Riforma lavoro 2012: novità su stage, contratti e partita iva

Sono tante le novità introdotte dal Governo Monti con la riforma del mercato del lavoro e, dopo il confronto con le parti sociali i giochi si chiudono oggi, con il responso del Parlamento.

Vediamo nel dettaglio cosa cambia sul fronte stage, contratti di lavoro e partita iva.

BASTA AGLI STAGE NON RETRIBUITI
La riforma del lavoro 2012 finalmente interviene sugli stage che non potranno più essere gratis se i giovani hanno terminato la formazione. Questo significa che dopo il periodo di formazione (consistente in laurea, dottorati o master universitari) non sarà più possibile attivare tirocini, le aziende dovranno quindi proporre altri tipi di rapporti come collaborazioni o contratti a tempo determinato, comunque retribuiti. Gli stage potranno essere attivati solo a studenti.

STRETTA SUI CONTRATTI A TERMINE
Nella riforma del lavoro ci saranno vincoli “stringenti ed efficaci” soprattutto sulle collaborazioni a progetto e sui contratti cosidetti “a chiamata”. Le società dovranno effettuare una comunicazione amministrativa per ogni “chiamata” del lavoratore.

Il Governo ha voluto disincentivare in tutti i modi i contratti a termine, rendendoli sconvenienti per le aziende. Innanzitutto per legge i contratti a termine non potranno durare per più di 3 anni (36 mesi), superati i quali il rapporto di lavoro dovrà essere trasformato a tempo indeterminato. Inoltre verrà introdotta una penalizzazione contributiva per i contratti a termine (ad esclusione di quelli stagionali o di sostituzione) con un contributo aggiuntivo dell’1,4% da versare per il finanziamento del nuovo sussidio di disoccupazione (oltre all’1,3% attuale).

NO ASSOCIAZIONE IN PARTECIPAZIONE SE NON SI E’ FAMILIARI
Non sarà più possibile realizzare contratti di associazione in partecipazione a lavoratori che non siano familiari.

NOVITA’ SUL CONTRATTO DI APPRENDISTATO
Il contratto a tempo indeterminato sarà “dominante” con il rafforzamento dell’apprendistato per l’ingresso nel mercato del lavoro. In particolare la riforma propone alcune modifiche al Decreto legislativo 167/2011 che regola l’apprendistato.

L’azienda potrà continuare ad assumere apprendisti solo se ne confermerà stabilmente alcuni di quelli già in servizio. Il periodo di apprendistato avrà una durata minima. Inoltre verrà introdotta la figura del tutor (al posto del referente aziendale). Altra novità è il «premio di stabilizzazione» che riceveranno i datori di lavoro sotto forma di «sconto» quando ci sarà il passaggio al contratto in assunzione a tempo indeterminato.

PARTITA IVA
Cosa cambia per i lavoratori con partita iva? Per scoraggiare le false partite iva, se la prestazione di lavoro sarà svolta presso un unico committente, dopo sei mesi scatterà il rapporto di lavoro subordinato. Se l’azienda non trasformerà la partita iva in assunzione sarà costretta a pagare una sanzione. Questa novità non coinvolge i professionisti con partita iva iscritti ad albi.

I sindacati sono abbastanza soddisfatti di questa riforma del lavoro ma la CGIL punta ancora i piedi sulle modifiche all’articolo 18. Ora però tutto è nelle mani del Parlamento.


Scopri anche cosa cambia con la riforma del lavoro per mobilità, disoccupazione e cassa integrazione, leggi qui e cosa cambia con le modifiche del Governo sull’articolo 18, leggi qui.

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