Sì della Camera al Decreto: il lavoro notturno è usurante

La Commissione lavoro della Camera ha detto sì al Decreto sui lavori usuranti, il prossimo 15 marzo sarà la volta del Senato. Se tutto filerà liscio il Consiglio dei Ministri potrà dare l’approvazione finale entro il mese di aprile.

Importanti novità in arrivo per chi lavora di notte. Ai lavori usuranti previsti dal Decreto Salvi 1999 – come i lavori nelle cave, miniere, gallerie, fonderie, vetrerie ecc. – si andranno ad aggiungere il lavoro nelle catene di montaggio, la guida di veicoli per il trasporto collettivo di persone (con almeno 9 passeggeri) e il lavoro notturno. Si prevede che ogni anno saranno coinvolte almeno 5mila persone.

Il Decreto impone dei limiti relativi alla durata della mansione usurante: da quando la legge entrerà in vigore saranno necessari 7 anni negli ultimi 10 di lavoro, mentre a partire dal 2018 sarà indispensabile almeno la metà della vita lavorativa. Le persone in possesso dei requisiti, a partire dal 2013, potranno andare in pensione tre anni prima rispetto all’età minima prevista dalla legge.

“È un Decreto che attendiamo da anni – ha commentato Vera Lamonica, segretaria confederale della Cgil – finalmente si riconosce un principio per il quale da sempre ci battiamo: i lavori non sono tutti uguali, ci sono attività lavorative gravose che incidono sullo stato di salute e sulle aspettative di vita dei lavoratori. Proprio per ciò che riguarda il lavoro notturno – ha sottolineato sempre Lamonica – ci siamo battuti affinchè il numero di notti annue non superasse le 64 notti. E, infatti, nel Decreto è previsto che chi svolge un numero di notti annue da 64 a 71 potrà andare in pensione un anno prima, da 72 a 77 notti due anni prima, da 78 in poi sono previsti tre anni di anticipo”.

Una delle novità che ha suscitato maggiore interesse è l’introduzione tra le attività usuranti del lavoro notturno svolto da personale medico e infermieristico. Quello della Camera è un sì importante, che apre le porte verso l’approvazione di una legge fortemente voluta dalle organizzazioni sindacali.

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