Lavoro agile personale ATA: le novità del DPCM, indicazioni MIUR

scuola, aula, classe

In risposta all’emergenza coronavirus sono previste modalità di lavoro agile anche per il personale ATA.

Dunque Amministrativi, Tecnici e Ausiliari che lavorano nelle scuole possono lavorare da casa, seguendo le regole dello smart working introdotte dal DPCM 3 novembre.

Ecco tutte le novità del DPCM per il lavoro agile ATA e le indicazioni MIUR per l’applicazione dello smart working al personale non docente della scuola.

LAVORO AGILE PERSONALE ATA

Il DPCM 3 novembre 2020 prevede, infatti, che, per prevenire il rischio di contagio da covid-19, mantenendo comunque l’efficienza e la funzionalità dei servizi, nella Pubblica Amministrazione si faccia ricorso alle modalità di lavoro agile per il maggior numero di dipendenti.

In sostanza il provvedimento stabilisce che i dirigenti organizzino i propri uffici per assicurare lo svolgimento del lavoro agile nella percentuale più alta possibile, per il personale che si occupa delle attività che si possono svolgere in smart working. Per disciplinare il lavoro da remoto nella PA, il Ministro della Pubblica Amministrazione ha emanato un apposito Decreto, che regola lo smart working per i dipendenti pubblici nel periodo di emergenza epidemiologica da covid. Per tutti i dettagli potete visitare questa pagina.

Dunque anche il personale amministrativo, tecnico e ausiliario delle scuole deve lavorare da casa quando possibile. In ottemperanza a questa disposizione, il MIUR, attraverso la nota n. 1990 del 5 novembre 2020, ha fornito precise indicazioni sul lavoro agile personale ATA. Inoltre, in seguito ad un incontro in videoconferenza tra il MIUR e le organizzazioni sindacali, tenutosi il 27 novembre, è stato pubblicato il verbale di confronto che contiene le modalità di accesso al lavoro da remoto per Amministrativi, Tecnici e Ausiliari concordato dal Ministero con i sindacati.

COSA CAMBIA CON IL DPCM

Vediamo in dettaglio come funziona lo smart working ATA e le principali novità introdotte dal DPCM:

  • almeno il 50% del personale assistente amministrativo svolge la propria attività lavorativa, per quanto possibile, in modalità agile;
  • le attività in presenza per assistenti tecnici, collaboratori scolastici, addetti alle aziende agrarie, cuochi, infermieri e guardarobieri sono limitate a quelle indifferibili, in particolare nelle c.d. zone rosse;
  • il lavoro agile nelle scuole è organizzato in modo da garantire una equilibrata alternanza di attività da remoto e in presenza;
  • le attività in presenza sono organizzate prevedendo la rotazione del personale e orari differenziati di ingresso e di uscita;
  • il dirigente scolastico individua le quote di personale che può accedere al lavoro agile tenendo conto prioritariamente delle esigenze di:
    – mamme lavoratrici che hanno fruito del congedo obbligatorio di maternità nei tre anni precedenti la richiesta di accesso al lavoro agile;
    – genitori di figli minori;
    – dipendenti che usano i mezzi pubblici per raggiungere la sede di servizio;
    – personale con carichi di cura e assistenza nei confronti di parenti/congiunti non autosufficienti;
  • la scuola provvede a fornire in comodato d’uso la strumentazione necessaria per lavorare da remoto ai dipendenti sprovvisti, se lo richiedono;
  • le scuole garantiscono la necessaria formazione al personale in lavoro agile, coinvolgendo anche il personale che lavora in presenza, nella misura di 4 ore mensili nell’ambito delle 36 ore di orario settimanale, sia per i corsi in materia della sicurezza e salute dei lavoratori che per quelli su materie specifiche che rientrano nel piano di lavoro. La formazione è svolta a distanza da remoto e se cade fuori dall’orario lavorativo è retribuita o calcolata come ore di recupero;
  • nella formazione obbligatoria in materia di sicurezza e salute dei lavoratori è assicurato un modulo specifico sull’uso degli strumenti tecnologici necessari per lo smart working.

ACCESSO LAVORO AGILE PERSONALE ATA PER SOGGETTI FRAGILI

L’accesso allo svolgimento della prestazione di lavoro in modalità agile è consentito anche al personale dichiarato fragile o fortemente a rischio di contagio, le cui attività si possono svolgere da remoto. In particolare, possono lavorare in smart working i dipendenti a tempo indeterminato o determinato che rientrano nelle seguenti condizioni:

  • in quarantena fiduciaria o isolamento fiduciario, se non in malattia;
  • genitori il cui figlio convivente minore di 16 anni è stato sottoposto a quarantena o isolamento obbligatorio, preventivo o fiduciario, o al quale è stata sospesa la didattica in isolamento obbligatorio, preventivo o fiduciario, o al quale è stata sospesa la didattica in presenza;
  • in possesso di certificazione attestante una condizione di rischio derivante da
  • immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita;
  • condizione di disabilità grave;
  • genitori di figli disabili che necessitino di un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale;
  • dichiarati in condizioni di fragilità dal medico competente;
  • conviventi di persone immunodepresse.

RIFERIMENTI NORMATIVI E DOCUMENTI UTILI

DPCM 3 NOVEMBRE (Pdf 2,04Mb).
NOTA MIUR n. 1990 (Pdf 174Kb) del 5 novembre 2020.
VERBALE DI CONFRONTO (Pdf 539Kb) dell’incontro tra MIUR e sindacati del 27 novembre.

INFORMAZIONI E AGGIORNAMENTI

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