Lavoro domestico colf e badanti: contratto, retribuzione, contributi 2022

La guida dettagliata sul lavoro domestico. Tutti i dettagli su contratto, retribuzione e i contributi da versare, secondo la normativa 2022

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Il lavoro domestico di colf o badanti, nonché quello che riguarda tutti coloro che prestano il loro servizio per il funzionamento della vita familiare, è disciplinato dal 2022 da una nuova normativa che rivede stipendi e contributi per questi lavoratori.

Come per qualsiasi altra categoria, infatti, l’assunzione di un lavoratore domestico necessita di una procedura a cui il datore di lavoro deve attenersi per non incorrere in pesanti sanzioni.

In questa guida vi spieghiamo come assumere i lavoratori domestici, quali sono i tipi di contratto vigenti in Italia, la retribuzione dovuta e quali sono i contributi da versare.

CHI SONO I LAVORATORI DOMESTICI

Rientrano tra i lavoratori domestici colf, badanti, baby sitter, autisti, cuochi etc. Parliamo cioè di lavoratori o lavoratrici che vengono assunti per far fronte alle esigenze della famiglia e che, di solito, lavorano nella casa del datore di lavoro o di un loro stretto familiare.

COME ASSUMERE I LAVORATORI DOMESTICI

È possibile formalizzare il lavoro domestico in due modi:

  • con il libretto famiglia;

  • assunzione con contratto di lavoro.

In questa guida vi spieghiamo entrambe le possibilità con tutte le fattispecie e le novità previste dalla legge nel 2022.

1) LAVORO DOMESTICO CON IL LIBRETTO FAMIGLIA

In caso di prestazioni di lavoro domestico di tipo occasionale, il datore di lavoro può formalizzare le ore di lavoro prestato attraverso l’utilizzo del libretto famiglia. Si tratta cioè, di un libretto nominativo prefinanziato, composto da titoli di pagamento, il cui valore nominale è fissato in 10 euro. Questa somma è finalizzata a compensare attività lavorative di durata non superiore a un’ora.

Il libretto famiglia può essere finanziato mediante:

  • versamenti tramite F24 “modello Elide”, con causale LIFA;

  • il “Portale dei pagamenti” INPS.

Tale documento si rivolge alle persone fisiche che non esercitano attività professionale o d’impresa.
È bene precisare che il lavoro domestico non è interessato dalla recente novità introdotta dal Decreto Fiscale, ovvero il Decreto Legge 21 ottobre 2021 che, dall’11 gennaio 2022, prevede l’obbligo di comunicare all’Ispettorato del Lavoro l’avvio di ogni rapporto di lavoro autonomo anche in caso di attività occasionale. Tuttavia, come chiarisce la Nota n. 29 a firma dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro solo “i committenti che operano in qualità di imprenditori” sono sottoposti a tale obbligo. Sono esclusi, quindi, i datori di lavoro domestico.

Per maggiori informazioni su come funziona il libretto famiglia, sui suoi limiti, sugli obblighi specifici di comunicazione, importi e pagamenti si consiglia di leggere questo approfondimento.

2) CONTRATTO DI LAVORO DOMESTICO

La soluzione migliore per tutelare un lavoratore domestico è quella di sottoscrivere un contratto tra le parti. Il Contratto di Lavoro Domestico regola il rapporto tra un datore di lavoro privato e un collaboratore familiare. In particolare, l’assunzione del lavoratore domestico può essere:

  • a tempo determinato con una scadenza prestabilita;

  • a tempo indeterminato. In quest’ultimo caso le parti potranno recedere in ogni momento, rispettando il periodo di preavviso.

Inoltre, il contratto può essere:

  • a tempo pieno (con durata pari a 40 ore settimanali);

  • part-time;

  • a ore.

Ma attenzione, questo contratto può essere usato solo per esigenze familiari. In tutti gli altri casi sarà necessario utilizzare il contratto di lavoro per dipendenti. Ad esempio, se il datore di lavoro assume il dipendente per svolgere mansioni nell’ambito della sua attività imprenditoriale (ad esempio addetto alla pulizia di uno stabile o di un ufficio) non potrà utilizzare il contratto di lavoro domestico.

Nel contratto va specificato che il collaboratore dovrà lavorare presso l’abitazione del datore o dei suoi familiari stretti. Il collaboratore infatti può essere:

  • convivente, se vive nella casa del datore di lavoro;

  • non convivente se si reca nella casa del datore di lavoro solo per lavorare.

Oltre al contratto tra privati si può anche sottoscrivere il CCNL Lavoro domestico.

CCNL LAVORO DOMESTICO, COS’È

Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (o CCNL) è il contratto che ha effetto tra privati a seguito di lettera di assunzione, secondo lo schema concluso dalle associazioni dei datori di lavoro e i sindacati dei lavoratori. Questo schema disciplina gli aspetti del rapporto lavorativo. Il CCNL per il lavoro domestico è stato sottoscritto da FiDALDO, DOMINA come associazioni di datori di lavoro, mentre i sindacati sottoscrittori sono Filcams-CGIL, Fisascat-CISL, UILTuCS  e Federcolf.

È bene precisare che non è obbligatorio applicare il CCNL, salvo nei casi in cui il datore di lavoro sia iscritto a una delle associazioni stipulanti o il lavoratore aderisca al sindacato interessato. Gli Enti Bilaterali di tale contratto sono Ebincolf, CassaColf e Fondo Colf.

Il CCNL lavoro domestico, che potete consultare in questa pagina (Pdf 535 Kb), disciplina i termini di impiego questa categoria di lavoratori, prevedendo specifiche tutele, diritti e obblighi.

LE MANSIONI NEL CCNL LAVORO DOMESTICO

In primis, nel CCNL Lavoro Domestico sono specificate le mansioni dei lavoratori domestici. Tali lavoratori vengono suddivisi in differenti livelli, ovvero:

  • livello A: dove rientrano gli assistenti familiari generici, non addetti all’assistenza alle persone. Svolge esclusivamente di pulizia della casa, addetti alla lavanderia, aiuto cucina, stalliere;

  • il livello A super: per l’addetto a mansioni di mera compagnia senza effettuare alcuna altra prestazione di lavoro;

  • livello B: dedicato al collaboratore familiare generico polifunzionale per incombenze relative al normale andamento familiare, pulizia, riassetto della casa, stiratura, lavanderia, etc;

  • il livello B super: per l’assistente a persone autosufficienti o baby sitter;

  • livello C: per i collaboratori familiari in possesso di specifiche conoscenze di base, che svolgono i compiti assegnati in totale autonomia e responsabilità;

  • il livello C super: per l’assistente a persone non autosufficienti;

  • livello D: per i collaboratori familiari in possesso di requisiti professionali svolgono mansioni di lavoro caratterizzate da responsabilità, autonomia decisionale o coordinamento;

  • il livello D super: per l’assistente a persone non autosufficienti, formato con corso 500 ore. Questo livello include mansioni di assistenza comprese, se richieste, ovvero le attività connesse alle esigenze del vitto e della pulizia della casa ove vivono gli assistiti. Vale anche per un educatore formato.

LE REGOLE DEL CCNL LAVORO DOMESTICO

Previste poi nel CCNL lavoro domestico, anche le regole sull’impiego, tra cui:

  • orario di lavoro: per i lavoratori conviventi sono previste 10 ore giornaliere, non consecutive, per un totale di 54 ore settimanali. Invece, per i lavoratori non conviventi sono previste 8 ore giornaliere, non consecutive, per un totale di 40 ore settimanali, distribuite su 5 giorni oppure su 6 giorni;

  • periodi di prova: per i lavoratori livello D, D super e lavoratori operanti in regime di convivenza indipendentemente dal livello di inquadramento sono previsti 30 giorni di lavoro retribuiti. Per gli altri, 8 giorni di lavoro retribuiti;

  • maternità: si applicano le norme di legge sulla tutela delle lavoratrici madri;

  • infortuni: la conservazione del posto per un’anzianità fino a 6 mesi è prevista per 10 giorni di calendario o anno solare. Invece, per anzianità da più di 6 mesi a 2 anni è prevista per 45 giorni. Per anzianità oltre i 2 anni è prevista per 180 giorni;

  • malattia: dal 91° al 180° giorno si ha diritto al 75% del compenso, dal 4° al 90° giorno al 60% e nei primi 3 giorni al 100%;

  • scatti di anzianità: 7 a biennio, al 4% della retribuzione contrattuale;

  • tredicesima: entro il mese di Dicembre;

  • quattordicesima: non prevista;

  • ferie: il lavoratore ha diritto ad un periodo di ferie di 26 giorni lavorativi;

  • permessi: per le visite mediche, ricongiungimento familiare o rinnovo permessi soggiorno sono previste 16 ore all’anno per i conviventi. Per i conviventi a 30 ore, invece sono previste 12 ore all’anno;

  • lutto familiare: 3 giorni lavorativi;

  • diritto allo studio: retribuzione delle ore per sostenere gli esami annuali;

  • formazione professionale: permessi per 40 ore retribuite all’anno. Invece, per i corsi riconosciuti Ebincolf, 64 ore retribuite all’anno;

  • congedo matrimoniale: in caso di matrimonio spetta al lavoratore un congedo retribuito di 15 giorni di calendario;

  • lavoro straordinario: se prestato dalle ore 6.00 alle ore 22.00, vi è una maggiorazione del 25%, se prestato in giorni di festività o domenica, la maggiorazione è del 60%. Invece, se prestato dalle ore 22.00 alle ore 6.00, la maggiorazione è del 50%;

  • indennità in caso di morte: le indennità di preavviso ed il T.F.R. devono corrispondersi al coniuge, ai figli o, se vivevano a carico del lavoratore, ai parenti entro il 3° grado e agli affini entro il 2° grado;

  • trasferta: saranno rimborsate al lavoratore le eventuali spese di viaggio che egli abbia direttamente sostenuto in tali occasioni. Sarà inoltre corrisposta al lavoratore una diaria giornaliera, pari al 20% della retribuzione minima tabellare giornaliera;

  • preavviso licenziamento o dimissioni: per rapporti non inferiori a 25 ore settimanali (fino a 5 anni anzianità), sono necessari 15 giorni di calendario. Per rapporti non inferiori a 25 ore settimanali (maggiori di 5 anni di anzianità), 30 giorni e per quelli inferiori a 25 ore settimanali (fino a 2 anni anzianità), 8 giorni. Invece, per rapporti inferiori a 25 ore settimanali (maggiori di 2 anni anzianità), sono necessari 15 giorni. Per tutti i rapporti, in caso di dimissioni, i termini sono ridotti del 50%;

  • trattamento di fine rapporto (T.F.R.): viene determinato sull’ammontare delle retribuzioni percepite nell’anno;

  • anticipo TFR: i datori di lavoro anticiperanno il TFR nella misura massima del 70% di quanto maturato.

RETRIBUZIONE PER I LAVORATORI DOMESTICI

Alla luce della variazione del costo della vita, con l’accordo siglato il 2 febbraio 2022 dal Ministero del Lavoro e dalle associazioni sindacali di categoria sono stati fissati i nuovi valori minimi da corrispondere in busta paga ai lavoratori domestici.

L’aggiornamento annuale è determinato sulla base delle variazioni ISTAT e, come avviene ogni anno, è stato determinato dalla Commissione Nazionale per l’aggiornamento retributivo istituita presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. L’aggiornamento delle retribuzioni minime contrattuali previste dal CCNL del lavoro domestico e dei valori convenzionali del vitto e dell’alloggio hanno efficacia dal 1° gennaio 2022.

I parametri minimi, tengono conto del livello di specializzazione dei lavoratori partendo, quindi, dai collaboratori domestici inesperti (livello A) fino a quelli altamente specializzati (Livello DS). Inoltre, la Commissione distingue tra collaboratori conviventi, anche part time, non conviventi e lavoratori che svolgono assistenza notturna. 

Mettiamo a disposizione la tabella retributiva in vigore dal 1° gennaio 2022 con riferimento alle diverse tipologie di lavoratori interessati.

CONTRATTO BADANTI O COLF: IMPORTI CONTRIBUTI 2022

Per assumere un lavoratore domestico (colf, badante etc..) il datore dovrà versare i contributi del lavoratore all’INPS ogni trimestre. I contributi sono calcolati sulla base della retribuzione del lavoratore e al numero delle ore lavorate. Una parte dei contributi è a carico del lavoratore e il datore li potrà trattenere dallo stipendio che versa al dipendente.

Per l’anno 2022, l’INPS nella Circolare n° 17 del 01-02-2022 ha stabilito che i contributi per ogni ora di lavoro di un contratto a tempo indeterminato, sono i seguenti:

  • stipendio fino a 8,25 euro all’ora: contributi orari 1,47 euro (0,37 euro);

  • con lo stipendio oltre 8,25 euro e fino a 10,05 euro all’ora: contributi orari 1,66 euro (0,41 euro);

  • stipendio oltre 10,05 euro all’ora: contributi orari 2,02 euro (0,50 euro);

  • orario di lavoro superiore o uguale a 25 ore settimanali: contributi orari 1,07 euro (0,27 euro).

Ad esempio, se il datore paga il lavoratore 10,05 euro all’ora o più (la soglia massima), dovrà versare 2,02 euro di contributi per ogni ora lavorata e potrà trattenere dallo stipendio mensile del lavoratore 0,50 euro all’ora. I contributi a carico del datore sono quindi 2,02 euro – 0,50euro  = 1,52 euro all’ora.

Per il rapporto di lavoro a tempo determinato continua ad applicarsi il contributo addizionale a carico del datore di lavoro, previsto dall’articolo 2, comma 28, della Legge 28 giugno 2012, n. 92, e successive modificazioni. Tale quota è pari all’1,40% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali (retribuzione convenzionale).

Dunque, per l’anno 2022, l’INPS nella Circolare n° 17 del 01-02-2022 ha stabilito che i contributi per ogni ora di lavoro di un contratto a tempo determinato, sono i seguenti:

  • stipendio fino a 8,25 euro all’ora: contributi orari 1,57 euro (0,37 euro);

  • con lo stipendio oltre 8,25 euro e fino a 10,05 euro all’ora: contributi orari 1,77 euro (0,41 euro);

  • stipendio oltre 10,05 euro all’ora: contributi orari 2,16 euro (0,50 euro);

  • orario di lavoro superiore o uguale a 25 ore settimanali: contributi orari 1,14 euro (0,27 euro)

SANZIONI PER MANCATI CONTRIBUTI

In caso di mancato versamento dei contributi, il datore di lavoro rischia sanzioni civili e penali e non sarà tutelato in caso di infortuni o danni. Inoltre, il lavoratore potrà fare causa al datore ed esigere il pagamento di tutti i contributi non versati. Per maggiori informazioni, si consiglia di leggere questa pagina.

COME PAGARE I CONTRIBUTI DEL LAVORO DOMESTICO

Il datore di lavoro ha a disposizione diverse possibilità di pagamento dei contributi, ovvero:

  • tramite procedura online del Portale dei Pagamenti, utilizzando la modalità “Pagamento immediato pagoPA ” con carta di credito o debito, con prepagata oppure con addebito in conto;
  • con l’Avviso di pagamento PagoPA che può essere stampato dal Portale dei pagamenti e contiene il codice avviso, l’importo da pagare, la data entro la quale effettuare il pagamento e le istruzioni per il pagamento. L’elenco degli operatori e dei canali abilitati a ricevere pagamenti tramite PagoPA è disponibile nel sito internet www.pagopa.gov.it;
  • tramite l’App IO, con cui è anche possibile effettuare il pagamento dei contributi.

Se i contributi sono versati regolarmente, il datore di lavoro può usufruire della detrazione fiscale, valida se il reddito complessivo è inferiore a 40.000 euro e la deduzione fiscale per la colf si può sommare alla detrazione prevista per l’assistente familiare, e viceversa. In presenza di crediti per importi versati in eccesso o per duplicazioni di versamento in uno stesso trimestre per uno stesso lavoratore domestico, il datore di lavoro può fare richiesta di rimborso in questa pagina.

DIRITTI DEL LAVORATORE DOMESTICO

Sottoscritto il contratto, i versamenti effettuati all’INPS dal datore di lavoro consentono al lavoratore domestico italiano o straniero, se in possesso dei requisiti, di accedere alle seguenti prestazioni a carico dell’INPS:

  • assegno per il nucleo familiare;

  • indennità di disoccupazione;

  • le indennità di maternità;

  • indennità antitubercolari;

  • rimborso per donazione sangue;

  • il rimborso per donazione midollo osseo;

  • cure termali;

  • assegno di invalidità;

  • pensione di inabilità;

  • la pensione di anzianità;

  • pensione di vecchiaia;

  • la pensione ai superstiti o di reversibilità.

ASSEGNI FAMILIARI PER LAVORATORI DOMESTICI STRANIERI

Previsto anche l’assegno per il nucleo familiare per i lavoratori domestici stranieri, ora assorbito nell’Assegno unico Universale (per avere maggiori dettagli vi consigliamo di leggere questo approfondimento). In particolare:

  • i lavoratori comunitari hanno diritto all’assegno per il nucleo familiare per i familiari residenti in Italia o all’estero;

  • lavoratori stranieri rifugiati politici, in conseguenza dell’equiparazione  ai cittadini italiani, hanno diritto all’assegno anche per i familiari residenti all’estero;

  • i lavoratori extracomunitari, esclusi quelli con contratto di lavoro stagionale.

Per questi ultimi lavoratori, si ha diritto all’assegno per il nucleo familiare solo:

  • per i familiari residenti in Italia, nel caso in cui il paese di provenienza del lavoratore straniero non abbia stipulato con l’Italia una convenzione in materia di trattamenti di famiglia;

  • anche per i familiari residenti all’estero, nel caso in cui il paese di provenienza del lavoratore straniero abbia stipulato con l’Italia una convenzione in materia di trattamenti di famiglia;

  • anche per i familiari residenti all’estero, nel caso in cui il lavoratore straniero, anche se il suo paese non è convenzionato con l’Italia, ha la residenza legale in Italia ed è stato assicurato nei regimi previdenziali di almeno due stati membri.

PENSIONE PER LAVORATORI DOMESTICI STRANIERI

Inoltre, i cittadini comunitari che lavorano in Italia e versano regolarmente i contributi all’INPS, hanno diritto alle prestazioni pensionistiche (pensione di vecchiaia, di anzianità, di inabilità e pensione ai superstiti) con gli stessi requisiti di età e di contribuzione previsti per i cittadini italiani.

Nel caso in cui il lavoratore torni nel proprio Paese o si trasferisca in un altro Paese europeo prima di aver maturato i requisiti necessari, i requisiti possono essere raggiunti anche continuando a lavorare e versare contributi nella gestione previdenziale del Paese europeo in cui si è trasferito. Anche i lavoratori extracomunitari, in caso di rimpatrio, conservano i diritti previdenziali maturati in Italia.

I lavoratori extracomunitari assunti dopo il 1° gennaio 1996 possono percepire, in caso di rimpatrio, la pensione di vecchiaia (calcolata col sistema contributivo) al compimento dei 65 anni, anche se non sono maturati i previsti requisiti (se hanno cioè meno di 5 anni di contribuzione).

I lavoratori extracomunitari assunti prima del 1996 possono percepire, in caso di rimpatrio, la pensione di vecchiaia (calcolata col sistema retributivo o misto) se hanno 20 anni di contribuzione e 65 anni di età (stessa età fissata per uomo o donna).

INFORTUNI: LE TUTELE SUL LAVORO DOMESTICO

I lavoratori domestici regolarmente assunti hanno diritto alle prestazioni a carico dell’INAIL per la tutela dagli infortuni sul lavoro e alle prestazioni a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Ovvero, all’assistenza sanitaria medica, farmaceutica, ospedaliera, ambulatoriale, specialistica sono a carico del Servizio Sanitario Nazionale.

RIFERIMENTI NORMATIVI

CCNL LAVORO DOMESTICO 2022 (Pdf 535 Kb)

Circolare n° 17 del 01-02-2022 (Pdf 97 Kb)

ALTRI AIUTI E AGGIORNAMENTI

Per approfondimenti invitiamo a consultare la guida su come funziona il Libretto famiglia. Potrebbe interessare anche la guida sull’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni domestici. Per scoprire bonus e agevolazioni disponibili per famiglie e lavoratori è possibile visitare la nostra pagina dedicata agli aiuti alle persone. Consigliamo inoltre di iscriversi gratis alla nostra newsletter, per ricevere tutti gli aggiornamenti, e al nostro canale Telegram, per avere le notizie in anteprima.

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