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1. Fondamenti di hardware e periferiche di input/output
Il computer e' costituito da due macroinsiemi: l'hardware, cioe' l'insieme dei componenti fisici, e il software, cioe' le istruzioni che ne gestiscono il funzionamento. Il presente capitolo si concentra sull'hardware, descrivendo le parti fondamentali del sistema e le periferiche di input e output, con l'obiettivo di fornire al lettore le conoscenze necessarie per rispondere ai quesiti tipici dei quiz di prova.
Il processore (CPU) rappresenta il cervello della macchina: esegue le istruzioni contenute nei programmi, opera su dati numerici e logici e coordina le operazioni degli altri componenti. La CPU e' installata su una scheda madre (motherboard) che, oltre a fornire l'alimentazione elettrica, ospita il chipset, le slot di espansione, i bus di comunicazione e i connettori per le periferiche. Se la scheda madre viene rimossa, il computer non si avvia, poiche' non esiste piu' un punto di interconnessione tra CPU, memoria e dispositivi di I/O.
La memoria volatile (RAM) e' utilizzata per contenere temporaneamente i dati e le istruzioni in esecuzione. La sua capacita' influisce direttamente sulla velocita' con cui il sistema puo' gestire piu' programmi contemporaneamente. Al contrario, la memoria non volatile (dischi rigidi, SSD, unita' ottiche) conserva i dati anche quando l'alimentazione e' spenta; e' qui che vengono salvati i file di Word, Excel, PowerPoint e le impostazioni di sistema.
Il monitor e' la principale periferica di output visivo. La sua risoluzione, la frequenza di aggiornamento e il tipo di pannello (LCD, LED, OLED) determinano la qualit a dell'immagine. Per modificare la risoluzione si puo' fare clic con il tasto destro del mouse sul desktop e scegliere "Impostazione dello schermo", opzione che appare in tutti i sistemi Windows recenti.
Le stampanti costituiscono un'altra tipologia di periferica di output. Possono essere a getto d'inchiostro o laser, a colori o in bianco e nero, e supportano diversi formati di carta. La stampa di un documento Word o di un foglio Excel avviene mediante il comando "Stampa" o, per una rapida anteprima, tramite "Anteprima di stampa" disponibile nel menu "File".
Le periferiche di input consentono all'utente di introdurre dati nel sistema. La tastiera e il mouse sono gli strumenti piu' comuni: la tastiera permette di digitare testo, attivare scorciatoie (ad esempio Ctrl+G per il grassetto in Word) e inserire caratteri speciali (come il simbolo © tramite il menu "Inserisci > Simbolo"). Il mouse, oltre a spostare il puntatore, permette di selezionare intere righe di testo (cliccando a sinistra della riga finche' il cursore diventa una freccia rivolta a destra) e di disegnare tabelle direttamente in Word, grazie alla funzione "Inserisci tabella" che consente di specificare il numero di righe e colonne desiderate.
Altre periferiche di input includono scanner, microfoni, webcam e dispositivi di riconoscimento biometrico. Lo scanner, ad esempio, converte documenti cartacei in immagini digitali che possono essere inserite in Word o archiviate come file PDF. I microfoni e le webcam sono fondamentali per le videoconferenze, mentre i lettori di impronte digitali forniscono un metodo di autenticazione fisica, complementare alle password di protezione dei documenti.
Le periferiche di output oltre al monitor e alla stampante comprendono altoparlanti, cuffie e proiettori. Gli altoparlanti trasformano i segnali digitali in suono, permettendo la riproduzione di audio in presentazioni PowerPoint o in video tutorial. I proiettori, collegati tramite porte HDMI o VGA, espandono l'area di visualizzazione su schermi di grandi dimensioni, tipicamente utilizzati durante le lezioni o le riunioni.
Le connessioni tra CPU e periferiche si realizzano mediante interfacce standardizzate. Le porte USB (Universal Serial Bus) sono le piu' diffuse per mouse, tastiere, stampanti, unita' flash e altri dispositivi; la loro evoluzione (USB 2.0, 3.0, 3.1) garantisce velocita' di trasferimento sempre maggiori. Le porte HDMI e DisplayPort trasmettono segnali video e audio ad alta definizione verso monitor e TV. Per le reti cablate si utilizza la porta Ethernet (RJ-45), mentre il Wi-Fi consente la connessione senza fili, gestita da una scheda di rete wireless integrata nella scheda madre o aggiunta come periferica.
Il corretto funzionamento delle periferiche dipende anche dalla gestione dell'alimentazione. L'alimentatore (PSU) converte la corrente alternata della rete elettrica in tensioni continue a 3,3 V, 5 V e 12 V, necessarie per CPU, RAM, scheda madre e dispositivi collegati. Un alimentatore insufficiente o difettoso pu' provocare riavvii improvvisi, schermate blu o il mancato avvio del sistema.
Nel contesto dei quiz, e' frequente incontrare domande che verificano la conoscenza delle funzioni delle periferiche. Ad esempio, se si chiede "Oltre al monitor quale altra periferica di output conosci?", la risposta corretta e' "Stampante". Se viene chiesto "Quale dei seguenti e' un indirizzo di posta elettronica?", la risposta corretta e' "mariorossi@virgilio.it". Domande sul funzionamento della scheda madre, sulla differenza tra memoria volatile e non volatile, o sulla procedura per salvare una copia di un documento Word (clic sull'icona del dischetto o voce "Salva con nome" nel menu File) richiedono la comprensione dei concetti descritti sopra.
Infine, la sicurezza fisica e logica dell'hardware costituisce un aspetto fondamentale. La protezione fisica prevede l'uso di armadi chiusi a chiave, sistemi di raffreddamento adeguati e backup regolari dei dati su supporti esterni. La protezione logica, invece, si realizza mediante password di accesso al BIOS, crittografia dei dischi (es. BitLocker) e l'uso di software antivirus per prevenire l'esecuzione di macro dannose in Excel.
2. Concetti di sistema operativo e gestione dei file
Il sistema operativo (SO) e' il software di base che media l'interazione tra l'utente e l'hardware del computer. Esso fornisce un ambiente di esecuzione per le applicazioni, gestisce le risorse (processore, memoria, dispositivi di I/O) e garantisce la coerenza e la sicurezza dei dati. Quando l'utente avvia il computer, il BIOS o l'UEFI carica il bootloader, il quale a sua volta carica il kernel del SO; da quel momento il kernel controlla l'accesso alle periferiche, assegna spazio di memoria ai processi e organizza il file system.
Il file system e' la struttura logica che permette di memorizzare, recuperare e organizzare i dati su supporti di memorizzazione permanente (dischi rigidi, SSD, unità flash). Esso si basa su due concetti fondamentali: file e directory. Un file e' un'unità di informazione identificata da un nome e da un'estensione che indica il tipo di contenuto (ad esempio .docx per documenti di Word, .xlsx per fogli di calcolo, .pdf per documenti portabili). Una directory (o cartella) e' un contenitore logico che puo' contenere file e altre directory, creando una struttura ad albero che facilita la ricerca e la gestione dei dati.
Le operazioni di base sui file sono: creazione, apertura, lettura, scrittura, chiusura, copia, spostamento, rinomina ed eliminazione. Queste operazioni sono esposte all'utente tramite interfacce grafiche (Esplora risorse, Finder) o tramite comandi da riga di comando (copy, move, del). Quando si salva un documento, ad esempio un file di Word, il programma invia al SO una richiesta di scrittura sul disco; il SO traduce il percorso logico (C:\Documenti\relazione.docx) in un indirizzo fisico sul supporto e provvede a scrivere i blocchi di dati. Per questo motivo, la scelta della cartella di destinazione e l'uso dell'icona del dischetto o del comando "Salva con nome" sono operazioni equivalenti dal punto di vista del SO.
Il SO assegna a ciascun file una serie di attributi che ne definiscono lo stato e le autorizzazioni di accesso. Gli attributi piu' comuni sono: readonly (sola lettura), hidden (nascosto), system (file di sistema) e archive (da includere nel backup). Inoltre, il modello di sicurezza basato su permessi (NTFS, ext4, etc.) consente di specificare quali utenti o gruppi possono leggere, scrivere o eseguire un file. Nei quiz, la domanda su "cosa si intende per backup" richiama proprio l'importanza di questi attributi: il backup crea una copia di sicurezza dei dati, preservando anche i permessi e le proprieta' del file.
Un aspetto cruciale della gestione dei file riguarda la coerenza dei dati. Quando piu' processi accedono contemporaneamente allo stesso file, il SO utilizza meccanismi di lock (blocco) per evitare corruzioni. Ad esempio, se un documento di Word e' aperto in modalita' di modifica, il programma imposta un lock esclusivo; tentativi successivi di apertura in scrittura genereranno un messaggio di avviso. Questo principio e' alla base di molte domande sui quiz che chiedono di distinguere tra operazioni di lettura e scrittura o di spiegare il significato di un file "in uso".
Il file system prevede anche la gestione dello spazio libero mediante una tabella di allocazione. Quando un file viene creato, il SO riserva blocchi contigui o sparsi sul disco e aggiorna la tabella (FAT, MFT, inode). Se il file viene cancellato, i blocchi vengono marcati come liberi ma i dati rimangono fisicamente presenti finche' non vengono sovrascritti; per questo motivo, la cancellazione "logica" (spostare nella cartella "Posta eliminata") non elimina definitivamente le informazioni, come evidenziato nella domanda relativa alla posta elettronica.
Le estensioni dei file sono un elemento di convenzione che aiuta sia l'utente sia il SO a determinare l'applicazione da utilizzare per aprire il contenuto. Alcune estensioni comuni sono .docx per Word, .xlsx per Excel, .pptx per PowerPoint, .pdf per documenti portabili, .jpg per immagini raster, .mdb per database Access. Nei quiz, la domanda su quale estensione NON sia disponibile in Word (es. .mdb) verifica la conoscenza di queste convenzioni.
Il SO offre inoltre strumenti per la visualizzazione dell'anteprima di stampa. In Excel, il comando "Anteprima di stampa" permette di verificare l'aspetto finale del foglio prima di inviarlo alla stampante, evitando errori di formattazione o di margini. Questa funzionalita' e' spesso oggetto di quesiti pratici nei test.
Un'altra funzione fondamentale e' la ricerca di file. Il SO indicizza i nomi dei file e, a seconda della configurazione, anche il contenuto (indice di ricerca). L'utente può quindi trovare rapidamente un documento digitando parte del nome o dell'estensione. La ricerca si basa su percorsi assoluti (es. C:\Utenti\Mario\Documenti\relazione.docx) o relativi (es. .\relazione.docx) rispetto alla cartella corrente.
Infine, la gestione delle unità di archiviazione comprende operazioni di formattazione, partizionamento e montaggio. Formattare un disco crea un nuovo file system, cancellando le informazioni di allocazione precedenti. Partizionare consente di suddividere un disco fisico in più volumi logici, ciascuno con il proprio file system e lettera di unità (C:, D:, etc.). Queste operazioni sono fondamentali per la configurazione di sistemi operativi e per la risoluzione di problemi di spazio.
In sintesi, il sistema operativo costituisce il fondamento su cui si basa la gestione dei file: definisce come i dati vengono organizzati, protetti e resi accessibili. Conoscere i concetti di file, directory, permessi, backup, estensioni e operazioni di base permette di rispondere con sicurezza alle domande tipiche dei quiz, sia teoriche (definizione di SO) sia pratiche (salvare un documento, copiare una cartella, interpretare le icone di stato dei messaggi di posta).
3. Principi di sicurezza informatica: backup, protezione e password
Nel contesto della pubblica amministrazione e delle imprese, la sicurezza dei dati rappresenta un requisito imprescindibile per garantire la continuita' operativa e la riservatezza delle informazioni. I tre pilastri fondamentali di questa tematica sono il backup, la protezione dei sistemi e la gestione delle password. Ognuno di essi deve essere inteso non come un'azione isolata, ma come parte di una strategia complessiva che risponde sia a esigenze operative sia a obblighi normativi, come il d.lgs. 82/2005 (Codice in materia di protezione dei dati personali) e le linee guida dell'Agenzia per l'Italia Digitale.
Il backup consiste nella creazione di una copia di sicurezza dei dati, in modo da poterli ripristinare in caso di perdita, corruzione o attacco informatico. Esistono tre modalita' classiche di backup: full, incrementale e differenziale. Il backup full copia tutti i file selezionati in un unico set; il incrementale registra solo le modifiche avvenute dal backup precedente, riducendo tempi e spazio occupato, ma richiedendo tutti i set incrementali per il ripristino; il differenziale salva le modifiche rispetto all'ultimo backup full, offrendo un compromesso tra velocita' e semplicita' di recupero. Qualunque sia la tipologia scelta, il principio cardine e' la regola 3-2-1: tre copie dei dati, su due supporti differenti, di cui almeno una conservata fuori sede (ad esempio su cloud o su nastro magnetico). Tale regola riduce drasticamente il rischio di perdita totale in caso di guasto hardware, incendio o furto.
La protezione dei sistemi si articola su due livelli principali: fisico e logico. Il livello fisico riguarda l'accesso alle apparecchiature (server, workstation, dispositivi di archiviazione) mediante controlli come badge, videosorveglianza, serrature e ambienti con climatizzazione controllata. Il livello logico, invece, comprende l'uso di firewall, sistemi di rilevazione intrusioni (IDS/IPS), aggiornamenti regolari dei software (patch management) e l'applicazione di policy di sicurezza. Un aspetto cruciale della protezione logica e' la crittografia dei dati, sia a riposo (ad esempio tramite BitLocker o LUKS) sia in transito (TLS/SSL). La crittografia rende i dati illeggibili a chi non possiede la chiave di decodifica, proteggendo la riservatezza anche in caso di furto del supporto di memorizzazione.
Le password costituiscono il primo fattore di autenticazione e, per questo, devono essere gestite con criteri rigorosi. Una password sicura deve avere una lunghezza minima di otto caratteri, includere lettere maiuscole e minuscole, numeri e simboli, e non contenere parole comuni o sequenze prevedibili. L'uso di password uniche per ogni servizio evita che una compromissione si propaghi ad altri sistemi. Per facilitare la gestione, le amministrazioni possono adottare un password manager, che conserva le credenziali in un vault crittografato e genera password casuali. Inoltre, le policy di sicurezza dovrebbero prevedere la scadenza periodica delle password (ad esempio ogni 90 giorni) e il blocco dell'account dopo un numero definito di tentativi falliti, riducendo il rischio di attacchi di forza bruta.
Un ulteriore livello di difesa e' rappresentato dall'autenticazione a due fattori (2FA) o multi-fattore (MFA). Questo meccanismo richiede, oltre alla password, un secondo elemento di verifica, come un codice temporaneo generato da un'applicazione (Google Authenticator, Authy) o inviato via SMS, oppure l'uso di token hardware (YubiKey). L'adozione di MFA e' consigliata per l'accesso a sistemi sensibili, come la posta elettronica istituzionale, i portali di gestione documentale e le console di amministrazione dei server.
Per verificare la corretta implementazione di backup e protezione, i quiz di concorso spesso chiedono di identificare la procedura corretta per salvare una copia di un documento o di riconoscere il significato di un simbolo di avviso nella posta elettronica. Ad esempio, la domanda "In informatica, l'operazione di backup consente di:" richiede di rispondere "Creare una copia di sicurezza dei dati". Allo stesso modo, la presenza di un punto esclamativo rosso in Outlook indica "messaggio inviato con alta priorita'", mentre la protezione di un documento Word avviene tramite "Impostazioni > Proteggi documento > Crittografa con password".
Infine, la consapevolezza dell'utente rappresenta l'ultimo anello della catena di sicurezza. Formazioni periodiche su phishing, social engineering e uso corretto delle credenziali riducono significativamente il rischio di compromissione. Gli operatori devono essere istruiti a non condividere password, a verificare l'autenticita' dei mittenti prima di aprire allegati e a segnalare tempestivamente eventuali anomalie al responsabile della sicurezza informatica.
4. Introduzione alla suite Microsoft Office: Word, Excel, PowerPoint, Outlook
La suite Microsoft Office raggruppa quattro programmi fondamentali per l'ufficio digitale: Word per la videoscrittura, Excel per il foglio di calcolo, PowerPoint per le presentazioni e Outlook per la gestione della posta elettronica. Tutti e quattro condividono l'interfaccia a nastro (ribbon), che organizza i comandi in schede tematiche (File, Home, Inserisci, Layout, Revisione, Visualizza). Il nastro permette di accedere rapidamente a funzioni di salvataggio, stampa, formattazione e impostazioni avanzate senza dover ricorrere a menu a cascata.
Nel salvataggio di un documento Word, Excel o PowerPoint e' sufficiente premere l'icona a forma di dischetto oppure scegliere la voce Salva dal menu File. La funzione Salva con nome consente di creare una copia in una cartella diversa o con un nome differente; la copia di sicurezza (backup) e' sempre consigliata prima di effettuare modifiche importanti. In tutti i programmi e' possibile salvare in qualsiasi momento, anche premendo Ctrl+S, e il file viene memorizzato nella cartella predefinita (ad esempio Documenti per Word 2013 e versioni successive).
Word permette di formattare il testo tramite le proprieta' del carattere (tipo, dimensione, stile) e del paragrafo (interlinea, rientri, allineamento). Per modificare l'interlinea si apre la scheda Home, si clicca sul pulsante Paragrafo nella barra di accesso rapido e si sceglie l'opzione desiderata dal menu a tendina. La formattazione puo' essere applicata a singole parole, a interi paragrafi o a sezioni selezionate. Word consente anche di inserire tabelle disegnandole con il mouse: basta posizionare il cursore nella posizione desiderata, scegliere Inserisci > Tabella e specificare il numero di righe e colonne, oppure disegnare la tabella trascinando il mouse.
Per ordinare i dati in Excel e' importante capire che l'ordinamento di una sola colonna senza influire sulle altre e' possibile solo se la colonna e' isolata (non fa parte di un intervallo con dati correlati) e si deseleziona l'opzione Espandi selezione. In caso contrario, Excel ordina l'intero intervallo per mantenere la coerenza delle righe. L'operatore ^ in una formula indica l'elevamento a potenza (ad esempio =2^3 restituisce 8). La funzione SOMMA.SE somma i valori che soddisfano una condizione specifica, mentre la funzione MEDIA deve essere scritta con un intervallo (es. =MEDIA(A1:A2)); la sintassi MEDIA(A1,A2) e' errata.
Excel utilizza riferimenti assoluti e relativi per copiare formule: il riferimento $C$8 e' assoluto e non varia quando la formula viene spostata, mentre C8 e' relativo. Il riempimento automatico riconosce sequenze (giorni della settimana, numeri) e le completa trascinando il quadratino di riempimento. La barra della formula e' visibile nella scheda Visualizza; se scompare, basta riattivarla da Visualizza > Barra della formula. Per verificare l'aspetto finale del documento e' possibile usare Anteprima di stampa, accessibile dal menu File > Stampa.
PowerPoint si basa su schemi diapositiva, che definiscono layout, colori, caratteri e segnaposto per titoli e contenuti. Lavorare in Sequenza diapositive e' il modo piu' comodo per riordinare le slide: basta trascinare le miniature nella barra laterale. Per modificare il colore del testo si utilizza il comando Carattere nella scheda Formato. Le animazioni e le transizioni possono essere aggiunte per rendere la presentazione piu' dinamica, ma e' consigliabile usarle con parsimonia per non distrarre l'audience.
Outlook gestisce la posta elettronica attraverso cartelle (Posta in arrivo, Posta inviata, Posta in uscita, Cestino). La cartella Posta in uscita contiene i messaggi in corso di spedizione; se un messaggio appare in grassetto nella posta in arrivo, significa che non e' ancora stato letto. Un punto esclamativo rosso indica che il messaggio e' stato inviato con Alta priorita'. Per inviare una nuova e‑mail si utilizza la voce Nuovo messaggio, si compone il testo, si allega il documento (ad esempio un file Word) e si invia. Il campo CCN (o BCC) serve a nascondere gli indirizzi dei destinatari secondari.
La protezione con password e' disponibile sia in Word che in Excel: nella scheda File > Informazioni si puo' impostare una password di apertura o di modifica, rendendo il file inaccessibile a chi non la conosce. In Word e' anche possibile inserire segnalibri per creare riferimenti interni al documento, utili per creare sommari o collegamenti ipertestuali.
Infine, alcuni concetti trasversali sono ricorrenti nei quiz di prova. La scalabilita' nel cloud computing indica la capacita' di aumentare o ridurre automaticamente le risorse in base alla domanda. La sicurezza dei sistemi informativi si divide in fisica (protezione hardware, accessi fisici) e logica (password, crittografia). Un backup e' una copia di sicurezza dei dati, fondamentale per prevenire perdite accidentali.
5. Funzioni avanzate di Microsoft Word: formattazione, tabelle, segnalibri e protezione
Microsoft Word, nella sua versione 2007/2010/2013, offre una serie di strumenti che vanno ben oltre la semplice digitazione di testo. La formattazione consente di definire l'aspetto visivo di caratteri, paragrafi e pagine, rendendo il documento leggibile e professionale. Per cambiare la dimensione del font si utilizza il gruppo Carattere della barra multifunzione: basta posizionare il cursore sul testo da modificare, aprire il menu a tendina della dimensione e scegliere il valore desiderato, oppure digitare direttamente il numero. La scelta del tipo di carattere avviene nello stesso gruppo, dove e' possibile selezionare tra i font installati o caricare nuovi file .ttf o .otf tramite il pulsante Aggiungi font.
L'interlinea, spesso oggetto di domande nei quiz, si imposta dal pulsante Interlinea presente nella scheda Paragrafo. Cliccando sull'icona si apre un menu a tendina con le opzioni predefinite (1, 1,5, 2) e la voce Opzioni interlinea... che permette di specificare valori personalizzati, spazi prima e dopo il paragrafo, e l'allineamento verticale del testo all'interno della riga. Queste impostazioni sono salvabili come stile, cosi' da applicarle con un solo click a tutti i paragrafi che ne hanno bisogno.
Il rientro dei paragrafi si gestisce tramite le maniglie di tabulazione visualizzate nella barra di righelli o tramite i campi Rientro sinistro e Rientro destro nella finestra di dialogo Paragrafo. Per creare un elenco puntato o numerato si utilizza il pulsante corrispondente nella scheda Home; e' possibile personalizzare il simbolo del punto o il formato del numero scegliendo Definisci nuovo elenco puntato o Definisci nuovo formato numerazione.
Le tabelle rappresentano uno strumento fondamentale per organizzare dati tabulari all'interno di un documento. Si possono inserire in tre modi: tramite il pulsante Tabella nella scheda Inserisci, scegliendo il numero di righe e colonne desiderato; disegnando la tabella con il mouse, trascinando il cursore nella griglia che appare; oppure convertendo testo delimitato (ad esempio da tabulazioni o punti e virgola) in tabella usando Converti testo in tabella. Una volta creata, la tabella puo' essere formattata con gli stili predefiniti o personalizzati, modificando bordi, sfondi e larghezze delle colonne tramite la scheda Layout della Tabella Tools. E' possibile inserire o eliminare righe e colonne, unire celle, e impostare la ripetizione dell'intestazione su ogni pagina, opzione indispensabile per documenti lunghi.
Per ordinare i dati di una tabella Word si seleziona l'intervallo da ordinare e si sceglie Ordina dal gruppo Dati della scheda Layout. Si puo' ordinare per una o piu' colonne, scegliendo l'ordine crescente o decrescente e specificando se il contenuto e' testo, numero o data. E' importante ricordare che l'ordinamento avviene sull'intera riga selezionata, quindi non e' possibile ordinare una sola colonna senza spostare le altre, a differenza di Excel.
Il segnalibro e' lo strumento che permette di identificare una posizione o una selezione di testo per creare riferimenti interni. Per inserire un segnalibro, si seleziona il punto di interesse, si apre la finestra Segnalibro (scheda Inserisci → Segnalibro), si assegna un nome descrittivo (senza spazi) e si conferma. Il segnalibro puo' essere richiamato in seguito tramite Collegamento ipertestuale o Riferimento incrociato, scegliendo la voce Segnalibro nella lista. Nella Barra di navigazione, attivabile con Ctrl+F, e' possibile visualizzare tutti i segnalibri creati e spostarsi rapidamente tra di essi, funzionalita' molto utile per documenti lunghi come manuali o relazioni.
La protezione di un documento Word si articola in piu' livelli. Il primo e' la protezione con password di apertura, impostabile nella finestra Informazioni → Proteggi documento → Crittografa con password. Inserita la password, il file non puo' essere aperto senza inserirla, garantendo la riservatezza dei dati. Il secondo livello e' la protezione con password di modifica, che permette a chiunque di aprire il documento in sola lettura, ma richiede la password per abilitare le modifiche. Un terzo meccanismo e' la restrizione di modifica, dove si definiscono le parti del documento editabili (ad esempio solo i campi modulo) e si specifica il tipo di modifica consentita (inserimento commenti, compilazione moduli, ecc.).
Per attivare la restrizione di modifica si sceglie Limita modifica nella scheda Revisione. Nella barra laterale che si apre, si spunta la casella Consenti solo questo tipo di modifica nel documento e si seleziona l'opzione desiderata. Dopo aver definito le eccezioni (ad esempio tramite Seleziona aree), si clicca su Si', applica protezione e si inserisce una password opzionale. Una volta protetto, il documento mostra una barra gialla con il messaggio “Il documento e' protetto” e le funzioni di editing sono disabilitate finche' non si inserisce la password.
Un altro aspetto della protezione e' la traccia delle modifiche. Attivando Revisioni nella scheda Revisione, Word registra ogni inserimento, cancellazione o formattazione, evidenziandoli con colori diversi per ciascun revisore. Le modifiche possono essere accettate o rifiutate singolarmente o in blocco tramite i pulsanti Accetta e Rifiuta. Questa funzionalita' e' spesso richiesta nei contesti amministrativi, dove e' necessario dimostrare la cronologia delle modifiche apportate al documento.
Per chiudere il ciclo di formattazione avanzata, e' utile conoscere la creazione di stili personalizzati. Gli stili raggruppano impostazioni di carattere, paragrafo e tabulazione in un unico nome. Si crea un nuovo stile dalla sezione Stili della scheda Home, scegliendo Crea uno stile, si definiscono le proprieta' desiderate e si assegna un nome significativo (ad esempio “TitoloCapitolo”). Applicare lo stile e' immediato: basta selezionare il testo e cliccare sul nome dello stile. Gli stili facilitano anche la generazione di un Indice automatico, poiche' Word riconosce i titoli formattati con gli stili di intestazione.
Infine, per garantire la compatibilita' con le versioni precedenti di Word, e' consigliabile salvare il documento in formato .docx (predefinito da Word 2007 in poi) oppure, se necessario, in .doc tramite Salva con nome. Il formato .docx e' basato su XML e consente una compressione migliore, oltre a preservare le impostazioni di protezione e i segnalibri. Quando si invia il documento per posta elettronica, e' buona prassi comprimere il file in .zip se contiene password, per evitare che il client di posta blocchi l'invio per motivi di sicurezza.
6. Funzioni avanzate di Microsoft Excel: formule, riferimenti assoluti, riempimento automatico, macro e importazione dati
Microsoft Excel, nella sua versione 2010 e successive, e' lo strumento di calcolo piu' diffuso nelle amministrazioni pubbliche e private. Per superare i quiz occorre conoscere non solo le operazioni elementari, ma anche le funzionalita' che consentono di automatizzare e rendere piu' sicuri i processi di elaborazione. In questo capitolo si approfondiscono le formule, i riferimenti assoluti, il riempimento automatico, le macro e le tecniche di importazione dati, illustrando passo passo le procedure piu' frequenti nei test di selezione.
Le formule rappresentano il cuore di Excel: ogni calcolo parte dal simbolo uguale (=) che indica al programma di interpretare il contenuto della cella come espressione. L'operatore di elevamento a potenza, indicato con il simbolo ^, permette di calcolare rapidamente valori come 2^3 (che restituisce 8). Per eseguire operazioni aritmetiche di base si usano +, -, * (asterisco) e / (barra). Quando la barra della formula non e' visibile, basta attivarla dal menu Visualizza > Barra della formula; una volta attiva, la cella attiva mostra il contenuto testuale della formula, mentre il risultato appare nella cella stessa.
Un aspetto cruciale riguarda i riferimenti di cella. Un riferimento relativo (A1) si adatta automaticamente quando la formula viene copiata in un'altra posizione, mentre un riferimento assoluto ($C$8) rimane fisso, indipendentemente dalla destinazione della copia. E' possibile combinare i due tipi: $A1 fissa la colonna ma varia la riga, A$1 fissa la riga ma varia la colonna. Questa distinzione e' fondamentale per utilizzare correttamente funzioni come SOMMA.SE, che somma i valori di un intervallo solo se soddisfano una condizione specifica (esempio: =SOMMA.SE(B2:B100;"Roma";C2:C100) somma i valori della colonna C solo per le righe in cui la colonna B contiene "Roma").
Il riempimento automatico (fill handle) e' lo strumento che permette di estendere rapidamente una serie di valori o di copiare formule mantenendo i riferimenti desiderati. Posizionando il cursore sull'angolo inferiore destro della cella attiva, il puntatore si trasforma in una croce sottile; trascinando verso il basso o verso destra, Excel riconosce sequenze numeriche, date o giorni della settimana e le completa automaticamente. Se la cella contiene una formula con riferimenti assoluti, questi non cambiano durante il riempimento; se invece sono relativi, si adeguano alla nuova posizione, consentendo di calcolare rapidamente totali, medie o percentuali su intere tabelle.
Le macro sono sequenze di comandi registrate in Visual Basic for Applications (VBA) che consentono di automatizzare operazioni ripetitive. Per creare una macro basica, si segue la procedura:
- Scheda Sviluppo > Registra macro; assegnare un nome (senza spazi) e, se necessario, una combinazione di tasti di scelta rapida.
- Eseguire le operazioni desiderate (ad esempio formattare un intervallo, applicare filtri, copiare dati da un foglio all'altro).
- Interrompere la registrazione; la macro e' ora disponibile nella lista Macro.
Le macro possono essere modificate direttamente nell'editor VBA (Alt+F11) per aggiungere logica condizionale, cicli o interazioni con l'utente. Nei quiz, spesso viene chiesto quale rischio comporta l'attivazione di macro: poiche' le macro possono contenere codice eseguibile, l'apertura di un file sconosciuto con macro abilitate puo' introdurre virus o malware; per questo motivo Excel mostra un avviso di sicurezza e permette di disabilitare le macro finche' l'utente non conferma l'affidabilita' del documento.
L'importazione dati e' la funzionalita' che permette di caricare informazioni da fonti esterne (file CSV, testo delimitato, database Access, web). Dal menu Dati > Da testo/CSV si apre la procedura guidata: si seleziona il file, si sceglie il delimitatore (virgola, punto e virgola, tabulazione) e si definisce il formato di ciascuna colonna (testo, data, numero). Una volta completata l'importazione, i dati appaiono in un nuovo foglio o in una tabella esistente, pronti per essere analizzati con formule o pivot. La funzionalita' "Carica dati esterni" consente inoltre di stabilire una connessione dinamica, in modo che un aggiornamento della sorgente (ad esempio un file di log) possa essere riflesso automaticamente nel foglio di calcolo mediante il comando Aggiorna tutto.
Un'ulteriore operazione frequente nei test riguarda l'ordinamento di dati. E' possibile ordinare una sola colonna senza modificare le altre, a patto di selezionare esclusivamente la colonna interessata prima di scegliere Ordina dal menu Dati. In questo caso Excel riordina solo i valori della colonna scelta, lasciando intatti gli altri dati; tuttavia, se la tabella contiene righe correlate, l'ordinamento di una sola colonna puo' compromettere la coerenza delle informazioni, per cui nella pratica si consiglia di ordinare l'intera tabella selezionando tutte le colonne correlate.
Infine, per garantire l'integrita' dei dati, Excel offre la protezione con password a livello di foglio o di cartella di lavoro. Attraverso Revisione > Proteggi foglio (o Proteggi cartella di lavoro) si imposta una password che impedisce modifiche non autorizzate; la stessa protezione e' richiesta anche per la modifica di macro, poiche' la voce "Proteggi progetto VBA" richiede una password per accedere al codice.
Conoscere questi strumenti avanzati permette di rispondere con sicurezza alle domande dei quiz: dall'uso corretto dell'operatore ^, alla distinzione tra riferimenti assoluti e relativi, dalla creazione di macro sicure al corretto import di dati esterni, fino alla gestione dell'ordinamento di singole colonne. La padronanza di queste funzionalita' rende l'operatore di Excel non solo un semplice calcolatore, ma un vero e proprio strumento di automazione e controllo dei dati.
7. Utilizzo di Microsoft PowerPoint: layout, schemi diapositiva e animazioni
PowerPoint e' lo strumento di riferimento per la realizzazione di presentazioni multimediali. La sua forza risiede nella capacita' di combinare testo, immagini, grafici e suoni in una sequenza di diapositive che guidano l'attenzione dell'uditorio. Per sfruttare al meglio il programma occorre conoscere tre elementi fondamentali: il layout delle diapositive, lo schema diapositiva (detto anche slide master) e le animazioni di oggetti e transizioni.
Il layout e' la struttura predefinita di una diapositiva. Quando si sceglie "Nuova diapositiva" il programma propone una serie di layout (Titolo, Titolo e contenuto, Due contenuti, Confronto, Solo immagine, ecc.). Ogni layout contiene dei segnaposto (placeholder) per titolo, testo, immagine, grafico o tabella. I segnaposto sono aree dinamiche: l'utente inserisce il contenuto e il programma lo adatta automaticamente al formato scelto, mantenendo coerenza di allineamento, spaziatura e dimensione del carattere. Per modificare il layout di una diapositiva esistente basta posizionare il cursore sulla miniatura della diapositiva nella barra laterale sinistra, fare clic destro e scegliere "Layout". In questo modo si puo' passare da un layout all'altro senza perdere il contenuto inserito.
Lo schema diapositiva rappresenta il modello di base su cui si fondano tutti i layout della presentazione. Si accede tramite il comando "Schema diapositiva" nella scheda "Visualizza". Una volta aperto, nella parte superiore compare la diapositiva master, mentre sotto di essa sono elencati i layout associati. Qualsiasi modifica effettuata sulla master (cambio di colore di sfondo, inserimento di un logo, definizione di carattere e dimensione predefiniti, posizionamento di un piede di pagina) si propaga automaticamente a tutti i layout e, di conseguenza, a tutte le diapositive della presentazione. Questo meccanismo consente di garantire uniformita' grafica e di ridurre notevolmente il lavoro di formattazione. Per esempio, se si desidera inserire il logo aziendale in basso a destra di ogni diapositiva, basta aggiungerlo una sola volta nella master; il logo apparira' su ogni slide, anche su quelle create successivamente.
Un aspetto pratico molto richiesto nei quiz riguarda la modifica dell'ordine delle diapositive. La visualizzazione piu' indicata per questa operazione e' la modalita' Sequenza diapositive. Attivandola (scheda "Visualizza" > "Sequenza diapositive") si ottiene una vista a griglia di tutte le miniature; da qui e' possibile trascinare una miniatura verso la posizione desiderata, oppure utilizzare i tasti di spostamento rapido (Ctrl+Freccia su/giu). La modifica dell'ordine in questa modalita' si riflette immediatamente nella visualizzazione normale e nella presentazione finale.
Le animazioni consentono di far apparire, muovere o scomparire gli oggetti all'interno di una diapositiva. Nella scheda "Animazioni" si trovano tre gruppi principali: Animazione di ingresso, Animazione di enfasi e Animazione di uscita. Per applicare un'animazione basta selezionare l'oggetto (testo, immagine, forma) e scegliere l'effetto desiderato dall'elenco. Ogni animazione dispone di un pannello di impostazione (pulsante "Opzioni effetto") dove si possono definire la direzione, la velocita' e il ritardo di avvio. Il pannello "Sequenza animazione" permette di ordinare gli effetti, impostare se avviarsi "Al clic", "Con la diapositiva precedente" o "Dopo la diapositiva precedente". Questa flessibilita' e' fondamentale per costruire presentazioni fluide, evitando sovrapposizioni indesiderate.
Le transizioni, invece, regolano il passaggio da una diapositiva all'altra. Sempre nella scheda "Transizioni" si possono scegliere effetti come "Sfuma", "Spingi", "Cubica" o "Zoom". Oltre all'effetto, si definisce la durata (in secondi) e il metodo di avvio (clic, dopo un intervallo di tempo o automaticamente al termine della precedente animazione). Per verificare il risultato, il pulsante "Anteprima" mostra l'effetto in tempo reale; in alternativa, la modalita' "Presentazione" (tasto F5) consente di visualizzare l'intera sequenza con tutte le animazioni e transizioni attive.
Un'ulteriore funzionalita' avanzata riguarda la modifica del colore del testo. Il comando corretto e' "Carattere" all'interno del menu' "Formato". Selezionando il testo e scegliendo "Carattere", si apre una finestra dove e' possibile impostare il colore, il tipo di carattere, la dimensione e gli effetti di stile (grassetto, corsivo, sottolineato). Questo comando e' indipendente dalla modalita' di visualizzazione e si applica sia alle diapositive normali sia ai layout dello schema diapositiva.
Infine, per garantire che la presentazione mantenga la stessa resa su diversi computer, e' consigliabile salvare il file nel formato .pptx (default di PowerPoint 2007 e versioni successive) e, se necessario, esportare una versione PDF tramite "File > Esporta > Crea PDF/XPS". In questo modo si preservano layout, colori e posizionamento degli oggetti, evitando problemi di compatibilita' con versioni precedenti del programma.
8. Gestione della posta elettronica con Outlook/Outlook Express: messaggi, cartelle e priorita'
Outlook e Outlook Express sono i client di posta piu' diffusi nella famiglia Microsoft. Entrambi consentono di inviare, ricevere e organizzare le e-mail, ma Outlook e' integrato nella suite Office e offre funzionalita' avanzate (rubrica condivisa, calendario, gestione di piu' account, regole complesse), mentre Outlook Express e' una versione leggera, tipicamente installata con Windows, pensata per l'uso personale e per un singolo account. Nonostante le differenze, la logica di base e' la stessa: le e-mail vengono scaricate dal server (POP3 o IMAP) e collocate nella cartella Posta in arrivo; le nuove comunicazioni da inviare vengono temporaneamente memorizzate nella cartella Posta in uscita fino a quando il client non riesce a trasmetterle al server di posta.
Quando si apre Outlook, la struttura a sinistra della finestra e' detta riquadro delle cartelle. Oltre alle cartelle standard (Posta in arrivo, Posta inviata, Bozza, Posta eliminata, Posta in uscita) l'utente puo' creare cartelle personalizzate per raggruppare i messaggi per progetto, cliente o qualsiasi criterio. In Outlook Express la struttura e' simile, ma le cartelle sono meno numerose e non esiste il concetto di "Cartelle di ricerca". Per spostare un messaggio basta trascinarlo nella cartella desiderata oppure utilizzare il comando "Sposta in". Questo meccanismo e' fondamentale per rispondere alle domande dei quiz: la cartella "Posta in uscita" contiene i messaggi in corso di spedizione, cioe' quelli che non sono ancora stati consegnati al server.
Il formato di visualizzazione dei messaggi influisce sulla loro interpretazione. In Outlook, un messaggio visualizzato in grassetto nella Posta in arrivo indica che il messaggio non e' ancora stato letto; una volta aperto, il grassetto scompare e il messaggio passa allo stato "letto". Questo comportamento e' identico in Outlook Express. Per segnalare l'importanza di un messaggio, Outlook mette a disposizione due icone di priorita': una freccia rossa verso l'alto (alta priorita') e una freccia verde verso il basso (bassa priorita'). Inoltre, se nella lista appare un punto esclamativo rosso, il messaggio e' stato inviato con "Alta Priorita'". La stessa icona puo' comparire anche quando il messaggio e' stato contrassegnato manualmente con il flag "Segna come importante".
Le categorie e i flag sono strumenti di organizzazione aggiuntivi. In Outlook, cliccando con il tasto destro su un messaggio si accede al menu "Classifica" dove e' possibile assegnare una categoria (ad esempio "Lavoro", "Personale") o impostare un flag di promemoria. Il flag permette di impostare una data di scadenza: il messaggio appare con un'icona di bandierina e, se la data e' prossima, il client lo evidenzia nella vista "Attivita'". Outlook Express non dispone di categorie, ma supporta i flag di promemoria tramite la voce "Segna per follow-up".
La gestione delle regole automatiche e' un altro aspetto cruciale per superare i quiz. In Outlook si accede a "Regole e avvisi" dal menu "Strumenti". Una regola tipica puo' spostare automaticamente tutti i messaggi provenienti da un determinato mittente nella cartella "Fornitori", oppure contrassegnare come "Letto" i messaggi con oggetto contenente la parola "Newsletter". Le regole vengono applicate al momento della ricezione (regole server) o al momento della visualizzazione (regole client). Outlook Express offre una funzionalita' simile, ma con un'interfaccia piu' semplificata: le regole sono gestite tramite "Strumenti > Regole".
Per inviare una nuova e-mail, sia in Outlook che in Outlook Express, si utilizza il comando "Nuovo messaggio". Nella finestra di composizione si inseriscono i campi "A", "CC" e "CCN" (o "BCC") per specificare i destinatari. Il campo "CCN" serve a nascondere gli indirizzi dei destinatari agli altri destinatari, garantendo la privacy della lista di distribuzione. Dopo aver scritto il testo, si puo' impostare la priorita' tramite il pulsante "Opzioni" (freccia su/giu') e, se necessario, aggiungere allegati con l'icona della graffetta. Premendo "Invia", il messaggio viene spostato nella cartella "Posta in uscita" e, una volta confermata la consegna al server, compare nella cartella "Posta inviata".
Infine, la ricerca e l'archiviazione sono operazioni frequenti nella prova pratica. Outlook dispone di una barra di ricerca in alto, dove e' possibile digitare parole chiave, mittente o data; il risultato viene filtrato in tempo reale. Per conservare messaggi vecchi senza appesantire la casella di posta, si utilizza la funzione "Archiviazione". Selezionando una cartella e scegliendo "Archivio", Outlook sposta i messaggi in un file PST separato, mantenendo intatta la struttura delle cartelle. Outlook Express, pur non avendo un archivio PST, permette di esportare le cartelle in file .dbx, che possono essere successivamente importati in Outlook o conservati come backup.
9. Ripasso operativo e trappole ricorrenti nei quiz di concorso.
Il punto focale di questa sezione e' la capacita' di riconoscere, in pochi secondi, l'operazione corretta da compiere all'interno delle applicazioni di Office e di individuare le insidie piu' frequenti che gli autori dei quiz inseriscono per confondere il candidato. Per farlo occorre avere una visione chiara della struttura dei menu, delle icone piu' comuni e dei termini tecnici che vengono usati con precisione diversa a seconda del contesto.
In Excel, ad esempio, la domanda "E' possibile ordinare una sola delle due colonne?" sembra banale, ma la trappola sta nel fatto che l'ordinamento di una sola colonna senza includere le altre puo' portare a perdita di correlazione tra i dati. La risposta corretta, dal punto di vista strettamente tecnico, e' "Si', sempre", poiche' la funzione Ordina permette di selezionare una sola colonna. Tuttavia, nei quiz viene spesso richiesto di indicare che, se la colonna fa parte di un intervallo con dati correlati, occorre includere l'intero intervallo per non corrompere le informazioni. Quindi, la chiave e' leggere attentamente la formulazione: se la domanda si riferisce al meccanismo di Excel, la risposta e' affermativa; se riguarda la buona pratica di gestione dati, la risposta corretta e' "No, non senza includere le altre colonne".
Un altro esempio tipico riguarda Word 2007 e la scelta dell'interlinea. Molti candidati selezionano la voce "Formato - Paragrafo" e poi il menu a tendina, ma la via piu' rapida e' la barra di accesso rapido, dove l'icona dell'interlinea e' subito visibile. La trappola consiste nel confondere la barra di stato con la barra degli strumenti: la barra di stato mostra solo informazioni sul documento (numero di pagina, lingua), mentre la barra di accesso rapido contiene i comandi di formattazione piu' usati, tra cui l'interlinea. Ricordare dove si trova l'icona evita di perdere tempo prezioso.
Nel caso di Outlook Express, la domanda "Cosa contiene la cartella 'Posta in uscita'?" sembra ovvia, ma la risposta "I messaggi in corso di spedizione" e' corretta solo se il client e' ancora connesso al server. Se la connessione e' interrotta, la cartella contiene messaggi in attesa di invio, ma non ancora spediti. Nei quiz, la formulazione "in corso di spedizione" e' spesso usata per distinguere dalla cartella "Posta inviata", che contiene i messaggi gia' consegnati. Quindi, la trappola sta nella precisione del verbo: "in corso" implica un'azione non ancora completata.
Le icone di Outlook sono un altro terreno fertile per gli errori. Un messaggio in grassetto indica che non e' stato ancora letto; il punto esclamativo rosso, invece, segnala "Alta Priorita'". Alcuni quiz chiedono di associare il colore al significato, ma alcuni candidati confondono il punto esclamativo con l'icona di errore di invio. La regola mnemonica e' semplice: il colore rosso richiama l'urgenza, quindi "Alta Priorita'".
Passiamo ora alle funzioni di Excel. L'operatore ^ e' sempre l'elevamento a potenza; tuttavia, nei quiz compare spesso la domanda "Quale operatore si usa per la divisione?" e la risposta corretta e' la barra semplice (slash). Alcuni candidati, ricordando la notazione matematica tradizionale, rispondono con il simbolo ÷, ma in Excel non esiste tale tasto; la divisione si indica con /. Un altro errore frequente riguarda il riferimento assoluto: $C$8 e' un riferimento assoluto di cella, mentre C$8 o $C8 sono riferimenti misti. Nei quesiti che chiedono "Cosa rappresenta $C$8?" la risposta corretta deve includere la parola "assoluto".
Le funzioni di aggregazione, come SOMMA.SE, sono spesso oggetto di trappole semantiche. La domanda "Per quali operazioni viene utilizzata la funzione SOMMA.SE?" richiede di specificare che la somma avviene "al verificarsi di una condizione". Alcuni candidati rispondono genericamente "per sommare valori", ma dimenticano il vincolo condizionale, che e' l'elemento distintivo della funzione.
In Word, la protezione con password e' un'operazione che molti credono sia disponibile solo nella versione "Professional". In realta', anche Word 2007/2010 permette di impostare una password di apertura e una di modifica tramite la voce "File - Salva con nome - Strumenti - Opzioni generali". La trappola nei quiz consiste nel chiedere "E' possibile proteggere un documento?" senza specificare il tipo di protezione; la risposta corretta e' "Si', tramite password, sia per l'apertura che per la modifica".
Il comando "Ordina" di Word, spesso confuso con la funzione di ordinamento di Excel, serve a disporre la selezione corrente in ordine alfabetico o numerico. Nei quiz, la domanda "Il comando Ordina in Word serve per:" deve essere risolta indicando che agisce sul testo selezionato, non sull'intero documento, e che non influisce su tabelle o elenchi numerati se non selezionati.
Un'ulteriore trappola riguarda le estensioni dei file. La risposta "Quale delle seguenti estensioni non e' disponibile in Word?" richiede di conoscere le estensioni tipiche (.docx, .doc, .rtf) e di riconoscere che .mdb e' un file di Access. Allo stesso modo, per Excel, l'estensione corretta e' .xlsx; .xls e' ancora supportata ma non e' l'estensione di default nelle versioni recenti.
Nel contesto di PowerPoint, la visualizzazione consigliata per riorganizzare le diapositive e' la "Sequenza diapositive". Alcuni candidati scelgono la "Visualizzazione normale", ma questa non mostra la barra laterale con le miniature in modo chiaro. La trappola consiste nel distinguere tra "Sequenza diapositive" (che permette drag&drop) e "Vista presentazione", che e' solo per la proiezione.
Le macro di Excel rappresentano un classico punto di insidia. La domanda "L'attivazione delle macro di un file di Excel puo' essere dannosa perche' potrebbe:" richiede di indicare il rischio di virus. Molti rispondono "perche' le macro sono lente", ma la risposta corretta riguarda la sicurezza: le macro possono contenere codice malevolo.
Un'ultima area di confusione riguarda le scorciatoie da tastiera. In Word, la combinazione Ctrl+G applica il grassetto al testo selezionato; la finestra "Vai a", che permette di saltare a una pagina, a una sezione o a un segnalibro, si apre invece con il tasto F5. Ricordare le funzioni reali delle scorciatoie evita di cadere in questa trappola.
Riassumendo, per affrontare con sicurezza i quiz e' fondamentale:
- Conoscere la posizione esatta dei comandi (barra di accesso rapido, menu Formato, barra della formula).
- Distinguere tra termini simili ma con significati diversi (ordinamento di una colonna vs ordinamento di un intervallo, riferimento assoluto vs misto).
- Leggere attentamente la formulazione della domanda, cercando parole chiave come "sempre", "solo", "condizione".
- Essere consapevoli delle icone e dei colori che indicano stati specifici (grassetto, punto esclamativo, freccia di selezione).
Con questa consapevolezza operativa, il candidato potra' rispondere rapidamente e con precisione, evitando le insidie piu' comuni inserite nei quiz di concorso.