affrontare il cambiamento.

I protagonisti sono due topolini, Nasofino e Trottolino, e due gnomi, Tentenna e Risolino. Vivono tutti e quattro all’interno di un labirinto e sono alla ricerca del “formaggio” che li nutra e li faccia vivere felici. Il formaggio è la metafora di quello che noi desideriamo: un lavoro soddisfacente e appagante, una relazione d’amore, tranquillità economica e così via. Il labirinto è il mondo in cui cerchiamo quello che vogliamo: l’azienda in cui lavoriamo, la famiglia, ecc.

I quattro personaggi devono fronteggiare un cambiamento: il formaggio ad un certo punto finisce, cosa fare?
– Il topo Trottolino di fronte al cambiamento non ci pensa due volte e si lancia subito nel labirinto alla ricerca di nuovo formaggio.
– Il topo Nasofino fiuta il cambiamento, si accorge giorno per giorno che il formaggio sta per finire e quando è terminato capisce che l’unica soluzione è seguire Trottolino andando alla ricerca di altro formaggio.
– I due gnomi invece non fanno altro che disperarsi e domandarsi chi abbia spostato il loro formaggio: rimangono immobili, non accettano la realtà che cambia e sperano che il formaggio ricompaia. Dopo alcuni giorni lo gnomo Ridolino riflette sul cambiamento, capisce che se non fa nulla rischia di morire, così nonostante la paura si lancia nel labirinto e dopo tanta strada e tanta fatica trova un nuovo deposito di formaggio, lo stesso che gli amici topolini avevano già raggiunto.

COSA CI INSEGNA QUESTA STORIA

Questa storiella fa comprendere il valore del cambiamento, quanto sia importante superare le proprie paure e aprirsi verso il nuovo. In pochi hanno l’audacia del topo Trottolino perché la rottura di un equilibrio ci fa paura, ci inquieta e ci immobilizza. Ma il cambiamento non deve essere vissuto come qualcosa di negativo: i topolini, cambiando, hanno trovato del nuovo formaggio, ossia una nuova felicità, un nuovo posto di lavoro.


A volte possiamo decidere di cambiare, altre volte ne siamo costretti, in ogni caso prima ci abituiamo al cambiamento e prima allarghiamo i nostri orizzonti, verso una nuova crescita e una nuova realizzazione. Provando a cambiare, nella maggior parte dei casi ci renderemo conto che le nostre paure erano infondate.

Una massima del libro, scritta sul muro del labirinto dallo gnomo Ridolino è: “apprezza il cambiamento, assapora il gusto dell’avventura e goditi le delizie del nuovo formaggio”.




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