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Riassunto · Quiz Concorso Agenzia delle Entrate 622 Assistenti Gestionali (Categorie Protette)

Dispensa - Lingua inglese - AdE 622 Assistenti (categorie protette)

di Redazione TiConsiglio

Contenuto generato con AI e revisionato dalla redazione. Può contenere imprecisioni: ha finalità di studio e autovalutazione, non sostituisce i materiali ufficiali del concorso.

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Come si studia l'inglese per un quiz di concorso

La prova di lingua inglese di un concorso pubblico non misura la capacita' di conversare, ma la capacita' di riconoscere in pochi secondi quale forma e' corretta fra quattro proposte molto simili tra loro. Chi costruisce i quiz lavora su un numero sorprendentemente limitato di punti critici: sceglie proprio quelle costruzioni in cui l'italiano e l'inglese si comportano in modo diverso, perche' li' l'italofono sbaglia in modo prevedibile. Studiare l'inglese per il concorso significa quindi imparare non tanto i paradigmi verbali quanto la logica che l'inglese applica al tempo, alla certezza e al punto di vista di chi parla.

Questa dispensa e' scritta in italiano e ogni esempio inglese e' tradotto o glossato. Il ragionamento e' sempre lo stesso: si spiega che cosa fa una forma, quando si usa, e soprattutto perche' la forma alternativa e' sbagliata. Gli esempi sono calati sul lavoro amministrativo e fiscale, perche' il lessico dei quiz per l'Agenzia delle Entrate attinge tipicamente a quell'area (tax return, deadline, taxpayer, refund, filing).

I tempi verbali: il cuore della prova

Present simple e present continuous

Il present simple (io lavoro) e' la forma base del verbo: I work, you work, he works. Descrive cio' che e' abitualmente vero: routine, mansioni, regole, fatti permanenti. La frase "The office opens at 8.30" (l'ufficio apre alle 8.30) non descrive l'apertura di stamattina, ma la regola generale. Alla terza persona singolare si aggiunge la -s, e questa e' la prima trappola dei quiz: "The taxpayer submit the form" e' sbagliato, va "submits". Nelle frasi negative e interrogative la -s si sposta sull'ausiliare do: si dice "He doesn't submit" e "Does he submit?", mai "he doesn't submits".

Il present continuous (o progressive) si forma con il verbo be coniugato piu' il verbo principale in -ing: I am working. Descrive cio' che e' in corso ora, oppure una situazione temporanea, non definitiva. La differenza con il present simple non e' di durata ma di natura del fatto: "I work in the tax office" significa che quello e' il mio lavoro; "I am working in the tax office this month" significa che ci sto lavorando temporaneamente, magari in distacco. I quiz sfruttano questa opposizione mettendo nella frase un avverbio-spia: usually, always, every day, normally chiamano il present simple; now, at the moment, currently, this week chiamano il continuous.

Esiste poi un gruppo di verbi, detti stative verbs (verbi di stato), che normalmente non ammettono la forma in -ing. Il criterio per riconoscerli e' questo: sono verbi che non descrivono un'attivita' che si svolge, ma una condizione che semplicemente c'e' - conoscenza (know sapere, understand capire, believe credere), volonta' e bisogno (want, need), appartenenza e apparenza (belong appartenere, seem sembrare, own possedere). Una condizione non "e' in corso": o c'e' o non c'e', e per questo il continuous non ha senso. "I am knowing the procedure" e' scorretto: si dice "I know the procedure". Attenzione pero' ad alcuni verbi che hanno due significati, uno di stato e uno di attivita', e che quindi ammettono l'-ing solo nel secondo: "I think you are right" (opinione: stato) contro "I am thinking about your proposal" (sto riflettendo: attivita' in corso); "She has two offices" (possesso: stato, niente -ing) contro "She is having lunch" (sta pranzando: attivita'). E' esattamente su queste coppie che il quiz costruisce il distrattore, proponendo "I am thinking you are right" come opzione plausibile.

Past simple e past continuous

Il past simple e' il passato dei fatti conclusi e collocati in un momento preciso. Nei verbi regolari si forma con -ed (submitted, checked, worked), nei verbi irregolari con una forma propria da memorizzare (go/went, send/sent, pay/paid, take/took). Nelle domande e nelle negazioni si usa l'ausiliare did, e allora il verbo principale torna alla forma base: "Did you send the notice?" e non "did you sent"; "She didn't receive the refund" e non "she didn't received". Questo e' uno dei distrattori piu' frequenti in assoluto.

Il past continuous (was/were + -ing) descrive un'azione che era in svolgimento in un certo momento del passato, tipicamente come sfondo di un'altra azione piu' breve che la interrompe: "I was checking the file when the manager called" (stavo controllando il fascicolo quando il dirigente ha chiamato). La regola pratica e' che l'azione lunga, quella che fa da cornice, va al continuous; l'azione puntuale, che accade dentro la cornice, va al past simple. Se le due azioni sono entrambe puntuali e successive, vanno entrambe al past simple: "He opened the letter and read it".

Present perfect: la distinzione che i quiz sfruttano di piu'

Il present perfect simple si forma con have/has piu' il participio passato (I have worked, he has sent). Il nome inganna: e' un tempo del presente, non del passato. Serve a dire che un fatto avvenuto prima di ora ha un effetto o una rilevanza adesso. Il past simple, al contrario, chiude il fatto dentro un momento passato e lo stacca dal presente.

Da qui discende la regola operativa piu' redditizia dell'intera prova: se nella frase compare un'indicazione di tempo passato e concluso, il present perfect e' vietato. Espressioni come yesterday, last week, in 2019, two years ago, when I was young impongono il past simple. Percio' "I have sent the form yesterday" e' sbagliato e va "I sent the form yesterday". Viceversa, con just, already, yet, ever, never, so far, recently, this week (periodo non ancora chiuso) si usa il present perfect: "We have already processed your request" (abbiamo gia' trattato la sua richiesta).

Il secondo grande uso del present perfect e' quello che genera l'errore-simbolo dell'italofono. In italiano diciamo "vivo qui dal 2020", usando il presente, perche' per noi conta che l'azione sia in corso. L'inglese ragiona diversamente: guarda al periodo che va dall'inizio a oggi, e per un periodo che comincia nel passato e arriva fino a ora usa il present perfect. Quindi "I live here since 2020" e' sbagliato e va detto "I have lived here since 2020". Allo stesso modo: "She has worked for the Revenue Agency for ten years" (lavora all'Agenzia delle Entrate da dieci anni). Ricordare che since introduce il punto di partenza (since 2020, since March, since I joined the office) e for introduce la durata (for ten years, for two months, for a long time): confondere i due e' un altro distrattore classico. Un'avvertenza su since: la regola "since impone il present perfect" vale per il since temporale, quello che indica un punto di partenza nel tempo. Esiste pero' anche un since causale, sinonimo di because ("Since the system was down, we postponed the meeting" - poiche' il sistema era fuori uso), che non ha alcun effetto sul tempo verbale: prima di applicare la regola, verificare che il since della frase introduca davvero un momento e non una causa.

Present perfect simple contro present perfect continuous

Il present perfect continuous (have/has been + -ing) mantiene lo stesso ancoraggio al presente, ma sposta l'attenzione dal risultato all'attivita' e alla sua durata. "I have written three reports" (simple) mette a fuoco quanto ho prodotto: tre relazioni, finite. "I have been writing reports all morning" (continuous) mette a fuoco che ho passato la mattinata a scrivere, e non dice quante ne ho concluse.

La regola pratica per i quiz: se la frase contiene un numero o una quantita' compiuta (three files, twenty forms, five e-mails), serve il simple, perche' si conta un risultato. Se la frase contiene un'espressione di durata pura (all day, for hours, since this morning) e il verbo esprime un'attivita' prolungabile, serve il continuous. Con i verbi che indicano stato (know, be, have nel senso di possedere) resta il simple anche con la durata: "I have known him for years", mai "I have been knowing him".

Past perfect

Il past perfect (had + participio passato) serve a segnalare che, fra due fatti entrambi passati, uno e' avvenuto prima dell'altro. E' un tempo relativo: non ha senso da solo, esiste solo in rapporto a un altro punto del passato. "When the auditor arrived, the clerk had already filed the documents" (quando l'ispettore arrivo', l'impiegato aveva gia' archiviato i documenti): prima l'archiviazione, poi l'arrivo. Se si mettessero entrambi i verbi al past simple, si suggerirebbe che i due fatti sono avvenuti nell'ordine in cui sono nominati.

I futuri: will e be going to

L'inglese non ha un vero tempo futuro morfologico e ricorre a costruzioni diverse a seconda di quale rapporto chi parla ha con l'evento. Will + forma base esprime una decisione presa nel momento in cui si parla, una previsione, una promessa o un'offerta: "The line is busy - I will call back later" (decido adesso). Be going to + forma base esprime un'intenzione gia' formata prima di parlare, oppure una previsione fondata su prove visibili nel presente: "We are going to reorganise the front office next year" (e' gia' deciso); "Look at those figures - the deadline is going to be a problem" (lo deduco da cio' che vedo).

Il present continuous si usa poi per gli appuntamenti fissati in agenda: "I am meeting the taxpayer at 3 p.m." e' del tutto naturale e piu' idiomatico di will meet. Infine, va tenuto a mente che dopo le congiunzioni di tempo when, as soon as, before, after, until l'inglese non usa il futuro, ma il presente: "I will send the receipt as soon as I receive the payment", non "as soon as I will receive". E' un calco dall'italiano ("appena ricevero") che i quiz punteggiano volentieri.

I verbi modali

I modali (can, could, may, might, must, should, will, would, shall) sono verbi ausiliari che non descrivono un'azione ma il modo in cui chi parla la considera: possibile, obbligatoria, consigliabile, probabile. Hanno tre caratteristiche formali costanti che i quiz verificano: non prendono la -s alla terza persona ("he can", mai "he cans"), sono seguiti dal verbo alla forma base senza to ("you must submit", mai "must to submit"), e formano da soli negazione e domanda, senza do ("Can you help?", "She cannot access the file").

Sul piano del significato conviene tenere presenti le opposizioni sfruttate nei test. Must esprime un obbligo che chi parla sente come proprio o interno all'organizzazione ("Applicants must attach a copy of their ID"), mentre have to esprime un obbligo imposto dall'esterno, da una norma o da una circostanza ("I have to work late because the deadline is tomorrow"). La differenza diventa netta nella negazione, ed e' qui che si perde il punto: mustn't significa divieto ("You mustn't disclose taxpayer data" - e' vietato), mentre don't have to significa assenza di obbligo ("You don't have to come on Saturday" - non e' necessario, ma puoi). Tradurre entrambi con "non devi" e' l'errore tipico dell'italofono.

Can indica capacita' o permesso informale, may un permesso piu' formale o una possibilita' ("You may request an extension"), might una possibilita' piu' remota. Should e ought to esprimono un consiglio o cio' che sarebbe opportuno ("You should keep the receipt for five years"), non un obbligo. Da ricordare infine i modali seguiti dal perfetto, che si riferiscono al passato: "She must have forgotten the appointment" (deve essersene dimenticata: deduzione quasi certa), "We should have checked the figures" (avremmo dovuto controllare: rimpianto, non l'abbiamo fatto).

Il periodo ipotetico

Il conditional, o periodo ipotetico, e' una frase composta da una condizione introdotta da if e da una conseguenza. L'inglese distingue quattro schemi in base a quanto la condizione e' considerata realistica. La regola formale che governa tutto e' una sola e va imparata a memoria: nella frase con if non si mette mai will (salvo usi enfatici che i concorsi non chiedono).

  • Zero conditional - if + present simple, present simple. Esprime una verita' generale o una regola automatica, valida sempre: "If you pay after the deadline, you incur a penalty" (se paghi dopo la scadenza, incorri in una sanzione). Non e' una vera ipotesi: e' il funzionamento di un meccanismo, ed e' per questo che si usa in tutte le formulazioni normative e procedurali.
  • First conditional - if + present simple, will + forma base. Esprime una possibilita' concreta e futura: "If you send the documents today, we will process them by Friday". La condizione e' realistica, il parlante crede che possa avverarsi.
  • Second conditional - if + past simple, would + forma base. Esprime un'ipotesi improbabile o del tutto irreale nel presente: "If I had more staff, I would reduce the waiting times" (se avessi piu' personale, ridurrei i tempi di attesa: ma non ce l'ho). Il past simple qui non indica passato, indica distanza dalla realta': e' il punto che confonde di piu'. Con il verbo be la forma tradizionale usa were per tutte le persone: "If I were you, I would ask for a written confirmation".
  • Third conditional - if + past perfect, would have + participio passato. Esprime un'ipotesi sul passato che non si e' realizzata, e quindi un rimpianto o un rimprovero: "If she had submitted the appeal in time, she would have avoided the penalty" (se avesse presentato il ricorso in tempo, avrebbe evitato la sanzione: non l'ha fatto, la sanzione c'e' stata).

Nei quiz la scelta si gioca quasi sempre su due segnali. Se la conseguenza contiene would, la condizione e' di norma al past simple (second) o al past perfect (third), mai al presente; esistono anche combinazioni miste, i cosiddetti mixed conditionals, in cui una causa passata ha una conseguenza presente ("If she had submitted the appeal, she wouldn't be facing a penalty now": past perfect nella condizione, would + forma base nella conseguenza), ma nei quiz standard compaiono raramente e i quattro schemi di base coprono la quasi totalita' delle domande. Se la conseguenza contiene will, la condizione deve essere al present simple. E in nessun caso if puo' essere seguito da will o da would: le opzioni che lo fanno sono da scartare senza ulteriore analisi. Da sapere infine che unless equivale a "if not", cioe' introduce gia' una negazione: "Unless you provide the tax code, we cannot proceed" significa "se non fornisce il codice fiscale"; aggiungere un secondo not e' un errore.

La forma passiva

Il passive si costruisce con il verbo be coniugato al tempo desiderato piu' il participio passato del verbo principale. Si usa quando cio' che conta e' l'azione subita e non chi la compie, e per questo e' onnipresente nella lingua amministrativa, che tende a spersonalizzare: "The application was rejected" (la domanda e' stata respinta), "Your file is being reviewed" (il suo fascicolo e' in corso di esame), "The forms have been sent" (i moduli sono stati inviati), "Taxpayers will be notified by e-mail" (i contribuenti saranno avvisati per e-mail).

Il passaggio dall'attivo al passivo segue una meccanica fissa: l'oggetto dell'attivo diventa soggetto del passivo, il verbo diventa be + participio allo stesso tempo del verbo attivo, e il soggetto originario, se serve, si esprime con by. "The office sent the notice" diventa "The notice was sent by the office". Il punto in cui si sbaglia e' proprio la conservazione del tempo: se l'attivo e' al present perfect (has sent), il passivo deve essere has been sent, non was sent. Va anche ricordato che il complemento con by si omette quasi sempre quando l'agente e' ovvio, ignoto o irrilevante, ed e' anzi questa omissione la ragione principale per cui il passivo viene scelto nei testi d'ufficio.

Il discorso indiretto (reported speech)

Il reported speech e' il modo di riferire le parole di qualcun altro senza citarle testualmente. Quando il verbo introduttivo e' al passato (said, told, asked) e il fatto riferito appartiene ormai al passato, l'inglese sposta indietro di un grado i tempi verbali: e' il fenomeno detto backshift. Il present simple diventa past simple, il present continuous diventa past continuous, il past simple e il present perfect diventano past perfect, will diventa would, can diventa could, must diventa had to. Il past perfect resta invariato, perche' non esiste un grado ulteriore. Il backshift non e' pero' un automatismo assoluto: se il verbo introduttivo e' al presente ("He says the office opens at 8.30") non c'e' alcuno spostamento, e se il fatto riferito e' ancora vero nel momento in cui si riferisce, il tempo originale puo' restare ("She said the deadline is 30 June", se la scadenza non e' ancora passata). I quiz, di regola, propongono il caso classico con said e fatto concluso, dove il backshift si applica per intero: e' su quello che conviene esercitarsi.

Un esempio calato sull'ufficio: la frase diretta "I am checking your position and I will call you tomorrow" riferita diventa "He said that he was checking my position and that he would call me the following day". Si nota che insieme ai tempi cambiano anche i marcatori di tempo e luogo e i pronomi, perche' cambia il punto di osservazione: today diventa that day, tomorrow diventa the next day o the following day, yesterday diventa the day before, now diventa then, here diventa there, this diventa that.

Nelle domande riferite scompare l'inversione tipica dell'interrogativa e non si usa l'ausiliare do: l'ordine torna quello della frase affermativa. "Where is the office?" diventa "He asked where the office was", non "where was the office". "Did you receive the letter?" diventa "She asked whether/if I had received the letter": in assenza di parola interrogativa si introduce con if o whether. Questa perdita dell'inversione e' esattamente cio' che i quiz mettono alla prova. Da ricordare infine la differenza fra say e tell: tell vuole subito il destinatario ("he told me that..."), say no ("he said that...", oppure "he said to me"); "he said me" e' scorretto.

Articoli, preposizioni, pronomi

Gli articoli

L'articolo indeterminativo a/an si usa solo con nomi singolari numerabili e introduce qualcosa di non ancora identificato: a form, an application. La scelta fra a e an dipende dal suono iniziale, non dalla lettera: an hour (h muta), a university (si pronuncia con semiconsonante iniziale). L'articolo determinativo the indica qualcosa gia' noto o unico nel contesto. L'errore piu' comune dell'italofono e' l'uso di the davanti a nomi usati in senso generale: si dice "Taxes are due in June", non "the taxes are due"; si dice "I like bureaucracy", non "the bureaucracy", quando si parla del concetto in astratto. Analogamente non si usa l'articolo davanti ai nomi di lingue (English), ai nomi di pasti (after lunch) e in molte espressioni fisse (at work, at home, in hospital, by car).

Numerabili, non numerabili e quantificatori

Legata agli articoli c'e' la distinzione fra nomi numerabili e non numerabili, che governa la scelta dei quantificatori ed e' un classico dei fill-in-the-gap. Nomi come information, advice, news, money, work, furniture in inglese non si contano: si dice "some information", mai "an information" ne' "informations", e per contarli serve un contenitore ("a piece of advice", due consigli sono "two pieces of advice"). Con i numerabili si usano many e few ("How many forms?", "few applicants"), con i non numerabili much e little ("How much time?", "little money"); a lot of va bene con entrambi ed e' spesso la scelta sicura in frase affermativa. Quanto a some e any, la regola di base che i quiz verificano e' che some compare nelle affermative ("There are some errors in the return") e any nelle negative e nelle domande ("There aren't any errors", "Are there any errors?"), con l'eccezione delle offerte e richieste cortesi, dove some resta ("Would you like some help?").

Le preposizioni di tempo

Il sistema delle preposizioni di tempo e' regolare e va imparato come tale, perche' e' una delle voci piu' frequenti nei fill-in-the-gap. At indica un punto preciso: at 9 o'clock, at noon, at midnight, at the weekend (in inglese britannico). On indica un giorno o una data: on Monday, on 15 June, on Christmas Day. In indica un contenitore temporale piu' ampio: in June, in 2026, in the morning, in the summer. La logica e' quella della progressiva ampiezza: punto, giorno, periodo.

Vanno poi distinte tre coppie insidiose. In riferito al futuro indica il tempo che deve trascorrere prima che qualcosa accada ("The refund will arrive in two weeks" - fra due settimane), mentre within indica il termine entro il quale ("You must reply within thirty days"). By significa "non piu' tardi di" ("Submit the form by 30 June"), mentre until indica il protrarsi di una situazione fino a un momento ("The office is open until 6 p.m."). Infine during introduce un nome ("during the audit"), mentre while introduce una frase con verbo ("while the audit was going on").

Le preposizioni di luogo

Lo stesso schema di ampiezza vale per lo spazio: at per un punto o un indirizzo o un'attivita' ("at the counter", "at the office", "at a meeting"), on per una superficie ("on the desk", "on page 3", "on the second floor"), in per uno spazio chiuso o un'area ("in the drawer", "in Rome", "in the building"). "The document is on the file" e "in the file" non dicono la stessa cosa: il primo lo mette sopra la cartellina, il secondo dentro.

I pronomi

Vanno distinti i pronomi soggetto (I, you, he, she, it, we, they), quelli complemento (me, you, him, her, it, us, them), gli aggettivi possessivi che accompagnano un nome (my, your, his, her, its, our, their) e i pronomi possessivi che stanno da soli (mine, yours, his, hers, ours, theirs). Due punti creano errore sistematico. Il primo e' its contro it's: il primo e' il possessivo ("the Agency and its offices"), il secondo e' la contrazione di "it is". Il secondo e' l'obbligo del soggetto espresso: l'inglese non ammette il soggetto sottinteso come l'italiano, quindi "Is important to reply" e' sbagliato e va "It is important to reply". Fra i relativi, who si riferisce a persone, which a cose, that a entrambi nelle frasi che restringono il significato ("the form that you sent"); whose indica possesso ("the taxpayer whose file we are reviewing").

Comparativi, superlativi e connettivi

Gli aggettivi di una sillaba, e quelli di due che finiscono in -y, formano il comparativo con -er e il superlativo con the -est: fast/faster/the fastest, easy/easier/the easiest. Gli aggettivi piu' lunghi usano more e the most: efficient/more efficient/the most efficient. Alcuni sono irregolari e vanno memorizzati: good/better/the best, bad/worse/the worst, much e many/more/the most, little/less/the least; far ha due serie, further/the furthest (uso generale, anche figurato: "further information") e farther/the farthest (soprattutto per la distanza fisica). Il termine di paragone si introduce con than, mai con that: "This procedure is faster than the previous one". Per dire che due cose sono uguali si usa la struttura as ... as: "The new form is as complex as the old one". Da ricordare la formula del doppio comparativo, frequente nei testi professionali: "The more documents you attach, the faster the procedure will be".

I connettivi sono le parole che legano le proposizioni e ne segnalano il rapporto logico; nei quiz di riformulazione sono decisivi perche' cambiano la costruzione della frase. Le principali famiglie sono queste, e conviene guardarle per cosa reggono piu' che per traduzione.

  • Contrasto: but e however collegano due frasi complete (nella scrittura formale however e' di solito preceduto da punto e virgola o punto e seguito da virgola, anche se puo' comparire pure in posizione mediana o finale fra virgole: e' una convenzione di punteggiatura, non una regola grammaticale); although e even though introducono una frase con soggetto e verbo ("Although the deadline was short, we completed the review"); despite e in spite of introducono invece un nome o una forma in -ing ("Despite the short deadline", "Despite being understaffed"). Scrivere "despite the deadline was short" e' l'errore che il quiz cerca.
  • Causa: because e since reggono una frase ("because the system was down"), mentre because of e due to reggono un nome ("because of a system failure"). Il since causale non va confuso con il since temporale visto a proposito del present perfect: qui significa "poiche'" e non impone alcun tempo verbale.
  • Conseguenza: so e therefore introducono il risultato ("The system was down, so we postponed the meeting"). Attenzione a so nel senso di "cosi'" davanti ad aggettivo, che e' altra cosa: "It was so complicated that we asked for help".
  • Scopo: to, in order to e so as to introducono un verbo alla forma base ("We updated the software in order to speed up the checks"); so that introduce invece una frase completa ("so that taxpayers can file online").
  • Aggiunta: moreover, furthermore, in addition collegano due frasi; in addition to e as well as reggono un nome o una forma in -ing.

Lessico dell'ufficio e dell'ambito fiscale

Il vocabolario richiesto ruota attorno a poche aree ricorrenti, e conviene impararlo dentro le frasi in cui compare, perche' e' li' che il quiz lo verifica: raramente chiede una traduzione secca, molto piu' spesso propone quattro parole simili dentro la stessa frase e chiede quale funziona.

Il perno dell'area fiscale e' la famiglia di tax (imposta): il taxpayer e' il contribuente, la taxation e' la tassazione come sistema, e la tax return e' la dichiarazione dei redditi - il distrattore classico gioca sul fatto che return da solo significa "ritorno", ma "to file a tax return" vuol dire presentare la dichiarazione, non tornare da qualche parte. Il tax code e' il codice fiscale, l'income e' il reddito del singolo, mentre revenue e' il gettito, le entrate dell'ente (da cui "Revenue Agency", Agenzia delle Entrate): in un quiz che chiede "the Agency collects..." la risposta e' revenue, non income. Sul versante di cio' che riduce il carico fiscale l'inglese distingue: la deduction e' la deduzione, cio' che si sottrae; l'allowance e' la franchigia o l'abbattimento dell'imponibile, la quota di reddito su cui l'imposta non si calcola (la personal allowance del sistema britannico); la detrazione d'imposta in senso proprio si rende piuttosto con tax credit o tax relief. Se dopo aver pagato troppo il contribuente riceve indietro dei soldi, quello e' il refund (rimborso: "claim a refund"). Sul versante del controllo, l'assessment e' l'accertamento, cioe' la determinazione di quanto e' dovuto ("a tax assessment notice" e' un avviso di accertamento), mentre l'audit e' la verifica, il controllo sui conti ("the company underwent a tax audit"). Chi non rispetta le regole incorre in una penalty o in una fine (sanzione, multa: "a penalty for late payment", con for). Restano tre termini tecnici che i quiz amano proprio perche' non somigliano a niente in italiano: VAT, sigla di value added tax, e' l'IVA; il withholding (o withholding tax) e' la ritenuta, l'imposta trattenuta alla fonte ("tax withheld at source"); e due significa dovuto o in scadenza ("the payment is due by 30 June" - il pagamento va fatto entro il 30 giugno; "the amount due" e' l'importo dovuto).

Nell'area procedurale e d'ufficio il ciclo tipico di una pratica fornisce da solo il contesto. Tutto comincia con una application (domanda, istanza: "submit an application for a refund") - attenzione al falso amico: non e' l'"applicazione" software, che in inglese e' app o application solo in contesto informatico. La domanda si presenta su un form (modulo), che va compilato - to fill in o to fill out - e poi presentato: to submit e' il verbo generico del presentare, to file quello del depositare formalmente ("file a return", "file an appeal"); il quiz li accetta spesso entrambi, ma boccia "to present a form", calco dall'italiano. Tutto va fatto entro la deadline (termine ultimo, scadenza: "meet the deadline" e' rispettarla, "miss the deadline" mancarla). L'ufficio comunica con il cittadino tramite un notice (avviso, comunicazione formale: "a notice of assessment"), e i documenti che circolano hanno nomi che i quiz mettono volentieri in concorrenza fra loro: lo statement e' una dichiarazione o un estratto conto ("bank statement"), la receipt e' la ricevuta che prova un pagamento gia' fatto, l'invoice e' la fattura che il pagamento lo chiede - confondere receipt e invoice e' il distrattore tipico. Il record e' la registrazione o la documentazione conservata ("keep records for five years"), il file e' il fascicolo ("your file is being reviewed"). Se il cittadino vuole informazioni fa una enquiry (o inquiry); se contesta un provvedimento presenta un appeal (ricorso: "lodge/file an appeal against the assessment"); se rinuncia a un diritto o l'ente lo esonera da un obbligo si parla di waiver ("a waiver of the penalty" e' l'annullamento della sanzione). Chi rispetta gli obblighi e' in compliance (adempimento, conformita': "compliance with tax regulations", sempre con with), e chi ha diritto a una prestazione ha un entitlement ("entitlement to a refund": il quiz gioca sulla preposizione, che e' to). Infine lo staff e' il personale inteso come collettivo: in inglese britannico il verbo si concorda di norma al plurale quando si pensa alle persone ("the staff are attending a course"), ma il singolare resta possibile quando si pensa al gruppo come entita' unica ("the staff is being reorganised"); di sicuro non esiste "a staff" per dire "un dipendente", che e' a member of staff o an employee.

Vanno sorvegliati i falsi amici, cioe' le parole che somigliano a un termine italiano ma significano altro; il quiz li presenta quasi sempre dentro una frase in cui la lettura "all'italiana" produce un senso plausibile ma sbagliato. Actually vuol dire "in realta'" e non "attualmente": "He actually works here" significa "in effetti lavora qui", non "attualmente lavora qui" (che e' "he currently works here"). Eventually vuol dire "alla fine, prima o poi" e non "eventualmente": "The refund eventually arrived" - il rimborso alla fine e' arrivato; l'"eventualmente" italiano si rende con possibly o if necessary. To pretend vuol dire "fingere" e non "pretendere": "He pretended not to know" - ha finto di non sapere; per pretendere si usa to demand o to claim. Argument e' una discussione o un litigio ("they had an argument" - hanno litigato), non un argomento, che e' topic o subject. Sensible vuol dire "assennato, ragionevole" ("a sensible decision" e' una decisione sensata) e non "sensibile", che e' sensitive - e infatti i dati sensibili sono sensitive data, non "sensible data": e' uno dei distrattori piu' usati in ambito amministrativo. Confident vuol dire "fiducioso, sicuro di se'" e non "confidenziale", che e' confidential ("a confidential report"). E library e' la biblioteca: la libreria dove si comprano i libri e' bookshop.

Phrasal verbs e collocazioni

I phrasal verbs sono verbi seguiti da una particella (preposizione o avverbio) il cui significato complessivo non si ricava dai singoli pezzi: e' per questo che vanno imparati dentro una frase, non come etichette. Il quiz tipico da' la frase e chiede la particella giusta, oppure propone quattro phrasal verbs simili per lo stesso contesto. Attorno al modulo ruotano to fill in ("please fill in the form" - compili il modulo; il distrattore e' "fill up", che si usa per il serbatoio, non per i moduli) e to hand in ("hand in your application at the counter" - la consegni allo sportello). Attorno al controllo: to carry out e' svolgere, effettuare ("the Agency carried out an audit" - ha effettuato una verifica; "made an audit" e' il calco che il quiz boccia), to look into e' esaminare, indagare su ("we are looking into your complaint" - stiamo esaminando il suo reclamo), to look up e' cercare un dato in un archivio o elenco ("look up the taxpayer's file in the database"): la particella distingue i due look, ed e' esattamente cio' su cui il quiz gioca. Attorno ai documenti: to draw up e' redigere ("draw up a report"), to set up e' istituire, avviare ("set up a new procedure"), to point out e' far notare ("the auditor pointed out an error"), to follow up e' dare seguito ("we will follow up on your enquiry"). Attorno alle decisioni: to turn down e' respingere ("the application was turned down" - la domanda e' stata respinta), to put off e' rinviare ("the meeting was put off until Friday"), to deal with e' occuparsi di ("this office deals with refunds"), to comply with e' adempiere a, rispettare ("taxpayers must comply with the regulations"). Merita attenzione la coppia to apply for / to apply to: si fa domanda per qualcosa ("apply for a job", "apply for an extension") e ci si rivolge a qualcuno ("apply to the local office"); il quiz propone regolarmente la preposizione invertita.

Le collocazioni sono abbinamenti fissi verbo-nome che l'uso ha consolidato, e il quiz le verifica proponendo accanto al nome giusto il verbo che un italiano sceglierebbe traducendo alla lettera. Si dice to meet a deadline (rispettare una scadenza), non "to respect a deadline": respect in inglese si porta alle persone e ai principi, non alle date. Per "prendere una decisione" l'inglese usa to make a decision, la forma piu' comune e sempre sicura al quiz; esiste anche to take a decision, corretto e diffuso nel registro formale e istituzionale britannico (atti dell'UE, documenti amministrativi), quindi il distrattore da scartare non e' take ma il calco "to do a decision", che non esiste. Per "adottare provvedimenti" si dice to take steps o to take action ("the Agency took action against non-compliant taxpayers"), non "to adopt provisions". Una questione si solleva con to raise an issue ("she raised the issue at the meeting"), non "to lift". Un reclamo si presenta con to file a complaint (o to lodge a complaint), non "to present". Un certificato si rilascia con to issue a certificate ("the office issues tax residence certificates"): "to release a certificate" e' il calco su "rilasciare" che il quiz si aspetta di vederti scegliere. Un documento si allega con to attach ("please attach a copy of your ID"), una proroga si concede con to grant an extension ("the Agency granted a two-week extension"). Infine tre costruzioni con be + aggettivo + preposizione che valgono un punto ciascuna, perche' il quiz chiede proprio la preposizione: to be entitled to (avere diritto a: "you are entitled to a refund"), to be liable for (essere responsabile o tenuto a: "the employer is liable for the withholding"), to be subject to (essere soggetto a: "late payments are subject to a penalty").

La comprensione del testo e le tipologie d'esame

Nella reading comprehension a scelta multipla il testo e' tipicamente una e-mail di servizio, una comunicazione interna, una breve relazione o un articolo di ambito professionale. La strategia efficace non e' tradurre parola per parola, che consuma tempo, ma leggere prima le domande, individuare le parole-chiave e poi cercarle nel testo. Va tenuto presente che le opzioni sbagliate sono costruite in modo riconoscibile: alcune riportano parole presenti nel testo ma in un rapporto logico diverso, altre affermano qualcosa di plausibile ma non scritto, altre ancora sono vere solo in parte, per esempio generalizzando un fatto che il testo limita a un caso ("all applicants" quando il testo dice "applicants who filed after 30 June"). La risposta corretta e' quasi sempre una riformulazione del testo con parole diverse, non una citazione letterale: diffidare dell'opzione che ricalca il testo alla lettera.

Nei fill-in-the-gap conviene identificare prima che tipo di parola manca guardando cio' che sta intorno allo spazio: se segue un aggettivo o un avverbio manca probabilmente un verbo, se precede un nome puo' servire un articolo o una preposizione. Poi si applica il criterio dei segnali: gli avverbi di frequenza, le espressioni di tempo, la presenza di since o for, la presenza di if o di would orientano la scelta del tempo verbale in modo quasi automatico.

Nella riformulazione di frasi, dove si chiede di riscrivere una frase mantenendone il significato, i passaggi richiesti sono quasi sempre gli stessi e tornano su cio' che si e' visto: attivo verso passivo, discorso diretto verso indiretto, due frasi unite da un connettivo che cambia reggenza (although verso despite), un conditional espresso con unless invece che con if not, un modale sostituito da un equivalente (must verso have to). Riconoscere quale trasformazione e' in gioco e' meta' del lavoro: la trasformazione ha una meccanica fissa, e una volta individuata l'esecuzione e' quasi automatica.

Infine, una raccomandazione di metodo. In una prova a tempo non conviene ricostruire la regola da zero ogni volta: conviene aver interiorizzato un piccolo repertorio di segnali - yesterday esclude il present perfect, since temporale lo impone, if non tollera will, despite non tollera una frase con verbo, mustn't non e' don't have to, le domande indirette non si invertono - e usarli per scartare rapidamente le opzioni impossibili. Scartare due distrattori su quattro in tre secondi vale, sul punteggio finale, quanto sapere la risposta.

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