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Riassunto · 1500 Assistenti alla Vigilanza – Ministero della Cultura

Dispensa - Patrimonio culturale italiano - Ministero della Cultura 1500 Assistenti alla vigilanza

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1. Che cos'e' il patrimonio culturale italiano

Prima di percorrere secoli di arte, letteratura e archeologia conviene fissare che cosa sia, esattamente, la materia. Il patrimonio culturale e' l'insieme dei beni - materiali e immateriali - che una comunita' riconosce come testimonianza della propria civilta' e che, proprio per questo, decide di conservare e trasmettere a chi verra' dopo. Non e' una collezione di oggetti belli: e' un insieme di cose a cui l'ordinamento attribuisce un valore di documento. Un ponte romano, un codice miniato, un affresco staccato, un archivio notarile, una grotta abitata in eta' preistorica sono patrimonio non perche' piacciano, ma perche' raccontano qualcosa che senza di loro andrebbe perduto.

Il Codice dei beni culturali e del paesaggio, cioe' il decreto legislativo 42 del 2004, organizza questa nozione in due grandi famiglie. Da un lato i beni culturali: le cose mobili e immobili che presentano interesse artistico, storico, archeologico, etnoantropologico, archivistico o bibliografico. Dall'altro i beni paesaggistici: le parti del territorio i cui caratteri derivano dalla natura, dalla storia umana o dal loro reciproco intrecciarsi. Un dipinto di Tiziano e un archivio comunale appartengono alla prima famiglia; la costiera amalfitana o un centro storico appartengono alla seconda. Il fondamento costituzionale di entrambe e' l'articolo 9 della Costituzione, che affida alla Repubblica il compito di promuovere lo sviluppo della cultura e la ricerca, e di tutelare il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

Rispetto alle discipline vicine, la materia occupa una posizione particolare: e' un sapere trasversale. La storia dell'arte le fornisce gli strumenti per riconoscere stili, autori e tecniche; l'archeologia le fornisce i contesti antichi; la storia le fornisce la cronologia degli eventi che hanno prodotto quei beni; la letteratura e il cinema le forniscono la parte immateriale, cioe' le opere in cui un Paese si e' raccontato; la geografia le fornisce la mappa, perche' quasi ogni monumento italiano e' identificabile dalla citta' in cui si trova. Chi studia questa materia non diventa storico dell'arte ne' archeologo: impara a orientarsi in un sistema di riferimenti, riconoscendo un'opera, collocandola nel tempo e nel luogo, e associandola a chi l'ha fatta.

Il protagonista, quindi, e' il bene e insieme la comunita' che lo riconosce come proprio. E' un punto che conviene tenere fermo perche' spiega perche' l'elenco sia cosi' vasto e cosi' eterogeneo: l'Italia ha attraversato civilta' successive - preistoria nuragica e villanoviana, colonizzazione greca del Meridione, Roma, Bisanzio e Ravenna, longobardi, arabi e normanni in Sicilia, comuni e signorie, Rinascimento, Barocco, unificazione, Novecento - e ognuna ha lasciato sedimenti che non sono stati cancellati ma sovrapposti. Un centro storico italiano medio contiene, nello stesso isolato, mura romane, una chiesa romanica rifatta in Barocco e un palazzo ottocentesco. Il patrimonio italiano e' stratificato, non lineare.

Nel concorso per Assistenti alla vigilanza del Ministero della Cultura questa materia entra con un taglio molto preciso, ed e' bene saperlo subito per non studiare nella direzione sbagliata. Non vengono richieste analisi critiche ne' definizioni giuridiche sofisticate: vengono richieste associazioni corrette. Chi ha scritto quest'opera, dove si trova quel monumento, a quale corrente appartiene quell'artista, in quale epoca si colloca quell'evento, di che mestiere era quel personaggio. Il quesito tipico e' breve e a risposta secca, e la difficolta' non sta nel ragionamento ma nella memoria organizzata. Studiare bene significa costruire una rete di collegamenti stabili fra nomi, opere, luoghi e secoli, non accumulare nozioni sparse.

Da ricordare per i quiz. Il patrimonio culturale non coincide con l'arte: comprende anche archivi, biblioteche, siti archeologici, paesaggi e testimonianze immateriali. E la distinzione fra beni culturali e beni paesaggistici e' l'unica bipartizione strutturale che conviene tenere a mente, perche' le opzioni sbagliate spesso confondono le due categorie o attribuiscono alla tutela del paesaggio cose che appartengono ai beni culturali.

2. Dalle origini a Roma: preistoria, civilta' italiche, Magna Grecia e mondo romano

La stratificazione di cui si e' detto comincia molto prima della storia scritta. La sequenza cronologica delle eta' preistoriche va conosciuta nell'ordine giusto perche' e' materia da quesito diretto: il Paleolitico e' l'eta' della pietra scheggiata, seguito dal Mesolitico come fase di transizione, quindi dal Neolitico, l'eta' della pietra levigata in cui compaiono agricoltura, allevamento e villaggi stabili; dopo di esso vengono l'eta' del Rame, l'eta' del Bronzo e l'eta' del Ferro. L'ordine e' cumulativo e non si inverte: il Neolitico segue il Paleolitico e il Mesolitico, non li precede.

Alla protostoria italiana appartengono i monumenti piu' caratteristici delle isole. I nuraghi sono le torri troncoconiche in pietra a secco della Sardegna, costruite nell'eta' del Bronzo dalla civilta' che da esse prende nome; l'associazione nuraghe-Sardegna e' fra le piu' ricorrenti in assoluto ed e' sempre spendibile. Sul versante peninsulare, gli Etruschi occuparono l'area corrispondente a Toscana, Lazio settentrionale e Umbria, lasciando necropoli monumentali e una raffinata produzione di bronzi e ceramiche. Tra gli oggetti dell'antichita' che ricorrono nei quesiti va ricordata la fibula, la spilla metallica che serviva a unire i lembi del mantello, in uso presso le popolazioni preelleniche e italiche.

Il Mezzogiorno e la Sicilia furono colonizzati dai Greci a partire dall'VIII secolo avanti Cristo, dando vita alla Magna Grecia. E' un punto che pesa molto, perche' spiega la presenza di templi dorici in Italia meridionale: la Valle dei Templi si trova ad Agrigento, in Sicilia, e conserva alcuni fra i templi greci meglio leggibili al mondo; Paestum, in Campania, conserva anch'essa un gruppo di templi dorici. Anche la Basilicata ha testimonianze greche di rilievo, come il santuario di Apollo Licio a Metaponto. A Siracusa, nella latomia del Paradiso, si apre la grotta artificiale detta Orecchio di Dionisio, cosi' battezzata secondo la tradizione da Caravaggio, che vi soggiorno' nel 1608, per la sua forma e la sua acustica.

Con Roma si passa dal frammento al sistema. La tradizione attribuisce la fondazione della citta' a Romolo, primo dei sette re; la serie regia comprende, dopo di lui, Numa Pompilio, Tullo Ostilio, Anco Marzio, Tarquinio Prisco, Servio Tullio e Tarquinio il Superbo. E' un elenco breve e va imparato per intero, perche' i quesiti chiedono spesso quale tra quattro nomi sia stato effettivamente re: le opzioni sbagliate sono di solito personaggi della Roma repubblicana o imperiale, come Cesare o Augusto, che re non furono mai. Roma sorge sui sette colli - Palatino, Aventino, Campidoglio, Quirinale, Viminale, Esquilino e Celio - e anche qui il distrattore tipico e' un colle romano che nei sette non rientra, come il Gianicolo o il Pincio.

Della Roma monumentale conviene fissare alcune identita' precise. L'Anfiteatro Flavio e' il nome proprio del Colosseo, costruito dalla dinastia dei Flavi: le due espressioni indicano lo stesso edificio. L'Ara Pacis, altare della pace voluto per Augusto, si trova a Roma, oggi protetta da un edificio moderno lungo il Tevere. Le Terme di Caracalla, imponenti impianti termali imperiali, sono anch'esse a Roma. Fuori dalla capitale, la citta' romana meglio conservata al mondo e' Pompei, distrutta insieme a Ercolano da un'eruzione del Vesuvio nel 79 dopo Cristo: la causa e' vulcanica, non sismica, e questa e' una distinzione che i quesiti mettono spesso alla prova. Fra gli episodi della storia romana entrati nel linguaggio comune resta il passaggio del Rubicone da parte di Giulio Cesare, accompagnato dalla frase alea iacta est.

Da ricordare per i quiz. Non confondere i sette re con i grandi nomi della repubblica e dell'impero, ne' i sette colli con le alture romane successive. Colosseo e Anfiteatro Flavio sono la stessa cosa. I nuraghi sono sardi e non siciliani; la Valle dei Templi e' siciliana ad Agrigento e non campana. Pompei fu sepolta da un'eruzione, non da un terremoto ne' da un'inondazione.

3. Medioevo e Rinascimento: Bisanzio, romanico e gotico, la stagione fiorentina

Caduto l'impero d'Occidente, l'Italia divenne il punto d'incontro di culture diverse, e le tracce sono ancora leggibili nella geografia dei monumenti. Ravenna fu capitale prima dell'impero d'Occidente e poi dell'esarcato bizantino, e conserva il piu' straordinario complesso di mosaici tardoantichi e bizantini: la basilica di San Vitale e' celebre esattamente per questo, per i mosaici parietali con i pannelli di Giustiniano e Teodora. Chi ricorda Ravenna come citta' del mosaico ha in mano la risposta a un'intera famiglia di quesiti.

Il Meridione medievale fu un crocevia ancora piu' fitto: dopo i bizantini vennero gli arabi in Sicilia e poi i normanni, e dalla loro sovrapposizione nacque uno stile arabo-normanno riconoscibile a Palermo e a Monreale, dove la struttura latina accoglie cupole, archi e decorazioni musive di matrice orientale e bizantina. Sempre nel Sud, e in particolare in Puglia e Basilicata, si diffusero le chiese rupestri: luoghi di culto scavati nella roccia, non costruiti con muri, spesso affrescati; il caso piu' noto sono i complessi dei Sassi di Matera. La definizione va tenuta letterale, perche' i distrattori tipici le descrivono come chiese di campagna o chiese in rovina.

Sul piano degli stili architettonici, il romanico - tra XI e XII secolo - si riconosce per la massa muraria compatta, l'arco a tutto sesto e la luce contenuta; il gotico, che lo segue, per l'arco a sesto acuto, la ricerca dell'altezza e le grandi superfici vetrate. La Torre pendente, con il duomo e il battistero, sorge in piazza dei Miracoli a Pisa, ed e' il caso piu' celebre del romanico pisano; sempre a Pisa, in piazza dei Cavalieri, si affaccia il Palazzo dell'Orologio. In Toscana meridionale, non lontano da Siena, restano le suggestive rovine dell'abbazia cistercense di San Galgano, chiesa gotica priva di copertura.

La pittura si stacca dalla maniera bizantina con Giotto, che introduce volume, spazio e naturalezza degli affetti. A lui si deve il ciclo di affreschi con le Storie di san Francesco nella basilica superiore di San Francesco ad Assisi, oltre alla cappella degli Scrovegni a Padova. Nella letteratura, il Dolce Stil Novo e' il movimento poetico fiorito tra la fine del Duecento e il Trecento, cui appartengono Guido Guinizzelli, Guido Cavalcanti e lo stesso Dante Alighieri. Della Divina Commedia conviene ricordare almeno la collocazione del conte Ugolino, che Dante pone nell'Inferno, tra i traditori immersi nel ghiaccio del Cocito.

Il Rinascimento nasce a Firenze nel Quattrocento e riporta al centro la misura, la prospettiva e il modello antico. Palazzo Vecchio, sede storica del governo cittadino, si trova a Firenze in piazza della Signoria: e' un'associazione da fissare senza esitazioni, perche' il nome generico invita all'errore. Nel Cinquecento il Mercurio volante, celebre bronzo del Giambologna, appartiene alla stagione fiorentina della scultura, mentre il David marmoreo e' opera di Michelangelo Buonarroti. Dello stesso Michelangelo, l'ultima e incompiuta Pieta' Rondanini e' conservata a Milano, nel Museo del Castello Sforzesco: qui l'errore piu' frequente e' collocarla a Roma insieme alla Pieta' vaticana, che e' un'opera diversa e giovanile. Leonardo da Vinci chiude idealmente la stagione come figura totale: pittore, scultore, architetto, ingegnere e scienziato, e proprio la molteplicita' dei ruoli e' cio' che i quesiti chiedono di riconoscere.

Alla stessa epoca appartengono le grandi corti signorili e i loro castelli. Il Castello Estense e' a Ferrara, cuore del dominio della famiglia d'Este; a Napoli, sul mare, sorge Castel dell'Ovo, la fortificazione piu' antica della citta'. Nella letteratura cavalleresca del Cinquecento, Ludovico Ariosto, legato proprio alla corte estense, compone l'Orlando furioso.

Da ricordare per i quiz. Ravenna vale mosaici, non affreschi. Le chiese rupestri sono scavate nella roccia. Palazzo Vecchio e' a Firenze, Castel dell'Ovo a Napoli, il Castello Estense a Ferrara, la Torre pendente a Pisa: sono coppie fisse che vanno recitate senza esitazione. E la Pieta' Rondanini sta a Milano, non in Vaticano.

4. Barocco, Settecento e Ottocento: Bernini, le regge, l'Unita' d'Italia

Il Barocco del Seicento sostituisce alla misura rinascimentale il movimento, la teatralita' e il coinvolgimento dello spettatore. Il suo interprete piu' completo e' Gian Lorenzo Bernini, scultore e architetto, che a Roma progetto' il Colonnato di piazza San Pietro, il doppio abbraccio ellittico di colonne davanti alla basilica vaticana. Sempre a Bernini si deve la Fontana del Tritone in piazza Barberini, mentre la Fontana della Barcaccia ai piedi della scalinata di piazza di Spagna e' legata al nome dei Bernini, ed e' tradizionalmente riferita al padre Pietro con la collaborazione del figlio. Nella stessa stagione opera Francesco Borromini, rivale di Bernini, autore di architetture dalle geometrie curvilinee: nei quesiti i due nomi sono l'uno il distrattore dell'altro, e conviene tenerli distinti per opere piuttosto che per formule.

Il Seicento e il Settecento sono anche i secoli delle grandi residenze dinastiche. La Venaria Reale e' una residenza sabauda alle porte di Torino, nata come reggia di caccia dei Savoia e oggi parte del sistema delle residenze reali piemontesi; la Reggia di Caserta e' l'equivalente borbonico in Campania. Nella musica, la grande stagione dell'opera italiana attraversa l'Ottocento e sfocia in Giacomo Puccini, autore della Boheme, oltre che di Tosca e Madama Butterfly.

L'Ottocento e' anche il secolo del Risorgimento e dell'unificazione. Dopo la proclamazione del Regno d'Italia, il Mezzogiorno fu attraversato dal fenomeno del brigantaggio, che si colloca subito dopo l'Unita' d'Italia, cioe' nel decennio successivo al 1861: e' una collocazione cronologica che i quesiti chiedono direttamente, e le opzioni sbagliate tendono a spostarlo nel Settecento o nel primo Novecento. Alla memoria dell'unificazione e' dedicato il monumento nazionale a Vittorio Emanuele II, a Roma in piazza Venezia, comunemente chiamato Vittoriano e noto anche come Altare della Patria.

Nella letteratura tra Settecento e Ottocento, Ugo Foscolo scrive i Sepolcri, i sonetti e le Ultime lettere di Jacopo Ortis; Alessandro Manzoni compone I promessi sposi, il romanzo i cui personaggi - Renzo, Lucia, don Abbondio, fra Cristoforo, l'Innominato, la monaca di Monza - ricorrono nei quesiti come elenco da riconoscere. La figura di Ettore Fieramosca, protagonista del romanzo di Massimo d'Azeglio, e' legata alla disfida di Barletta, il duello tra cavalieri italiani e francesi combattuto agli inizi del Cinquecento e diventato simbolo risorgimentale d'onore nazionale.

Della letteratura latina classica, che entra spesso di traverso in questa materia, bastano poche identita' sicure: Publio Ovidio Nasone e' un poeta latino, autore dell'Ars amatoria e delle Metamorfosi; Gaio Valerio Catullo e' anch'egli un poeta latino, esponente della poesia neoterica. Nei quesiti che chiedono il mestiere di un personaggio, le opzioni sbagliate propongono di solito storico, oratore o filosofo.

Da ricordare per i quiz. Bernini e Borromini si distinguono per opere: il colonnato vaticano e il Tritone di piazza Barberini sono berniniani. La Venaria Reale e' sabauda e piemontese, non borbonica. Il brigantaggio postunitario e' fenomeno dell'Ottocento successivo al 1861, non di eta' moderna. Vittoriano e Altare della Patria indicano lo stesso monumento.

5. Il Novecento: letteratura, arti visive e movimenti d'avanguardia

Il Novecento e' la porzione piu' insidiosa del programma, perche' concentra molti nomi ravvicinati e chiede di associare correttamente autore e opera, o artista e corrente. Conviene procedere per coppie stabili. Nella narrativa, Giuseppe Tomasi di Lampedusa e' l'autore del Gattopardo, romanzo sulla Sicilia del passaggio dai Borbone al Regno d'Italia. Giorgio Bassani scrive Il giardino dei Finzi Contini, ambientato nella Ferrara degli anni Trenta e Quaranta, cioe' nel tempo delle leggi razziali fasciste e della seconda guerra mondiale: la collocazione storica e' oggetto diretto di quesito e non va spostata al primo dopoguerra. Carlo Levi firma Cristo si e' fermato a Eboli, testimonianza del suo confino in Lucania. Elsa Morante e' autrice della Storia, dell'Isola di Arturo e di Menzogna e sortilegio. Italo Calvino ha scritto Il sentiero dei nidi di ragno, la trilogia dei Nostri antenati con Il barone rampante, Il visconte dimezzato e Il cavaliere inesistente, oltre alle Citta' invisibili e alle Fiabe italiane.

Alcune identita' professionali vanno tenute a mente perche' i quesiti chiedono semplicemente che cosa era un personaggio. Grazia Deledda e' una scrittrice sarda, insignita del premio Nobel per la letteratura. Dacia Maraini e' una scrittrice italiana contemporanea, autrice anche di teatro. Tiziano Terzani e' stato un giornalista e scrittore, corrispondente dall'Asia. Gae Aulenti e' stata un'architetta e designer, nota per riconversioni museali di grande scala. Letizia Battaglia e' stata una fotografa, celebre per il reportage sulla Palermo degli anni di piombo e della mafia.

Nelle arti visive il Novecento si organizza per movimenti. La metafisica, che sospende gli oggetti in spazi silenziosi e irreali, ha in Giorgio de Chirico il suo esponente principale: era un pittore. Lo spazialismo, che rompe materialmente la superficie del quadro con tagli e buchi per aprirlo alla dimensione dello spazio, fu fondato da Lucio Fontana, pittore e scultore nato in Argentina. La pop art italiana ha in Mario Schifano il nome piu' rappresentativo: anch'egli pittore. Il decollage, tecnica che consiste nello strappare manifesti pubblicitari sovrapposti per farne opera, e' la cifra di Mimmo Rotella, artista legato al Nouveau Realisme. Fausto Melotti e' stato uno scultore, autore di strutture astratte e leggerissime in metallo.

Alla storia del Novecento appartiene anche la memoria della guerra. Il Sacrario militare di Redipuglia, in Friuli-Venezia Giulia, e' il cimitero monumentale che raccoglie le spoglie di oltre centomila soldati italiani caduti nella prima guerra mondiale: l'associazione riguarda la Grande Guerra, non la seconda. A Trieste, oltre a piazza Unita' d'Italia affacciata sul mare e al castello di Miramare, si trova la Risiera di San Sabba, unico campo di sterminio con forno crematorio sul suolo italiano, oggi monumento nazionale.

Da ricordare per i quiz. Le coppie autore-opera del Novecento si confondono tra loro con estrema facilita': Il Gattopardo e' di Tomasi di Lampedusa e non di Bassani, Cristo si e' fermato a Eboli e' di Carlo Levi e non di Primo Levi, che e' autore di Se questo e' un uomo. Sul fronte artistico, tieni fisso che lo spazialismo e' di Fontana, la metafisica di de Chirico, il decollage di Rotella: sono i tre abbinamenti su cui si giocano quasi tutti i quesiti di arte contemporanea.

6. Cinema italiano: registi, film e premi

Il cinema e' patrimonio culturale a pieno titolo, e nella banca dati occupa uno spazio consistente. La domanda tipica ha tre forme: chi ha diretto un film, chi ha recitato in un film, chi ha vinto un premio. Conviene quindi organizzare la conoscenza intorno ai pochi nomi che ricorrono davvero.

Federico Fellini e' il regista italiano piu' premiato in assoluto: quattro suoi film hanno ottenuto l'Oscar per il miglior film straniero - La strada, Le notti di Cabiria, Otto e mezzo e Amarcord - cui si aggiunse nel 1993 un Oscar alla carriera. Quando un quesito chiede con quale film Fellini abbia vinto l'Oscar, la risposta corretta appartiene sempre a questa serie di quattro titoli. Il suo film piu' celebre in assoluto, La dolce vita, vinse invece la Palma d'oro a Cannes nel 1960: vi recitarono Marcello Mastroianni, protagonista, e Anita Ekberg, legata alla scena della Fontana di Trevi. Mastroianni e' il volto ricorrente del cinema felliniano e va riconosciuto come attore-simbolo di quella stagione.

Mario Monicelli e' il maestro della commedia all'italiana, genere che racconta la societa' attraverso il riso amaro: sua e' la regia di I soliti ignoti, della Grande guerra, dell'Armata Brancaleone e di Amici miei. Vittorio De Sica appartiene al Neorealismo, la corrente del dopoguerra che porta la macchina da presa nelle strade con attori spesso non professionisti. Sul suo rapporto con l'Academy conviene essere precisi, perche' e' un punto in cui i materiali approssimativi sbagliano: Sciuscia' e Ladri di biciclette furono premiati con un Oscar speciale, quando la categoria competitiva per il film in lingua straniera non esisteva ancora - fu istituita stabilmente solo a meta' degli anni Cinquanta - mentre gli Oscar veri e propri per il miglior film straniero De Sica li ottenne con Ieri, oggi, domani e con Il giardino dei Finzi Contini, quest'ultimo tratto dal romanzo di Bassani. Anche Roberto Rossellini e' figura fondativa del Neorealismo con Roma citta' aperta, mentre Giuseppe Tornatore ottenne l'Oscar con Nuovo Cinema Paradiso, Gabriele Salvatores con Mediterraneo e Roberto Benigni con La vita e' bella. Su questo terreno si costruisce la domanda rovesciata, quella che chiede quale regista non abbia vinto l'Oscar: conviene percio' sapere che Michelangelo Antonioni e Luchino Visconti, pur enormi, non conquistarono mai l'Oscar per un loro film in concorso, e che ad Antonioni fu attribuito soltanto un premio alla carriera, nel 1995, mentre Visconti non ricevette alcun Oscar.

Alberto Sordi e' stato un attore, oltre che regista e sceneggiatore, e insieme a Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi e Nino Manfredi forma il quartetto della commedia all'italiana. Anche qui la domanda e' spesso solo sul mestiere, e l'opzione sbagliata propone cantante o scrittore.

Un episodio storico che passa attraverso il cinema riguarda Napoli, prima citta' del Mezzogiorno a insorgere contro l'occupazione nazifascista nel settembre 1943. La vicenda e' narrata nel film Le quattro giornate di Napoli, diretto da Nanni Loy: la coppia evento-film e' un abbinamento ricorrente.

Da ricordare per i quiz. Distingui i premi: La dolce vita ha vinto Cannes, non l'Oscar; gli Oscar di Fellini sono Amarcord, Otto e mezzo, Le notti di Cabiria e La strada. Per De Sica tieni separati gli Oscar speciali di Sciuscia' e Ladri di biciclette da quelli competitivi di Ieri, oggi, domani e Il giardino dei Finzi Contini. Nelle domande negative - quale regista NON ha vinto l'Oscar - l'errore tipico e' eliminare il nome meno famoso: Antonioni e Visconti sono famosissimi e proprio per questo sono le risposte corrette a quel tipo di quesito.

7. La geografia del patrimonio: leggere l'Italia per regioni e citta'

Una parte consistente dei quesiti non chiede altro che il dove. Studiare per elenchi alfabetici serve poco; conviene invece costruire una mappa mentale in cui ogni citta' porta con se' due o tre marcatori sicuri, perche' e' cosi' che si riconosce la risposta in pochi secondi.

A Torino si riconoscono la Mole Antonelliana, simbolo della citta' e sede del Museo nazionale del cinema, il Museo Egizio e, appena fuori, la Venaria Reale con le altre residenze sabaude. Milano ha il Duomo gotico, il Castello Sforzesco con la Pieta' Rondanini, il Teatro alla Scala e il Cenacolo di Leonardo in Santa Maria delle Grazie. Venezia vale piazza San Marco, la basilica con i mosaici a fondo oro, il Palazzo Ducale e il Canal Grande. Verona ha l'Arena romana. Ferrara ha il Castello Estense e l'impianto urbanistico rinascimentale. Ravenna ha i mosaici di San Vitale, di Sant'Apollinare e del mausoleo di Galla Placidia. Bologna ha le torri, i portici, la basilica di San Petronio e, nella piazza antistante, la Fontana del Nettuno, la cui statua bronzea e' opera del Giambologna su impianto architettonico progettato da Tommaso Laureti. Trieste ha piazza Unita' d'Italia, il castello di Miramare e la Risiera di San Sabba; in regione, il Sacrario di Redipuglia.

In Toscana, Firenze concentra Palazzo Vecchio, il Duomo con la cupola del Brunelleschi, gli Uffizi e il Ponte Vecchio; Pisa la Torre pendente in piazza dei Miracoli e il Palazzo dell'Orologio in piazza dei Cavalieri; Siena piazza del Campo e, nelle vicinanze, l'abbazia di San Galgano. Assisi, in Umbria, ha la basilica di San Francesco con gli affreschi giotteschi.

Roma merita una mappa a se': il Colosseo o Anfiteatro Flavio, il Foro, il Pantheon, le Terme di Caracalla, l'Ara Pacis, il Vittoriano, la Fontana di Trevi, la Barcaccia in piazza di Spagna, il Tritone in piazza Barberini, il Colonnato di San Pietro e i Musei Vaticani con la Cappella Sistina.

Al Sud, Napoli ha Castel dell'Ovo, il Maschio Angioino, il Museo Archeologico Nazionale con i reperti pompeiani e il Teatro San Carlo; nelle vicinanze Pompei ed Ercolano, e in Campania anche Paestum e la Reggia di Caserta. In Puglia, Alberobello e' la citta' dei trulli, le costruzioni in pietra a secco con copertura conica, e Castel del Monte e' la fortezza ottagonale di Federico II. In Basilicata, Matera ha i Sassi e le chiese rupestri, e Metaponto le testimonianze della Magna Grecia. In Sicilia, la Valle dei Templi ad Agrigento, il teatro greco di Siracusa con l'Orecchio di Dionisio, il duomo di Monreale e la Palermo arabo-normanna, la Villa romana del Casale a Piazza Armerina. In Sardegna i nuraghi, primo fra tutti il complesso di Barumini.

Un criterio pratico aiuta nei casi dubbi. Se il monumento e' greco - templi dorici, teatri antichi - va cercato al Sud o in Sicilia, perche' li' arrivo' la colonizzazione ellenica. Se e' mosaico tardoantico, la risposta e' quasi sempre Ravenna, in seconda battuta Venezia o la Sicilia normanna. Se e' torre in pietra a secco preistorica, e' Sardegna. Se e' abitazione conica in pietra a secco, e' Puglia. Questi automatismi risolvono i quesiti geografici anche quando il monumento non e' fra i piu' noti.

Da ricordare per i quiz. Il distrattore geografico piu' insidioso e' la citta' plausibile della stessa regione: la Valle dei Templi e' ad Agrigento e non a Siracusa, i trulli sono ad Alberobello e non a Ostuni, i Sassi sono a Matera e non a Potenza. E non scambiare i trulli pugliesi con i nuraghi sardi: entrambi sono in pietra a secco, ma i primi sono abitazioni recenti, i secondi torri dell'eta' del Bronzo.

8. Ripasso operativo e trappole ricorrenti

Chiudere lo studio significa ripercorrere la materia dal punto di vista di chi costruisce i quesiti, perche' gli errori non sono casuali: seguono schemi che si ripetono e che, una volta riconosciuti, si neutralizzano.

La prima famiglia di trappole e' l'omonimia di luogo. Nomi come Palazzo Vecchio, Castello Estense, Castel dell'Ovo o Palazzo dell'Orologio suonano generici e invitano a rispondere a intuito; ognuno di essi ha invece una citta' sola. Il rimedio non e' ripassare i nomi ma le coppie: Palazzo Vecchio-Firenze, Castello Estense-Ferrara, Castel dell'Ovo-Napoli, Mole Antonelliana-Torino, Torre pendente-Pisa. Una coppia si memorizza meglio di un elenco, e in sede d'esame si recupera intera.

La seconda famiglia riguarda i doppi nomi dello stesso monumento. Colosseo e Anfiteatro Flavio sono lo stesso edificio; Vittoriano e Altare della Patria sono lo stesso monumento. Il quesito appare difficile solo finche' non si riconosce che sta chiedendo un sinonimo, non un'informazione nuova.

La terza famiglia riguarda gli autori confondibili. Bernini e Borromini nel Barocco, Michelangelo e Giambologna nella scultura fiorentina, Carlo Levi e Primo Levi nella narrativa, Tomasi di Lampedusa e Bassani nel romanzo storico novecentesco. In tutti questi casi conviene fissare un'opera-ancora per ciascun nome, perche' la memoria dei nomi da sola non regge sotto pressione.

La quarta famiglia riguarda la cronologia. Le sequenze da tenere ferme sono poche ma vanno sapute in ordine: Paleolitico, Mesolitico, Neolitico, eta' dei metalli; eta' regia, repubblica, impero per Roma; romanico prima e gotico dopo; Rinascimento nel Quattro e Cinquecento, Barocco nel Seicento, Neoclassicismo tra Sette e Ottocento. Su questa griglia si collocano poi gli eventi: il brigantaggio nel decennio successivo all'Unita', l'eruzione che seppellisce Pompei nel primo secolo dopo Cristo, i mosaici ravennati in eta' tardoantica e bizantina, la disfida di Barletta agli inizi del Cinquecento.

La quinta famiglia riguarda le identita' professionali. Molti quesiti chiedono soltanto che mestiere facesse un personaggio, e la risposta si perde per fretta. Fissa che de Chirico, Schifano e Fontana sono artisti visivi, Melotti scultore, Rotella artista del decollage, Gae Aulenti architetta, Letizia Battaglia fotografa, Tiziano Terzani giornalista, Deledda e Maraini scrittrici, Alberto Sordi attore, Ovidio e Catullo poeti latini, Leonardo figura poliedrica non riducibile al solo mestiere di pittore.

La sesta famiglia riguarda i quesiti negativi, quelli che chiedono chi o che cosa non appartiene a un insieme: quale non e' un colle di Roma, quale non fu re, quale regista non vinse l'Oscar. Qui l'errore piu' frequente e' rispondere d'istinto scartando l'opzione meno nota, mentre il meccanismo del quesito e' l'opposto: le tre opzioni sbagliate sono elementi dell'insieme, e la corretta e' spesso il nome piu' celebre di tutti, inserito proprio perche' la fama fa abbassare la guardia. Conviene leggere due volte la parola di negazione prima di rispondere.

Un'ultima avvertenza sul metodo. Questa materia non si supera studiando tutto, perche' tutto e' impossibile: si supera coprendo in modo solido i nuclei che tornano davvero - Roma antica, Ravenna e il Medioevo, il Rinascimento fiorentino, il Barocco romano, la letteratura dell'Otto e Novecento, il cinema del dopoguerra e la geografia dei monumenti maggiori - e accettando di perdere qualche quesito periferico. Un candidato che risponde con sicurezza a quaranta associazioni fondamentali sbaglia meno di uno che ne ha sfiorate duecento senza fissarne nessuna. Per le nozioni giuridiche di contorno, il riferimento resta il testo del Codice dei beni culturali e del paesaggio e l'articolo 9 della Costituzione, letti direttamente nella loro formulazione.

Da ricordare per i quiz. Prima di scegliere, verifica sempre tre cose: se la domanda e' negativa, se il nome citato ha un sinonimo che la rende piu' semplice di quanto sembri, e se stai rispondendo per fama del nome anziche' per un collegamento che sai giustificare. Il quesito di questa materia premia il collegamento verificato, non l'impressione.

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