Selezioni Ministero della Giustizia per psicologi e mediatori linguistici e culturali in Puglia ed Emilia Romagna

Ministero della Giustizia

Il Ministero della Giustizia ha pubblicato due nuovi avvisi di selezione per psicologi e mediatori linguistici e culturali.

Si tratta complessivamente di quattro incarichi, tutti destinati ad attività di trattamento e di accoglienza all’interno degli istituti penitenziari.

I compensi vanno da 25 a 30 euro lordi l’ora, per incarichi che si concludono entro la fine del 2026.

Gli inserimenti sono previsti presso la Casa circondariale di Lecce (Puglia) e la Casa circondariale di Piacenza (Emilia Romagna).

Le domande devono essere presentate entro il 27 settembre 2026 per l’Emilia Romagna ed entro il 28 settembre 2026 per la Puglia.

Di seguito presentiamo tutto ciò che serve sapere sulle selezioni, le attività previste, i requisiti richiesti, i compensi, le modalità per presentare la candidatura e rendiamo disponibili gli avvisi da consultare.

adv

SELEZIONI MINISTERO DELLA GIUSTIZIA PER PSICOLOGI E MEDIATORI

Le due selezioni sono state indette direttamente dalle Direzioni degli istituti penitenziari, nell’ambito del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.

Nel dettaglio, le procedure riguardano:

  • tre psicologi esperti nel trattamento intensificato cognitivo comportamentale degli autori di reati contro le donne, presso la Casa circondariale di Lecce;

  • un mediatore culturale e/o linguistico da adibire al servizio di accoglienza dei detenuti stranieri nuovi giunti, presso la Casa circondariale di Piacenza.

Si tratta di opportunità rivolte a professionisti con competenze differenti, ma chiamati a operare all’interno dello stesso contesto: quello penitenziario e dei percorsi di osservazione e trattamento della persona detenuta.

Entrambi gli incarichi sono conferiti in regime libero-professionale, senza costituzione di rapporto di pubblico impiego, e non comportano vincoli di esclusività o di subordinazione nei confronti dell’Amministrazione. È un aspetto che li rende compatibili con un’attività professionale già avviata.

adv

COSA FANNO I PROFESSIONISTI

GLI PSICOLOGI

Lo psicologo incaricato programma e conduce il trattamento psicologico rivolto agli autori di reati di maltrattamento e di atti persecutori, oltre che ai cosiddetti sex offenders, con l’obiettivo di sostenere percorsi di cambiamento e ridurre il rischio di recidiva.

Il lavoro parte da colloqui individuali conoscitivi con i detenuti, che dopo la sottoscrizione di un contratto di partecipazione vengono coinvolti in incontri di gruppo a cadenza settimanale, ciascuno della durata di circa due ore.

Sono inoltre previsti colloqui individuali su richiesta del partecipante e la somministrazione di test psicometrici durante e al termine del progetto, per misurare l’andamento del trattamento e il rischio di recidiva.

Gli esiti degli interventi vengono condivisi nell’ambito dell’équipe di osservazione e trattamento e, se necessario, con gli altri gruppi di lavoro attivi nell’istituto, come gli staff di prevenzione del rischio suicidario.

IL MEDIATORE

Il mediatore culturale e/o linguistico affianca il personale già impiegato nell’Area Trattamentale dell’istituto, per rafforzare il servizio di accoglienza rivolto ai detenuti stranieri appena entrati in carcere.

L’incarico rientra nel progetto “Integrando Mediazione 2026” ed è orientato a favorire l’inclusione sociale, l’orientamento e il sostegno delle persone ristrette, con particolare riferimento agli stranieri.

adv

REQUISITI RICHIESTI

PSICOLOGI

  • Laurea di secondo livello in Psicologia ai sensi del DM 270/2004 oppure diploma di laurea del vecchio ordinamento;
  • abilitazione all’esercizio della professione di psicologo;
  • iscrizione all’Albo professionale degli psicologi;
  • età superiore a 25 anni e inferiore a 70 anni;
  • cittadinanza italiana o di uno Stato membro dell’Unione Europea, con ottimale conoscenza della lingua italiana nel caso dei cittadini UE;
  • pieno godimento dei diritti civili e politici;
  • assenza di carichi pendenti e di condanne penali;
  • assenza di provvedimenti interdittivi dai pubblici uffici con sentenza passata in giudicato;
  • possesso di partita IVA oppure dichiarazione di apertura della stessa in caso di conferimento dell’incarico;
  • assenza di un rapporto di lavoro dipendente con il Ministero della Giustizia.

Per i titoli conseguiti in un altro Paese dell’Unione Europea la verifica dell’equipollenza avviene ai sensi dell’articolo 38, comma 3, del decreto legislativo 165 del 2001. Sono utili anche i titoli equipollenti ed equiparati riconosciuti dal decreto interministeriale del 9 luglio 2009.

MEDIATORE

  • Qualifica di mediatore culturale e/o linguistico, certificata da apposite attestazioni rilasciate da enti accreditati;
  • conoscenza di almeno una lingua straniera scritta e parlata;
  • cittadinanza italiana o di un altro Paese membro dell’Unione Europea, oppure permesso o carta di soggiorno in corso di validità;
  • godimento dei diritti civili e politici;
  • assenza di condanne penali, di misure di prevenzione e di procedimenti penali in corso;
  • possesso dei requisiti di ordine generale previsti dagli articoli 94 e 95 del D.Lgs. 36/2023;
  • possesso di partita IVA oppure impegno ad aprirla in caso di conferimento dell’incarico;
  • assenza di un rapporto di lavoro dipendente con il Ministero della Giustizia;
  • assenza di parenti o clienti tra la popolazione detenuta nell’istituto.

Alla selezione di Piacenza possono partecipare anche persone giuridiche, enti del terzo settore e società cooperative, a condizione che dimostrino di avvalersi di professionisti qualificati con comprovata esperienza nella mediazione culturale, preferibilmente in ambito penitenziario.

Per il profilo di mediatore, quindi, non è richiesta la laurea: è sufficiente la certificazione rilasciata da un ente accreditato, il che allarga sensibilmente la platea di chi può candidarsi.

adv

DURATA DEGLI INCARICHI E COMPENSI

Gli incarichi hanno natura professionale e si svolgono presso gli istituti che hanno indetto le procedure, secondo un programma di lavoro concordato con le rispettive Direzioni.

A Lecce l’incarico dura tre mesi, con inizio previsto a ottobre e scadenza al 31 dicembre 2026. Ciascuno dei tre professionisti dovrà assicurare 192 ore di presenza, per un massimo di 64 ore mensili, nell’ambito di un progetto che conta complessivamente 576 ore finanziate con 17.500 euro.

Il compenso individuale è pari a 30 euro lordi all’ora, al lordo di oneri fiscali e previdenziali. Considerando le 192 ore previste, il compenso complessivo lordo di ciascun incarico ammonta quindi a 5.760 euro.

A Piacenza l’incarico decorre dalla data di sottoscrizione e si conclude al 31 dicembre 2026, con un impegno massimo di 137 ore complessive, a fronte di uno stanziamento di 8.000 euro assegnato all’istituto sul progetto “Integrando Mediazione 2026”.

Il compenso è pari a 25 euro lordi all’ora, per un importo complessivo lordo che, sulle 137 ore previste, arriva a 3.425 euro.

In entrambi i casi si tratta di compensi omnicomprensivi, corrisposti mensilmente o periodicamente dietro presentazione di regolare fattura elettronica e in base alle ore effettivamente lavorate.

COME SI SVOLGE LA SELEZIONE

Non sono previste prove d’esame scritte. Entrambe le procedure sono selezioni per titoli, nelle quali vengono valutati il curriculum vitae e le esperienze professionali dichiarate dai candidati.

A Lecce la valutazione è affidata a una commissione di tre componenti, che attribuisce al curriculum formativo e professionale un punteggio massimo di 15 punti, così ripartiti:

  • titoli di specializzazione, fino a 3 punti: 3 punti per il dottorato di ricerca, 3 punti per la scuola di specializzazione, 1,5 punti per ogni master di secondo livello (massimo due);
  • esperienze professionali, fino a 12 punti: 3 punti per ogni semestre di esperienza specifica presso la Casa circondariale di Lecce e 1,5 punti per ogni semestre presso un altro istituto penitenziario per adulti.

La Direzione si riserva la possibilità di convocare i candidati per un colloquio individuale, al quale non viene però attribuito alcun punteggio.

A Piacenza la commissione tecnica è presieduta dal Direttore ed è composta anche dal Capo Area Contabile e dal Capo Area Trattamentale. I criteri di punteggio sono:

  • titoli di studio o specializzazioni in lingue straniere o in mediazione culturale: 25 punti;
  • esperienze specifiche maturate nel settore: 0,30 punti per ogni anno;
  • esperienze pregresse di collaborazione con l’Amministrazione Penitenziaria: 0,25 punti per ogni trimestre;
  • esperienze pregresse di collaborazione con i servizi della giustizia: 1 punto per ogni anno.

In entrambe le sedi l’incarico è conferito ai candidati che ottengono il punteggio più elevato. A Lecce, in caso di parità, prevale il candidato più giovane di età, mentre a Piacenza si procede per sorteggio.

La graduatoria di Lecce ha validità fino al 31 dicembre 2028 e viene utilizzata anche in caso di rinuncia del professionista individuato: è una prospettiva concreta anche per chi non rientra tra i primi tre in graduatoria.

Gli esiti delle procedure vengono pubblicati sul sito del Ministero della Giustizia: non arriva nessuna comunicazione personale ai candidati, mentre i vincitori vengono contattati all’indirizzo indicato nella domanda.

COME PRESENTARE LA DOMANDA

La domanda va redatta in carta semplice e in lingua italiana, corredata dal curriculum vitae debitamente firmato e dalla copia di un documento di identità in corso di validità.

Per la selezione di Lecce occorre utilizzare l’apposito modello allegato all’avviso, che potete scaricare qui: MODELLO DI DOMANDA (Pdf 275 KB).

La domanda deve pervenire entro lunedì 28 settembre 2026 esclusivamente tramite posta elettronica certificata PEC intestata al candidato, o a un suo delegato allegando la delega, all’indirizzo cc.lecce@giustiziacert.it, indicando nell’oggetto la procedura alla quale si intende partecipare.

Per la selezione di Piacenza la domanda va inviata entro domenica 27 settembre 2026, con il curriculum vitae in formato europeo, alla PEC prot.cc.piacenza@giustiziacert.it.

Chi non ha una PEC può leggere in questa pagina come attivarne una immediatamente, online, anche da smartphone.

Per chiarimenti sulla procedura di Lecce è possibile scrivere a cc.lecce@giustiziacert.it oppure telefonare allo 0832.1669111, dal lunedì al venerdì dalle ore 8.00 alle ore 12.00.

AVVISI PUBBLICI

Per tutti gli ulteriori dettagli sulle selezioni del Ministero della Giustizia vi invitiamo a leggere attentamente gli avvisi, ovvero:

  • selezione per psicologi alla Casa circondariale di Lecce, avviso disponibile in questa pagina;
  • selezione per mediatore culturale e/o linguistico alla Casa circondariale di Piacenza, avviso disponibile in questa pagina.

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

Il Ministero della Giustizia è preposto all’organizzazione dell’Amministrazione giudiziaria civile, penale e minorile, dei magistrati e di quella penitenziaria. Nato nel 1861, ha sede in via Arenula 70, a Roma, ed è conosciuto per questo come “via Arenula”.

L’Amministrazione si articola in quattro dipartimenti. Quello competente per gli istituti di pena, e quindi per le Case circondariali di Lecce e di Piacenza, è il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, che si avvale sul territorio dei Provveditorati regionali.

Il ricorso a professionisti esterni per le attività di osservazione e trattamento è una costante del sistema penitenziario italiano fin dall’ordinamento del 1975: gli avvisi vengono pubblicati con regolarità dalle singole direzioni e dai Provveditorati regionali.

Sul fronte della mediazione, il quadro del 2026 è definito dal progetto “Integrando Mediazione 2026”: con la nota del 10 marzo 2026 il Provveditorato regionale per l’Emilia-Romagna ha comunicato la ripartizione dei relativi fondi, assegnando 8.000 euro alla Direzione della Casa circondariale di Piacenza. È da quella ripartizione che discende l’avviso pubblicato il 17 settembre 2026.

Per gli interventi sugli autori di reati contro le donne, invece, la Casa circondariale di Lecce ha ottenuto nell’esercizio finanziario 2026 un finanziamento per complessive 576 ore di trattamento intensificato, alla base dell’avviso del 18 settembre 2026. Entrambe le procedure si muovono all’interno dell’articolo 13 bis dell’Ordinamento penitenziario, che prevede percorsi di recupero dedicati agli autori di reati sessuali e di maltrattamenti.

ALTRE SELEZIONI E COME RESTARE AGGIORNATI

Vi invitiamo a consultare la pagina dei concorsi pubblici, che è costantemente aggiornata con i nuovi bandi indetti. Potete anche conoscere i prossimi concorsi in uscita per scoprire quali bandi verranno pubblicati nei prossimi mesi e prepararvi per tempo.

Per aiutarvi ad affrontare in maniera efficace le procedure concorsuali, abbiamo predisposto questa guida pratica nella quale forniamo tutti i consigli e le risorse utili su come prepararsi al meglio ai concorsi pubblici.

Per restare sempre aggiornati sui nuovi concorsi pubblici vi invitiamo ad iscrivervi alla nostra newsletter gratuita, al canale Whatsapp e al canale Telegram per avere le notizie in anteprima.

Potete restare aggiornati anche sulle novità più interessanti seguendo il canale TikTok @ticonsigliounlavoro, la nostra pagina Facebook e l’account Instagram. Scoprite anche tutte le nostre community con i gruppi di studio Telegram e non solo.

Seguiteci anche su Google News mettendo una spunta (basta cliccare sul quadratino).

Scritto da Caterina Simonato - Coordinatrice editoriale e redattrice, esperta di lavoro pubblico e privato.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *