Linkedin e Facebook: quanto contano nella selezione del personale?

Chi si occupa di selezione del personale utilizza i social network per reperire informazioni sui candidati, questo è ormai un dato di fatto. Ma le aziende reputano questi canali decisivi per l’assunzione di un lavoratore?

E’ questa una delle domande chiave che è stata indagata con lo studio: “Le assunzioni: dal passaparola a Google e Facebook” condotto da Gidp/Hrda, l’associazione dei direttori delle risorse umane. Scopo dell’inchiesta è quello di capire, nell’era di Facebook e LinkedIn, se anche chi si occupa di selezione del personale utilizza il web e i social network per ottenere informazioni sui candidati, per quali ragioni e quanto pesa questo aspetto nel processo di reclutamento.

Dai risultati emerge che addirittura il 71,42% degli esperti di risorse umane utilizza Internet per cercare informazioni sui candidati mentre solo il 28,58% non ricorre al web. I social network più utilizzati dalle aziende per questi scopi sono LinkedIn con il 65,60% e Facebook con il 21,50%. I selezionatori ritengono particolarmente utile fare ricerche sui social network soprattutto per quanto riguarda i profili manageriali (40,37%) e i quadri (24,22%). Facciamo presente che il questionario è stato sottoposto ai direttori del personale che appartengono alle più grandi e influenti realtà aziendali presenti in Italia.

Il dato più interessante emerso dallo studio riguarda l’influenza di Facebook e Linkedin sulla scelta di chiamare per un colloquio o di assumere un lavoratore. Solo il 4,77% delle aziende ammette di farsi influenzare delle informazioni ottenute dal web nella decisione di convocare il candidato per il colloquio, mentre il 19,04% dichiara di non farsi influenzare in nessun modo. Anche per quanto riguarda la decisione di procedere con l’assunzione sono emersi risultati analoghi.

Quindi, stando ai dati raccolti dalla ricerca Gidp/Hrda, si evince come internet e i social network vengano ampiamente utilizzati per raccogliere le informazioni preliminari sui canditati ma che, tuttavia, ciò che conta davvero per le aziende sono le competenze e capacità dei lavoratori.

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