1. Perimetro della materia e cosa aspettarsi in banca dati
Il concorso per Assistente Informatico INPS richiede una conoscenza operativa dell’IA nella Pubblica Amministrazione. Nei quiz compaiono domande a risposta chiusa su definizioni, classificazioni, obblighi normativi e casi d’uso tipici (assistenti virtuali, analisi predittiva di frodi, gestione documentale). È necessario collegare teoria del machine learning a scenari pratici e individuare le responsabilità previste da AI Act e GDPR per il trattamento di dati personali.
- Tipi di apprendimento: supervisionato, non supervisionato, per rinforzo;
- Modelli: deep learning vs algoritmi tradizionali;
- Livelli di rischio IA (basso‑medio‑alto) e relative prescrizioni;
- Principi etici: trasparenza, non discriminazione, spiegabilità;
- Riferimenti normativi: d.lgs. 33/2013 (trasparenza) e d.lgs. 82/2005 (CAD).
2. Concetti fondamentali di intelligenza artificiale e machine learning
2.1 Definizioni di base
L’IA comprende metodologie che consentono a una macchina di svolgere compiti tipicamente umani (riconoscimento pattern, ragionamento, apprendimento). Il machine learning è la sotto‑area che usa algoritmi in grado di migliorare dalle esperienze.
2.2 Tipi di apprendimento
- Supervisionato: addestramento su dati etichettati (es. classificazione richieste “urgenti”).
- Non supervisionato: scoperta di strutture nascoste (es. clustering di documenti).
- Per rinforzo: agente che massimizza ricompense interagendo con l’ambiente (es. ottimizzazione percorsi sportelli).
2.3 Reti neurali e deep learning
Le reti neurali sono composte da neuroni organizzati in strati; il deep learning utilizza architetture profonde per compiti complessi (immagini, testo). Nella PA le CNN analizzano documenti scansionati, mentre RNN/Transformer trattano testi normativi.
2.4 IA generativa e LLM
I Large Language Model (LLM) sono Transformer addestrati su grandi corpora testuali. Nella PA troviamo impieghi in:
- chatbot per il cittadino;
- redazione automatica di verbali;
- ricerca normativa mediante query in linguaggio naturale.
Distinguere uso interno (supporto al personale) da uso esterno (servizi al pubblico) è fondamentale per i requisiti di trasparenza e protezione dati.
3. Il quadro normativo: AI Act, GDPR, CAD e linee guida per la PA
3.1 AI Act (Regolamento UE 2024/1689)
L’AI Act suddivide i sistemi IA in quattro livelli di rischio:
- Inaccettabile: vietato (es. sorveglianza biometrica massiva);
- Alto: registro UE, valutazione di conformità, obblighi di trasparenza e monitoraggio (es. valutazione crediti, benefici sociali);
- Limitato: informare l’utente (es. chatbot);
- Minimo: nessun obbligo specifico.
Per la PA, i sistemi che influenzano decisioni amministrative rientrano quasi sempre nella categoria “alto rischio”.
3.2 GDPR (Regolamento UE 2016/679)
Il GDPR si applica a tutti i trattamenti di dati personali, anche tramite IA. I punti critici sono:
- Liceità, correttezza e trasparenza;
- DPIA obbligatoria per IA ad alto rischio;
- Diritti degli interessati (accesso, rettifica, cancellazione, opposizione);
- Responsabilità del titolare (misure tecniche, anonimizzazione, pseudonimizzazione).
3.3 Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) – d.lgs. 82/2005
Il CAD impone:
- standard aperti per l’interoperabilità;
- certificazione di sicurezza (ISO 27001, AgID‑CERT);
- accessibilità dei servizi (WCAG).
3.4 Linee guida AgID/Dipartimento Trasformazione Digitale
Le linee guida indicano:
- piani di gestione del rischio IA (identificazione, mitigazione);
- governance (comitati etici, “AI Officer”);
- documentazione tecnica (dataset, metriche, log);
- verifica di conformità con GDPR e AI Act prima del go‑live.
4. Etica, rischi e criticità dell’IA (bias, allucinazioni, spiegabilità, supervisione umana)
4.1 Trasparenza e spiegabilità
Le norme richiedono che l’utente comprenda le ragioni di una decisione automatizzata. Tecniche XAI (es. LIME, SHAP) forniscono:
- variabili più influenti;
- punteggio di fiducia;
- possibilità di contestazione.
4.2 Bias e discriminazione
I bias nascono da dati storicamente parziali. Nella PA è necessario:
- analisi di fairness (parità di trattamento, equal opportunity);
- monitoraggio su gruppi protetti;
- re‑balancing o tecniche di debiasing.
4.3 Allucinazioni dei modelli generativi
Gli LLM possono produrre informazioni non verificate. Le contromisure includono:
- validazione umana prima della pubblicazione;
- modelli “retrieval‑augmented” con fonti ufficiali;
- policy di responsabilità per i contenuti generati.
4.4 Sicurezza informatica dei sistemi IA
I sistemi IA sono vulnerabili a avvelenamento dei dati e attacchi adversarial. La PA deve:
- controllare l’integrità dei dataset;
- testare la robustezza contro input manipolati;
- aggiornare periodicamente modelli e patch.
4.5 Supervisione umana e accountability
Il “human‑in‑the‑loop” è obbligatorio per decisioni che incidono sui diritti dei cittadini. Si richiede:
- ruoli di supervisione (responsabile IA, data steward);
- documentazione delle revisioni;
- registro delle decisioni automatizzate per audit.
5. Collegamenti con le altre materie del concorso
- Sicurezza informatica: vulnerabilità IA, crittografia dei dati di training, continuità operativa.
- Reti e sistemi: integrazione IA in architetture a micro‑servizi, API RESTful.
- Database: data lake per training set, anonimizzazione, versionamento.
- Linguaggi di programmazione: Python (TensorFlow, PyTorch), R, Java per pipeline ML.
- Trasparenza e anticorruzione (d.lgs. 33/2013, L. 190/2012): pubblicazione criteri IA, audit trail.
- Ordinamento del lavoro pubblico (d.lgs. 165/2001): responsabilità del dirigente, imparzialità.
- Diritto amministrativo (L. 241/90, art. 97 Cost.): accesso al procedimento, motivazione decisioni automatizzate.
6. Errori tipici e trappole d’esame
- Confondere apprendimento supervisionato e non supervisionato.
- Attribuire al deep learning la capacità di spiegare senza XAI.
- Non distinguere i tre livelli di rischio AI Act (alto, medio, basso).
- Ignorare la DPIA per IA ad alto rischio anche con dati non sensibili.
- Pensare che l’AI Act riguardi solo il settore privato.
- Dimenticare l’obbligo di “AI Officer” nelle linee guida AgID.
- Tralasciare il rischio di bias da dataset non bilanciati.
7. Checklist di ripasso finale
- Definire machine learning e i tre tipi di apprendimento.
- Elencare componenti di una rete neurale e differenze shallow‑vs‑deep.
- Descrivere funzionalità tipiche degli LLM e casi d’uso nella PA.
- Indicare i quattro livelli di rischio AI Act e obblighi per alto rischio.
- Riassumere obblighi GDPR per IA (DPIA, diritti, trasparenza).
- Citare le disposizioni CAD rilevanti (interoperabilità, sicurezza, accessibilità).
- Riconoscere le linee guida AgID su governance, rischio e documentazione.
- Elencare le questioni etiche: trasparenza, non discriminazione, spiegabilità, supervisione.
- Identificare i rischi tecnici: bias, allucinazioni, avvelenamento, vulnerabilità adversarial.
- Collegare IA a sicurezza, reti, database, programmazione e normativa anticorruzione.
- Verificare le trappole più comuni: confusione tipi di apprendimento, omissione DPIA, errata classificazione rischio.