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Riassunto · Istruttori Tecnici Geometri – ASMEL

Diritto penale — scheda di studio

Contenuto a fini di studio e autovalutazione, generato con il supporto dell'AI e revisionato dalla Redazione. Può contenere imprecisioni. Le informazioni hanno carattere divulgativo e non sostituiscono la normativa vigente né gli atti ufficiali cui occorre sempre fare riferimento.

Indice della dispensa10 sezioni · ~12 min di lettura

Perimetro della materia

La materia si concentra su aspetti specifici, cruciali per il ruolo.

  • Domande vertono su delitti contro la Pubblica Amministrazione (Titolo II, Libro II c.p.), qualifiche soggettive (artt. 357-359 c.p.), e nozioni generali di reato (artt. 42-43 c.p.).
  • Rilevante per Istruttore Tecnico Geometra (P.U./Incaricato P.S.): rilascia permessi, gestisce SCIA/opere pubbliche, pratiche edilizie/ambientali; rischio peculato, corruzione, rifiuto atti d'ufficio, falsità, reati edilizi/ambientali.
  • Escluse: parte speciale non PA, procedura penale, esecuzione della pena.

Nozioni generali di reato

  • Oggettivo (condotta, evento, nesso causale) e soggettivo.
  • Artt. 42-43 c.p.: Resp. per dolo (preveduto e voluto), colpa (negligenza/imprudenza/imperizia/inosservanza norme) o preterintenzione.
  • Reati: di mera condotta vs. di evento; propri (con qualifica) vs. comuni.
  • Soggetto attivo; Soggetto passivo: titolare bene giuridico offeso (es. PA nei delitti contro la PA), ≠ danneggiato.
  • Delitti e contravvenzioni; Consumazione e Tentativo (Art. 56 c.p.).
  • Pene accessorie: interdizione pubblici uffici (Artt. 28-29 c.p.), perpetua/temporanea, estinzione rapporto impiego pubblico.

Le qualifiche soggettive: artt. 357, 358 e 359 c.p.

  • Art. 357 c.p. PU: Funzione legislativa, giudiziaria, amministrativa (con poteri autoritativi/certificativi).
  • Art. 358 c.p. IPS: Attività pubblica senza poteri autoritativi/certificativi (no mansioni d'ordine/materiali).
  • Art. 359 c.p. SPN: Privati con abilitazione statale (professionisti) o servizio di pubblica necessità.
  • Criterio funzionale: Conta l'attività svolta, non l'inquadramento. Anche privato può essere PU.
  • Esempi (Geometra Ente Locale): PU (permessi/ispezioni edilizie); IPS (progetti interni senza poteri); SPN (perizie/certificazioni obbligatorie).

I delitti dei pubblici ufficiali contro la Pubblica Amministrazione

ArticoloFattispecieSoggettoTratto distintivo
art. 314PeculatoPU o IPSAppropriazione per ragione d'ufficio
art. 314 co. 2Peculato d'usoPU o IPSUso momentaneo con restituzione
art. 316Peculato per errore altruiPU o IPSSfrutta un errore già in atto
art. 316-bisMalversazione di erogazioniChiunqueFondi legittimi, poi sviati
art. 316-terIndebita percezioneChiunqueFalsità od omissioni, senza raggiri
art. 317ConcussionePU o IPSCostrizione: il privato non è punibile
art. 318Corruzione per la funzionePUImpropria: atto conforme ai doveri
art. 319Corruzione per atto contrarioPUPropria: atto contrario ai doveri
art. 319-terCorruzione in atti giudiziariPUFavorisce o danneggia una parte
art. 319-quaterInduzione indebitaPU o IPSInduzione: punito anche il privato
art. 322Istigazione alla corruzionePU o privatoOfferta o promessa non accolta
art. 326Rivelazione di segretiPU o IPSViolazione del segreto d'ufficio
art. 328Rifiuto di atti e omissionePU o IPSCo. 1 rifiuto; co. 2 omissione
  • Abuso d'ufficio (art. 323): abrogato dalla legge 9 agosto 2024 n. 114, ma ancora presente nelle banche dati.

I delitti dei privati contro la Pubblica Amministrazione

  • art. 336 Violenza/minaccia a P.U. per atto contrario o omissione.
  • art. 337 Resistenza a P.U.: opposizione con violenza o minaccia.
  • art. 341-bis Oltraggio a P.U.: in luogo pubblico, più persone; estinzione con risarcimento.
  • art. 347 Usurpazione funzioni pubbliche: esercizio senza investitura.
  • art. 353 Turbata libertà incanti: mezzi fraudolenti nelle gare.
  • art. 353-bis Turbata libertà procedimento scelta contraente: condotta su bando o atto equivalente.
  • artt. 355 e 356 Inadempimento/frode contratti/forniture pubbliche.
  • Collegamento con il D.Lgs. 36/2023 (Codice contratti pubblici).

Falsità in atti e responsabilità del tecnico

  • Falsità: materiale (contraffazione/alterazione documento); ideologica (genuino, contenuto falso).
  • Artt. 476-479 c.p.: Falsità materiale/ideologica P.U. in atti pubblici.
  • Art. 480 c.p.: Falsità ideologica P.U. in certificati o autorizzazioni amministrative.
  • Art. 483 c.p.: Falsità ideologica privato in atto pubblico; assorbito da Art. 316-ter c.p. se per indebita erogazione (giur.).
  • Art. 481 c.p.: Falsità ideologica in certificati da esercenti servizio pubblico (es. professionista che assevera il falso).
  • Art. 20 co. 13 d.P.R. 380/2001: Dichiarazioni progettista abilitato non veritiere: rilevanza penale e segnalazione Ordine.
  • Responsabilità penale istruttore tecnico: attestazioni non veritiere su conformità urbanistica o agibilità.

Collegamenti con le altre materie del concorso

  • Urbanistica ed edilizia: d.P.R. 380/2001 art. 44 sanzioni penali, art. 29 responsabilità di titolare, direttore dei lavori e costruttore, artt. 64-76 opere in cemento armato, artt. 93-95 zone sismiche.
  • Diritto ambientale: d.lgs 152/2006 art. 137 scarichi, art. 256 rifiuti non autorizzati, art. 257 omessa bonifica; ecoreati del Titolo VI-bis c.p., artt. 452-bis e 452-quater.
  • Contratti pubblici: d.lgs 36/2023 artt. 2 e 16, collegati agli artt. 353 e 353-bis c.p.
  • Trasparenza e anticorruzione: legge 190/2012, PTPCT nel PIAO, whistleblowing d.lgs 24/2023, d.lgs 39/2013.
  • Pubblico impiego: d.lgs 165/2001 e codice di comportamento d.P.R. 62/2013.
  • Accesso civico e dati: d.lgs 33/2013 e d.lgs 196/2003 art. 167, in rapporto con l'art. 326 c.p.
  • Diritto amministrativo: legge 241/1990 e art. 6-bis conflitto di interessi; l'illegittimità del provvedimento non equivale a reato.
  • Contabilità TUEL e pubblica: d.lgs 267/2000 e d.lgs 118/2011; il danno erariale spetta alla Corte dei conti ed è distinto dal peculato.
  • Diritto costituzionale: art. 97 Cost. imparzialità e buon andamento, artt. 27 e 28 Cost. responsabilità personale e dei funzionari.

Errori tipici e trappole d'esame

  • Concussione (317) e induzione indebita (319-quater) - nella prima il privato è vittima non punibile, nella seconda è punito.
  • Peculato (314) e appropriazione indebita (646) - il peculato è reato proprio e presuppone il possesso per ragione d'ufficio.
  • Art. 316-ter e truffa aggravata (640-bis) - nel primo mancano artifici e raggiri.
  • Art. 328 comma 1 e comma 2 - diffida e termine di trenta giorni valgono solo per l'omissione del comma 2.
  • Malversazione (316-bis) - rileva la destinazione successiva dei fondi, non il momento della percezione.
  • Abuso d'ufficio (323) - abrogato dalla legge 9 agosto 2024 n. 114, ma ancora chiesto sulla formulazione previgente.
  • Soggetto passivo del reato e persona danneggiata - il soggetto passivo è il titolare del bene giuridico offeso.
  • Qualifica di pubblico ufficiale - dipende dalla funzione concretamente svolta, non dall'inquadramento contrattuale.
  • Responsabilità penale ed erariale - sono autonome e possono concorrere per lo stesso fatto.

Checklist di ripasso

  • 357-359 c.p.: pubblico ufficiale, incaricato di pubblico servizio, servizio di pubblica necessità?
  • Concussione (317) vs Induzione (319-quater) c.p.?
  • Corruzione propria (319) vs impropria (318) c.p.?
  • Peculato (314) e d'uso c.p.?
  • Artt. 316-bis e 316-ter c.p.?
  • Rivelazione segreti (326) c.p.?
  • Rifiuto atti (328) c.p.?
  • Art. 323 c.p.: abrogato nel 2024?
  • Delitti privati: 336, 337, 353, 353-bis c.p.?
  • Falsità in atti: 476, 479, 481, 483 c.p.?
  • Reati edilizi (DPR 380/2001) e ambientali (D.Lgs 152/2006)?
  • Responsabilità: penale, disciplinare, erariale?

I reati contro la pubblica amministrazione

Il sistema dei delitti contro la pubblica amministrazione è disciplinato nel libro secondo del codice penale. Per comprendere l'ambito soggettivo di applicazione di tali reati, è fondamentale richiamare le definizioni fornite dagli artt. 357, 358 e 359 del codice penale. L'art. 357 del codice penale stabilisce che sono pubblici ufficiali coloro i quali esercitano una pubblica funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa, specificando che la funzione amministrativa è pubblica quando è disciplinata da norme di diritto pubblico e da atti autoritativi, e si caratterizza per la formazione e la manifestazione della volontà della pubblica amministrazione o per il suo svolgersi mediante poteri autoritativi o certificativi. L'art. 358 del codice penale definisce gli incaricati di un pubblico servizio come coloro i quali, a qualunque titolo, prestano un pubblico servizio, inteso come un'attività disciplinata nelle stesse forme della pubblica funzione ma priva dei poteri tipici di quest'ultima, con esclusione delle semplici mansioni di ordine e dell'opera meramente materiale. Infine, l'art. 359 del codice penale individua le persone esercenti un servizio di pubblica necessità.

Tra i delitti contro la pubblica amministrazione commessi dai pubblici ufficiali o dagli incaricati di un pubblico servizio, l'art. 314 del codice penale punisce il reato di peculato. La norma stabilisce che il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio, il quale avendo per ragione del suo ufficio o servizio il possesso o comunque la disponibilità di denaro o di altra cosa mobile altrui, se ne appropria, è punito con la reclusione da quattro anni a dieci anni e sei mesi. Il secondo comma dell'art. 314 del codice penale prevede una circostanza attenuante con la pena della reclusione da sei mesi a tre anni se il colpevole ha agito al solo scopo di fare uso momentaneo della cosa e questa, dopo l'uso, è stata immediatamente restituita. Ulteriori aggravanti collegate a misure di prevenzione sono previste dall'art. 71 del d.lgs. 159/2011.

L'art. 317 del codice penale disciplina il delitto di concussione, sanzionando il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, costringe taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o a un terzo, denaro o altra utilità, con la reclusione da sei a dodici anni. Nell'ambito dei delitti corruttivi, l'art. 318 del codice penale punisce la corruzione per l'esercizio della funzione, stabilendo che il pubblico ufficiale il quale, per l'esercizio delle sue funzioni o dei suoi poteri, indebitamente riceve, per sé o per un terzo, denaro o altra utilità o ne accetta la promessa, è punito con la reclusione da tre a otto anni. La diversa ipotesi della corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio è prevista dall'art. 319 del codice penale, il quale punisce con la reclusione da sei a dieci anni il pubblico ufficiale che riceve denaro o altra utilità per omettere, ritardare o aver omesso o ritardato un atto del suo ufficio, ovvero per compiere un atto contrario ai doveri d'ufficio. L'art. 322 del codice penale disciplina invece l'istigazione alla corruzione, sanzionando sia le offerte o promesse non accettate rivolte al pubblico ufficiale, sia la condotta del pubblico ufficiale che sollecita una promessa o dazione.

Il codice penale tutela altresì la segretezza e il corretto adempimento dei doveri d'ufficio attraverso specifiche fattispecie criminose. L'art. 325 del codice penale punisce l'utilizzazione d'invenzioni o scoperte conosciute per ragione di ufficio. L'art. 326 del codice penale disciplina la rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio, punendo il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio che, violando i doveri inerenti alle funzioni o abusando della sua qualità, rivela notizie di ufficio che debbano rimanere segrete o ne agevola la conoscenza, anche per colpa, ovvero se ne avvale illegittimamente per procurare a sé o ad altri un indebito profitto patrimoniale. Per quanto concerne il rifiuto o l'omissione di atti, l'art. 328 del codice penale sanziona il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio che indebitamente rifiuta un atto del suo ufficio che, per ragioni di giustizia, sicurezza pubblica, ordine pubblico o igiene e sanità, deve essere compiuto senza ritardo, oppure che non compie l'atto entro trenta giorni dalla richiesta scritta di chi vi abbia interesse senza rispondere per esporre le ragioni del ritardo.

La tutela dell'attività della pubblica amministrazione si estende anche alla protezione di chi la rappresenta e alla regolarità delle procedure di gara. L'art. 337 del codice penale punisce il reato di resistenza a un pubblico ufficiale, applicabile a chiunque usa violenza o minaccia per opporsi a un pubblico ufficiale o a un incaricato di un pubblico servizio mentre compie un atto di ufficio o di servizio, con un aumento di pena se la violenza o minaccia è posta in essere contro un ufficiale o agente di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza. Nel settore dei contratti pubblici, l'art. 353 del codice penale punisce la turbata libertà degli incanti, sanzionando chiunque, con violenza, minaccia, doni, promesse, collusioni o altri mezzi fraudolenti, impedisce o turba la gara nei pubblici incanti o nelle licitazioni private per conto di pubbliche amministrazioni, ovvero ne allontana gli offerenti. È opportuno ricordare, infine, che l'art. 323 del codice penale in materia di abuso d'ufficio è stato espressamente abrogato dalla legge 114/2024.

Le qualifiche soggettive

La qualifica di pubblico ufficiale (art. 357 del codice penale) richiede l'esercizio di una funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa disciplinata da norme di diritto pubblico e atti autoritativi. L'incaricato di pubblico servizio (art. 358 del codice penale) svolge un'attività priva di poteri autoritativi o certificativi e senza mansioni puramente d'ordine o materiali.

La condotta materiale nei delitti contro il patrimonio e la PA

Nel peculato (art. 314 del codice penale) il soggetto ha già il possesso o la disponibilità della cosa per ragioni d'ufficio e se ne appropria. Nella concussione (art. 317 del codice penale) il pubblico ufficiale costringe taluno mediante abuso della qualità o dei poteri. Nella corruzione (artt. 318 e 319 del codice penale) vi è un accordo illecito e una ricezione o accettazione indebita.

Il sistema delle pene e delle abrogazioni

Le pene variano significativamente a seconda del titolo di reato, come la reclusione da quattro anni a dieci anni e sei mesi per il peculato (art. 314 del codice penale) o la reclusione da sei a dodici anni per la concussione (art. 317 del codice penale). Si evidenzia l'avvenuta abrogazione dell'art. 323 del codice penale sull'abuso d'ufficio a opera della legge 114/2024.

Come cadono nei quiz

  • Confusione tra peculato e appropriazione indebita comune: nei quiz si tende ad attribuire il peculato a soggetti privati o a chi non ha il possesso per ragioni d'ufficio, dimenticando che l'art. 314 del codice penale richiede la qualifica di pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio e il possesso per ragione dell'ufficio o servizio.
  • Scambio tra concussione e corruzione: si attribuisce la concussione a ipotesi di accordo paritario o dazione spontanea, mentre l'art. 317 del codice penale richiede la costrizione mediante abuso della qualità o dei poteri.
  • Soggetti attivi del reato di corruzione: si tende a ritenere punibile solo il pubblico ufficiale, ignorando che l'art. 322 del codice penale sanziona anche le condotte del privato che offre o promette denaro o altra utilità non dovuti (istigazione alla corruzione).
  • Termine per il rifiuto o l'omissione di atti d'ufficio: nei quiz sull'art. 328, secondo comma, del codice penale vengono spesso alterati i giorni previsti (trenta giorni dalla richiesta scritta) o la forma della richiesta (che deve essere scritta).
  • Vigenza dell'abuso d'ufficio: si propongono ancora quiz basati sul testo dell'art. 323 del codice penale, senza considerare che la norma è stata espressamente abrogata dalla legge 114/2024.
  • Distinzione tra funzioni: si confonde la funzione amministrativa pubblica (art. 357 del codice penale) con il pubblico servizio (art. 358 del codice penale), attribuendo poteri autoritativi o certificativi a chi svolge un semplice servizio privo di tali prerogative.
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