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Riassunto · 1340 Funzionari Assistenti Sociali – RIPAM

Metodologia del servizio sociale — scheda di studio

Contenuto a fini di studio e autovalutazione, generato con il supporto dell'AI e revisionato dalla Redazione. Può contenere imprecisioni. Le informazioni hanno carattere divulgativo e non sostituiscono la normativa vigente né gli atti ufficiali cui occorre sempre fare riferimento.

Perimetro della materia

  • La metodologia è l'approccio scientifico e operativo all'intervento professionale.
  • Non è diritto: è l'applicazione pratica delle norme nell'azione professionale.
  • Oggetti: metodo, processo di aiuto, strumenti professionali, livelli di intervento.
  • Livelli di intervento: micro (individuo, famiglia), meso (gruppi, organizzazioni), macro (comunità, politiche).

Il processo di aiuto e le sue fasi

  • Accoglienza e segretariato sociale: primo contatto, ascolto, informazione, orientamento, filtro del bisogno.
  • Analisi del bisogno e valutazione: raccolta dati, indagine sociale, lettura multidimensionale, diagnosi sociale.
  • Progetto e contratto: co-costruzione con l'utente di obiettivi, azioni, risorse, tempi e ruoli.
  • Attuazione: realizzazione delle azioni, monitoraggio costante, flessibilità.
  • Verifica e conclusione: valutazione dei risultati, follow-up, chiusura dell'intervento.
  • Errori tipici: saltare o invertire le fasi, non contrattualizzare, ridurre la diagnosi a un elenco di problemi.

Strumenti professionali

  • Colloquio: strumento principe della relazione d'aiuto; comunicazione verbale e non verbale.
  • Tecniche del colloquio:
    • Ascolto attivo: attenzione piena e comprensione empatica, senza giudizio.
    • Riformulazione: restituire il messaggio per verificarne la comprensione.
    • Riflessione: far emergere sentimenti e stati d'animo impliciti.
    • Chiarificazione: approfondire gli aspetti ambigui.
  • Visita domiciliare: osservazione del contesto di vita, valutazione di risorse e rischi.
  • Cartella sociale: registrazione, analisi e pianificazione; garantisce continuità e riservatezza.
  • Relazione sociale: scritto professionale valutativo per altri servizi o per l'autorità.
  • Documentazione: verbali, schede e report; garantisce trasparenza e tracciabilità.
  • Segreto professionale: obbligo di non divulgare quanto appreso nell'esercizio della professione.

Livelli di intervento: individuo, gruppo, comunità e rete

  • Lavoro con il gruppo:
    • Gruppo primario (Cooley): piccolo, faccia a faccia, legami intimi (es. famiglia).
    • T-Group: apprendimento esperienziale su dinamiche di gruppo e leadership.
    • Bion, assunti di base: dinamiche inconsce del gruppo (dipendenza, attacco-fuga, accoppiamento).
  • Servizio sociale di comunità: benessere collettivo, sviluppo locale, partecipazione.
  • Lavoro di rete e network analysis: mappatura e attivazione di risorse formali e informali.
  • Folgheraiter: il lavoro di rete come metodologia centrale, oltre l'individualismo.
  • Case management: coordinamento integrato dei servizi nei casi complessi.

Modelli teorici di riferimento

  • Sistemico-relazionale: l'individuo nel contesto di relazioni; focus su dinamiche familiari e sociali.
  • Centrato sulla persona (Rogers): empatia, congruenza, accettazione incondizionata.
  • Problem solving: problema, analisi, obiettivi, pianificazione, attuazione, verifica.
  • Empowerment: acquisizione di potere e controllo sulla propria vita; valorizza le risorse disponibili.
  • Motivazionale (Miller e Rollnick): colloquio sull'ambivalenza per facilitare il cambiamento, tipico nelle dipendenze.
  • Dominelli: comunità come risorsa; partecipazione, giustizia sociale, empowerment collettivo.

Cornice normativa che la metodologia deve conoscere

  • L. 328/2000: sistema integrato di interventi e servizi sociali; Piano di zona, LEPS, progetto individuale (art. 14), segretariato sociale (art. 22).
  • D.P.R. 616/1977: trasferimento delle funzioni assistenziali ai Comuni.
  • L. 833/1978: istituzione del SSN, principio di universalità, assistenza socio-sanitaria.
  • D.Lgs. 502/1992: riordino del SSN; aziendalizzazione, distretto, integrazione socio-sanitaria.
  • L. 104/1992: diritti e integrazione sociale delle persone con disabilità; progetto individuale.
  • L. 251/2000: professioni sanitarie e autonomia professionale; rileva per il lavoro in équipe.
  • L. 3/2018 (Lorenzin): riordino delle professioni sanitarie e Ordini professionali.
  • Codice Deontologico dell'Assistente Sociale: autodeterminazione, riservatezza, responsabilità verso utente, organizzazione, professione e società.
  • L. 228/2003: misure contro la tratta di persone.
  • GDPR (Reg. UE 2016/679): protezione dei dati personali nei servizi sociali e sanitari.
  • D.Lgs. 33/2013: accesso civico, pubblicità e trasparenza della PA.
  • L. 190/2012: prevenzione della corruzione nella PA.
  • D.Lgs. 165/2001: norme generali sul pubblico impiego.
  • D.Lgs. 81/2008: salute e sicurezza sul lavoro; rileva per la visita domiciliare.

Collegamenti con le altre materie del concorso

  • Legislazione sociale: il quadro normativo entro cui si applica la metodologia.
  • Diritto amministrativo: procedimento e atto amministrativo, L. 241/1990 (partecipazione, accesso).
  • Pubblico impiego: diritti, doveri e responsabilità del funzionario.
  • Diritto civile e di famiglia: minori, affidamento, adozione, amministratore di sostegno.
  • Diritto penale: reati contro la PA, obbligo di referto e denuncia.
  • Problematiche sociali: la metodologia ne è la risposta operativa.
  • Quiz situazionali: applicazione pratica dei principi metodologici e deontologici.

Errori tipici e trappole d'esame

  • Sussidiarietà verticale = tra livelli di governo; orizzontale = tra PA e cittadini/terzo settore (art. 118 co. 4 Cost.).
  • Affidamento = temporaneo, mantiene i legami d'origine; adozione = definitiva, recide i rapporti.
  • Crisi = evento acuto, opportunità di cambiamento; problema = condizione stabile e persistente.
  • Gruppo primario = legami intimi, faccia a faccia; secondario = formale, orientato allo scopo.
  • Segreto professionale = obbligo del professionista; riservatezza/privacy = diritto dell'utente sui propri dati.
  • Relazione sociale = valutativa e argomentativa; verbale/certificazione = atto formale descrittivo.
  • Case management = coordinamento strutturato di più servizi; presa in carico = avvio generico dell'intervento.
  • Non scambiare gli autori: Cooley = gruppo primario; Bion = assunti di base.
  • La rete non è un elenco di servizi: è un sistema dinamico di relazioni e risorse formali e informali (Folgheraiter).
  • Anche negli interventi disposti dall'autorità giudiziaria il consenso va sempre ricercato, per adesione e autodeterminazione.

Checklist di ripasso

  1. Distingui metodo, processo e strumenti del Servizio Sociale?
  2. Ricordi le fasi del processo di aiuto nel giusto ordine?
  3. Sai descrivere le tecniche del colloquio (ascolto attivo, riformulazione, riflessione)?
  4. Distingui gli interventi a livello individuale, di gruppo e di comunità?
  5. Sai attribuire gruppo primario (Cooley), T-Group e assunti di base (Bion)?
  6. Conosci i modelli teorici (sistemico, rogersiano, empowerment, motivazionale) e i loro autori?
  7. Hai ripassato L. 328/2000, D.Lgs. 502/1992 e L. 104/1992?
  8. Ricordi i principi del Codice deontologico (autodeterminazione, riservatezza, responsabilità)?
  9. Distingui crisi/problema, segreto professionale/privacy, affidamento/adozione?
  10. Sai collegare la metodologia a Diritto amministrativo e Legislazione sociale?
  11. Sai spiegare case management e lavoro di rete (Folgheraiter)?
  12. Sai applicare la metodologia ai quiz situazionali?
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