Contratto a chiamata: cosa cambia dal 18 luglio 2012

A partire dal 18 Luglio 2012 è diventata operativa la Riforma del Lavoro (L. 28 giugno 2012 n° 92) voluta dal Ministro Fornero: tra le novità ecco i cambiamenti relativi al contratto a chiamata o contratto di lavoro intermittente, cioè quel tipo di rapporto lavorativo che prevede la disponibilità del lavoratore nel prestare la propria attività “su chiamata” del datore di lavoro, in modo discontinuo, oppure per determinati periodi di tempo.

Ricordiamo che il contratto di lavoro a chiamata o intermittente è stato introdotto in Italia con la Legge Biagi (D. Lgs. n. 276/2003) e in questa pagina potete approfondire le sue caratteristiche. E’ un rapporto di lavoro particolarmente utilizzato in ambito commerciale e turistico. Vediamo cosa cambia con la Riforma del Lavoro introdotta dal Governo Monti.

LE PRESTAZIONI
Il contratto di lavoro a chiamata può essere stipulato per le seguenti prestazioni lavorative:
– discontinue o intermittenti a seconda delle esigenze individuate dalle associazioni dei datori di lavoro e presenti nei contratti collettivi.
– da effettuarsi nel fine settimana (dopo le 13 del venerdì fino alle 6 di lunedì), durante le ferie estive dal 1° Giugno al 30 Settembre e quelle natalizie (1° Dicembre – 30 Gennaio) e pasquali (Domenica delle Palme – Martedì successivo al Lunedì dell’angelo).

CONTRATTO A CHIAMATA: STIPULA DEL CONTRATTO
Il primo cambiamento riguarda chi può stipulare questo genere di contratto. L’età di riferimento del lavoratore cambia, si va da un giovani con meno di 25 anni e adulti di età maggiore ai 55 anni, rispetto ai 45 anni stabiliti in precedenza. Anche per i giovani i limiti sono più rigidi, infatti non solo il lavoratore deve avere meno di 25 anni al momento della stipula del contratto ma anche il rapporto contrattuale deve estinguersi entro il giorno del venticinquesimo compleanno. I contratti già in essere prima del 18/07/2012 che non rispettano tali parametri saranno validi ancora per un anno dalla messa in vigore della Riforma.

CONTRATTO A CHIAMATA: OBBLIGO DI COMUNICAZIONE
La seconda novità è stata introdotta per evitare comportamenti illeciti e fenomeni distorsivi e che fa riferimento ad un obbligo di comunicazione relativo alla chiamata del lavoratore e non alla stipula del contratto. Nello specifico, il datore di lavoro ha l’obbligo di notificare la chiamata del lavoratore per un ciclo di prestazioni di durata non eccedente i 30 giorni alla Direzione territoriale del lavoro della zona competente.

La comunicazione dovrà essere un semplice documento compilato secondo questo MODELLO (Pdf 600Kb) contenente i dati del lavoratore (nome, cognome, codice fiscale), quelli del datore di lavoro e le giornate in cui è prevista la “chiamata” al lavoro.

Non è ancora chiaro quanto prima deve esserne data comunicazione, ma sono validi tutti mezzi (fax, email, sms e via internet) che verranno man mano attivati. Le modalità operative di invio della comunicazione sono state precisate dalla Nota del 9 Agosto 2012 (1,6 Mb) del Ministero del Lavoro. Le mancate segnalazioni verranno punite con una sanzione che va dai 400,00 ai 2.400,00 €.




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