Nuove regole per lavoratori frontalieri in Svizzera: cosa cambia

In Gazzetta Ufficiale le nuove regole per i lavoratori frontalieri in Svizzera, ecco cosa cambia con il nuovo protocollo

Svizzera
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Sono entrate in vigore le nuove regole per lavoratori frontalieri in Svizzera.

Le nuove regole non eliminano la figura del frontaliere tradizionale, ma la trasformano.

Il protocollo di Intesa sottoscritto tra la Repubblica Italiana e la Confederazione Svizzera e pubblicato in Gazzetta Ufficiale, la presenza fisica in ufficio non è più l’unico requisito. Il lavoratore rimane frontaliere anche se non attraversa il confine 365 giorni l’anno, grazie al riconoscimento legale di nuove modalità di lavoro.

In questo articolo vi spieghiamo nel dettaglio quali sono le novità e cosa cambia. 

NUOVE REGOLE PER LAVORATORI FRONTALIERI IN SVIZZERA IN GAZZETTA UFFICIALE

Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del 19 gennaio 2026 della Legge n. 217 del 29 dicembre 2025, entrano ufficialmente nell’ordinamento italiano le nuove regole che modificano l’Accordo tra la Repubblica Italiana e la Confederazione Svizzera sull’imposizione dei lavoratori frontalieri, firmato il 23 dicembre 2020.

La legge ratifica ed esegue il Protocollo di modifica sottoscritto a Roma il 30 maggio 2024 e a Berna il 6 giugno 2024, introducendo:

  • una nuova definizione di lavoratore frontaliere; 
  • la modalità di telelavoro fino al 25% senza perdita dello status di frontaliere;
  • un trattamento fiscale specifico per le giornate lavorate in modalità agile.
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NUOVA DEFINIZIONE DI “LAVORATORE FRONTALIERE”

Il primo elemento centrale del provvedimento riguarda la definizione stessa di lavoratore frontaliere, già contenuta nell’Accordo del 2020, che viene ora aggiornata e rafforzata. Oggi, per essere considerato tale ai fini fiscali, devi soddisfare tre requisiti fondamentali contemporaneamente, ovvero:

  • essere fiscalmente residente in un Comune il cui territorio si trova, totalmente o parzialmente, nella zona di 20 km dal confine con l’altro Stato (in Italia, i comuni confinanti con i Cantoni Ticino, Grigioni e Vallese);


  • svolgere un’attività di lavoro dipendente nell’area di frontiera dell’altro Stato per un datore di lavoro residente, una stabile organizzazione o una base fissa di quello Stato.

Resta ferma la previsione secondo cui il lavoratore frontaliere può, in linea di principio, non rientrare quotidianamente nel proprio Stato di residenza fino a un massimo di 45 giorni all’anno per motivi professionali, senza perdere lo status giuridico di frontaliere. Tuttavia, questa flessibilità, già prevista dall’accordo originario, viene ora integrata da una novità strutturale: il riconoscimento formale del telelavoro transfrontaliero.

La vera innovazione introdotta dal Protocollo riguarda infatti la possibilità per il lavoratore frontaliere di svolgere fino al 25% della propria attività lavorativa in modalità di telelavoro presso il proprio domicilio nello Stato di residenza, senza che ciò comporti alcuna modifica del suo status giuridico.

Questo significa che un lavoratore residente in Italia e occupato in Svizzera può lavorare da casa fino a un quarto del tempo complessivo annuo (o mensile, a seconda dell’organizzazione aziendale) senza perdere la qualifica di lavoratore frontaliere e senza che scattino automaticamente nuove regole fiscali o contributive legate alla residenza.

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COSA CAMBIA A LIVELLO FISCALE

Un altro aspetto centrale riguarda il trattamento fiscale delle giornate lavorate in modalità agile. Il Protocollo infatti stabilisce che il lavoro svolto da casa, in Italia, viene fiscalmente considerato come svolto in Svizzera, entro la soglia del 25%.

Questo evita:

  • la doppia imposizione;
  • la frammentazione delle basi imponibili;
  • il rischio di contenziosi fiscali tra Stati;
  • l’apertura di nuove posizioni fiscali ibride per i lavoratori.

QUANDO ENTRANO IN VIGORE LE NUOVE REGOLE

Le modifiche introdotte dal Protocollo hanno efficacia retroattiva a decorrere dal 1° gennaio 2024. Prima della pubblicazione In Gazzetta Ufficiale, le regole sul telelavoro e sulla flessibilità dei frontalieri poggiavano su una sorta di anticipazione contenuta nella Legge di Bilancio 2025.

Con la pubblicazione del Protocollo internazionale, quella che era una misura “ponte” diventa una struttura giuridica stabile e condivisa tra Italia e Svizzera. In questo modo il quadro normativo viene allineato retroattivamente a una fase in cui il telelavoro transfrontaliero era già una realtà diffusa, soprattutto dopo la pandemia.

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Scritto da Federica Petrucci - Coordinatrice editoriale, redattrice, consulente del lavoro ed esperta di previdenza.
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