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Riassunto · 3997 Assistenti Amministrativi – RIPAM

Dispensa - Informatica - RIPAM 3997 Assistenti - profilo amministrativo

Contenuto a fini di studio e autovalutazione, generato con il supporto dell'AI e revisionato dalla Redazione. Può contenere imprecisioni. Le informazioni hanno carattere divulgativo e non sostituiscono la normativa vigente né gli atti ufficiali cui occorre sempre fare riferimento.

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1. Che cos'e' l'informatica come materia di concorso e come studiarla

Nei concorsi pubblici l'informatica non e' la disciplina che si insegna in una facolta' scientifica: nessun quesito chiede di scrivere codice, di progettare un database o di configurare un server. Quello che viene chiesto e' un livello di alfabetizzazione digitale adeguato a chi lavora in un ufficio interamente informatizzato: sapere di che cosa e' fatto un computer, come circolano i dati in rete, quali rischi corre chi tratta informazioni riservate, come si usano gli applicativi da ufficio (videoscrittura, foglio di calcolo, presentazioni, posta elettronica) e quali regole rendono validi gli atti prodotti in formato digitale. Per il profilo di assistente amministrativo il taglio e' volutamente operativo: contano la precisione sui comandi e sulle definizioni piu' che l'approfondimento specialistico. Chi studia questa materia pensando di dover diventare un tecnico informatico sbaglia bersaglio e perde tempo su argomenti che i quiz non toccano, come il subnetting o la programmazione avanzata.

La materia si lascia dividere in un pugno di territori che tornano identici in ogni bando: i fondamenti di hardware e software, i sistemi operativi e la gestione dei file, le reti e Internet, la sicurezza informatica e la protezione dei dati personali, il pacchetto Office (videoscrittura, foglio di calcolo, presentazioni), le basi di dati e la digitalizzazione della pubblica amministrazione (documento informatico, firme elettroniche, PEC, SPID, PagoPA). Sono gli stessi blocchi in cui e' organizzata questa dispensa, e conviene studiarli in quest'ordine perche' i concetti dei capitoli finali (per esempio la posta elettronica certificata) presuppongono quelli dei capitoli iniziali (per esempio che cosa sia un protocollo di rete).

Un punto di metodo, prima di entrare nel merito. Nei quiz di informatica per profili amministrativi la difficolta' quasi mai sta nel concetto in se', che e' spesso semplice: sta nel quantificatore con cui e' formulata la domanda. Espressioni come "esclusivamente", "sempre", "mai", "soltanto" restringono la risposta corretta, e ignorarle e' l'errore piu' costoso perche' colpisce proprio chi la nozione la conosce bene ma la applica distrattamente. Un secondo errore ricorrente e' fermarsi alla prima opzione che sembra plausibile: nei test a risposta multipla ben costruiti due alternative su quattro appaiono corrette a una lettura veloce, e solo una lo e' in senso pieno. Un terzo errore e' rispondere alla logica di "come si fa" quando la domanda chiede "se si puo' fare": molti quesiti si limitano a verificare che il candidato sappia che una certa funzione esiste (per esempio, che un elenco puntato si possa ordinare alfabeticamente), non che ne conosca il percorso esatto nei menu di un programma specifico.

Da ricordare per i quiz. Il livello richiesto e' quello dell'utente evoluto di un ufficio pubblico, non del tecnico ICT: hardware, software, reti, sicurezza, Office, database, digitalizzazione della PA. I quantificatori ("solo", "sempre", "mai", "esclusivamente") ribaltano il senso della domanda piu' spesso di quanto sembri. Le domande premiano la ripetizione e la precisione terminologica piu' del ragionamento originale: conviene studiare per definizioni esatte, non per impressioni generali.

Un'ultima considerazione sul metodo di studio, valida per qualunque banca dati di quiz che si stia affrontando. L'informatica e' una delle materie in cui il rapporto fra tempo investito e risposte corrette e' piu' favorevole: i quesiti sono in grande maggioranza definitori, ripetitivi e costruiti su un nucleo ristretto di distinzioni che tornano identiche anno dopo anno. Non si tratta di una materia in cui si perde per sfortuna o per un ragionamento sbagliato: si perde per non aver fissato con precisione quattro o cinque coppie di concetti (RAM/ROM, virus/worm, antivirus/firewall, riferimento relativo/assoluto, record/campo) che si prestano a essere confusi fra loro. Vale percio' la pena studiarla per intero e con ordine, anche quando il tempo a disposizione e' limitato: e' una delle poche materie in cui uno studio breve e ben mirato porta quasi alla totalita' delle risposte esatte.

2. Hardware: i componenti del computer

Un calcolatore e' l'insieme di una parte fisica, l'hardware, e di una parte immateriale fatta di istruzioni, il software. Il cuore dell'hardware e' la CPU (Central Processing Unit, in italiano processore o microprocessore): e' l'unita' che esegue le istruzioni dei programmi, idealmente composta da un'unita' di controllo, che decide che cosa fare e in quale ordine, e da un'unita' aritmetico-logica, che esegue calcoli e confronti. La velocita' della CPU si misura in cicli al secondo (gigahertz), ma nei processori moderni conta anche il numero di core, cioe' di unita' di elaborazione indipendenti dentro lo stesso chip: piu' core permettono di eseguire piu' operazioni realmente in parallelo.

La memoria va distinta con precisione, perche' e' uno dei punti piu' chiesti. La RAM (Random Access Memory) e' la memoria di lavoro: qui il sistema carica i programmi e i dati mentre li sta usando. E' volatile, cioe' si azzera quando manca l'alimentazione, ed e' leggibile e scrivibile: se un documento non e' stato salvato, un blackout improvviso lo fa perdere proprio perche' esisteva soltanto in RAM. La ROM (Read Only Memory) e' invece una memoria di sola lettura, non volatile, scritta in fase di produzione, che contiene le istruzioni minime necessarie all'avvio della macchina: il suo contenuto resta anche a computer spento, ed e' cio' che permette all'elaboratore di sapere che cosa fare nell'istante in cui viene acceso, prima ancora che qualunque sistema operativo sia caricato.

Le memorie di massa sono i supporti non volatili che archiviano i dati in modo permanente: sono la sede dei file quando il computer e' spento. Il disco rigido meccanico (HDD) memorizza i dati su piatti magnetici rotanti letti da una testina mobile: offre grande capacita' a basso costo, ma e' relativamente lento e sensibile agli urti, proprio perche' contiene parti meccaniche in movimento. L'unita' a stato solido (SSD) usa invece memoria elettronica di tipo flash, senza alcuna parte meccanica: e' molto piu' veloce e robusta, ed e' ormai lo standard nei computer da ufficio. Le chiavette USB e le schede di memoria usano la stessa tecnologia flash in formato portatile, pensate per il trasporto dei file piu' che per l'archiviazione stabile di grandi moli di dati. I supporti ottici (CD, DVD, Blu-ray) sono dischi letti da un raggio laser: oggi in forte declino, restano un riferimento nei quiz per la loro capacita' nominale e per la distinzione fra lettura e scrittura (masterizzazione). La memoria cache e' una piccola memoria velocissima, interna o vicinissima alla CPU, che conserva i dati usati piu' di frequente per evitare accessi lenti alla RAM: fa da cuscinetto fra la velocita' del processore e quella, molto inferiore, della memoria principale.

Le periferiche sono i dispositivi collegati all'unita' centrale, e si classificano in base alla direzione del flusso di dati rispetto a essa: e' questo il criterio da applicare sempre, non l'intuizione su che cosa "faccia" il dispositivo per l'utente. Una periferica e' di input se porta dati verso l'unita' centrale (tastiera, mouse, scanner, microfono, webcam: tutte trasformano un'azione o un oggetto del mondo esterno in dati); e' di output se porta informazioni fuori dall'unita' centrale rendendole percepibili (monitor, stampante, altoparlanti, videoproiettore); e' input/output (bidirezionale) se fa entrambe le cose, come un touch screen (mostra e riceve tocchi), un modem (trasmette e riceve), una stampante multifunzione (stampa e scansiona) o una memoria USB (si legge e si scrive). Applicando questo criterio si risolvono anche i casi apparentemente ambigui, che sono la fonte piu' frequente di errore nei quiz proprio perche' la classificazione istintiva su tastiera e monitor e' facile, ma inciampa su dispositivi ibridi come il touch screen o il modem.

Le unita' di misura dei dati si fondano sul bit, la cifra binaria che vale 0 oppure 1. Otto bit formano un byte, sufficiente a rappresentare un carattere. Da li' si sale con i multipli: kilobyte (KB), megabyte (MB), gigabyte (GB), terabyte (TB). Il fattore di conversione e' oggetto di domanda diretta: nella misura binaria propria dell'informatica un kilobyte equivale a 1.024 byte (pari a 2 elevato alla decima potenza), e ogni gradino successivo vale 1.024 volte il precedente; nel linguaggio commerciale si arrotonda spesso a mille, ma un quiz che chiede quanti byte compongono un kilobyte attende di regola la risposta 1.024. Il sistema binario e' anche alla base delle operazioni logiche elementari (AND, OR, NOT), che compaiono talvolta sotto forma di piccole tabelle di verita' da completare.

Da ricordare per i quiz. RAM e' volatile e di lavoro, ROM e' non volatile e contiene le istruzioni di avvio: e' la coppia piu' chiesta in assoluto. HDD ha parti meccaniche, SSD no: da qui derivano velocita' e resistenza agli urti. Il criterio per input/output e' la direzione del flusso rispetto all'unita' centrale, mai il punto di vista dell'utente. Un kilobyte vale 1.024 byte, non 1.000.

3. Software: sistemi, applicativi, file e cartelle

Il software si divide in due grandi famiglie. Il software di sistema comprende il sistema operativo (Windows, macOS, Linux, e per i dispositivi mobili Android e iOS), che gestisce la memoria, i processi in esecuzione, i file e le periferiche, e fornisce l'interfaccia con cui l'utente interagisce con la macchina: senza un sistema operativo i programmi applicativi non potrebbero funzionare, perche' non ci sarebbe nulla ad assegnare loro memoria e accesso al disco. Il software applicativo e' invece quello che svolge il lavoro dell'utente: videoscrittura, foglio di calcolo, browser, posta elettronica, gestionali dell'ufficio. Un driver e' il programma che permette al sistema operativo di dialogare con una specifica periferica: e' la ragione per cui una stampante o uno scanner appena collegati possono non funzionare finche' non si installa il software del produttore.

Sul piano delle licenze, il software proprietario e' distribuito con diritti d'uso limitati dal produttore, che ne mantiene la proprieta' del codice; il software open source rende invece accessibile e modificabile il codice sorgente secondo i termini di una licenza: e' un equivoco frequente pensare che open source equivalga a gratuito, perche' la licenza riguarda l'accesso al codice, non necessariamente il prezzo. Il freeware e' distribuito gratuitamente ma senza rendere disponibile il codice sorgente; lo shareware e' distribuito in prova gratuita, con funzionalita' o durata limitate, in attesa dell'acquisto della licenza completa.

Sui sistemi operativi i quiz amministrativi insistono spesso su un compito specifico: riconoscere quale nome, fra una lista, non appartiene alla famiglia indicata (per esempio individuare un sistema operativo mobile in un elenco di sistemi desktop, o viceversa). Conviene quindi memorizzare non solo che cosa sia ciascun sistema operativo, ma anche a quale famiglia appartenga: Windows e' il sistema Microsoft per personal computer; macOS e' il sistema Apple per i Mac; Linux e' un sistema a codice aperto diffuso soprattutto su server; Android (Google) e iOS (Apple) sono i sistemi per smartphone e tablet.

Su Windows in particolare, il candidato amministrativo deve conoscere gli strumenti di uso quotidiano: il Pannello di controllo (o le sue Impostazioni nelle versioni piu' recenti) per configurare stampanti, rete e account utente; il Task Manager (Gestione attivita') per vedere e chiudere i programmi in esecuzione quando uno si blocca; l'Esplora file per navigare fra cartelle e unita'; il Cestino, che conserva temporaneamente i file cancellati permettendone il ripristino finche' non viene svuotato. Alcune scorciatoie da tastiera ricorrono spesso nei quesiti pratici: Ctrl+C copia, Ctrl+X taglia, Ctrl+V incolla, Ctrl+Z annulla l'ultima azione, Ctrl+Y la ripete, Ctrl+S salva, Ctrl+P stampa, Ctrl+A seleziona tutto, Ctrl+F apre la ricerca nel documento o nella pagina, Alt+Tab passa da una finestra aperta all'altra, Alt+F4 chiude la finestra o il programma attivo, Windows+E apre l'Esplora file, F5 aggiorna la visualizzazione, Stamp (o PrtScr) cattura un'immagine dello schermo.

La gestione di file e cartelle segue una struttura ad albero: un'unita' (per esempio il disco C) contiene cartelle, che possono contenere altre cartelle e file. Il percorso (path) e' la sequenza di cartelle che individua univocamente un file all'interno di quell'albero. L'estensione, cioe' la parte del nome dopo il punto, indica il formato del file e in genere il programma con cui va aperto: .docx per la videoscrittura, .xlsx per i fogli di calcolo, .pptx per le presentazioni, .pdf per i documenti a formattazione fissa, .jpg e .png per le immagini, .zip per gli archivi compressi, .exe per i programmi eseguibili, .csv per elenchi di dati separati da virgola. Due distinzioni utili e spesso chieste: copiare un file lo duplica lasciando intatto l'originale nella posizione di partenza, mentre spostare lo trasferisce eliminandolo dalla posizione originaria; un collegamento (scorciatoia) non e' il file ma solo un rimando a esso, quindi cancellare il collegamento non cancella il file collegato, mentre spostare o cancellare il file rende il collegamento inutilizzabile. La compressione (formati ZIP, 7z, RAR) riduce lo spazio occupato dai file e permette di riunirne piu' di uno in un unico archivio: e' utilissima, fra l'altro, per allegare piu' documenti a un messaggio di posta elettronica quando ci sono limiti di dimensione.

Un'ultima nozione utile riguarda la rappresentazione dei numeri e i formati piu' comuni dei documenti di ufficio, che ricorrono nei quesiti piu' elementari. Il sistema binario, gia' incontrato a proposito di bit e byte, e' anche quello su cui si fonda il funzionamento interno del calcolatore: ogni informazione, che sia un carattere, un'immagine o un suono, viene tradotta internamente in sequenze di 0 e 1. I formati di file di testo semplice (come .txt) contengono solo caratteri, senza formattazione; i formati a formattazione fissa come il PDF preservano l'aspetto grafico del documento indipendentemente dal programma o dal dispositivo con cui viene aperto, ed e' per questo che si preferisce il PDF quando un documento deve essere letto identico da chiunque, mentre un file .docx modificabile resta preferibile quando il documento deve poter essere ancora corretto da chi lo riceve.

Da ricordare per i quiz. Sistema operativo uguale software di base, indispensabile per far girare gli applicativi. Open source riguarda l'accesso al codice, non il prezzo: non e' sinonimo di gratuito. Copiare lascia l'originale, spostare lo elimina dall'origine. Un collegamento cancellato non tocca il file a cui punta.

4. Reti, Internet e servizi online

Una rete e' un insieme di dispositivi collegati per scambiare dati. Le reti si classificano anzitutto per estensione geografica: la LAN (Local Area Network) copre un'area circoscritta, come un ufficio o una sede; la MAN copre un'area metropolitana; la WAN (Wide Area Network) collega sedi geograficamente distanti fra loro. Internet e' la rete mondiale che interconnette reti diverse, ed e' percio' propriamente una rete di reti. La intranet e' invece una rete interna a un'organizzazione, che usa le stesse tecnologie di Internet ma e' accessibile solo dall'interno dell'ente: la rete documentale di un ufficio ne e' un esempio tipico. La extranet estende in modo controllato l'accesso alla intranet a soggetti esterni selezionati (per esempio fornitori o enti collegati), che vedono soltanto una porzione definita delle risorse interne. La VPN (Virtual Private Network) crea un canale cifrato attraverso Internet che permette a chi lavora da remoto di collegarsi alla rete dell'ufficio come se vi fosse fisicamente presente: il traffico viaggia su rete pubblica ma resta incomprensibile a chi lo intercetti.

All'interno di una rete locale, l'hub ripete il segnale ricevuto su tutte le proprie porte indistintamente, mentre lo switch e' piu' intelligente: instrada il traffico soltanto verso la porta a cui e' collegato il destinatario. Il router collega reti diverse fra loro (per esempio la rete locale dell'ufficio con Internet) e si occupa dell'instradamento dei pacchetti verso la destinazione corretta anche fra reti distinte.

I protocolli sono le regole comuni che rendono possibile la comunicazione fra macchine diverse. La famiglia TCP/IP e' lo standard di Internet e divide i compiti: il protocollo IP si occupa dell'indirizzamento e dell'instradamento dei pacchetti, cioe' di far arrivare i dati alla macchina giusta; il protocollo TCP si occupa dell'affidabilita', spezzando i dati in pacchetti, numerandoli, verificando che arrivino tutti e riordinandoli, chiedendo il rinvio di quelli perduti. Un indirizzo IP identifica univocamente un dispositivo in rete; il DNS (Domain Name System) e' il sistema che traduce i nomi di dominio comprensibili all'uomo (come un indirizzo di sito) negli indirizzi numerici corrispondenti, ed e' la ragione per cui si digita un nome invece di una sequenza di cifre.

Al di sopra di TCP/IP lavorano i protocolli applicativi. HTTP trasferisce le pagine web fra il server che le ospita e il browser che le visualizza, funzionando a domanda e risposta: il browser chiede una risorsa, il server la restituisce. HTTPS fa la stessa cosa ma incapsula il traffico in un canale cifrato, cosi' che chi intercetta la comunicazione non possa leggerla ne' alterarla, e consente inoltre di verificare l'identita' del sito tramite un certificato digitale: la lettera S sta per "secure", ed e' il minimo indispensabile per qualunque servizio in cui si inseriscono credenziali o dati personali. FTP e' il protocollo dedicato al trasferimento di interi file fra un computer e un server remoto, con operazioni di caricamento e scaricamento; e' oggi considerato poco sicuro nella sua versione originaria perche' trasmette le credenziali in chiaro. Nella posta elettronica i compiti sono divisi: SMTP e' il protocollo dell'invio, quello che consegna il messaggio dal programma del mittente fino al server del destinatario; POP3 e IMAP governano invece la ricezione, con una differenza spesso chiesta: POP3 tende a scaricare i messaggi sul dispositivo rimuovendoli dal server, mentre IMAP li mantiene sul server e li sincronizza fra piu' dispositivi, per cui con IMAP un messaggio letto dal telefono risulta letto anche dal computer.

Il browser (Chrome, Edge, Firefox, Safari, Opera) e' il programma con cui si naviga il web, e va tenuto distinto dal motore di ricerca (Google, Bing), che e' invece un servizio, cioe' un sito che indicizza il web e risponde alle interrogazioni digitate dall'utente: alla domanda "con quale programma si naviga" la risposta e' il browser, non Google. L'URL e' l'indirizzo completo di una risorsa web e contiene il protocollo (per esempio https), il nome del sito e il percorso della pagina. I cookie sono piccoli file di testo che il sito deposita sul dispositivo dell'utente per riconoscerlo alle visite successive o ricordarne le preferenze: non sono programmi eseguibili e non possono "infettare" il computer, ma hanno rilievo per la riservatezza, ed e' per questo che i siti ne chiedono il consenso. La cronologia del browser registra le pagine visitate, i preferiti (o segnalibri) conservano gli indirizzi scelti dall'utente per ritrovarli rapidamente. Un CMS (Content Management System, come WordPress) e' una piattaforma che permette di pubblicare e gestire contenuti sul web senza dover scrivere codice.

Il cloud computing e' l'erogazione di risorse informatiche (potenza di calcolo, spazio di archiviazione, applicazioni) come servizio via rete, pagato in base all'uso invece che tramite macchine di proprieta'. Si articola in tre modelli, distinti da quanto viene delegato al fornitore: IaaS (Infrastructure as a Service), in cui si acquista infrastruttura grezza come server e spazio disco, restando responsabili di tutto cio' che vi si installa sopra; PaaS (Platform as a Service), in cui si acquista una piattaforma gia' pronta su cui sviluppare applicazioni, senza occuparsi del sistema sottostante; SaaS (Software as a Service), in cui si usa direttamente un'applicazione pronta via browser, come una casella di posta online, senza installare nulla sul proprio dispositivo. Per le amministrazioni pubbliche il ricorso al cloud non e' libero: i servizi devono essere qualificati secondo un regime nazionale di sicurezza e affidabilita', proprio perche' trattano dati critici per le funzioni dello Stato.

Da ricordare per i quiz. LAN e' locale, WAN e' geografica: internet e' la rete di reti che le collega tutte. HTTPS e' cifrato, HTTP no: la S fa la differenza. SMTP invia, POP3/IMAP ricevono. Browser e' il programma per navigare, motore di ricerca e' il servizio che indicizza: non sono la stessa cosa. IaaS, PaaS, SaaS si distinguono per quanto viene delegato al fornitore, dal semplice hardware fino all'applicazione pronta all'uso.

5. Sicurezza informatica: minacce, difese e password

La sicurezza informatica persegue tre obiettivi che conviene ricordare insieme, perche' spesso un quesito ne chiede l'elenco completo: la riservatezza (solo chi e' autorizzato accede al dato), l'integrita' (il dato non viene alterato indebitamente) e la disponibilita' (il dato e' accessibile quando serve a chi ne ha diritto). Sono obiettivi in tensione fra loro: una misura che aumenta la riservatezza (per esempio bloccare quasi tutti gli accessi) tende a ridurre la disponibilita', ed e' per questo che ogni procedura di sicurezza e' un compromesso ragionato, non un massimo assoluto su un solo fronte.

Il termine malware indica in generale qualsiasi software malevolo, ed e' la categoria di cui virus, worm e gli altri sono specie particolari. Il virus si allega a un file ospite e si diffonde quando quel file viene eseguito: richiede un'azione dell'utente. Il worm si replica invece autonomamente sulla rete, senza bisogno di un file ospite ne' di un clic, ed e' per questo che si propaga con grande rapidita' dentro una rete di ufficio. Il trojan (cavallo di Troia) si presenta come un programma utile e nasconde funzioni dannose, sfruttando la fiducia dell'utente che lo installa volontariamente. Lo spyware raccoglie di nascosto informazioni sull'utente; il keylogger, sua specie particolarmente insidiosa, registra i tasti premuti sulla tastiera e cattura cosi' anche le password che non compaiono mai a schermo. Il ransomware merita un discorso a parte: cifra i file della vittima e chiede un riscatto per la chiave di decifratura, ed e' la minaccia piu' temuta dalle amministrazioni perche' non ruba soltanto dati, ma blocca l'operativita' di interi uffici. La difesa piu' efficace contro il ransomware non e' l'antivirus, che puo' non riconoscere una variante nuova, ma il backup tenuto separato dalla rete colpita: se esiste una copia recente e irraggiungibile dal malware, il ripristino rende il riscatto privo di oggetto.

Il phishing e' una truffa di ingegneria sociale, cioe' che colpisce la persona invece del sistema: un messaggio che imita un mittente autorevole (una banca, un ente pubblico) induce la vittima a cliccare un link e a inserire credenziali o dati personali su un sito clone, graficamente identico all'originale. I segnali tipici sono l'urgenza artificiale ("il suo account sara' bloccato entro 24 ore"), errori di lingua e di punteggiatura, l'indirizzo del mittente che solo somiglia a quello vero, e soprattutto il link che, passandoci sopra il puntatore senza cliccare, rivela un dominio estraneo a quello ufficiale. Una variante mirata su una persona specifica, costruita con informazioni reali su di lei, si chiama spear phishing ed e' piu' credibile e piu' pericolosa. La regola operativa e' che nessuna amministrazione seria chiede credenziali o coordinate bancarie via email, e che nessun servizio si sblocca cliccando un link ricevuto per posta.

Sul fronte delle difese, la distinzione fondamentale e' fra due strumenti che il linguaggio comune tende a sovrapporre. L'antivirus individua e neutralizza il codice malevolo, riconoscendo firme di minacce note o comportamenti sospetti: serve a poco se non e' costantemente aggiornato, perche' le minacce piu' recenti non sono ancora nel suo archivio. Il firewall ha una funzione diversa: filtra il traffico di rete in entrata e in uscita secondo regole, decidendo quali connessioni ammettere e quali bloccare. La formula per non confonderli: l'antivirus guarda i file, il firewall guarda le connessioni.

Il backup e' la copia di sicurezza dei dati, e si presenta in tre modalita' da tenere distinte. Il backup completo copia tutti i dati ogni volta. Il backup incrementale copia solo cio' che e' cambiato dall'ultimo backup di qualsiasi tipo: occupa pochissimo spazio, ma per il ripristino serve l'intera catena di backup successivi. Il backup differenziale copia tutto cio' che e' cambiato dall'ultimo backup completo: occupa piu' spazio del precedente, ma per il ripristino basta il completo piu' l'ultimo differenziale. Una regola pratica va sempre ricordata: conviene tenere almeno una copia in un luogo fisicamente diverso dall'originale, perche' un incendio o un furto che colpisca la stanza in cui stanno insieme dati e copia li porta via entrambi.

La gestione delle password segue poche regole solide, che valgono piu' di molti tecnicismi: la lunghezza conta piu' della sola complessita' dei caratteri; servono password diverse per servizi diversi; non va mai riutilizzata per altri account quella della casella di posta, perche' chi ne prende il controllo puo' reimpostare tutte le altre; non si condivide con i colleghi e non si scrive su un foglietto accessibile a chiunque. L'autenticazione a due fattori aggiunge alla password qualcosa che si possiede (un codice temporaneo generato da un'app o ricevuto via SMS) o qualcosa che si e' (un'impronta digitale o il riconoscimento del volto): anche se la password viene rubata, l'accesso resta bloccato perche' manca il secondo elemento. I fattori di autenticazione si classificano in conoscenza (qualcosa che si sa, come la password), possesso (qualcosa che si ha, come un telefono o un token) e inerenza (qualcosa che si e', come un'impronta): l'autenticazione si dice a piu' fattori solo quando combina categorie diverse fra loro, mentre due password restano un fattore solo, anche se sembrano "due controlli".

Sul piano della crittografia, che sostiene molte delle protezioni appena descritte, va tenuta ferma la distinzione fra due famiglie di tecniche. La crittografia simmetrica usa un'unica chiave sia per cifrare sia per decifrare il messaggio: e' veloce, ma richiede che mittente e destinatario condividano in anticipo, in modo sicuro, quella stessa chiave segreta, il che diventa scomodo quando i soggetti da coordinare sono molti. La crittografia asimmetrica (o a chiave pubblica) usa invece due chiavi distinte e correlate matematicamente: una chiave pubblica, che puo' essere diffusa liberamente, e una chiave privata, che il titolare tiene segreta. Cio' che viene cifrato con la chiave pubblica di un destinatario puo' essere decifrato soltanto con la sua chiave privata corrispondente, il che risolve il problema di dover condividere in anticipo un segreto comune: chiunque puo' scrivere un messaggio riservato per un destinatario usando la sua chiave pubblica, ma solo lui, possedendo la chiave privata, potra' leggerlo. La stessa logica, usata in senso inverso, e' alla base della firma digitale: chi firma usa la propria chiave privata, e chiunque puo' verificare la firma con la corrispondente chiave pubblica, ottenendo cosi' la certezza che il documento provenga proprio da quel titolare e non sia stato alterato dopo la firma.

Da ricordare per i quiz. Virus ha bisogno di un file ospite e di un'azione dell'utente, worm si replica da solo in rete. Antivirus controlla i file, firewall controlla le connessioni di rete: non sono lo stesso strumento. Il backup incrementale copia solo le variazioni dall'ultimo backup qualsiasi, il differenziale copia le variazioni dall'ultimo completo. La crittografia simmetrica usa una chiave sola condivisa, quella asimmetrica usa una coppia pubblica/privata: la firma digitale si fonda sulla seconda.

6. Elaborazione testi e presentazioni

Un programma di videoscrittura come Word serve a produrre documenti formattati. La formattazione del carattere agisce su tipo, dimensione, grassetto, corsivo, sottolineato e colore del testo; la formattazione del paragrafo agisce invece su allineamento, rientri, interlinea e spaziatura prima e dopo il paragrafo. Distinguere le due e' utile perche' alcune proprieta' appartengono solo all'una o all'altra: la giustificazione del testo, per esempio, e' proprieta' del paragrafo, non del singolo carattere, e non ha senso applicarla a una parola isolata.

Gli stili sono insiemi predefiniti di formattazione applicabili con un clic a titoli, paragrafi o intere sezioni. Il loro vantaggio non e' la comodita' immediata ma la coerenza del documento: se si usa lo stile "Titolo 1" per tutte le intestazioni di una relazione, modificando lo stile si aggiornano automaticamente tutte le intestazioni insieme, e diventa possibile generare in automatico un sommario, che il programma costruisce proprio leggendo gli stili di titolo usati nel testo. Le tabelle organizzano informazioni in righe e colonne e permettono di unire o dividere celle, ripetere automaticamente la riga di intestazione sulle pagine successive, ordinare il contenuto. Intestazione e piede di pagina contengono elementi che si ripetono su ogni pagina, come un logo o la numerazione automatica: inserire il numero di pagina a mano su un documento lungo e' esattamente l'errore che quella funzione serve a evitare. Elenchi puntati e numerati organizzano liste di voci, e possono anche essere ordinati alfabeticamente in automatico.

La stampa unione e' la funzione piu' tipica del lavoro d'ufficio, perche' serve a produrre molti documenti personalizzati a partire da due elementi. Il primo e' un documento principale, che contiene il testo fisso e i campi unione, cioe' segnaposto come nome, indirizzo o importo. Il secondo e' un'origine dati, cioe' un elenco strutturato di destinatari, tipicamente un foglio di calcolo in cui ogni riga e' un destinatario e ogni colonna un'informazione. L'unione genera una copia del documento per ogni riga dell'origine dati, sostituendo i segnaposto con i valori di quella riga: e' cosi' che si produce, per esempio, una lettera identica nel corpo ma con dati anagrafici diversi per centinaia di destinatari, senza doverla riscrivere a mano ogni volta e senza il rischio di errori di trascrizione. Si puo' anche filtrare l'origine dati per produrre solo alcune lettere, e il risultato puo' essere stampato, salvato in un unico file o inviato per posta elettronica.

Un programma di presentazione come PowerPoint costruisce sequenze di diapositive. Il layout definisce la disposizione dei segnaposto all'interno di una singola diapositiva; lo schema diapositiva e' invece il modello che governa l'aspetto comune di tutte le diapositive, ed e' il punto giusto in cui inserire un logo o un piede pagina che devono comparire ovunque, evitando di doverli ripetere e correggere uno per uno. La transizione e' l'effetto che accompagna il passaggio da una diapositiva all'altra; l'animazione riguarda invece la comparsa, l'uscita o il movimento dei singoli oggetti dentro una diapositiva. La distinzione fra le due e' fra le piu' chieste in assoluto e si ricorda cosi': la transizione riguarda le diapositive fra loro, l'animazione riguarda gli elementi dentro una singola diapositiva. Le note del relatore non compaiono in proiezione al pubblico e servono a chi parla, eventualmente visualizzate sul solo monitor del relatore durante l'esposizione. La modalita' relatore mostra a chi presenta le note e le diapositive successive, mentre il pubblico vede solo la diapositiva corrente. La visualizzazione "sequenza diapositive" mostra tutte le slide in miniatura ed e' il modo piu' rapido per riordinare una presentazione trascinando le anteprime.

Da ricordare per i quiz. Formattazione carattere agisce sul singolo testo, formattazione paragrafo su allineamento e spaziatura: la giustificazione e' del paragrafo. Gli stili garantiscono coerenza e generano il sommario automatico. La stampa unione richiede sempre un documento principale con campi unione piu' un'origine dati esterna. Transizione tra diapositive, animazione dentro la diapositiva: non vanno mai scambiate.

7. Il foglio di calcolo: riferimenti, funzioni e grafici

Un foglio elettronico come Excel e' una griglia di celle, individuate dall'incrocio fra una colonna (indicata da lettere) e una riga (indicata da numeri): la cella C5 sta nella colonna C, riga 5. Una formula inizia sempre con il segno di uguale (=), che e' cio' che dice al programma di calcolare invece di trattare il contenuto come semplice testo; una funzione e' una formula predefinita, richiamata per nome, con i suoi argomenti indicati fra parentesi.

Il concetto piu' sfruttato dai quiz e' quello dei riferimenti di cella. Un riferimento relativo, come A1, si adatta automaticamente quando la formula viene copiata o trascinata: trascinandola verso il basso diventa A2, A3 e cosi' via, perche' il programma memorizza non la cella assoluta ma la sua posizione rispetto alla formula originaria. Un riferimento assoluto, come $A$1, resta invece fisso in ogni copia, perche' il simbolo del dollaro blocca sia la colonna sia la riga. Un riferimento misto blocca solo una delle due componenti: $A1 tiene fissa la colonna e lascia scorrere la riga, A$1 fa l'opposto. Un esempio tipico dell'ufficio chiarisce l'uso pratico: per calcolare l'IVA di un elenco di importi con l'aliquota scritta una sola volta nella cella E1, la formula sara' del tipo =B2*$E$1, cosi' che copiandola verso il basso l'importo cambi riga per riga (B2, B3, B4...) mentre l'aliquota resti sempre agganciata a E1. Senza il simbolo del dollaro, alla seconda riga la formula cercherebbe l'aliquota in E2, che e' vuota, e restituirebbe silenziosamente zero, senza segnalare alcun errore: e' proprio questa silenziosita' a rendere l'errore pericoloso e frequente nella pratica di ufficio.

Le funzioni piu' chieste, con la loro sintassi esatta, sono poche e vale la pena conoscerne bene il comportamento anche nei casi limite. SOMMA(intervallo), per esempio =SOMMA(B2:B50), addiziona i valori numerici di un intervallo di celle ignorando quelle che contengono testo, senza restituire errore. MEDIA(intervallo) calcola la media aritmetica dei valori numerici: le celle vuote non entrano nel conteggio, mentre gli zeri si', e questo produce risultati diversi a seconda che le pratiche non ancora definite siano state lasciate in bianco oppure segnate con uno zero. MIN(intervallo) e MAX(intervallo) restituiscono rispettivamente il valore minimo e il valore massimo di un intervallo. SE(test;valore_se_vero;valore_se_falso) e' la funzione logica di base: valuta una condizione e restituisce un valore se e' vera, un altro se e' falsa; per esempio =SE(B2>1000;"rateizzabile";"unica soluzione"). Piu' funzioni SE possono essere annidate una dentro l'altra per gestire piu' di due casi possibili. CONTA.SE(intervallo;criterio) conta quante celle di un intervallo soddisfano un criterio (per esempio quante pratiche risultano "definite"); va distinta da CONTA.NUMERI, che conta le sole celle contenenti numeri, e da CONTA.VALORI, che conta tutte le celle non vuote a prescindere dal tipo di contenuto. SOMMA.SE(intervallo;criterio;intervallo_somma) e' la versione che somma sotto condizione anziche' contare: serve per esempio a totalizzare gli importi relativi a una sola categoria.

CERCA.VERT(valore;tabella;indice_colonna;corrispondenza) cerca un valore nella prima colonna di una tabella e restituisce il contenuto di una colonna successiva sulla stessa riga: serve, per esempio, a recuperare il nome di una persona partendo dal suo codice identificativo, senza dover incrociare a mano due elenchi. Ci sono tre attenzioni che i quiz sfruttano quasi sempre. Primo, il valore cercato deve trovarsi nella prima colonna dell'intervallo indicato, non in una colonna qualsiasi della tabella. Secondo, l'indice della colonna da restituire si conta a partire da quella prima colonna dell'intervallo, non dall'inizio del foglio di lavoro. Terzo, l'ultimo argomento andrebbe impostato su corrispondenza esatta (FALSO oppure 0): lasciandolo sulla corrispondenza approssimata, su dati non ordinati la funzione puo' restituire un risultato sbagliato senza segnalare alcun errore. Se il valore cercato non esiste nella tabella, il risultato e' il codice di errore "#N/D" (non disponibile).

I grafici traducono i dati in forma visiva e vanno scelti in base a cio' che si vuole mostrare: l'istogramma o il grafico a barre confrontano grandezze fra categorie diverse; il grafico a linee mostra un andamento nel tempo; il grafico a torta rappresenta la composizione di un totale, e ha senso solo se le parti sommano al cento per cento, per cui usarlo per confrontare grandezze indipendenti fra loro e' un errore concettuale. L'ordinamento riorganizza le righe secondo una o piu' colonne, in modo crescente o decrescente: occorre selezionare l'intera area dei dati e non la sola colonna su cui si ordina, altrimenti quella colonna si riordina da sola mentre le altre restano ferme, disallineando le righe e corrompendo l'archivio. Il filtro, al contrario, non elimina e non sposta nulla: nasconde temporaneamente le righe che non soddisfano un criterio, e togliendolo tutte le righe ricompaiono. La tabella pivot riepiloga grandi quantita' di dati aggregandoli dinamicamente per categoria, ed e' lo strumento naturale per rispondere a domande del tipo "quanto e' stato speso per ciascuna voce e per ciascun mese", che con le sole funzioni richiederebbe decine di formule separate.

Da ricordare per i quiz. Ogni formula inizia con il segno di uguale. Il riferimento assoluto usa il dollaro davanti a colonna e riga ($A$1) e non cambia trascinando la formula. CERCA.VERT cerca sempre nella prima colonna della tabella indicata. Ordinare senza selezionare tutta l'area disallinea i dati; il filtro invece nasconde senza modificare nulla.

8. Basi di dati e digitalizzazione della pubblica amministrazione

Un database (base di dati) e' un archivio strutturato di informazioni organizzato in modo da poter essere consultato e aggiornato in modo efficiente. Nel modello piu' diffuso, quello relazionale, i dati sono organizzati in tabelle: ogni tabella ha righe, dette record (ciascuna rappresenta un'unica occorrenza, per esempio un dipendente), e colonne, dette campi (ciascuna rappresenta un tipo di informazione, per esempio il cognome o la data di nascita). La chiave primaria e' il campo, o l'insieme di campi, che identifica in modo univoco ogni record della tabella, evitando duplicati e ambiguita': un codice fiscale o un numero di matricola sono tipici esempi di chiave primaria. Tabelle diverse possono essere collegate fra loro attraverso relazioni, tipicamente facendo corrispondere la chiave primaria di una tabella a un campo di un'altra tabella (chiave esterna): e' cosi', per esempio, che una tabella di ordini si collega alla tabella dei clienti senza dover ripetere tutti i dati del cliente in ogni riga di ordine. Una query (interrogazione) e' un'istruzione che estrae dal database solo i dati che soddisfano determinati criteri, eventualmente combinando piu' tabelle collegate: e' l'equivalente, su un database, di un filtro applicato a un foglio di calcolo, ma piu' potente perche' puo' incrociare dati provenienti da tabelle diverse. Il DBMS (Database Management System) e' il software che gestisce concretamente la creazione, la modifica e l'interrogazione del database (per esempio MySQL, PostgreSQL, Microsoft Access).

La digitalizzazione della pubblica amministrazione e' l'insieme di regole e strumenti che permettono agli enti pubblici di lavorare con documenti e procedure interamente informatiche, e ruota attorno al documento informatico, cioe' il file che porta un contenuto giuridicamente rilevante. Il riferimento normativo di questa materia e' il Codice dell'Amministrazione Digitale (CAD), il decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, piu' volte modificato: e' la legge che stabilisce come le amministrazioni devono usare gli strumenti informatici nei rapporti con cittadini e imprese, attribuendo valore legale a oggetti digitali che, senza una norma, sarebbero soltanto file su un disco. Il principio di fondo e' che gli atti delle amministrazioni si formano in via originaria come documenti informatici: la carta non e' piu' il formato naturale, ma l'eccezione, e la copia cartacea e' semmai una derivazione del digitale.

Il fondamento di questo valore legale e' l'articolo 20, comma 1-bis, del CAD: il documento informatico soddisfa il requisito della forma scritta e ha l'efficacia della scrittura privata quando reca una firma digitale, un'altra firma elettronica qualificata o una firma elettronica avanzata, oppure quando e' formato previa identificazione informatica dell'autore secondo i requisiti fissati dall'AgID. Negli altri casi la norma non nega valore al documento informatico, ma ne rimette la valutazione al giudice: idoneita' a soddisfare la forma scritta e valore probatorio restano liberamente valutabili in giudizio, in base a sicurezza, integrita' e immodificabilita' del documento.

Le firme elettroniche vanno tenute distinte con attenzione, perche' hanno effetti giuridici diversi crescenti. La firma elettronica semplice e' l'insieme di dati elettronici che il firmatario usa per firmare (per esempio una spunta su una casella, o un PIN): non garantisce nulla sull'identita' del firmatario e il suo valore in un eventuale giudizio e' liberamente valutabile caso per caso. La firma elettronica avanzata (FEA) aggiunge garanzie: e' collegata univocamente al firmatario, creata con mezzi sotto il suo controllo esclusivo, e permette di rilevare eventuali modifiche successive al documento (e' il caso, per esempio, della firma grafometrica raccolta su tablet). La firma elettronica qualificata (FEQ) aggiunge un dispositivo di firma qualificato e un certificato qualificato rilasciato da un ente vigilato: e' il livello massimo previsto dal diritto europeo. La firma digitale, tipica dell'ordinamento italiano, e' una particolare firma qualificata basata sulla crittografia a chiavi asimmetriche descritta nel capitolo precedente. Un documento firmato con firma qualificata o firma digitale ha piena efficacia probatoria e si presume riconducibile al titolare del dispositivo, salvo prova contraria.

Questa presunzione e' scritta nell'articolo 20, comma 1-ter, del CAD, e non e' assoluta ma relativa: l'utilizzo del dispositivo di firma qualificata o digitale si presume riconducibile al titolare, ma quest'ultimo puo' sempre fornire la prova contraria per superarla.

La posta elettronica certificata (PEC) e' un sistema di posta che, a differenza di un'email ordinaria, documenta con ricevute firmate dai gestori l'intero percorso del messaggio, attribuendogli valore legale equivalente a una raccomandata con ricevuta di ritorno. La consegna si perfeziona con il deposito del messaggio nella casella del destinatario, indipendentemente dal fatto che questi lo apra o lo legga. La PEC certifica invio, consegna, data e integrita' del messaggio, ma non l'identita' sostanziale di chi ha materialmente scritto il contenuto: per attribuire con certezza un contenuto a una persona serve la firma digitale.

Lo stabilisce l'articolo 6, comma 1, del CAD: le comunicazioni si intendono spedite dal mittente se inviate al proprio gestore, e si intendono consegnate quando sono rese disponibili al domicilio digitale del destinatario, salvo che questi provi che la mancata consegna non gli e' imputabile.

Il domicilio digitale e' l'indirizzo elettronico (tipicamente una PEC) presso il quale l'amministrazione puo' notificare validamente le proprie comunicazioni: le imprese e i professionisti hanno l'obbligo di averne uno.

L'obbligo e' fissato dall'articolo 3-bis, comma 1, del CAD, e riguarda i soggetti tenuti all'iscrizione in albi o elenchi professionali e nel registro delle imprese; le persone fisiche, invece, possono eleggere un domicilio digitale per facolta', non per obbligo.

Se la firma risponde alla domanda "chi ha sottoscritto", l'identita' digitale risponde a quella diversa di "chi sta accedendo". SPID (Sistema Pubblico di Identita' Digitale) e' un sistema di credenziali rilasciate da gestori accreditati che consente di accedere ai servizi online della pubblica amministrazione con un'unica identita' digitale, evitando una password diversa per ogni ente. La CIE (Carta d'Identita' Elettronica) e' un documento di riconoscimento dotato di microchip che funziona anche come strumento di autenticazione online. PagoPA e' la piattaforma nazionale che standardizza i pagamenti verso la pubblica amministrazione: l'ente espone la posizione debitoria, il cittadino sceglie il prestatore di servizi di pagamento che preferisce, e la piattaforma garantisce la riconciliazione automatica del versamento con la posizione debitoria, senza che il denaro transiti mai nella proprieta' della piattaforma stessa.

Sul fronte della protezione dei dati, il Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR, Regolamento UE 2016/679) disciplina il trattamento dei dati personali. Il dato personale e' qualsiasi informazione riferita a una persona fisica identificata o identificabile. Il titolare del trattamento e' chi determina le finalita' e i mezzi del trattamento (per esempio l'amministrazione stessa); il responsabile del trattamento e' invece il soggetto, tipicamente esterno, che tratta i dati per conto del titolare; l'interessato e' la persona fisica cui i dati si riferiscono. Fra i principi generali del trattamento vanno ricordati la minimizzazione (raccogliere solo i dati necessari allo scopo), la limitazione della finalita' (non riusare per scopi incompatibili dati raccolti per uno scopo diverso) e l'esattezza (mantenere i dati corretti e aggiornati). All'interessato spettano diritti distinti: accesso (sapere se e come i propri dati sono trattati), rettifica (correggere dati inesatti), cancellazione (il diritto all'oblio, non assoluto: non opera quando il trattamento e' necessario per un obbligo di legge), portabilita' (ricevere i propri dati in formato strutturato per trasferirli a un altro titolare). L'autorita' di controllo italiana e' il Garante per la protezione dei dati personali.

Da ricordare per i quiz. In un database relazionale le righe sono record e le colonne sono campi; la chiave primaria identifica univocamente ogni record. Gli atti della PA si formano in via originaria come documenti informatici, non come carta poi scansionata. La firma qualificata e la firma digitale hanno piena efficacia probatoria e si presumono del titolare; la firma semplice no. La PEC certifica invio e consegna, non l'identita' di chi scrive il testo. SPID risponde a "chi accede", la firma digitale a "chi sottoscrive": sono cose diverse.

9. Ripasso operativo e trappole ricorrenti

Questo capitolo non introduce contenuti nuovi: raccoglie, nell'ordine in cui vengono chiesti piu' spesso, i punti su cui si concentrano le risposte sbagliate. Conviene leggerlo a ridosso della prova.

Hardware. RAM e' volatile e di lavoro, si azzera senza corrente; ROM e' non volatile e contiene le istruzioni di avvio, resta anche a computer spento. HDD ha parti meccaniche in movimento (piu' lento, piu' fragile), SSD e' a stato solido senza parti meccaniche (piu' veloce, piu' robusto). Il criterio per classificare una periferica come input, output o input/output e' sempre la direzione del flusso rispetto all'unita' centrale, mai il punto di vista dell'utente: e' cosi' che si risolvono i casi ibridi come touch screen, modem e stampanti multifunzione. Un kilobyte vale 1.024 byte in informatica, non 1.000.

Software. Il sistema operativo e' software di base indispensabile perche' gli applicativi possano funzionare. Open source riguarda l'accesso e la modificabilita' del codice sorgente, non il prezzo: non va confuso con gratuito, che e' invece la caratteristica del freeware. Copiare un file lascia intatto l'originale, spostarlo lo elimina dalla posizione di partenza. Un collegamento (scorciatoia) e' solo un rimando: cancellarlo non tocca il file a cui punta.

Reti. LAN e' locale, WAN e' geografica, Internet e' la rete di reti che le collega. HTTPS e' cifrato (la S conta), HTTP no. SMTP invia la posta, POP3 e IMAP la ricevono, con la differenza che IMAP sincronizza fra piu' dispositivi mentre POP3 tende a scaricare sul singolo dispositivo. Il browser e' il programma per navigare, il motore di ricerca e' un servizio online: non sono la stessa cosa, ed e' un errore molto sfruttato dai distrattori.

Sicurezza. Virus ha bisogno di un file ospite e di un'azione dell'utente; il worm si replica da solo in rete senza bisogno di alcun clic. L'antivirus controlla i file alla ricerca di codice malevolo, il firewall controlla le connessioni di rete in entrata e uscita: sono due strumenti diversi con funzioni diverse. Il backup incrementale copia solo le variazioni rispetto all'ultimo backup di qualsiasi tipo; il differenziale copia le variazioni rispetto all'ultimo backup completo. La crittografia simmetrica usa un'unica chiave condivisa; quella asimmetrica usa una coppia di chiavi pubblica/privata, ed e' il fondamento della firma digitale.

Office. La giustificazione del testo e' una proprieta' del paragrafo, non del carattere. Gli stili garantiscono coerenza e permettono il sommario automatico. La stampa unione richiede sempre un documento principale con campi unione e un'origine dati esterna con un record per destinatario. Nelle presentazioni, la transizione riguarda il passaggio fra diapositive, l'animazione riguarda gli oggetti dentro una singola diapositiva: e' una delle distinzioni piu' chieste in assoluto.

Foglio di calcolo. Ogni formula inizia con il segno di uguale. Il riferimento relativo (A1) cambia trascinando la formula, quello assoluto ($A$1) resta fisso grazie al simbolo del dollaro. CERCA.VERT cerca sempre nella prima colonna dell'intervallo indicato e restituisce una colonna successiva sulla stessa riga: sbagliare l'ordine delle colonne o dimenticare la corrispondenza esatta e' l'errore piu' frequente. Ordinare senza selezionare l'intera area dei dati disallinea le righe; il filtro, al contrario, nasconde soltanto senza modificare nulla.

Digitalizzazione della PA. Gli atti amministrativi nascono in via originaria come documenti informatici: la carta e' l'eccezione, non la regola. La firma qualificata e la firma digitale hanno piena efficacia probatoria e si presumono riconducibili al titolare del dispositivo di firma; la firma elettronica semplice no, il suo valore e' liberamente valutabile dal giudice. La PEC certifica che il messaggio e' stato inviato e consegnato, non che il suo contenuto sia stato scritto o sottoscritto da una determinata persona: per quello serve la firma. SPID e CIE riguardano l'identificazione di chi accede a un servizio, non la sottoscrizione di un documento. In un database relazionale, mai confondere record (le righe, le singole occorrenze) con campi (le colonne, i tipi di informazione): la chiave primaria e' cio' che rende ogni record univoco.

Il metodo di studio piu' efficace per questa materia resta la ripetizione mirata sulle definizioni esatte e sulle coppie di concetti che si prestano a essere confusi (RAM/ROM, HDD/SSD, virus/worm, antivirus/firewall, transizione/animazione, riferimento relativo/assoluto, record/campo, firma semplice/qualificata): quasi tutti i quesiti di informatica per profili amministrativi ruotano attorno a queste distinzioni, e riconoscerle con sicurezza e' spesso l'unico modo per scartare in pochi secondi due distrattori costruiti bene.

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