Accertamenti Attitudinali Concorsi Militari e di Polizia

accertamenti attitudinali, concorsi militari

Tutti i concorsi per entrare nelle Forze Armate, Forze di Polizia, Vigili del Fuoco e, sempre più spesso, nelle Forze di Polizia Locale, prevedono gli accertamenti attitudinali.

Lo scopo è di valutare e selezionare quei candidati e quelle candidate che palesano caratteristiche psicoattitudinali in linea con il profilo richiesto.

In questa guida chiara e dettagliata vediamo in cosa consistono, come vengono valutati gli accertamenti attitudinali nei concorsi militari e di Polizia e come prepararsi al meglio.

COSA SONO GLI ACCERTAMENTI ATTITUDINALI

Gli accertamenti attitudinali rappresentano una delle prove da affrontare nei concorsi militari. Generalmente sono previsti in tutti i concorsi pubblici delle forze armante, delle forza di Polizia, dei Vigili del Fuoco e in generale delle forze dell’ordine e della sicurezza pubblica.

Gli accertamenti attitudinali generalmente hanno una componente psicologica, ecco perché si parla di accertamenti psico-attitudinali. Come si può notare l’aggettivo “psico-attitudinale” è composto da due elementi: “psico”, che si riferisce alla personalità, e “attitudinale”, che si riferisce alle attitudini.

La personalità fa riferimento a come e cosa pensiamo, come ci sentiamo e come ci comportiamo generalmente con noi stessi, gli altri e il mondo (situazioni di vita).

Le attitudini fanno riferimento alle nostre inclinazioni personali, sociali, lavorative. Per essere allenate occorrono due ingredienti: motivazione (nel porre in essere/allenare le nostre inclinazioni) e occasioni (contesto favorevole alla messa in atto).

Per valutare questi due aspetti della nostra persona, psiche e attitudini, si prediligono generalmente uno o più step valutativi:

  • Test Attitudinali (ragionamento, attenzione, memoria, riflessi, ecc.);

  • Test di Personalità (Obiettivi, Semi-proiettivi e, più raramente, Proiettivi);

  • Colloquio Psichiatrico;

  • Colloquio Psicologico;

  • Colloquio Attitudinale (a cura del Perito Selettore).

AREE DI VALUTAZIONE DEGLI ACCERTAMENTI ATTITUDINALI

Al fine di operare le valutazioni psicoattitudinali e le conseguenti selezioni, i selettori delle Forze Armate e delle Forze dell’Ordine stabiliscono, a priori, una serie di parametri valutativi.

Questa operazione preliminare ha il duplice obiettivo di fornire una guida ai selettori e, allo stesso tempo, di rendere i criteri selettivi quanto il più possibile oggettivi e trasparenti. Dunque, non si tratta soltanto di una doverosa questione di metodo, atta a ridurre il più possibile errori e pregiudizi valutativi, ma anche un obbligo di legge quando si tratta di concorsi pubblici.

Vediamo, dunque, quali sono queste aree di valutazione previste dagli Accertamenti Attitudinali:

  • personalità matura, armonica e integrata a livello intra-psichico e inter-psichico. La personalità è valutata esclusivamente da psichiatri e psicologi selettori;

  • capacità cognitive e intellettive adeguate alla risoluzione di problemi e all’apprendimento specialistico e operativo legato al ruolo;

  • spiccate doti relazionali, dato che si lavorerà costantemente e a stretto contatto con i colleghi;

  • disponibilità ad adattarsi in organizzazioni complesse, burocratiche e gerarchizzate;

  • abilità comunicative adeguate al ruolo e alle funzioni da svolgere;

  • competenze emotive (stabilità, autocontrollo, resilienza);

  • ottime competenze organizzative e gestionali (motivazione, conoscenze del ruolo e del contesto, progetto e valori aderenti all’organizzazione, leadership e gestione ottimale dei tempi e dei metodi di lavoro), soprattutto per quanto riguarda ruoli di comando (Ufficiali/Commissari e Marescialli/Ispettori).

Naturalmente, specifichiamo che quanto sopra riportato costituisce solo una linea guida, ovvero il profilo ideale a cui tendere, ammettendo, per ogni caratteristica ricercata, un certo margine di sviluppo.

IN COSA CONSISTONO I TEST ATTITUDINALI

Gli Accertamenti Attitudinali Militari e di Polizia sono dei test predisposti per valutare, al contempo, la personalità e le attitudini dei candidati.

Seguendo questa suddivisione, anche i Test Psicoattitudinali, che costituiscono la prima fase degli accertamenti attitudinali, si possono suddividere in due tipologie:

  • test di personalità: valutano la personalità nel suo insieme oppure si focalizzano su alcune parti costitutive. Questi test sono quasi sempre di natura “qualitativa”. Ciò vuol dire che i risultati ottenuti assumono, sovente, la forma di un profilo descrittivo. Infatti, nelle relative istruzioni, troviamo sempre una dicitura del tipo: “non esistono risposte giuste o sbagliate”. Questo perché la personalità è un concetto troppo complesso e multi – sfaccettato da poter essere ridotto ad una semplice questione “quantitativa”.

  • test attitudinali: sono quasi sempre di natura quantitativa. Ossia, misurano quanto una determinata attitudine o capacità è sviluppata. In questo caso, ovviamente, il fattore “quante” risposte giuste riesci a fornire risulta determinante. Così come pure il fattore “tempo”, cioè in quanto tempo riesci a fornire un certo numero di risposte esatte. Spesso, infatti, il tempo costituisce una sorta di denominatore della performance. Tutto questo è possibile perché una certa attitudine, a differenza del concetto di personalità, è un costrutto più semplice e più facilmente riconducibile ad una tipica performance.

Vediamo nel dettaglio entrambe le tipologie per comprendere bene come funzionano.

TEST DI PERSONALITÀ

La personalità, semplificando estremamente il discorso, possiamo concepirla come l’insieme delle nostre modalità abituali di pensare, sentire (a livello emotivo) e agire nelle varie situazioni di vita. Si tratta di un’organizzazione relativamente stabile e prevedibile, benché in una certa misura modificabile nel tempo e nelle situazioni.

I Test Psicoattitudinali che valutano la personalità dei candidati possono essere suddivisi a loro volta in due ulteriori categorie:

  • Test Obiettivi di Personalità;

  • Test Proiettivi di Personalità.

TEST OBIETTIVI

I test obiettivi di personalità prevedono domande e risposte predeterminate. Sovente, infatti, consistono in questionari (vero/falso) e scale (grado di accordo/disaccordo). Questa caratteristica costitutiva offre diversi vantaggi in un concorso pubblico militare a cui partecipano molti candidati. Infatti, è possibile somministrarli collettivamente, inoltre sono abbastanza rapidi sia nella somministrazione che nell’attribuzione dei punteggi, che viene spesso automatizzata. Ma, vantaggio più importante, generano risultati “oggettivi”, quindi difficilmente opinabili.

A tutti questi vantaggi, d’altra parte, fa da contraltare il potenziale svantaggio relativo alla superficialità dei risultati. Vale a dire, proprio in virtù della rigidità relativa alle domande e alle risposte previste dai test obiettivi, si verifica una certa perdita di complessità psicodiagnostica. Ad ogni modo, questo limite è in buona parte poi compensato grazie ai colloqui psicoattitudinali che si affrontano successivamente.

Tra i test obiettivi più diffusi possiamo trovare i seguenti: MMPI-2 (test minnesota), TALEIA 400A, PAI, BFQ-2, BFA (Big-Five), NEO-PI-3, 16PF-5, SCID I e II, MPP e altri.

TEST PROIETTIVI

I test proiettivi fondano la loro azione psicodiagnostica sulla somministrazione di stimoli (disegni, figure, situazioni) scarsamente definiti. Il candidato è, dunque, più libero di interpretare e di “proiettare” preziose informazioni psicodiagnostiche.

Si può, per esempio, chiedere di interpretare una certa figura. Oppure di produrre un certo disegno. O, ancora, di completare una certa situazione potenzialmente ambigua o incompleta. Grazie a questa ampia libertà espressiva concessa ai candidati, spesso, si ottengono risultati alquanto veritieri e accurati. Tuttavia, bisogna aggiungere che, a parte alcuni test proiettivi (Figura Umana, Albero, Casa, Famiglia, Wartegg, Z-Test, P.F.S. e completamento di frasi), risultano in forte contrasto con le tipiche esigenze di un concorso pubblico delle forze armate e di Polizia di ampie dimensioni (economicità, velocità, oggettività).

La somministrazione dei test proiettivi è, infatti, spesso individuale, complessa e, di sicuro, richiede molto più tempo rispetto ai test obiettivi per essere interpretata dai selettori. Inoltre, tale interpretazione non sempre trova totale sintonia tra diversi possibili psicologi, prestandosi, così, più facilmente a dubbi e controversie.

TEST ATTITUDINALI

Per attitudine si intende una propensione o capacità potenziale di agire in uno specifico contesto. Un comportamento può diventare “effettivo” in presenza di una determinata richiesta situazionale e, al contempo, di una motivazione intrinseca a porlo in essere. Ci sono attitudini specifiche che è semplice far emergere (ad esempio con test di ragionamento) e attitudini che risultano alquanto complesse da analizzare (multi – determinate) e, pertanto, difficilmente possono essere riconosciute in un test specifico.

Per cui, è importante sottolineare come, ancora una volta, siano i colloqui psicoattitudinali il momento più importante degli accertamenti attitudinali.

Ciò precisato, esistono comunque nel panorama psicodiagnostico diversi test attitudinali che prendono in considerazione attitudini complesse, come ad esempio la leadership e altre competenze organizzative (ALQ-2, TOM, OPQ, WOMI e altri).

Per quanto riguarda, invece, attitudini più specifiche, come ad esempio le capacità di ragionamento e logica, è possibile rifarsi a diversi test in grado di valutare con un ottimo grado di accuratezza la relativa espressione.

Tra i test di ragionamento più attendibili abbiamo il GAT-2 e il DAT-5. Entrambi, inoltre, consentono la valutazione di cinque forme logiche o di ragionamento: astratto, verbale, matematico, spaziale e meccanico. Altri test attitudinali possono riguardare:

  • attenzione e concentrazione;

  • memoria (a breve termine);

  • velocità di risposta (riflessi);

  • coordinamento senso-percettivo.

Discorso diverso per quanto riguarda il questionario informativo autobiografico. Pur rientrando nella batteria di Test Psicoattitudinali, è da considerare più come una sorta di curriculum vitae. Si tratta di una serie di domande a risposta aperta e chiusa sulle seguenti aree:

  • Formazione (scolastica, lavorativa, extra-scolastica);

  • Ambito Familiare (composizione, storia, relazioni, ecc.);

  • Area Sociale (Rapporti Interpersonali e Affettivi);

  • Dimensione Personale (Carattere, Strategie di Coping, Interessi e Hobby, Esperienze di Vita, ecc.);

  • Area Attitudinale (Motivazione, Aspettative, ecc.).

COLLOQUIO PSICOATTITUDINALE

Prima di illustrare le varie tipologie di colloquio, è bene sottolineare ancora una volta che il Colloquio Psicoattitudinale è il momento più importante e decisivo. E’, infatti, durante il colloquio che avviene la selezione vera e propria. I test, fino a questo momento, costituiscono solo una serie di ipotesi psicodiagnostiche che, appunto durante il colloquio, possono essere confermate o meno.

COLLOQUIO CON PSICHIATRA

Spesso, il primo colloquio psicoattitudinale da affrontare durante gli Accertamenti Attitudinali è di natura clinica. L’Ufficiale o il Dirigente Psichiatra è prima di tutto un medico. Infatti, il colloquio psichiatrico, pur costituendo di fatto la base degli accertamenti attitudinali, concorre in realtà all’attribuzione dell’idoneità psicofisica (PS). Dunque, questo tipo di colloquio si focalizza prevalentemente sull’assetto di personalità espresso dal candidato.

Un’altra specificità del colloquio con lo psichiatra militare e di polizia riguarda le relative competenze medico-specialistiche. Competenze che si traducono in un approccio particolarmente centrato sulla componente psicofisiologica (segni e sintomi) potenzialmente interessante il profilo psicoattitudinale.

COLLOQUIO CON PERITO SELETTORE

L’Ufficiale Perito Selettore non è uno specialista in Psicologia o Psichiatria. Si tratta, infatti, di un Ufficiale o Dirigente dei ruoli ordinari che, a seguito di specifica formazione, consegue la qualifica di “Perito Selettore”. Ciò significa che di fronte a te avrai un Ufficiale delle Forze Armate o un Direttore/Dirigente delle Forze di Polizia che, per svariati anni e in prima persona, ha operato nella stessa organizzazione per la quale ti stai candidando.

Questo background operativo, spesso, si traduce in un Colloquio Psicoattitudinale alquanto “concreto”, ovvero estremamente aderente ai valori e alle peculiarità di impiego del ruolo e dell’organizzazione di riferimento. Potremmo affermare che un perito selettore, più che fondarsi sulla valutazione del tuo “saper essere”, presta attenzione al “sapere” e, forse ancor più, al “saper fare”.

Infine, è bene precisare, che un perito selettore, in quanto non specialista della salute mentale, non può elaborare alcuna diagnosi di personalità. Dunque, il suo unico ed esclusivo ambito di competenza durante gli Accertamenti Attitudinali è la valutazione attitudinale. Un po’ come avviene nei contesti aziendali privati dove, per i ruoli di alto profilo, si prevede il colloquio con la line (Responsabile d’Area).

COLLOQUIO CON PSICOLOGO

Terza possibilità di Colloquio Psicoattitudinale previsto dagli Accertamenti Attitudinali è il colloquio con lo psicologo militare o di polizia. Questo colloquio si posiziona, per certi versi, a metà strada tra lo Psichiatra e il Perito Selettore.

Lo psicologo militare e di polizia, infatti, di solito destina la stessa attenzione all’assetto di personalità e alle attitudini espresse dal candidato. Per di più, lo psicologo pone particolare attenzione al senso e ai vissuti espressi. Anche quando interessato alla componente psicofisiologica, pur nei limiti conoscitivi rispetto allo psichiatra, è comunque più orientato verso le relative implicazioni soggettive, più che verso le eventuali corrispondenze “oggettive” (segni e sintomi).

Inoltre, rispetto al colloquio attitudinale condotto dal perito selettore, il suo focus, più che orientarsi verso il solo possesso o meno di una certa attitudine e/o relative capacità operative, si concentra anche sulla capacità di “saper essere”, ossia incarnare, quella determinata attitudine, includendo la relativa storia evolutiva e prevedendone l’espressione in ambito organizzativo.

COME PREPARARSI: ATTEGGIAMENTI E ADDESTRAMENTI DA EVITARE

Molte persone sono convinte, vuoi per inesperienza, vuoi perché deviati dall’offerta presente sul mercato che conferma questa credenza erronea, che la Preparazione degli Accertamenti Attitudinali nei concorsi sia da intendere alla stregua di una preparazione teorica, stile quiz di cultura generale.

L’idea di fondo è che più studio i test psicoattitudinali, più aumentano le mie possibilità di risultare idoneo. Oppure, altra idea insita in questa visione dei test psicoattitudinali e degli accertamenti, è che un corso di preparazione ti fornirà strategie di risposte per test e colloqui sempre “giuste” e sempre vincenti.

E’ importante sottolineare come un metodo simile risulti totalmente inutile e controproducente per le motivazioni che seguono:

  • apprendere in anticipo le domande dei test e dei colloqui non ti dice nulla su come saranno valutate le tue risposte, vero focus valutativo dei selettori;

  • se dovessi palesare dei limiti psicoattitudinali, con un metodo di apprendimento “stile quiz” non risolveresti nulla, li falseresti soltanto;

  • con un metodo del genere rischieresti di presentarti in modo falsato, magari inutilmente, perché potresti andar già bene così come sei o adottando semplici accorgimenti;

  • ricevere infiniti “suggerimenti” su cosa rispondere e cosa non, potrebbe alimentare la tua insicurezza, perché potresti desumere che così come sei realmente non vai bene;

  • i selettori militari del tuo concorso hanno mediamente più del doppio dei tuoi anni e migliaia di valutazioni psicoattitudinali sulle spalle. Vivresti, quindi, gli accertamenti attitudinali con il costante timore di cadere in contraddizione e/o di dimenticare il tuo “addestramento”;

  • i selettori militari valutano in modo molto sfavorevole ogni tentativo di raggiro e manipolazione, dato che tra i tanti valori perseguiti, l’onestà ricopre un ruolo quasi sacrale.

In definitiva, invece di stimolare fiducia nella tua Persona, al posto di “sfruttare” l’occasione del concorso per aiutarti a migliorare “realmente” e prima di ogni altra cosa come Persona, ci si imbarca in queste mirabolanti imprese atte a determinare un addestramento non etico, inutile e, soprattutto, controproducente.

PREPARAZIONE PSICOATTITUDINALE

Un metodo di preparazione per Accertamenti Attitudinali etico, professionale e competente deve prevedere la somministrazione di test e colloqui psicoattitudinali, non per falsare il profilo, ma per valutarti realmente.

Solo in questo modo, e posta la reale esperienza nelle selezioni psicoattitudinali militari e di polizia del valutatore, si potrà capire veramente se si è pronti, ossia potenzialmente idonei a livello psicoattitudinale e, se non ancora pronti, cosa e come migliorare. Dove per migliorare, non si intende “cosa rispondere” o, peggio, “come nascondere le eventuali criticità”, ma piuttosto: “come bisogna essere”, maturando una reale consapevolezza delle proprie risorse e dei propri limiti.

CONSULENZA PER AFFRONTARE I TEST PSICOATTITUDINALI

Chi desidera affrontare i Test Psicoattitudinali e il colloquio con maggiore consapevolezza e autoefficacia, può affidarsi al Dott. Vincenzo Castando, già Ufficiale psicologo selettore dell’Esercito Italiano, psicologo delle organizzazioni e psicoterapeuta.

Un professionista, dunque, che è stato per diversi anni proprio uno di quei selettori che incontrerai al tuo concorso. Grazie a tale esperienza diretta nella selezione psicoattitudinale militare, infatti, si possono riproporre reali accertamenti attitudinali (Test Psicoattitudinali + Colloquio Psicoattitudinale).

Scopo della consulenza sarà, innanzitutto, valutarti realmente, proprio come faranno i selettori del concorso. Successivamente, sulla base di questa valutazione preliminare, saranno fornite tutte le indicazioni per migliorarsi, altrettanto realmente, a livello psico-attitudinale. Inoltre, al termine degli incontri, sarà garantito supporto psicoattitudinale (domande, dubbi e rivalutazioni) fino al giorno degli accertamenti ufficiali.

Il Dott. Vincenzo Castaldo non prepara le risposte, ma la Persona che risponde.

Se vuoi avere maggiori informazioni sul servizio di preparazione psicologica e attitudinale per concorsi militari del dott. Vincenzo Castaldo, senza alcun impegno, puoi compilare il seguente form con i tuoi dati.

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Dopo la compilazione del form, entro 2 giorni lavorativi, riceverai una mail con tutte le informazioni sul servizio e potrai decidere in autonomia se avvalerti del suo supporto.

Nel caso di mancata ricezione della mail, ti consigliamo di controllare nello spam. Se non dovessi trovare il messaggio nemmeno nello spam puoi contattare la nostra redazione per segnalare il problema: redazione@ticonsiglio.com

La preparazione copre tutte le tipologie di accertamenti psico-attitudinali per tutti i concorsi militari, delle forze armate e di sicurezza. In particolare:

  • Accertamenti Attitudinali Esercito.
  • Accertamenti Attitudinali Marina Militare.
  • Accertamenti Attitudinali Aeronautica Militare.
  • Accertamenti Attitudinali Carabinieri.
  • Accertamenti Attitudinali Guardia di Finanza.
  • Accertamenti Attitudinali Polizia di Stato.
  • Accertamenti Attitudinali Polizia Penitenziaria.
  • Accertamenti Attitudinali Vigili del Fuoco.
  • Accertamenti Attitudinali Scuole Militari (Nunziatella, Teulié, Morosini, Douhet).
  • Accertamenti Attitudinali Polizia Locale.

La preparazione alle selezioni tenuta dal dott. Vincenzo Castaldo può riguardare tutti i diversi livelli di carriera, tra cui: Accademia Militare; Accademia Ufficiali Esercito, Accademia Ufficiali Marina Militare, Accademia Ufficiali Aeronautica Militare, Accademia Ufficiali Carabinieri, Accademia Ufficiali Guardia di Finanza.

Sono compresi anche: Volontari Forze Armate, Volontario Ferma Iniziale VFI (ossia: VFI Esercito, VFI Marina Militare, VFI Aeronautica Militare); Allievi Agenti Polizia Penitenziaria; VFP3; Volontario Ferma Triennale VFT per Esercito, Marina, Aeronautica; Allievi Carabinieri, Allievi Finanzieri, Allievi Agenti Polizia di Stato, Allievi Agenti Polizia Penitenziaria.

Il servizio di preparazione psico-attitudinale è utile anche per: Commissari Polizia di Stato e Polizia Penitenziaria; AUFP Esercito, Marina, Aeronautica; Direttori Vigili del Fuoco; Ufficiali a nomina diretta, Ufficiali Ruolo Normale, Ufficiali Corpo Sanitario, Ufficiali Ruolo Tecnico.

E ancora: Sottufficiali Forze Armate, Allievi Marescialli Esercito, Allievi Marescialli Marina Militare, Allievi Marescialli Aeronautica Militare, Allievi Marescialli Carabinieri, Allievi Marescialli Guardia di Finanza; Vice Ispettori Polizia di Stato e Polizia Penitenziaria; Ispettori Vigili del Fuoco; Vice Ispettore Tecnico; Sottufficiali Forze Armate.

ALTRI APPROFONDIMENTI UTILI

Vi consigliamo di leggere la guida che spiega il cambiamento ed il passaggio tra VFP1 e VFP4 che diventano VFI e VFT. Interessante è anche l’approfondimento sulla preparazione psicologica per i concorsi militari. Vi invitiamo a leggere inoltre la guida sul nuovo regolamento dei concorsi pubblici.

Per scoprire quali sono le selezioni pubbliche attive al momento nelle forze armate potete visitare la sezione dedicata ai concorsi Difesa e forze armate che viene costantemente aggiornata, ci sono i bandi da scaricare e le guide utili per presentare domanda.

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