Tutele lavoro, salario minimo, cuneo fiscale: gli interventi al vaglio del Governo

In arrivo un nuovo decreto a fine luglio 2022, dal salario minimo in Italia al taglio del cuneo fiscale, fino a maggiori garanzie per i lavoratori

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Una nuova legge sul salario minimo, più tutele per i lavoratori a basso reddito e taglio del cuneo fiscale, sono alcuni punti su cui il Governo intende costruire il prossimo Decreto Aiuti bis, in arrivo prima della pausa di agosto 2022.

In particolare, la proposta sul salario minimo, illustrata dal Premier Draghi in conferenza stampa il 12 luglio 2022, non prevede un tetto minimo fissato per Legge ma potenzia il ruolo dei contratti collettivi e dei sindacati a cui è già demandata la regolazione delle soglie salariali.

In questo articolo vi spieghiamo quali sono le proposte del Governo per riformare il mondo del lavoro partendo dal salario minimo dalla contrazione del cuneo fiscale e dalle nuove tutele previste.

TUTELE LAVORO, LE PROPOSTE DEL GOVERNO

Nel corso della conferenza stampa del 12 luglio, il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha preannunciato l’emanazione di un nuovo decreto Aiuti entro fine Luglio, prima che si inizino i lavori per la Manovra 2023. Nell’esporre i contenuti del nuovo provvedimento, il Premier ha anticipato l’arrivo di diverse novità importanti, ovvero:

  • una legge sul salario minimo;

  • gli incentivi al rinnovo dei contratti collettivi;

  • interventi per il taglio al cuneo fiscale;

  • aiuti ai lavoratori poveri.

Vediamo le novità proposte per punti.

1) LEGGE SUL SALARIO MINIMO

La prima proposta del Governo sulla riorganizzazione del lavoro è di approvare la legge sul salario minimo con la regolamentazione che resterà comunque quella attuale, ovvero affidata alla contrattazione collettiva, come vi spieghiamo in questo articolo. L’idea dell’Esecutivo sarebbe lontana dallo stabilire un salario minimo che aiuti tutti i lavoratori, ma quanto piuttosto far sì che ognuno sia “coperto” dai contratti collettivi. La mossa successiva sarebbe quella di istituire un salario minimo per tutelare i lavoratori che non hanno un contratto collettivo di riferimento e vivono in una situazione di incertezza e vulnerabilità.

In merito a come funzionerà la nuova legge sul salario minimo, il capo dell’Esecutivo, Mario Draghi ha specificato che seguirà le indicazioni arrivate dall’Europa. Il 13 luglio 2022 è stata infatti approvata dal Parlamento Europeo la direttiva EU sul punto, come vi spieghiamo in questo articolo, ben distante dallo schema del salario minimo in Germania. In altre parole, l’Italia si prepara a scegliere un sistema ibrido che tenga insieme il valore positivo della contrattazione collettiva e l’esigenza di un salario minimo per chi non beneficia della contrattazione o per chi ha contratti cosiddetti “pirata”. In particolare:

  • non è prevista “soglia tout court” ma il punto di partenza continuerà ad essere la contrattazione con l’introduzione del TEC il trattamento economico complessivo. Con questo meccanismo si usa come riferimento i contratti più diffusi o firmati delle organizzazioni maggiormente rappresentative ed estenderli a tutti i lavoratori che non hanno una contrattazione di riferimento;

  • il minimo salariale risulta legato alla migliore e più diffusa contrattazione.  Ad oggi, ad essere privi di CCNL sono 2,5/ 3 milioni di persone, una fascia del lavoro importante che coincide con la fascia del lavoro povero che pesa per quasi un quinto e si aggrava alla luce dell’andamento dell’inflazione.

2) SPINTA AL RINNOVO DEI CONTRATTI COLLETTIVI

Il Governo, oltre a lanciare la sfida della nuova legge sul salario minimo, ha anche sottolineato che metterà in campo entro l’estate un piano che incentiverà al rinnovo dei contratti collettivi nazionali.  In pratica, si punterà ad utilizzare delle “forme di sgravio” come stimolo alla qualità del lavoro e dei meccanismi di premialità per sostenere la chiusura dei contratti non ancora rinnovati. Sui meccanismi di premialità per i rinnovi mancano ancora i dettagli, anche se potrebbe trattarsi della detassazione degli incrementi salariali di cui si è parlato negli ultimi mesi. Di sicuro sarebbe una svolta cruciale, considerando che tra i 6 e gli 8 milioni di lavoratori si trovano oggi in mano un contratto scaduto.

Basti pensare che recentemente sono stati siglati il Nuovo CCNL sanità 2019 2021, il CCNL funzioni centrali 2019 2021, il CCNL servizi ambientali 2022 2024, il CCNL Federcasse 2019 2021, il Nuovo CCNL edilizia 2022, il CCNL Polizia di Stato e Penitenziaria 2019 2021, il CCNL ANINSEI 2021 2023 e il CCNL AGIDAE 2021 2023, ma molti sono ancora fermi al palo. Ne è un esempio il CCNL servizi e commercio.

3) TAGLIO AL CUNEO FISCALE

Il Governo nella conferenza stampa del 12 luglio ha anche annunciato che, nella prossima Manovra finanziaria, dovrebbe trovare spazio anche interventi per il taglio del cuneo fiscale. Si tratta, anche in questo caso, di una misura strutturale, sicuramente più ampia degli esoneri per ora introdotti nel 2022 per alleggerire il costo del lavoro.

Le cifre di cui si ragiona sono stavolta decisamente più alte. Nello specifico, Confindustria chiede 16 miliardi, i sindacati almeno una mensilità, quindi 100-150 euro al mese equivalenti a circa 10 miliardi. I conti saranno fatti nella Nota al DEF ed è difficile ora fare previsioni. Affinché però l’intervento abbia un reale effetto per le tasche degli italiani, non potrà essere inferiore al valore di 5 o 6 miliardi di euro. Non appena vi saranno i dettagli, vi aggiorneremo.

4) AIUTI AI LAVORATORI “POVERI”

Nel prossimo “corposo” Decreto Aiuti bis in arrivo prima dell’estate, il Governo ha fatto sapere che darà il via ad aiuti per lavoratori “poveri” e famiglie a reddito basso. Il piano bonus arriverà senza un nuovo scostamento di Bilancio, ma basandosi esclusivamente sugli spazi di finanza pubblica disponibili. In sostanza, saranno rinnovati gli interventi contro il caro-energia, come il bonus bollette e il taglio delle accise che vi abbiamo illustrato in questo articolo. Non appena il Decreto sarà varato, vi aggiorneremo con tutti i dettagli.

ALTRI AIUTI E AGGIORNAMENTI

Per conoscere lo stato dell’arte sul salario minimo in Italia, vi consigliamo di leggere questo articolo, mentre in questo approfondimento conoscerete come funziona la soglia di stipendio in Svizzera e in questo focus, i dettagli sul salario tedesco. Il 13 luglio invece, come vi spieghiamo in questo articolo, è stata approvata in seconda lettura la direttiva europea sul salario minimo. Se volete restare aggiornati è possibile iscriversi gratis alla nostra newsletter e al nostro canale Telegram, per avere le notizie in anteprima.

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