CGIL: giovani non più disposti a tutto

Tutti devono sapere e riflettere sulla situazione dei giovani e del lavoro. La CGIL ha lanciato una campagna di comunicazione per rendere noto che i giovani non sono più disposti a sottostare alle continue e incessanti richieste ricattatorie del mondo del lavoro. Con questa protesta le giovani generazioni hanno denunciato quello che il mercato del lavoro chiede loro, rendendo pubblico il loro rifiuto per tutte le forme si sfruttamento e di ingiustizie alle quali sono sottoposti.

LA CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE
Giovani non più disposti a tutto” è questo il nome della campagna che il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso, al fianco della Segretaria Confederale, Vera Lamonica e di Ilaria Lani, Responsabile delle Politiche Giovanili della CGIL Nazionale, hanno presentato ieri nel corso di una conferenza stampa. Una campagna promossa in vista della grande manifestazione nazionale della CGIL del 27 novembre, che metterà al centro proprio i temi del lavoro e dei giovani. In realtà, già da giorni i messaggi di protesta impazzano sul web, cliccatissimi dai giovani, su Facebook e Twitter. Anche le principali città italiane sono state tappezzati di manifesti con frasi provocatorie. Inizialmente era stato creato il sito web: www.giovanidispostiatutto.com che poi è stato riempito di slogan con la scritta “giovani non più disposti a tutto” che rimandano al sito www.nonpiu.it il quale presentala campagna di comunicazione, raccogliere le iniziative dei giovani,  denuncia gli annunci indecenti e soprattutto descrive le proposte delle nuove generazioni.

Ecco alcuni annunci pubblicizzati dalla campagna:
“Gruppo bancario cerca giovani con Master MBA, disponibile a fare il caffè al loro Capo, o se nervoso, la camomilla.
“Azienda leader nel largo consumo cerca neolaureata bella presenza disposta a farsi consumare”
“Gruppo informatico cerca giovani laureati con il massimo dei voti e il minimo della dignità”
“Agenzia di pubblicità cerca account junior con padre pronto a mantenerlo a vita”

I messaggi si concludono con “Ora basta” e richieste di cambiamento: “Per i giovani casa, scuola, reddito, pensione, futuro” oppure “Basta precariato giovanile, basta sfruttamento, basta umiliazioni”. A costruire questo percorso di sensibilizzazione sono stati i giovani della CGIL. Giovani – ha sottolineato Susanna Camusso – che vivono una situazione non semplice legata alla crisi economica e alla dilagante precarietà.

LE PROPOSTE
Non solo proteste, ma anche proposte, tante idee di cambiamento per dare un futuro ai giovani. Noi ve le presentiamo.

– Tassare le rendite finanziarie e creare lavoro
L’Italia è un paese bloccato, incapace di scommettere sul talento dei giovani e l’innovazione. L’esodo di tanti cervelli, in particolare dal mezzogiorno, ne è la rassegnata conferma. La rendita è il primo blocco allo sviluppo: frena gli investimenti e favorisce l’accumulazione di ricchezza parassitaria. E’ necessario tassare le rendite finanziarie per liberare risorse capaci di mettere in moto un’economia fatta d’innovazione, sostenibilità ambientale, buona occupazione.

– Promuovere innovazione e investire in ricerca
Il nostro Paese deve puntare sull’innovazione e sulle competenze dei giovani, con investimenti pubblici volti a riqualificare il territorio e mettere in moto la green economy. Si devono incentivare le imprese che investono in ricerca e creano nuova e buona occupazione.

– Puntare sul sistema conoscenza
E’ fondamentale investire nella scuola e nell’università e coordinare le politiche territoriali di sviluppo, ricerca e formazione per indirizzare le scelte competitive e riqualificare il nostro sistema economico.

– Qualificare la pubblica amministrazione attraverso l’ingresso di giovani
Questo vuol dire sbloccare le assunzioni nella scuola, nell’università, nelle pubbliche amministrazioni per favorire l’ingresso di giovani laureati e diplomati, in molti casi già “stabilmente precari”, negli stessi Enti.

– Potenziare i centri per l’impiego
Vanno potenziati i centri per l’impiego, per aiutare i giovani a rafforzare il proprio percorso professionale e facilitarne l’ingresso nel mondo del lavoro.

– Combattere la precarietà
Diciamo basta a molteplici tipologie di lavoro, tutte precarie e prive di diritti. L’ingresso al lavoro deve avere tempi certi e tutele collettive.

– Mai più senza contratto collettivo
E’ necessario riportare tutte le forme di lavoro all’interno dei contratti collettivi di lavoro. Agganciare le retribuzioni delle tipologie di lavoro atipiche (contratti a progetto, partite iva, etc) ai livelli dei contratti collettivi nazionali di lavoro ed estendere le tutele contrattuali.

– I contratti a termine devono costare di più
Il lavoro a termine deve costare di più rispetto al lavoro standard. Oggi il lavoro atipico costa meno: spesso è pagato poco ed è minore il prelievo per le tutele sociali e previdenziali (pensione, disoccupazione, maternità, malattia ecc). E’ un paradosso. Il prelievo contributivo deve essere uguale per tutti e la retribuzione deve superare il livello previsto nei contratti nazionali.

– Giovani professionisti
E’ importante introdurre forme di protezione anche per i giovani professionisti, sempre più deboli e ricattabili e per lo più esclusi dalla regolamentazione della professione.

– Stage
Gli stage sono in larga misura forme mascherate di sfruttamento. Per combatterne l’abuso, chiediamo un periodo massimo di utilizzo, una quota minima di assunzioni in relazione agli stage attivati, diritti per gli stagisti.

– Estensione della indennità di disoccupazione
Bisogna riformare gli ammortizzatori sociali per dare l’indennità di disoccupazione a tutti i giovani e precari, senza discriminazione sull’anzianità di lavoro e la tipologia contrattuale.

– Sostegno per i giovani in cerca di prima occupazione
Bisogna sostenere, con specifiche forme di reddito, la formazione e l’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro attraverso percorsi costruiti con il sostegno dei centri per l’impiego.

– Pensione
In ambito pensionistico è necessario uniformare la contribuzione per tutte le tipologie di lavoro e rendere cumulabili i contributi versati. Garantire i versamenti contributivi anche durante i periodi di disoccupazione (cosiddetti figurativi). Rivedere i coefficienti di trasformazione per garantire una pensione pari almeno al 60% delle ultime retribuzioni.

– Istruzione e diritto allo studio
Per finanziare il sistema di diritto allo studio e prevedere nuovi interventi per garantire la mobilità studentesca occorrono investimenti straordinari.

– Accesso alla casa
Il costo dell’affitto va abbassato. Basta contratti irregolari. Chiediamo affitto a canone concordato per studenti e giovani, chiediamo di contrastare la speculazione derivante dalle case sfitte, di recuperare aree urbane per la residenzialità pubblica.

MANIFESTAZIONE
Susanna Camusso, ha chiamato alla mobilitazione i giovani in vista della manifestazione nazionale convocata per il 27 novembre 2010 a Roma con la parola d’ordine «il futuro è dei giovani e del lavoro».

Per saperne di più, vi invitiamo a visitare:
www.nonpiu.it
www.giovanidispostiatutto.com

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