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Consiglio di studio · Quiz Concorso INPS 1695 Funzionari PECS

Scenari situazionali — Sezione B (SJT)

di Redazione TiConsiglio

Contenuto generato con AI e revisionato dalla redazione. Può contenere imprecisioni: ha finalità di studio e autovalutazione, non sostituisce i materiali ufficiali del concorso.

Dodici casi operativi nel formato della Sezione B della prova INPS: la descrizione di una situazione e la scelta del corso d'azione più adeguato tra quattro alternative. Per ciascuno scenario trovi indicata la scelta migliore, quella peggiore e il ragionamento. In fondo, il metodo per affrontarli.

Cosa valuta: giudizio, priorità, problem solving, relazioni.   Soglia Sezione B: 21/30, autonoma.

Perché contano. La Sezione B ha una soglia propria (21/30): un ottimo punteggio nella Sezione A non compensa una Sezione B insufficiente. E, a differenza delle materie, gli scenari non si "studiano a memoria" — si allena il modo di ragionare. Questo banco serve proprio a quello.

Scenario 01 — Gestione imprevisti

Sei responsabile di un piccolo team che gestisce l'istruttoria delle domande di prestazione. A metà mattina un aggiornamento del gestionale blocca l'invio delle pratiche: la coda cresce e allo sportello si accumulano utenti. Un collega propone di lavorare le pratiche a mano su carta per non fermarsi. Cosa fai per primo?

Migliore: B. Attiva chi può risolvere il guasto, governa l'impatto sull'utenza con trasparenza e introduce un criterio di priorità sulle scadenze. Agisce sul problema e sulle sue conseguenze senza creare nuovi rischi.
Peggiore: A. Il ripiego cartaceo generalizzato moltiplica errori e disallineamenti da reinserire, e non risolve il guasto: sposta il problema più avanti aggravandolo. C ignora il problema; D è tardiva mentre la coda cresce.

Scenario 02 — Relazione con l'utenza

Un utente anziano, visibilmente in difficoltà, ti chiede allo sportello un chiarimento su una pratica che però è di competenza di un altro ufficio, in un'altra sede. È quasi l'orario di chiusura. Come ti comporti?

Migliore: B. Coniuga orientamento all'utente e correttezza istituzionale: non invade competenze altrui (come D) ma non si limita a scaricare l'utente (come A e C). Farsi carico dell'indirizzamento è il livello di servizio atteso.
Peggiore: C. Usa l'orario come scusa per non aiutare una persona fragile: segnale relazionale opposto a quello che la PA deve dare. D è ben intenzionata ma espone a errori e responsabilità.

Scenario 03 — Priorità e scadenze

Il tuo responsabile ti affida due compiti con la stessa scadenza, domani: un report richiesto dalla direzione e la chiusura di un lotto di pratiche con termine di legge in scadenza. Non riesci a completarli entrambi da solo entro i tempi. Qual è l'approccio migliore?

Migliore: C. Rende visibile il conflitto prima che produca un danno, propone un criterio corretto (il termine di legge non è rinviabile, il report interno sì) e cerca una soluzione condivisa. La riallocazione spetta a chi ha la visione d'insieme.
Peggiore: B. Il silenzio trasforma un problema gestibile in un doppio fallimento a scadenza scaduta. D coglie la priorità giusta ma decide da solo e informa tardi.

Scenario 04 — Integrità e conflitto d'interessi

Stai istruendo una pratica e ti accorgi che il richiedente è un tuo parente stretto. La pratica sembra regolare e sei sotto pressione per i tempi. Cosa fai?

Migliore: A. L'obbligo di astensione in caso di conflitto d'interessi (anche solo potenziale) è previsto dalla normativa anticorruzione e dal codice di comportamento: si segnala e ci si astiene, a prescindere dalla regolarità sostanziale.
Peggiore: C. Accelerare per nascondere il legame è esattamente la condotta che le regole vogliono impedire. D è un'astensione solo apparente: chi istruisce resta in conflitto. B ignora che il conflitto va gestito comunque.

Scenario 05 — Riservatezza dei dati

Un collega di un altro ufficio ti chiede via chat di dargli i dati anagrafici e reddituali di un utente, dicendo che gli servono "per una verifica veloce" ma senza spiegare in base a quale pratica. Come rispondi?

Migliore: B. I dati personali si trattano solo per finalità legittime e da chi è autorizzato (principio di minimizzazione e liceità del trattamento). Verificare la finalità prima di condividere è l'unico comportamento corretto.
Peggiore: D. Condividere l'intero fascicolo senza verifica è la violazione più grave. A e C condividono comunque dati senza accertare la legittimità: sbagliate, anche la versione "ridotta".

Scenario 06 — Errore proprio

Ti accorgi che una settimana fa hai liquidato una prestazione applicando un parametro sbagliato, con un importo erogato superiore al dovuto. Nessuno se n'è ancora accorto. Cosa fai?

Migliore: A. Trasparenza e tempestività limitano il danno (il recupero è più semplice prima) e sono ciò che l'amministrazione si aspetta. Ammettere un errore proprio è indice di affidabilità, non di debolezza.
Peggiore: B. Occultare un errore con danno erariale è la scelta peggiore sul piano della responsabilità. C sistema il futuro ma ignora il danno già prodotto; D è attesa passiva che fa crescere il danno.

Scenario 07 — Lavoro di squadra

In un progetto interno, un collega del tuo gruppo è chiaramente in ritardo sulla sua parte e questo rischia di far slittare l'intera consegna. Non è tuo subordinato. Come agisci?

Migliore: B. Affronta prima la questione alla fonte, con rispetto e spirito collaborativo, e tiene aperta l'escalation se serve. È l'equilibrio tra farsi carico del risultato comune e non scavalcare né sostituirsi.
Peggiore: D. L'indifferenza mette a rischio l'obiettivo condiviso. A salta il confronto diretto; C nasconde il problema e crea dipendenza, impedendo che emerga e si risolva davvero.

Scenario 08 — Utente aggressivo

Un utente allo sportello alza la voce e ti accusa di aver bloccato apposta la sua pratica, disturbando gli altri presenti. Tu sai che la pratica è ferma per un documento mancante che spetta a lui. Come gestisci?

Migliore: A. De-escalation più informazione utile: gestire l'emotività senza rinunciare alla correttezza sostanziale. Trasforma un conflitto in una soluzione operativa.
Peggiore: C. Promettere una scorciatoia illegittima per placare l'utente crea un problema più grande (e un precedente). B ha ragione nel merito ma nel modo peggiora lo scontro; D è sproporzionata come prima mossa.

Scenario 09 — Iniziativa e miglioramento

Noti che una fase dell'istruttoria richiede un controllo manuale ripetitivo che genera spesso errori e rallentamenti. Hai un'idea per semplificarla. Cosa fai?

Migliore: B. Il miglioramento continuo è un valore, ma passa da una proposta argomentata a chi ha la responsabilità della procedura, non da un cambiamento unilaterale. Dati alla mano rende la proposta credibile.
Peggiore: D. Lamentarsi senza proporre a chi decide alimenta malumore senza risolvere nulla. A introduce difformità non autorizzate e rischi; C rinuncia a un contributo utile.

Scenario 10 — Istruzione ambigua

Il responsabile ti chiede via mail di "chiudere in fretta le pratiche arretrate". Tra queste ce ne sono alcune con documentazione incompleta che, a rigore, non potresti approvare. Come procedi?

Migliore: B. Un'istruzione ambigua o potenzialmente illegittima va chiarita, non eseguita alla lettera né ignorata. Segnalare il vincolo di legge e proporre una via d'uscita protegge te, il responsabile e l'ente.
Peggiore: A. "Fare in fretta" non autorizza ad approvare pratiche irregolari: la responsabilità dell'atto resta tua. C risolve a metà ma lascia scoperte le pratiche critiche senza confronto; D è una reazione sproporzionata.

Scenario 11 — Carico e stress

Da settimane il tuo carico di lavoro è insostenibile per un picco di domande e un collega assente. Inizi ad accumulare ritardi e stanchezza. Qual è l'approccio più maturo?

Migliore: B. Rendere visibile un sovraccarico strutturale, con dati e proposte, è responsabile e permette a chi gestisce le risorse di intervenire. Non è un segno di debolezza ma di lucidità organizzativa.
Peggiore: C. Sacrificare i controlli di qualità per la velocità trasferisce il problema sugli utenti e sull'ente, con rischi ben peggiori del ritardo. A si logora senza risolvere; D è passivo-aggressivo e poco trasparente.

Scenario 12 — Pressione impropria

Un conoscente ti scrive in privato chiedendoti di "dare un'occhiata" alla sua domanda per farla passare prima delle altre, dato che vi conoscete. Come rispondi?

Migliore: A. Imparzialità e parità di trattamento sono principi costituzionali dell'azione amministrativa (art. 97 Cost.). Rifiutare con chiarezza e cortesia, indicando i canali corretti, è la risposta giusta.
Peggiore: C. Anche un "piccolo favore" è una violazione dell'imparzialità e un potenziale illecito. B apre a un'aspettativa impropria; D evita lo scontro ma non chiarisce il limite, lasciando ambiguità.

Il metodo — come ragionare su uno scenario SJT

  1. Agisci sulla causa, non solo sul sintomo. La risposta migliore affronta il problema alla radice e ne governa gli effetti, invece di tamponare.
  2. Comunica presto e alla persona giusta. Segnalare un problema in tempo a chi può decidere batte quasi sempre il "risolvo da solo in silenzio".
  3. Rispetta ruoli e competenze. Farsi carico dell'utente o del risultato non significa scavalcare colleghi, procedure o competenze altrui.
  4. Distingui l'urgente dal prioritario. Un termine di legge viene prima di una richiesta interna rinviabile: le priorità hanno una gerarchia.
  5. La regola prima della scorciatoia. Imparzialità, riservatezza dei dati, astensione in conflitto d'interessi e integrità non si barattano con la velocità o con un favore.
  6. La trasparenza protegge. Ammettere un errore proprio e renderlo visibile subito limita il danno ed è ciò che l'amministrazione si aspetta.
Le risposte-trappola ricorrenti. Riconoscerne lo schema vale più che memorizzare i casi. Sono quasi sempre: quella troppo passiva ("aspetto", "non è compito mio"); quella che scarica la responsabilità sull'utente o sul collega; quella iper-attiva che scavalca ruoli o regole per "risolvere in fretta"; e quella che baratta una scorciatoia illegittima con la tranquillità immediata.
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