Cosa cambia per mobilità, disoccupazione e cassa integrazione

La riforma del lavoro rivoluziona il sistema degli ammortizzatori sociali. Governo e parti sociali hanno trovato subito un’intesa sulle modifiche che entreranno in vigore, a regime, dal 2017. In particolare l’Aspi entrerà in vigore da subito ma l’indennità di mobilità sarà eliminata definitivamente solo nel 2017.

L’obiettivo è che «il lavoratore non sia lasciato solo nel deserto», ha dichiarato Elsa Fornero e l’intento è stato quello di allargare la platea dei soggetti tutelati includendo i contratti a termine (pubblica amministrazione compresa) e gli apprendisti e di ridurre i costi.

Cosa cambia e quali sono le novità?

ASPI SOSTITUIRA’ L’INDENNITA’ DI MOBILITA’ E DI DISOCCUPAZIONE
Innanzitutto il nuovo sistema di sostegno al reddito si basa sull’Aspi, acronimo che significa Assicurazione sociale per l’impiego. Questa nuova assicurazione sostituirà: l’indennità di mobilità, l’indennità di disoccupazione ordinaria e la cassa integrazione in deroga.

Cambia la platea. L’Aspi si applicherà a tutti i lavoratori privati con contratto a tempo indeterminato e determinato e ai dipendenti pubblici con contratti a termine. Vengono inseriti anche apprendisti e artisti. L’aliquota contributiva è dell’1,3% per chi lavora a tempo indeterminato e dell’1,4% per gli altri.

Per accedere a questa assicurazione servono: 2 anni di anzianità e almeno 52 settimane di lavoro nell’ultimo biennio. Dovrebbe valere il 75% della retribuzione lorda fino a 1.150 euro, e il 25% per la quota superiore a questa cifra. L’assegno di disoccupazione o mobilità avrà un importo massimo di 1.119 Euro, con abbattimento dell’indennità del 15% dopo i primi 6 mesi e un ulteriore 15% di abbattimento dopo altri 6 mesi. Questa assicurazione durerà 12 mesi, che salgono a 18 per i lavoratori over 55 anni.

VANTAGGI E SVANTAGGI
Il vantaggio è che ci sarà un più ampio ambito di applicazione a favore dei giovani (visto che coinvolgerà anche apprendisti e artisti). Gli “svantaggi” interesseranno invece i lavoratori over 50. Infatti, con l’ Aspi le aziende perderanno lo sgravio fiscale di cui beneficiano oggi se assumono i lavoratori in mobilità.

Ma il Governo pensa di superare questa difficoltà con una introduzione graduale degli ammortizzatori sociali, per dare più tempo ai lavoratori anziani in mobilità di arrivare alla pensione, anche grazie al sostegno dei contributi aziendali. Dovrebbe essere istituito un fondo di solidarietà, dal quale attingere un sussidio per i lavoratori che raggiungerebbero la pensione entro i 4 anni dal licenziamento.

Inoltre le aziende dovranno pagare un contributo di licenziamento (mezza mensilità ogni anno per gli ultimi 3 anni) da versare all’Inps per i rapporti a tempo indeterminato.

CASSA INTEGRAZIONE
Cosa cambia in questo caso? La riforma degli ammortizzatori sociali non modifica la cassa integrazione ordinaria e straordinaria (anche se quest’ultima resterà solo in caso di ristrutturazioni e non per cessazioni di attività), ma interviene sulla cassa integrazione in deroga, che ricordiamo è stata introdotta nel 2009 per estendere il sussidio anche alle piccole imprese (con meno di 15 dipendenti) e ai settori esclusi dalla Cig. La cassa integrazione in deroga, attualmente a carico dello Stato, sarà sostituita dall’Aspi che metterà a disposizione fondi di solidarietà.


Scopri anche cosa cambia con la riforma del lavoro su stage, contratti e partita iva, leggi qui e cosa cambia con le modifiche del Governo sull’articolo 18, leggi qui.




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