Mobbing sul lavoro: che cos’è e come tutelarsi

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Che cos’è il mobbing? Come riconoscerlo? Quali sono le sue conseguenze? Come tutelarsi? Ecco tutte le informazioni utili su questa importante tematica del mondo del lavoro.

CHE COS’E’ IL MOBBING

Prima di tutto è fondamentale conoscere il significato del termine “Mobbing“. L’etimologia della parola risale al verbo inglese [to] mob, cioè «assalire, molestare». Quindi con Mobbing si intende i comportamenti violenti che un gruppo rivolge ad un suo membro. In relazione all’ambito lavorativo, è definito come una forma di terrore psicologico sul posto di lavoro, esercitata attraverso comportamenti aggressivi e vessatori ripetuti, da parte di colleghi o superiori. In poche parole, un atteggiamento che impedisce alla vittima di lavorare o di svolgere serenamente la propria attività. Tale comportamento può anche essere messo in atto da persone che abbiano una certa autorità sulle altre (ad esempio capi area, responsabili, direttori), in tal caso si parla di bossing.

Questa condizione di persecuzione psicologica sull’ambiente di lavoro ci è nota da più di un secolo. Infatti il primo a parlare di Mobbing è stato lo psicologo svedese Heinz Leymann già alla fine dell’800. In Italia, la tematica è stata introdotta dallo psicologo tedesco Harald Ege, che per primo nel 2002 ha pubblicato un metodo per identificare il fenomeno e i suoi danni tramite il riconoscimento di 7 parametri (il cosiddetto metodo Ege).

COME E PERCHÈ NASCE IL MOBBING?

La stessa logica che oggi ispira certi valori e criteri organizzativi può essere terreno fertile per la violenza psicologica. La competizione per il raggiungimento degli obiettivi e gli stimoli per migliorare la produzione possono essere dei punti di partenza di un atteggiamento negativo che può sfociare nel Mobbing. Ci sono poi da considerare anche altri aspetti non propriamente professionali, che rientrano nella sfera delle relazioni umane e delle loro varie sfumature (antipatia nei confronti della vittima, simpatia per colui/colei che potrebbe potenzialmente sostituire la vittima, etc.).

Il Mobbing avviene perchè nessuno lo impedisce. Gli spettatori non tentano di fermare chi mette in atto il Mobbing e, con il loro silenzio, lo favoriscono. Il motivo di tale comportamento è facilmente intuibile: la paura. Paura di essere coinvolti, di avere ritorsioni di qualche genere o addirittura di perdere il lavoro. Possiamo quindi dire che vi è una specie di omertà professionale che non solo favorisce la nascita del Mobbing, ma facilita anche la sua evoluzione.

COME SI RICONOSCE IL MOBBING?

Riconoscere il Mobbing non è semplice. In genere, per rientrare nella definizione di Mobbing le azioni compiute dovrebbero:

  • ripetersi per un lungo periodo di tempo;
  • reiterarsi in modo sistematico e continuato;
  • avere uno scopo preciso, quindi essere azioni intenzionali (magari anche premeditate).

Il mobbizzato (come viene definita la vittima) viene letteralmente accerchiato e aggredito volontariamente da aggressori (detti mobber) che mettono in atto strategie comportamentali volte alla sua distruzione psicologica, sociale e professionale. I rapporti sociali diventano conflittuali e sempre più rari, portando la vittima all’isolamento e all’emarginazione totale.

Ogni situazione è a sé stante, ma i vari casi hanno dimostrato che nel Mobbing esiste una costante: la vittima è sempre in una posizione inferiore rispetto ai suoi avversari. Ovviamente l’inferiorità non è legata all’intelligenza o alla cultura del mobbizzato, ma al suo status nel contesto lavorativo. Ed è proprio lo status ad essere intaccato per primo durante il periodo di tempo in cui si subisce Mobbing, un periodo in cui la vittima perde gradatamente la sua posizione iniziale.

Gli elementi che vengono meno sono:
– la sua influenza;
– il rispetto degli altri verso di lui/lei;
– il suo potere decisionale;
– l’entusiasmo nel lavoro;
– la fiducia in se stesso;
– gli amici;
– la salute;
– la sua dignità.

La vittima di queste vere e proprie persecuzioni si vede emarginata, calunniata, criticata. Le vengono affidati compiti dequalificanti: viene spostata da un ufficio all’altro oppure viene sistematicamente messa in ridicolo di fronte a clienti o superiori. Nei casi più gravi si arriva anche al sabotaggio del lavoro e ad azioni illegali. Lo scopo è sempre il medesimo: eliminare una persona divenuta in qualche modo “scomoda”, inducendola alle dimissioni volontarie o provocandone un motivato licenziamento.

ESEMPI DI COMPORTAMENTI VESSATORI

Per maggior chiarezza, di seguito degli esempi pratici di comportamenti vessatori:

  • sottrazione ingiustificata di incarichi o della postazione di lavoro;
  • dequalificazione delle mansioni a compiti banali (fare fotocopie, ricevere telefonate o compiti con scarsa autonomia decisionale);
  • rimproveri e richiami, espressi in privato ed in pubblico, anche per banalità;
  • dotare il lavoratore di attrezzature di lavoro di scarsa qualità o obsolete (arredi scomodi, ambienti male illuminati, pc mal funzionanti) così da rendere difficile lo svolgimento del lavoro;
  • interrompere il flusso di informazioni necessario per l’attività (chiusura della casella di posta elettronica, restrizioni sull’accesso a Internet);
  • continue visite fiscali in caso malattia.

CHE COS’E’ IL BOSSING?

Si definisce bossing quella forma di mobbing compiuto dai superiori o dai dirigenti dell’azienda, quasi sempre con lo scopo preciso di indurre il dipendente alle dimissioni. Viene chiamato anche mobbing verticale. Grazie al lavoro secolare dei sindacati, al giorno d’oggi i diritti dei lavoratori sono molto tutelati, quindi per un’azienda è difficile licenziare qualcuno senza problemi. Tuttavia, soprattutto in tempi di crisi, molte aziende sono costrette a ridurre il personale. In questi casi il bossing diventa un metodo per raggiungere gli obiettivi prefissati (licenziamento o riduzione del personale) senza interferenze da parte dei sindacati. Si può definire una vera e propria strategia aziendale.

QUALI SONO LE CONSEGUENZE DEL MOBBING?

Le conseguenze negative del Mobbing non coinvolgono solo la vittima, come verrebbe naturale pensare, ma vanno a intaccare l’azienda. Infatti i danni ricadono anche sulla serenità e produttività dell’ambiente in cui è consumato il Mobbing.

GLI EFFETTI SUL MOBBIZZATO

Partiamo dal punto di vista del mobbizzato: per la vittima le prime immediate conseguenze del Mobbing sono i problemi di salute legati alla somatizzazione della tensione nervosa. Tra i possibili sintomi troviamo:
– palpitazioni;
– tremori;
– difficoltà respiratorie;
– problemi di espressione;
– sudorazione fredda;
– dermatite e problemi cutanei;
– cefalea;
– gastriti e disturbi digestivi.

Un’altra sfera dell’esistenza che risente dello stress è il sonno: incubi, sonno interrotto, insonnia. La pressione psicologica, poi, può portare a disturbi più evidenti ed invasivi come:
– annebbiamento della vista;
– difficoltà di memoria e di concentrazione;
– capogiri e svenimenti.
Ansia, esaurimento nervoso, depressione, insonnia, nevrosi, isolamento sociale, attacchi di panico. Questi i risultati del Mobbing, che si espandono a macchia d’olio nelle altre sfere della vita del mobbizzato intaccando l’umore, le relazioni familiari e sociali, la capacità di affrontare le incombenze quotidiane, fino a incidere sulla voglia di continuare a vivere, portando anche al suicidio nei casi più gravi.

GLI EFFETTI SULL’AZIENDA

Per l’azienda il Mobbing ha effetti ugualmente devastanti, principalmente sul piano economico: se una persona è vittima di Mobbing le sue prestazioni lavorative saranno inferiori per via di tutti i disturbi sopra indicati. La mancanza di serenità sul posto di lavoro, sommata ai problemi di salute elencati, portano ad un minore rendimento della risorsa e quindi ad una perdita economica per l’azienda.

Inoltre, al di là delle questioni legate ai costi, per le aziende ci sono gravi conseguenze anche sul piano sociale: se i dipendenti si dimostrano scontenti delle condizioni di lavoro a cui sono sottoposti e ne parlano al di fuori delle mura aziendali, l’immagine della ditta ne risente inevitabilmente e la concorrenza può approfittarne.

LE LEGGI E LA NORMATIVA SUL MOBBING

Da diversi anni vengono presentati alcuni disegni di legge, ma nessuno di questi è mai stato approvato in legge. Dal punto di vista legale, quindi, in Italia non esiste una legislazione specifica relativa al mobbing, ma le azioni e le conseguenze del mobbing possono rientrare in altre fattispecie di reato. Non essendoci leggi apposite, per tutelare la vittima di Mobbing la legge italiana fa riferimento a diversi articoli della Costituzione, che accennano ai diversi comportamenti che caratterizzano il Mobbing e che rientrano in fattispecie contemplate da vai articoli del codice penale italiano, come l’abuso d’ufficio, percosse, lesione personale volontarie, atti persecutori (in inglese Stalking), ingiuria, diffamazione, abusi sessuali, minaccia, molestie.

Ad esempio, la più frequente azione da Mobbing consiste nel dequalificare il lavoratore per demotivarlo e costringerlo alle dimissioni. Sul piano giuridico, il demansionamento è vietato perché costituisce sempre lesione del diritto fondamentale alla libera esplicazione della personalità del lavoratore nel luogo di lavoro, tutelato dagli art. 1 e 2 della Costituzione. Quindi il danno che ne deriva è suscettibile di risarcimento.

A parte le norme generali a tutela della persona (contenute nell’art. 2 e 3 della Costituzione), vi sono anche altre norme che tutelano l’individuo nella realtà lavorativa, ad esempio:
– Art. 32, che riconosce la tutela della salute come diritto fondamentale dell’uomo;
– Art. 35, che prevede la tutela del lavoro in tutte le sue forme;
– Art. 41, che vieta lo svolgimento della attività economica privata se esercitata in contrasto con l’utilità sociale o qualora rechi danno alla sicurezza, alla libertà ed alla dignità umana.
Inoltre, la legge italiana disciplina anche il risarcimento del danno biologico, cioè la lesione dell’integrità fisica della persona (ad esempio i danni alla salute), situazione molto frequente in casi di Mobbing. Sono invece maggiori le difficoltà per ottenere il risarcimento del danno morale, poiché più complesso da dimostrare.

Altro aspetto disciplinato dal Legislatore ed importante ai fini del Mobbing, è costituito dalla normativa in tema di sicurezza sul lavoro, dettata dal decreto legislativo n. 81/2008. La materia della sicurezza sul lavoro cita indirettamente il tema del Mobbing, poiché definisce il concetto di “salute del lavoratore” come “assenza di malattia o d’infermità”, ma anche come “uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale”. Partendo da questo presupposto, il datore di lavoro ha l’obbligo, non solo di non evitare condotte negative che possano minare alla salute psico-fisica del lavoratore, ma anche di creare un ambiente lavorativo sereno così da prevenire e proteggere la salute e la sicurezza di quest’ultimo.

MOBBING SUL LAVORO: COME TUTELARSI

A chi può rivolgersi una persona che subisce mobbing? In Italia purtroppo non esistono centri di competenza in grado di supportare un lavoratore vittima di vessazioni sul lavoro, quindi il mobbizzato può trovare sostegno in amici, parenti, colleghi etc., ma difficilmente troverà un supporto professionale. La soluzione ideale sarebbe offrire all’interessato sostegni utili per affrontare la situazione: un supporto di tipo sociale e uno di tipo legale.

COSA FARE IN PRATICA

Cosa è consigliato fare in caso di Mobbing? Rivolgersi ad un legale per avere una consulenza e rivolgersi ad enti di supporto, se sono presenti nella propria città. Ad esempio alcune Organizzazioni Sindacali offrono un sostegno in termini di consulenza e anche di assistenza legale. Esistono anche studi giuslavoristi specializzati in mobbing e discriminazioni lavorative. In caso di reati penali è indispensabile rivolgersi ad un Avvocato penalista.

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Tutti gli annunci di lavoro pubblicati sono rivolti indistintamente a candidati di entrambi i sessi, nel pieno rispetto della Legge 903/1977.



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67 Commenti
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Maria

E sopratutto ora mi rende la giornata pesante perché mi sposta gli appuntamenti e fa il capo padrone!!!

Maria

Sono una dipendente regolarmente assunta di primo liv da circa 3 anni nel settore artigiano faccio un sacco di ore pagate sempre! Portato in neg pacchetto clienti che mi hanno seguita da più di 25 anni! Circa una 70ina
Ora il mio datore di lavoro mi fa pressione che devo fare più clienti in meno tempo! Mobbing!! Sono stata appena operata alla mano! Tendini e tunnel. Mi vuole togliere un fuori buista! Come mi devo comportare? perché vuole tenere una collega in nero le costa. Meno!!

Ilaria

Io sono vittima di mobbing dal 2008 neo 2012 ho dato le dimissioni perché un collega no mi faceva pui vivere quando è stato assunto mi faceva l occhiolino quando a visto che che la cosa non mi dava fastidio. Ha cominciato ha mobbizarmi fino a portarmi per esasperazione ad andarmene. Poi sono stata richiamata al lavorare lì ora l azienda va bene ed il collega ha ripreso a minacciarmi

Rosa Margherita Coletta

Mio figlio ha preso un bar da 5 mese. La vicina al bar offro caffè ai mie clienti per non farci lavorare. C’è qualcosa che io posso fare per fermarlo ?

Gianna

Salve ho bisogno di aiuto urgente mio marito dipendente da 34 anni per un circolo sportivo storico si trova da due anni da quando è cambiato il collegio è il presidente Ad essere continuamente sottoposto a pressioni verbali perché ne lui e ne i colleghi vogliono firmare il nuovo contratto proposto dal primo maggio dove retrocedono il livello e lo stipendio!! In pratica questo mese sono stati pagati con lo stipendio deciso dal circolo! Ora dopo tanti soprusi verbali hanno detto che l’avvocato del circolo farà con ognuno di loro un incontro individuale! Mio marito non dorme più ed ha… Leggi il resto »

LuigiP
Reply to  Gianna

Ma il contratto che aveva era a tempo determinato e adesso devono fare un rinnovo? Comunque conviene chiedere consiglio ad un avvocato che possa valutare bene la situazione

Giuseppe

Salve lavoro da 5 anni come.portiere di notte in hotel 4 stelle. Da receptionist del primo anno al secondo ho dovuto aumentare le mansioni, potare siepi, spazzare il terrazzo, vuotare cestini e posacenere, dare lo straccio pulire le porte… il tutto ogni anno aumentava qualcosa adesso se per caso non svuoto un posacenere apriti cielo….non lo fai mai, non pulisci mai, mettono sempre il.mai per enfatizzare, i colleghi e responsabili mi stanno accerchiato lentamente, come se trovassero un capro espiatorio per le loro frustrazioni sui miei errori….. Spesso si tratta a volte di nn svuotare un cestino semivuoto, o un… Leggi il resto »

fabio
Reply to  Giuseppe

Ciao, faccio un lavoro diverso ma mi sembra di vivere la tua stessa condizione…..tra le altre cose quella sensazione di disturbo per un messaggio che cambia l’umore e che va ad intaccare lo stato d’animo in un momento sereno. “E’ solo un messaggino” mi dicono, che ci vuole a leggerlo. Difficile da spiegare ma è davvero devastante. Per il resto, come te, mi accorgo che con il tempo tutto quello che credevo essere la mia disponibilità, sono diventati i miei doveri e quello che credevo un beneficio apportato diventa ovvio. Forse siamo solo persone molto responsabili e approfittano del nostro… Leggi il resto »

Ale

Salve lavoro in un azienda da 25 anni , questa è molto grossa più di 1500 dipendenti, io sono una semplice operaia. Da 14 anni non faccio più i turni lavoravo dalle 6 alle 14 e da allora lavoro fuori linea Da quasi un anno è arrivato un nuovo capo reparto che mi ha cambiato L orario di lavoro non mi firma mai permessi e ferie tranne le 3 settimane d’obbligo dove in realtà a me né spettano più di 4 dato che maturo 200 ore di sole ferie all’anno e ogni volta che sono in malattia esce L Inps… Leggi il resto »

Maggy

Buonasera, vorrei un’opinione in merito alla mia situazione. Lavoro in un negozio da 17 anni con contratto a tempo indeterminato. Le mie mansioni sarebbero cassa e centralino ma, negli anni mi sono stati affidati una marea di compiti. Si licenziava o licenziavano qualcuno… i compiti venivano “spalmati” sugli altri dipendenti, me compresa. Mai un aumento di stipendio…tutto dovuto, se accenni a chiedere qualcosa in più la risposta è sempre la stessa.. quella è la porta! Ma io ho bisogno di lavorare ed ho tenuto duro ma ad oggi anche compiti riguardanti la gestione dei controlli per il COVID, Green Pass… Leggi il resto »

fabio
Reply to  Maggy

Secondo me, dovresti entrare in un altra dimensione, dove non è importante rispettare le aspettative e i giudizi del datore di lavoro. Hai un tempo per fare le cose, fai quello che puoi e fallo bene. Se non ti danno possibilità di crescere, non ricevi gratificazioni e comunque non hanno considerazione di te, vuol dire che stanno approfittando della tua risorsa oltremodo! Il mio consiglio pone un limite fisico, o fai una cosa o fai l’altra, il tempo quello è. Hanno bisogno di te, se non basta, troveranno loro la soluzione ad un problema che non ti compete, ma tu… Leggi il resto »

Gemma

Buonasera. Io sono stata costretta alle dimissioni dal mio editore ( ero direttore responsabile di una rivista di commercio e turismo ) per una serie di comportamenti volti a sminuire il mio ruolo. Contemporaneamente alle mie dimissioni loro mi avevano fatto pervenire, tramite PEC, una recessione unilaterale per ” riorganizzazione aziendale ” con decorrenza immediata. Son riuscita a far mettere agli atti la mia lettera di dimissioni, tuttavia da mesi ho subito un crollo psicologico dal quale non mi sto riprendendo. Inoltre ho subito l’ allontanamento di amici e colleghi coinvolti in vari modi nella vicenda. Sono iscritta all’ albo… Leggi il resto »

Luix
Reply to  Gemma

Conviene sicuramente che chiede informazioni ad un legale.

Lilith

Buongiorno. Io subisco mobbing non direttamente dalla mia azienda, ma da parte di un professionista esterno che collabora a tempo pieno con noi. E’ una casistica esistente oppure non può essere considerato mobbing?
Grazie

Carla melis

Salve mi chiamo Carla, vorrei chiedervi come posso denunciare un caso di mobbing da parte dei colleghi, vengo ripetutamente parlata male e non vengo ascoltata quando chiedo materiale per la vendita dimenticavo lavoro in un bar pasticceria è da mesi che si manifesta questa situazione, vengo accusata di essere la preferita ma non è affatto così. Mi potete dare un consiglio perché ogni giorno vado a lavoro con ansia e persino mal di testa

Redazione Ticonsiglio
Admin
Reply to  Carla melis

Se questo comportamento scorretto arriva dai suoi colleghi, probabilmente il primo passo da fare è parlarne con i responsabili per segnalare il suo stato di difficoltà.

Giovana Sanchez Villanueva

Sono stato un badante fissa per 1 anno e 5 mesi, per tutto questo tempo mi hanno trattato male, dicono sempre che rubo cose, rubo soldi, guadagno troppo, questo è fatto dalla cugina della signora con cui lavoro e una altra Amica della signora, la signora ha un avvocato (tutor) e anche lei non fa nulla, i due rendono impossibile la vita, parlano male di me alle mie spalle, non riesco più a lavorare in questo modo, anche la signora a cui tengo è malata molto nervosa e il tutor lo sa e non fa nulla, so cosa fare, avevo… Leggi il resto »

tea

a me è successo lo stesso sul lavoro. ho dato le dimissioni. Il lavoro mi piaceva pero non al tal punto di rischiare la mia salute o la felicita della famiglia

Asia

Su coraggio datti forza stammi bene… tanto prima e poi tutto torna il male che ti fa oggi. ciao

fabio

Recentemente sono stato convocato dal presidente della società dove faccio l’operaio: ha chiesto a me e ad un mio collega di licenziarci per essere riassunti con passaggio diretto ad un’ altra società del gruppo. Ho colto l’occasione per parlare di “crescita”…l’avessi mai fatto!! In quella sede, in presenza di direttore e del mio diretto superiore, mi viene detto lapidariamente che l’argomento è fuori luogo. Il giorno successivo mi chiedono di firmare, presenti solo il direttore e il capo. Mi hanno fatto notare la mia irriverenza e poi mi hanno massacrato di cattiverie con la cadenza di un martello. Alcuni esempi:… Leggi il resto »

Asia
Reply to  fabio

Su coraggio datti forza stammi bene… tanto prima e poi tutto torna il male che ti fa oggi. ciao

fabio
Reply to  Asia

Ciao e grazie del sostegno…….non contento delle risposte ricevute da direttore e capo, mi sono rivolto con la mia solita irriverenza al Presidente chiedendo di potergli parlare, quando possibile. Credevo ignorasse la mia richiesta, ma sbagliavo….infatti: Ben presto il mio capo rimprovera la mia azione, di averlo quindi scavalcato, poiché rivolgendomi al presidente, egli a sua volta era stato rimproverato( insieme al direttore), di non aver fatto un buon lavoro, di non aver usato argomenti convincenti a contrastare le mie richieste. Nel frattempo io ho imparato ha rispondere quello che penso, ho detto semplicemente al mio capo che per parlare… Leggi il resto »

Roberto
Reply to  fabio

Se ti piace il tuo lavoro continua a farlo, ma se vuoi migliorare la tua posizione forse non sei nel posto giusto: riusciresti a fare e a dire le cose che fanno i tuoi superiori? Io non ci riuscirei…

Michela

Salve a tutti,
da circa 8 mesi l’associazione per cui lavoro ha problemi nel pagare stipendi, fornitori e provvedere alle spese dei progetti. Attualmente abbiamo 3 mesi di stipendio arretrati più la tredicesima. Ci siamo rivolti ai sindacati ma per ora gli incontri vengono sempre rimandati, ogni volta che ci rivolgiamo all’amministrazione non riceviamo nessuna risposta e c’è silenzio totale da mesi.
Mi chiedo se queste vessazioni psicologiche rientrino nelle cause di mobbing.

Simona

Sto subendo del mobbing sul lavoro sia da parte di alcuni colleghi, che del titolare. Oggi,è il primo giorno in cui mi sono concessa un giorno di riposo per riprendermi, dalle umiliazioni e dispetti.Generalmente ho un carattere forte,ma l’ultima..(trovare dell immondizia dentro il bollitore personale ,che uso per farmi qualche tisana ,per mancanza del riscaldamento dentro il capannone).Domani penso di nuovo di non andare a lavorare.. Ma… DOPODOMANI? Non so perché mi fanno tutto questo ☹️.A chi rivolgermi?

Mauri
Reply to  Simona

Vergognoso, rivolgiti ad un avvocato esterno, e mettiti in malattia x esaurimento nervoso, prenderai di meno ma non incontrerai piu certe persone

matilde

carissimi lo fanno anche a me, lavori insignificanti, bugie sul mio conto, pettegolezzi inesistenti e il capo sa ma fa finta di niente. io troppo educata e non so difendermi.
attendo la giustizia divina a loro da fastidio che sono carina, anche se sola nella vita faccio fronte a tutto, le donne mi odiano perché sono graziosa e non volgare, gli uomini che mi vorrebbero mi trattano male perché li respingo, insomma una cattiveria immane e sono nel lavoro statale. che fare?

Elena

Buona sera mi chiamo Elena sono stata chiamata a un Colloquio come Operatore sanitario,al momento la Direzione e la Responsabile mi hanno chiesto che vogliono la precisione sul posto di lavoro e la perfezione,purtroppo al inizio erano tutte le colleghe carine fini che facendo i turni di notte un utente e fuggito io ho chiamato i carabinieri,invece la mia Colega di turno a presso la macchina e andata a cercare il utente in 3 min era già tornata,dopo la Direzione mi ha fatto il verbale per il mio comportamento che dovevo tenere tutto in segreto poi ho capito che non… Leggi il resto »

Alessandro
Reply to  Elena

Ciao ,ti posso fare una domanda?

frida

buongiorno a tutti vi chiedo un supporto ho una collega che mi continua a fare del mobbing e oltre tutto mi ha messo anche i colleghi che fino a poco tempo fa mi parlavano ora lei la manipolizzati a suo favore non mi fa piu’ lavorare nel senso ieri 21/05/18 volevo fare un documento il collega aveva detto lo vuoi fare tu e lei subito il detto no massimo fallo te e nel frattempo c’era anche il capo ufficio e non ha detto nulla . poi con tutto che sanno che non sto bene (tumore) non voglio farmi compatire per… Leggi il resto »

Denise

Oltre a non esserci una legge, molte volte non si tratta di un mobbing eclatante, con azioni persecutorie e demansionamenti ufficiali, che possano essere oggetto di denuncia o riferiti a chi si occupa di queste problematiche. Può trattarsi di un mobbing più velato, tra pari, ma altrettanto in grado di rovinare la serenità e qualità del lavoro. In molti ambienti di lavoro c’è necessità di veicolare aggressività repressa sul collega scomodo, attraverso il pettegolezzo alle spalle per nn dover rendere conto del proprio comportamento lesivo e le critiche pretestuose, che contribuiscono ad etichettare negativamente la vittima e toglierle credibilità, ostacolando… Leggi il resto »

Sara
Reply to  Denise

Hai espresso a pieno ciò che non riesco più ad esternare ormai da mesi/anni …. proprio così. Esiste il mobbing subdolo… e io lo sto provando da 3 anni ormai,con tutte le conseguenze fisiche e mentali ( che poi diventa una conseguenza/causa) … la cosa più brutta poi è l’essere i più sinceri,paladini a favore dei più deboli e passare invece da carnefici falsi ecc ed essere testimoni di continui sproloqui denigrazioni rivolti a terzi! non lo sopporto più….se potessi direi tutto ma sono di indole una persona a cui non piace creare zizzania o sparlare… e comunque vista la… Leggi il resto »

Barbara
Reply to  Sara

Il mobbing subdolo… si lo conosco. Lo vivo ogni giorno. Non riesco a capire il motivo ma mi sta rovinando la vita.
Come si può spiegare?

Emanuele
Reply to  Barbara

Ma non si risolverà mai questa cosa Purtroppo per i lavoratori… Ho mille esempi ed esperienze vere di mobbing i bossing ma poi si rinuncia e si tace perché il rischio di perdere il lavoro è concreto! Solo nell’azienda dove lavora mia moglie il padrone, sotto falso nome perché ha già fallito, maltratta tutti e non solo ma oltre a farsela con qualche donnetta compiacente ogni tanto licenzia senza giusta causa ed anzi è un continuo appendere fogli con solleciti a lavorare nei festivi e scrive in bacheca i nomi delle assenti anche se per giusta causa… un vero filibustiere… Leggi il resto »