Regione Sicilia: 30 camminatori, ecco il bando

La Regione Sicilia cerca 30 camminatori. La notizia sta spopolando su internet e non è uno scherzo.

Nonostante la numerosità dei dipendenti attuali (circa 16.000) la Regione Sicilia ha bisogno di personale, questa volta per il Dipartimento Trasporti, e cerca 110 lavoratori. Servono 30 operatori per servizi di portierato e commesso di piano – definiti “camminatori” – 60 funzionari direttivi e 20 collaboratori con esperienza acquisita nei servizi di protocollo e archivio.

Si parla di “camminatori” perchè un tempo venivano così chiamati i dipendenti che avevano il compito di movimentare le pratiche da un posto all’altro. E infatti i 30 camminatori si occuperanno di trasportare documenti, cartellette, incartamenti, faldoni, pratiche e fascicoli da una stanza all’altra di Palazzo d’Orleans (la sede della Regione Sicilia). Siamo ormai nell’epoca di internet e del web 2.0, ma in Sicilia non sembra affatto.

Lo scorso 14 maggio 2012 il dirigente generale Vincenzo Falgares, ha indetto l’atto di interpello, per l’assegnazione di questi 110 posti di lavoro presso il Dipartimento Regionale delle Infrastrutture della Mobilità e dei Trasporti. In realtà non si tratta di un concorso pubblico esterno ma di una ricerca interna di personale che opera già negli uffici pubblici e che potrebbe andare ad occupare queste cariche. Gli interessati possono leggere il BANDO e presentare la domanda presso il Dipartimento del personale di Palermo.

La notizia, resa pubblica dal quotidiano La Stampa, è comunque un buon pretesto per riflettere sugli sprechi. Nella pubblica amministrazione della Regione Sicilia lavorano già più di 16 mila dipendenti, ai quali bisogna aggiungere oltre 1.200 dirigenti, (si pensi che la Lombardia ne ha in tutto poco più di tremila) eppure sembrano non bastare mai. Ci sono 157 chauffeur, 21 persone che si occupano di promuovere l’identità siciliana, 8 le per relazioni diplomatiche internazionali, per non parlare dei 55 custodi museali e dei loro mille e seicento colleghi.

In questa situazione fare dell’ironia è semplice, ma scappa solo un sorriso amaro.

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