Perimetro della materia
Per l'Istruttore tecnico geometra la materia riguarda le regole di tutela ambientale e paesaggistica che condizionano l'attività edilizia e il governo del territorio. Gli assi portanti sono il d.lgs. 152/2006 (valutazioni ambientali, rifiuti, acque, bonifiche) e il d.lgs. 42/2004 (autorizzazione paesaggistica), con la L. 394/1991 sulle aree protette. Restano fuori titolo edilizio, abusi (d.P.R. 380/2001) e pianificazione urbanistica: rilevano solo perché gli atti di assenso ambientali ne sono presupposto.
Valutazioni ambientali
La Valutazione ambientale strategica (VAS, artt. 11-18 d.lgs. 152/2006) riguarda piani e programmi: l'autorità procedente elabora o approva il piano, l'autorità competente esprime il parere motivato, e sono soggetti distinti. La verifica di assoggettabilità (art. 19) accerta soltanto se un progetto debba essere sottoposto a Valutazione di impatto ambientale (VIA, artt. 19-29), che si conclude con un provvedimento espresso su istanza del proponente, titolare del progetto e non autorità. L'Autorizzazione integrata ambientale (AIA) riunisce in un unico titolo le autorizzazioni per gli impianti dell'Allegato VIII; la valutazione di incidenza (art. 5 d.P.R. 357/1997) riguarda i siti della rete Natura 2000.
| Procedura | Oggetto | Atto finale | Effetti |
|---|---|---|---|
| VAS | Piani e programmi | Parere motivato | Condiziona l'approvazione del piano |
| Verifica di assoggettabilità | Progetti dell'Allegato IV | Provvedimento di verifica | Assoggetta o esclude dalla VIA |
| VIA | Progetti degli Allegati II e III | Provvedimento di VIA | Presupposto del titolo abilitativo |
Rifiuti
La Parte IV del d.lgs. 152/2006 disciplina la gestione dei rifiuti. L'art. 183 definisce rifiuto la sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi, abbia intenzione o obbligo di disfarsi. L'art. 179 fissa la gerarchia vincolante: prevenzione, preparazione per il riutilizzo, riciclaggio, recupero di altro tipo, smaltimento come ultima opzione. L'art. 184 classifica i rifiuti per origine, in urbani e speciali, e per pericolosità, secondo i codici EER.
- Il sottoprodotto (art. 184-bis) non è mai rifiuto; la cessazione della qualifica di rifiuto (art. 184-ter) presuppone invece un rifiuto avviato a recupero.
- I registri di carico e scarico (art. 190) obbligano i soggetti indicati dalla legge, con comunicazione annuale tramite MUD.
- Le competenze spettano a Stato (art. 195), Regioni (art. 196), Province (art. 197) e Comuni (art. 198), cui è affidata la gestione dei rifiuti urbani.
- L'art. 192 vieta abbandono e deposito incontrollato: il sindaco ordina rimozione e ripristino, in solido con il proprietario solo per dolo o colpa.
Acque e difesa del suolo
La Parte III del d.lgs. 152/2006 disciplina la difesa del suolo e la tutela delle acque. L'unità di riferimento è il bacino idrografico, aggregato nei distretti, ciascuno affidato a un'Autorità di bacino distrettuale. Il piano di bacino (artt. 65-69) è strumento conoscitivo, normativo e tecnico-operativo: è immediatamente vincolante per amministrazioni e privati, prevale sui piani territoriali e urbanistici ed è attuato con programmi triennali di intervento. Il servizio idrico integrato (art. 147) comprende captazione, adduzione, distribuzione, fognatura e depurazione, ed è organizzato per ambiti territoriali ottimali. Ogni scarico va preventivamente autorizzato nel rispetto dei valori limite di emissione.
Bonifica dei siti contaminati
Il Titolo V della Parte IV (artt. 239-253 d.lgs. 152/2006) disciplina la bonifica. Il superamento delle concentrazioni soglia di contaminazione (CSC) rende il sito solo potenzialmente contaminato e impone la caratterizzazione con analisi di rischio sito-specifica; il sito è contaminato solo se superate anche le concentrazioni soglia di rischio (CSR).
- Al verificarsi di un evento potenzialmente contaminante il responsabile attua misure di prevenzione e messa in sicurezza d'emergenza e ne dà comunicazione (art. 242).
- Se il responsabile non è individuabile o non provvede, il Comune ordina gli interventi (art. 244).
- Il proprietario non responsabile (art. 245) è tenuto alle sole misure di prevenzione e può bonificare volontariamente.
- Gli interventi d'ufficio sono assistiti da onere reale e privilegio speciale immobiliare; le spese si recuperano nei limiti del valore di mercato del sito bonificato (art. 253).
- In caso di inerzia provvede in via sostitutiva il Comune e, se questo non agisce, la Regione (art. 250).
Paesaggio e aree protette
Nel d.lgs. 42/2004 l'art. 136 individua gli immobili e le aree di notevole interesse pubblico dichiarati con apposito provvedimento, l'art. 142 elenca le aree tutelate per legge, tra cui le fasce di 150 metri dai corsi d'acqua, i territori costieri e i boschi. Per gli interventi che modificano lo stato dei luoghi serve l'autorizzazione paesaggistica (art. 146), rilasciata dalla Regione o dall'ente delegato, di regola il Comune, previo parere della Soprintendenza: è vincolante finché il piano paesaggistico non è approvato e adeguato, ma decorsi i termini l'amministrazione procedente può comunque provvedere. L'autorizzazione è atto autonomo e presupposto rispetto al titolo edilizio e non è rilasciabile in sanatoria, salvo i casi tassativi dell'art. 167. Il d.P.R. 31/2017 individua gli interventi esclusi e quelli di lieve entità ammessi al procedimento semplificato. Il piano paesaggistico prevale sugli strumenti urbanistici. Nelle aree protette della L. 394/1991 occorre il nulla osta dell'ente parco (art. 13).
Collegamenti con le altre materie
- Diritto urbanistico: gli assensi ambientali e paesaggistici sono presupposto del titolo edilizio e confluiscono nel procedimento dell'art. 20 d.P.R. 380/2001.
- Contratti pubblici: il d.lgs. 36/2023 impone i criteri ambientali minimi (CAM) negli appalti.
- Diritto amministrativo: la L. 241/1990 regola la conferenza di servizi; il silenzio-assenso tra amministrazioni (art. 17-bis) non opera per gli atti ambientali e paesaggistici.
- Enti locali: il TUEL d.lgs. 267/2000 distingue le ordinanze del sindaco (art. 50) dagli atti gestionali dei dirigenti (art. 107).
- BIM: la gestione informativa digitale supporta la verifica dei vincoli e la tracciabilità dei materiali.
Errori tipici e trappole d'esame
- Confondere CSC e CSR: le prime sono soglie generali di legge, le seconde valori sito-specifici da analisi di rischio; è il superamento delle CSR a rendere il sito contaminato.
- Ritenere il parere della Soprintendenza (art. 146) sempre vincolante: lo è finché il piano paesaggistico non è approvato e adeguato, ma decorsi i termini l'amministrazione può provvedere.
- Attribuire l'obbligo di bonifica al proprietario incolpevole: grava sul responsabile, mentre il proprietario risponde nei limiti del valore del sito bonificato (art. 253).
- Confondere autorità procedente e autorità competente nella VAS: la prima elabora o approva il piano, la seconda esprime il parere motivato.
- Credere l'autorizzazione paesaggistica sanabile a lavori eseguiti: ammessa solo nei casi tassativi dell'art. 167.
- Scambiare sottoprodotto (art. 184-bis, mai rifiuto) e cessazione della qualifica di rifiuto (art. 184-ter, rifiuto avviato a recupero).
- Confondere verifica di assoggettabilità e VIA: la prima decide solo se la seconda occorra, non autorizza nulla.
- Trattare l'autorizzazione paesaggistica come effetto del permesso di costruire: è atto autonomo e presupposto, deve precederlo.
Checklist di ripasso
- Distinguere rifiuto, sottoprodotto e cessazione della qualifica di rifiuto.
- Ripetere la gerarchia dell'art. 179 e le competenze di Stato, Regioni, Province e Comuni.
- Collocare VAS, verifica di assoggettabilità, VIA, AIA e valutazione di incidenza.
- Distinguere autorità procedente e competente.
- Ricostruire la sequenza CSC, analisi di rischio, CSR e la procedura dell'art. 242.
- Chiarire chi è obbligato alla bonifica e in quali limiti risponde il proprietario incolpevole.
- Ripassare artt. 136, 142 e 146 del d.lgs. 42/2004 e le esclusioni del d.P.R. 31/2017.
- Ricordare il nulla osta dell'ente parco e la prevalenza del piano paesaggistico.
- Verificare quando il parere della Soprintendenza è vincolante.
- Rivedere l'art. 192 e l'ordinanza sindacale di rimozione.