Decreto sviluppo: novità sul fronte lavoro e assunzioni

Il decreto sviluppo approvato giovedì 5 maggio 2011 dal Consiglio dei Ministri prevede diverse misure che daranno una boccata d’ossigeno al mercato del lavoro italiano. Il problema occupazione è stato messo in primo piano, con l’obiettivo di aumentare i posti fissi soprattutto al sud, garantire contratti di inserimento per le donne, aiutare i giovani ad entrare nel mondo del lavoro e stabilizzare i precari della scuola. Le novità sono molte.

ASSUNZIONI AL SUD
Per ridurre gli elevati tassi di disoccupazione nell’Italia meridionale è stato introdotto il bonus assunzioni per il sud. Tutte le aziende che assumeranno lavoratori a tempo indeterminato nel Mezzogiorno otterranno un credito d’imposta. Questo bonus verrà concesso per l’inserimento di lavoratori svantaggiati ad esempio senza impiego da almeno sei mesi o privi di un diploma di scuola media superiore oppure persone con più di 50 anni di età o adulti che vivono soli con una o più persone a carico, nonché lavoratori occupati in professioni o settori caratterizzati da un tasso di disparità uomo-donna che supera almeno del 25% la disparità media in tutti i settori economici dello Stato.

Il credito d’imposta riconosciuto ai datori di lavoro che assumeranno lavoratori svantaggiati sarà nella misura del 50% dei costi salariali sostenuti nei dodici mesi successivi all’ assunzione. Lo sgravio avrà una durata superiore ad un anno se ad essere assunto sarà personale molto svantaggiato, ad esempio lavoratori senza occupazione da almeno 24 mesi, oppure disabili. Il credito di imposta verrà coperto con i fondi europei.

ASSUNZIONI NELLA SCUOLA
Ottime novità per il comparto scolastico. Il Decreto sviluppo comprende un piano triennale 2011 – 2013 che prevede assunzioni a tempo indeterminato di lavoratori precari nella scuola tra personale docente, educativo e Ata, a partire dall’anno scolastico in corso. Si tratterebbe, secondo una stima dei sindacati come Cisl e Uil, di circa 65 mila unità di cui 30.000 insegnanti e 37.000 Ata. Il provvedimento demanda la definizione dei dettagli operativi a un decreto interministeriale (Tesoro, Istruzione, Pubblica amministrazione) che sarà stilato sulla base dei posti di lavoro vacanti e disponibili in ciascun anno, nel periodo considerato (2011-2013). Grazie al piano assunzioni “il problema del precariato potrà essere risolto in meno di 6-7 anni” ha spiegato il Ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, a margine di una conferenza stampa a palazzo Chigi.

RIFORMA DELL’APPRENDISTATO
Il Consiglio ha anche dato il via libera alla riforma dell’apprendistato, che mira a semplificare l’istituto per farlo diventare il contratto tipico di ingresso nel mercato del lavoro dei giovani. Nel testo del provvedimento l’apprendistato viene definito “un contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato all’occupazione dei giovani”. Il decreto sviluppo prevede la creazione di tre nuove tipologie di apprendistato. Il primo è l’apprendistato per la qualifica professionale ed è rivolto ai giovanissimi a partire dai 15 anni di età. Con questo contratto i ragazzi possono essere assunti anche per l’assolvimento dell’obbligo di istruzione. La durata del contratto è determinata in considerazione della qualifica e del titolo di studio da conseguire e non può in ogni caso essere superiore a tre anni.

Il secondo si chiama apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere, ed è destinato a giovani che hanno dai 18 ai 29 anni che devono completare il loro iter formativo e professionale. Questo contratto di lavoro non può avere una durata superiore a 6 anni. Infine il terzo è l’apprendistato di alta formazione e ricerca, che riguarda chi aspira a un più alto livello di formazione nel settore della ricerca per il conseguimento di titoli di studio universitari e dell’alta formazione compresi il dottorato, oppure per forme di specializzazione tecnica superiore o per il praticantato finalizzato all’accesso alle professioni ordinistiche.

Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ricorda che si tratta di un “robusto provvedimento che ha impatto sull’occupazione in tutte le sue componenti” e precisa che “entro luglio diventerà operativo con un definitivo esame da parte del Cdm”. Per maggiori informazioni potete scaricare il testo provvisorio del Decreto Sviluppo 2011 (Pdf 470Kb) reperito dal sito web del Ministero dell’Economia e delle Finanze.




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