Opzione uomo pensione a 58 anni nel 2023: cos’è, requisiti, come funziona

Cos’è, come funziona e cosa prevede Opzione uomo, la nuova forma di pensionamento anticipato proposta dal Governo Meloni

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Photo credit: Zigres / Shutterstock.com

Pensione anticipata a 58 anni grazie alla nuova Opzione uomo 2023. Sarebbe questa una delle ipotesi al vaglio del Governo Meloni per scongiurare il ritorno alla Legge Fornero in toto che fissa l’età pensionabile a 67 anni.

Con Opzione uomo, invece, sarebbe possibile uscire dal mondo del lavoro a 58 o a 59 anni rinunciando però a parte della pensione che andrebbe calcolata con il sistema contributivo, ovvero solo in base ai contributi effettivamente versati fino a quegli anni. La riduzione sull’assegno andrebbe dal 13 al 30% circa.

Vediamo insieme cosa prevede l’ipotesi di pensione con Opzione uomo, a chi si rivolge e come andrebbe ad incidere nel 2023 nel  sistema pensionistico italiano.

COS’È OPZIONE UOMO 2023

Opzione Uomo è una forma di pensionamento anticipato, dedicato ai soli lavoratori uomini, che permette la fuoriuscita dal mondo del lavoro degli uomini a 58 anni (se dipendenti) o a 59 anni (se autonomi), con le stesse regole già sperimentate con Opzione donna. In pratica, l’interessato, per andare in pensione anticipatamente sceglie che l’assegno sia interamente calcolato con il sistema contributivo (sui soli contributi versati) e non con il sistema retributivo (sugli ultimi stipendi), a prescindere dal sistema di calcolo cui avrebbe ipoteticamente diritto sulla base della propria storia contributiva. Questa è una delle soluzioni che sta mettendo a punto il Governo per il 2023, insieme ad altre iniziative in ottica di flessibilità in uscita, dalla proroga di Opzione donna nel 2023 al nuovo strumento Opzione tutti o “Quota 41 per tutti“, fino al differimento con restyling di Quota 102 nel 2023 e alla proroga dell’APE sociale.

Questo perché l’Esecutivo, in vista dell’ok alla Legge di Bilancio 2023, sta predisponendo tutte le misure possibili in tema pensioni per concedere l’uscita anticipata dal mondo del lavoro e scongiurare il ritorno della Legge Fornero tout court. Entro il 31 dicembre 2022, infatti, come da Legge di Bilancio 2022, sono in scadenza diversi strumenti cosiddetti “di flessibilità in uscita” che permettono di andare in pensione prima rispetto alla disciplina ordinaria. Si tratta, in buona sostanza, dell’Ape sociale, di Opzione Donna e di Quota 102. Se non si interviene subito, quindi, sarà possibile andare in pensione solo a 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi (pensione di vecchiaia) oppure dopo 42 anni e 10 mesi di contribuzione, 41 e 10 mesi per le lavoratrici (pensione anticipata).

COME FUNZIONA OPZIONE UOMO 2023

Opzione uomo, la nuova ipotesi di pensione anticipata proposta dal Premier Meloni, sarebbe:

  • dedicata ai lavoratori (uomini) che hanno 58 anni (59 anni nel caso di autonomi) che hanno maturato al 31 dicembre 2022 almeno 35 anni di contributi;

  • erogata dall’INPS in base al sistema di calcolo contributivo. Ovvero, proprio come accade per Opzione Donna che vi spieghiamo in questa guida, l’assegno pensionistico sarebbe determinato dai contributi versati in ciascun anno di lavoro e non sulla retribuzione percepita (sistema misto). Si precisa che l’applicazione di uno o l’altro sistema dipende, di solito, da quando si sia versato il primo contributo e scegliere il sistema contributivo “puro” senza alcun riferimento agli stipendi percepiti significherebbe perdere dal 13 al 30% di pensione. Di contro si ha la possibilità di uscire dal mondo del lavoro anticipatamente.

  • compatibile con il reddito da lavoro, anche se potrebbe essere imposto il tetto massimo di reddito da lavoro pari a 5.000 euro anno. Insomma, con questa pensione si potrebbe anche continuare a lavorare per qualche altro anno, così da colmare il gap dell’assegno.

Bisognerà comunque attendere l’eventuale conferma di Opzione uomo e la sua organizzazione per capire come funzionerà tecnicamente la nuova forma di pensione anticipata. Vi aggiorneremo non appena vi saranno novità in merito.

PENSIONI 2023, L’INCOGNITA DEL BUDGET

Ma perché è necessario intervenire sul sistema pensioni? La riforma del sistema pensionistico che si sta delineando in queste ore di serrati confronti tra Governo e sindacati è infatti necessaria. Ciò in quanto, per il 2023, le risorse per le pensioni sembrano essere davvero esigue. Parliamo di un tesoretto di poco inferiore a 2 miliardi di euro. Ciò in quanto, già dal NADEF e dal DEF 2022 era emersa una significativa crescita della spesa pensionistica (+7,9%) connessa alla obbligatoria rivalutazione ISTAT degli assegni. Altre “spese” sono state fatte per misure quali la rivalutazione delle pensioni, come vi abbiamo spiegato in questo articolo.

In attesa della conferma dei dati della NADEF 2023, si stima che la spesa previdenziale balzerà in avanti e, dunque, bisogna trovare soluzioni di pensioni anticipata sostenibili per le casse dello Stato. I tecnici hanno finora calcolato che la spesa per le pensioni, che quest’anno è stata di 297,3 miliardi, salirà a:

  • 320,8 miliardi di euro nel 2023;
  • 338,3 miliardi di euro nel 2024;
  • 349,8 miliardi di euro nel 2025.

Vale a dire 50 miliardi in più in tre anni. Nel 2025 arriverà al 17,6% del PIL. Entro fine dicembre, ovvero con l’approvazione della Legge di Bilancio 2023 in Parlamento, il Governo è chiamato a decidere il da farsi rivedendo il sistema pensioni nei limiti del budget previsti dai conti italiani. In quest’ottica, per adesso, le uniche misure che si avviano verso una proroga “quasi certa” nel 2023 sono Opzione donna e APE sociale. Tuttavia, bisogna attendere almeno sino a fine novembre 2022, quando si inizierà a delineare lo schema della Manovra 2023, per avere un’idea più verosimile sulle intenzioni dell’Esecutivo.

ALTRI APPROFONDIMENTI E AGGIORNAMENTI

Se volete conoscere i requisiti per andare in pensione fino al 2025, vi consigliamo di leggere questo articolo. Potete anche scoprire in questa guida, come funziona il simulatore INPS per il calcolo della pensione. Invece, se volete conoscere le novità normative sulle pensioni 2022, vi consigliamo di leggere il nostro focus sul limite della pignorabilità,  questo articolo sui lavori usuranti oppure gli approfondimenti su APE Sociale, Quota 102 e Opzione Donna 2022.

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Antonio

Vergogna solo vergogna non sanno più cosa inventarsi per dire che in campagna elettorale non potevano dire che non avrebbero fatto nulla così prendendoci in giro l’unica e vera promessa era 41 x tutti, ma si sa tutti pagliacci